“Dopo aver depositato la proposta di legge, il 30 gennaio saremo alla Camera dei Deputati per lanciare la campagna di raccolta firme per la Remigrazione e la Riconquista”. L’annuncio è dell’estrema destra, e scatena polemiche, dando appuntamento alla “Sala Stampa della Camera dei Deputati, il 30 gennaio 2026 – ore 11.30”. Interverranno Luca Marsella di Casapound, Salvatore Ferrara, Ivan Sogari e Jacopo Massetti. “L’accesso – si legge nell’invito – è consentito solo ai giornalisti ma potrete seguire la presentazione in diretta sulla nostra pagina Facebook”.
Pd: “Grave conferenza stampa neofascisti, Fontana lo impedisca”
“È inaccettabile che la Camera dei deputati ospiti una conferenza stampa sulla cosiddetta ‘remigrazione’, promossa da esponenti di CasaPound e da personaggi noti per iniziative svolte insieme a soggetti poi risultati appartenenti alla criminalità organizzata. La Camera non può diventare una tribuna per chi propaganda ideologie fasciste, viola la Costituzione e si pone apertamente contro le istituzioni democratiche. Se confermata, questa iniziativa rappresenterebbe un fatto gravissimo. La conferenza risulterebbe organizzata da un deputato della Lega. Ci appelliamo al Presidente Fontana affinché impedisca questa vergognosa strumentalizzazione delle sedi istituzionali”. Così una nota di Matteo Orfini, deputato del Partito democratico.
Anpi: “Conferenza su remigrazione è sfregio“
“Leggo con raccapriccio che il 30 gennaio si svolgerebbe alla Camera una conferenza stampa di esponenti di CasaPound per lanciare un’iniziativa sulla ‘remigrazione’. E’ uno sfregio all’autorevolezza delle istituzioni, alla natura antifascista della Repubblica, allo spirito solidale e umanitario della Costituzione. Mi auguro che il Presidente della Camera impedisca questo scempio politico, istituzionale e morale. E’ intollerabile che si conceda la sala di una delle più alte istituzioni dello Stato a personaggi che si ispirano al fascismo mentre – per di più – da più di vent’anni è occupato da CasaPound lo stabile nel quartiere Esquilino in via Napoleone III, e il governo non ha ancora mosso un dito. Francamente, è una vergogna”. Così in una nota il presidente nazionale Anpi, Gianfranco Pagliarulo.
Magi: “Neofascisti a Montecitorio? Fontana tuteli istituzione”
“La Lega di Salvini, che esprime il presidente della Camera Lorenzo Fontana, con il generale Vannacci il 30 gennaio porta una bella carrellata di neofascisti a Montecitorio, da CasaPound al Veneto Fronte Skinheads, passando per ex Forza Nuova e Rete dei patrioti per presentare una proposta di legge sulla Remigrazione: praticamente le nuove leggi razziali. Davanti a quello che sta accadendo negli Usa, con le squadracce dell’Ice di Trump che stanno gettando l’America nel caos, sarebbe quantomeno opportuno che Fontana, in quanto presidente della Camera, esponente della Lega e con un passato vicino a queste realtà, prendesse le distanze, tutelando l’istituzione che rappresenta”. Lo dichiara il segretario di +Europa, Riccardo Magi.
Bonelli: “Parlamento non casa nazifascisti ma Repubblica antifascista”
“Considero gravissimo e intollerabile che la Lega spalanchi le porte della Camera dei deputati a un raduno dell’estrema destra nazifascista. Non si tratta di una ‘iniziativa politica’, ma della legittimazione dell’odio razziale dentro le istituzioni della Repubblica, fondate sull’antifascismo e sulla Costituzione. I nazifascisti saranno in Parlamento grazie alla Lega, che ha prenotato la sala sotto l’etichetta tossica della ‘remigrazione’. È uno sfregio alla memoria democratica del Paese. Tra i relatori annunciati figurano esponenti noti dell’ultradestra: Luca Marsella di CasaPound Italia, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti (già Forza Nuova) e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti. Un progetto apertamente incostituzionale, mascherato da raccolta firme. Si usano le istituzioni per sdoganare i nazifascisti e il razzismo. Il presidente della Camera revochi l’autorizzazione all’uso della sala: il Parlamento non è la casa dei naziskin. È la casa della Repubblica antifascista e siamo pronti a presidiare per difendere le istituzioni democratiche”. Così Angelo Bonelli, parlamentare AVS e co-portavoce di Europa Verde.
Una polemica simile anche in Germania
Una polemica simile è nata di recente anche in Germania. L’estremista di destra austriaco Martin Sellner e la deputata dell’AfD Lena Kotré hanno discusso pubblicamente di ‘remigrazione’, lanciando al contempo attacchi alla dirigenza federale del loro stesso partito. Secondo Kotré, l’AfD sarebbe “sotto una pressione enorme”, che porterebbe i vertici a prendere “decisioni affrettate e poco comprensibili nel lungo periodo”. Con queste parole, la capogruppo AfD nel Parlamento del Brandeburgo ha giustificato l’opposizione di Alice Weidel e Tino Chrupalla all’invito ufficiale di Sellner a un evento del partito. Insieme al leader regionale René Springer, i due avevano chiesto l’annullamento dell’incontro. Nonostante ciò, Kotré è apparsa comunque sul palco accanto a Sellner, giovedì sera, in un ex concessionario d’auto alla periferia della cittadina di Vetschau. L’evento si è svolto, ‘casualmente’, nello stesso giorno della riunione inizialmente prevista a Luckenwalde. Kotré ha preso ulteriormente le distanze dalla leadership federale, mettendo in guardia contro “alleanze premature con la Cdu”, posizione che – ha sottolineato – la distingue nettamente da Alice Weidel.
Anche Sellner ha attaccato la presidente dell’AfD, invitando il pubblico a chiedersi se un eventuale governo AfD si occuperebbe davvero di remigrazione. “Voi siete i veri capi del partito”, ha incitato i militanti presenti. L’atmosfera nell’ex officina era tutt’altro che confortevole: decine di sostenitori AfD sedevano su panche da birreria, al freddo, senza riscaldamento. “Succede quando non ci concedono più sale”, ha commentato un partecipante. Sellner ha chiesto scusa per il gelo, promettendo però che “nei cuori si accenderà un fuoco”. Davanti a circa quaranta giornalisti, Sellner e Kotré hanno tenuto una conferenza stampa. L’attenzione mediatica, ha ammesso Kotré, era “assolutamente voluta”. Sellner ha ribadito i suoi slogan: il 2026 come “anno del crollo del cordone sanitario”, la Germania paragonata a una “neo-Ddr” e la remigrazione definita “costituzionalmente compatibile”. Una tesi smentita dal Tribunale amministrativo federale, che la scorsa estate ha definito le posizioni di Sellner “lesive della dignità umana”, soprattutto per quanto riguarda il trattamento differenziato dei cittadini tedeschi. Proprio per questo, la dirigenza AfD teme che la sua presenza possa rafforzare le richieste di un procedimento per la messa al bando del partito. Sellner ha replicato annunciando un ‘white paper’ redatto da un team di giuristi per contestare la sentenza. Ha negato di voler espellere cittadini tedeschi, pur continuando a parlare di ‘de-islamizzazione’. Tra le misure proposte, ha citato il divieto del burqa e una pressione sociale tale da spingere i musulmani “non integrati” a lasciare il Paese. Kotré ha espresso posizioni analoghe, ricordando di aver più volte chiesto il divieto del velo negli edifici pubblici. A suo avviso, la Germania potrebbe “tollerare solo una certa percentuale di musulmani”, senza però indicare cifre precise. Kotré sostiene ufficialmente il concetto di remigrazione dell’AfD, che escluderebbe i cittadini tedeschi, ma ritiene utile “pensare in modo più progressivo” e, se necessario, rivedere il programma. Ha ribadito la sua vicinanza a Sellner, affermando di poter “sottoscrivere espulsioni su larga scala” e sostenendo il rimpatrio dei siriani, poiché il conflitto nel loro Paese sarebbe “pacificato”.
Secondo Kotré, una riduzione della popolazione tedesca da oltre 80 a 60 milioni sarebbe “sostenibile”. Il cosiddetto Brandmauer (cordone sanitario) contro l’AfD, ha aggiunto, finirebbe per rafforzare il partito, aprendo la strada a un presidente del Brandeburgo targato AfD nel 2029. Resta però incerto quanto Kotré rappresenti una posizione maggioritaria all’interno del partito. Il pubblico era eterogeneo e non particolarmente ricco di volti noti dell’AfD, racconta la Frankfurter Allgemeine. Le opinioni espresse spaziavano dalla riformabilità dell’Islam fino alla negazione della sovranità della Repubblica federale. In chiusura, il deputato AfD Lars Günther ha promosso nuovi incontri “in questo formato”. Non è ancora deciso se Sellner verrà invitato ufficialmente al Parlamento regionale di Potsdam: la questione dovrà essere valutata dal gruppo parlamentare, dove – soprattutto tra i deputati dell’ovest – l’opposizione resta forte.

