Decreto Sicurezza, via libera da Cdm. Dalle zone rosse al ‘Daspo cortei’ e divieto coltelli per minori: ecco le nuove norme

Decreto Sicurezza, via libera da Cdm. Dalle zone rosse al ‘Daspo cortei’ e divieto coltelli per minori: ecco le nuove norme
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Dritto e Rovescio, Roma (Italia) 5 Febbraio 2026 (Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse)

Meloni: “Stato non gira testa dall’altra parte, difende chi ci difende”

Il decreto Sicurezza ha avuto il via libera in Consiglio dei ministri con alcune novità, presenti nella bozza del testo all’esame del governo. Tra questi, un fermo preventivo di massimo 12 ore qualora sussista “un fondato motivo di ritenere che” si “pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione”, dandone “immediata notizia al pubblico ministero”. È quanto prevede la bozza del dl Sicurezza. Qualora “in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, gli ufficiali e gli agenti di polizia possono accompagnare nei propri uffici persone rispetto alle quali, in relazione a specifiche e concrete circostanze di tempo e di luogo e sulla base di elementi di fatto, anche desunti dal possesso” di armi o strumenti atti a offendere”, si legge, o “dalla rilevanza di precedenti penali o di segnalazioni di polizia per reati commessi con violenza alle persone o sulle cose in occasione di pubbliche manifestazioni nel corso degli ultimi cinque anni, sussista un fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione”, e “trattenerle per il tempo strettamente necessario ai fini del compimento dei conseguenti accertamenti di polizia e comunque non oltre le dodici ore”. Nel testo poi si specifica che “dell’accompagnamento e dell’ora in cui è stato compiuto è data immediata notizia al pubblico ministero il quale, se riconosce che non ricorrono le condizioni di cui al comma precedente, ordina il rilascio della persona accompagnata”.

No vendita coltelli a minorenni, sanzioni fino a 12mila euro

‘È vietato vendere o in qualsiasi altro modo cedere a minori di anni diciotto strumenti da punta o da taglio atti ad offendere’. E’ quanto si legge all’art.4 della bozza del decreto, nel quale si aggiunge che ‘ai fini dell’osservanza del divieto, chiunque, nell’esercizio di un’attività commerciale, vende gli strumenti di cui al primo comma, ha l’obbligo di chiedere all’acquirente, all’atto dell’acquisto, l’esibizione di un documento di identità, tranne i casi in cui la maggiore età dell’acquirente sia manifesta’.

Fino a 3 anni per chi porta ‘lame’, sanzioni a genitori minorenni

‘Chiunque, senza giustificato motivo, porta fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, strumenti dotati di lama affilata o appuntita eccedente in lunghezza i centimetri otto, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni’. È quanto si legge all’art.1 del testo. Se alcuni dei reati sono commessi da un minore di 18 anni, ‘nei confronti del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale sul minore è applicata la sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro’.

‘Daspo’ cortei, piazze vietate a chi ha precedenti

Manifestazioni e cortei vietati a chi ha condanne, maturate in medesimi contesti. È quanto prevede l’articolo 10, nel quale si fa riferimento tra gli altri ai reati di terrorismo, danneggiamento, devastazione e saccheggio, lesioni, attentato alla sicurezza dei trasporti, violenza o minaccia a pubblico ufficiale o a corpo politico, strage, incendio doloso, omicidio. Nel testo viene dettagliato il ‘divieto di partecipazione a riunioni o ad assembramenti in luogo pubblico’, ‘con la sentenza di condanna per uno dei delitti’ indicati.

Multe fino a 12mila euro per cortei non autorizzati e infiltrati

Sale da un massimo di 413 euro a un massimo di 10mila euro la sanzione amministrativa pecuniaria per i promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico che non ne danno avviso, almeno tre giorni prima, al questore. La sanzione, contenuta nell’articolo 9, sale fino a un massimo di 12mila euro se il questore ha vietato la manifestazione.

Zone rosse vietate a pusher e violenti

‘Il prefetto può individuare specifiche zone urbane, caratterizzate da gravi o ripetuti episodi di criminalità o di illegalità, nelle quali è disposto l’allontanamento dei soggetti denunciati negli ultimi cinque anni per delitti non colposi contro la persona o il patrimonio’. È quanto prevede l’articolo 4 della bozza del dl Sicurezza in riferimento alle cosiddette ‘zone a vigilanza rafforzata’.
Viene anche introdotta l’ipotesi di arresto in flagranza differita nei confronti di chi ha commesso il reato di danneggiamento in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico. Il testo prevede che il Prefetto possa individuare, per un periodo massimo di 6 mesi rinnovabili anche più volte nel limite massimo di 18 mesi, le zone ‘rosse’ caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, in relazione alle quali è disposto l’allontanamento di soggetti che tengono, nelle predette aree, comportamenti violenti, minacciosi o molesti, mettendone in pericolo la sicurezza e impedendone la libera fruibilità, che siano stati denunciati negli ultimi cinque anni per: delitti non colposi contro la persona o il patrimonio; reati in materia di stupefacenti; reati riguardanti il porto di armi o oggetti atti ad offendere, il porto di armi per cui non è ammessa licenza o per particolari strumenti atti ad offendere

Stretta per chi non si ferma ad alt Polizia e borseggiatori

Il furto commesso con destrezza (art. 625, comma 1, n. 4, del codice penale) torna ad essere procedibile d’ufficio, modificando quanto previsto dalla c.d. riforma Cartabia.Viene inoltre introdotto un illecito penale punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni per chi non si ferma all’alt degli organi di polizia e si dà alla fuga con modalità pericolosa per la pubblica e privata incolumità, accompagnata dalle misure accessorie della sospensione della patente di guida e della confisca del veicolo, nonché dalla possibilità di arresto in flagranza differita. La rapina commessa, in danno di istituti di credito, uffici postali sportelli automatici, veicoli adibiti al, trasporto di valori o locali attrezzati per il deposito e la custodia di valori, da un gruppo armato organizzato è punita con una pena base da dieci a venticinque anni e una multa da euro 6.000 a euro 9.000 .

Carceri e operazioni sotto copertura

Si ampliano i poteri investigativi della polizia penitenziaria per reati gravi commessi in carcere consentendo agli ufficiali di polizia giudiziaria che appartengono ai Nuclei Investigativi (Nucleo Centrale e Nuclei Regionali), nel corso di specifiche operazioni di polizia svolte nell’ambito delle attività di loro competenza, di operare in modalità sotto copertura (articolo 16).

Dalla tutela ai giornalisti a stretta sugli sgomberi

Sono 29 gli articoli che compongono lo schema del disegno di legge recante ‘Disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle forze di polizia e del ministero dell’Interno’. Si va, secondo la bozza, dalla tutela dei giornalisti e del personale ferroviario, alle modifiche al codice di procedura penale in materia di occupazione arbitraria di immobili, fino all’istituzione della rete territoriale dell’alleanza educativa per le famiglie anche ‘al fine di prevenire il disagio giovanile’. Previsti anche il potenziamento dei presidi di Polizia di Stato sul territorio e dell’azione di vigilanza sui litorali, nonché il rafforzamento dell’azione di contrasto degli illeciti sulla rete ferroviaria, nonché disposizioni in materia di locazioni, oltre all’utilizzo degli aeromobili a pilotaggio remoto da parte delle Forze di polizia. C’è anche l’istituzione della Direzione centrale dei reparti mobili e dei reparti speciali della Polizia di Stato nonché della Direzione centrale per la formazione. Fra le varie misure, viene introdotta l’aggravante dell”avere, nei delitti colposi contro la vita, l’incolumità individuale e la libertà morale, commesso il fatto contro gli iscritti all’albo, negli elenchi o nel registro previsti dalla legge sull’ordinamento della professione di giornalista, ovvero contro i direttori di giornali quotidiani o di altre pubblicazioni periodiche non iscritti all’albo, nell’atto o a causa della propria attività giornalistica o dell’incarico di direzione’.

 Meloni: “Stato non gira testa dall’altra parte, difende chi ci difende”

Con l’approvazione del pacchetto sicurezza in Consiglio dei ministri “continuiamo ad aggiungere tasselli a un disegno preciso: uno Stato che non gira la testa dall’altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni spiegando che attraverso i provvedimenti approvati dal governo “rafforziamo la possibilità di allontanare soggetti pericolosi dalle aree più a rischio delle città. Introduciamo pene più severe per i borseggiatori, con il furto per destrezza che diventa procedibile d’ufficio e la cancellazione del paradosso di finire indagato per sequestro di persona se fermi un ladro che ti ha appena derubato in attesa delle Forze dell’ordine. Ci occupiamo anche del fenomeno delle baby gang, con una stretta sui coltelli e il divieto di vendere ai minori ogni strumento atto ad offendere. Introduciamo inoltre strumenti specifici per prevenire la presenza e l’azione di gruppi organizzati dediti alla violenza, che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare e che utilizzano le piazze come pretesto per creare disordini e distruzione”. “Infine, una norma estremamente importante: se ti sei legittimamente difeso, non vieni automaticamente iscritto nel registro degli indagati, pur mantenendo tutte le tutele previste dalla legge”, conclude Meloni.

Piantedosi: “Norme allo studio da tempo, no accelerazione da Torino”

“Era stata diffusa la notizia nelle settimane scorse di un pacchetto complessivo di norme che il Viminale in qualche modo si era esercitato a distribuire su due ipotesi di intervento ma senza che ci fossero dei paletti rigidi, ora si è fatta una valutazione sistematica di dedicare il disegno di legge alla parte in cui è prevalente la parte organizzativa. Sono norme di cui si era già parlato e che era noto che stessimo studiando già prima che avvenissero questi fatti che, pur gravi e recenti, ne hanno confermato l’importanza e a determinarci ad adottarli”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi rispondendo a una domanda nella conferenza post Cdm su una possibile accelerazione dopo le violenze alla manifestazione per Askatasuna a Torino.

“Cauzione responsabilizza organizzatori manifestazioni”

In merito alla cauzione “di fatto abbiamo adottato una serie di spunti normativi legati al fatto che l’obbligo di preavviso della manifestazione, l’inottemperanza delle prescrizioni dell’autorità di pubblica sicurezza vengano assoggettati a misure di carattere pecuniario sanzionatorio che, di fatto, se non è la cauzione preventiva, è la trasposizione, in ambito pecuniario della ottemperanza alle prescrizioni dell’autorità di pubblica sicurezza. Di fatto già anticipa questo concetto e responsabilizza anche economicamente chi presenta i preavvisi” per le manifestazioni. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi rispondendo a una domanda in conferenza post Cdm.

Tajani: “Ok a misure urgenti sempre nel rispetto della Costituzione”

“Il Governo ha approvato delle misure urgenti per garantire maggiore sicurezza dei cittadini e permettere alle forze dell’ordine di svolgere al meglio il proprio dovere e con maggiori tutele. Misure a contrasto della criminalità diffusa, a cominciare dalle baby gang, disincentivando tra i giovani l’uso di coltelli e armi da taglio. Sempre nel rispetto della Costituzione, per la sicurezza dei cittadini e a difesa delle libertà personali”. Lo scrive su X il vicepremier e segretario di FI, Antonio Tajani.

Salvini: “Chi sbaglia paga, agli altri lasciamo chiacchiere”

“Dalle parole ai fatti: ok dal Consiglio dei Ministri ai nuovi provvedimenti in materia di sicurezza. Chi sbaglia paga, chi lavora onestamente va protetto. A qualcuno lasciamo le chiacchiere: noi preferiamo agire”. Così il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, su X. Salvini, Lega porterà cauzione in Parlamento. Nel pacchetto sicurezza “non c’è la cauzione, che continua a starmi a cuore. La Lega la porterà in Parlamento e sono convinto che la maggioranza si troverà”, ha aggiunto poi il vicepremier ospite a ‘Otto e mezzo’ su La7.

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