Il leader di +Europa Riccardo Magi si appoggia sul testo del Disegno di legge di conversione del “Decreto Sicurezza” per dividere in bustine della cannabis a Montecitorio e distribuirla. Il gesto di disobbedienza civile in occasione del “4/20”, data anglosassone per il 20 aprile, giorno dedicato alla cannabis e al contrasto al proibizionismo sulle sostanze stupefacenti. La data cade negli ultimi giorni di dibattito sul ddl di conversione in legge del “Decreto Sicurezza” approvato dal Senato e al voto definitivo alla Camera questa settimana.
“Mentre nel mondo si festeggia il 4/20, aprendo magari una discussione su un consumo consapevole, le Istituzioni italiane fanno questa schifezza di decreto sicurezza che tra le tante cose incostituzionali porta una norma sulla lieve entità che stringe ancora questa fattispecie autonoma”. Il riferimento è all’emendamento in forza del quale “non si considera di lieve entità” la detenzione di cannabis quando, per l’allestimento di mezzi o strumenti oppure per le modalità dell’azione, la condotta è posta in essere “in modo continuativo e abituale”.
Accanto al segretario di +Europa ci sono Pasquale Principe di Antigone e Antonella Soldo di Meglio Legale e Associazione Luca Coscioni che dice: “Quando diciamo ‘Mantovano talebano’ è una battuta fino a un certo punto. Il sottosegretario Mantovano alla scorsa assemblea Onu sugli stupefacenti ha detto che la posizione dell’Italia è che siamo contrari a ogni regolamentazione delle sostanze che non sia per uso medico. Ponendoci così dalla parte dei paesi più illiberali come Russia, Cina e paesi arabi. Lasciando la via dei paesi europei o di alcuni esempi latinoamericani come la Colombia di Gustavo Petro per andare verso paesi che puniscono il consumo anche con la pena di morte”.
“Nessuno chiede la droga libera per il semplice fatto che lo è già”, aggiunge il radicale Marco Perduca. “Otto milioni di persone in Italia, più i turisti, già la usano. Chiediamo delle regole precise perché 36 anni di proibizionismo hanno reso la droga libera dalle carceri agli asili”.
