Meloni critica le toghe e punta a cambiare la legge elettorale. Lunedì la data del referendum

Meloni critica le toghe e punta a cambiare la legge elettorale. Lunedì la data del referendum
(Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

I temi di politica interna nella conferenza di inizio anno della premier: “La sicurezza una priorità del governo”

Giustizia, sicurezza, legge elettorale. Sono i tre principali dossier di politica interna su cui Giorgia Meloni è intenzionata ad accelerare nel 2026. La premier lo mette in chiaro nella conferenza stampa di inizio anno tenutasi nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.Sulla riforma legata alla separazione delle carriere la premier anticipa che lunedì, in occasione della prima riunione del Consiglio dei ministri del nuovo anno, arriverà l’indicazione per la data del referendum, che si terrà il 22 e del 23 marzo. L’inquilina di palazzo Chigi ammette di aver ravvisato “un intento dilatorio nelle polemiche che ci sono state nei giorni scorsi” ma, sottolinea, “non c’è nessuna impasse. Stiamo facendo le cose a norma di legge, non abbiamo ragione per forzare. La data ci sembra ragionevole e dal nostro punto di vista ci consente di portare a casa, nel caso in cui i cittadini fossero favorevoli alla riforma le norme attuative in tempo prima della definizione del nuovo Csm”.

Attacco all’Anm: “Sono loro a delegittimare la magistratura”

Dopo aver escluso un intervento sul fronte della responsabilità civile per i magistrati (“non ne stiamo parlando”), Meloni va all’attacco dell’Anm e della campagna a favore del No che sostiene che con la riforma i giudici verranno sottomessi alla politica: “Una cosa totalmente campata in aria, ma lo considero uno spot a favore del Sì”. Non solo, per la premier è proprio la campagna fatta dall’Anm nelle stazioni che “delegittima i magistrati”. “Chiunque ha un ruolo di responsabilità è chiamato a ricoprirlo con dignità e onore”, rimarca affermando anche che si può e si deve “chiedere conto ai magistrati di alcune decisioni che vengono prese sulla giustizia, che chiaramente hanno la conseguenza di mettere a repentaglio la nostra sicurezza”. Sicurezza che è l’altro tema su cui Meloni si sofferma a lungo in conferenza. Ricorda che sulla materia “abbiamo lavorato moltissimo in questi tre anni”, eppure riconosce che “i risultati per me non sono sufficienti. Penso che questo debba essere l’anno in cui si cambia passo. Bisogna fare di più”.

Meloni critica le toghe e punta a cambiare la legge elettorale. Lunedì la data del referendum
Foto Roberto Monaldo / LaPresse

In arrivo provvedimenti su baby-gang e maranza

Ecco perché, annuncia, ci sono altri provvedimenti in cantiere. Tra questi uno riguarderà “il fenomeno delle gang giovanili e dei cosiddetti maranza che continua a imperversare. Stiamo lavorando a un provvedimento specifico che verrà presentato nei prossimi Cdm”. Meloni evidenzia però il fatto che “se vogliamo garantire sicurezza per i nostri cittadini occorre anche lavorare tutti nella stessa direzione. Significa che lo deve fare il governo, significa che lo devono fare le forze di polizia, significa che lo deve fare anche la magistratura”. È a questo punto che Meloni cita il caso dell’imam di Torino, la cui espulsione è stata bloccata, e altri casi di cronaca commessi da soggetti rimessi in libertà dall’autorità giudiziaria. “Quando questo accade – è la constatazione- non è solamente vano il lavoro del Parlamento, è soprattutto vano il lavoro che fanno le forze dell’ordine. Penso che su questo un appello a lavorare tutti nella stessa direzione per garantire la sicurezza dei cittadini possa fare la differenza”.

“Su legge elettorale pronti anche a procedere a maggioranza”

E, a proposito di appelli, Meloni auspica che sulla legge elettorale ci possa essere “un’interlocuzione positiva e che non ci siano chiusure pregiudiziali” da parte dell’opposizione. “Se c’è la possibilità di avviare un dibattito chiaramente noi faremo tutto quello che possiamo perché le norme siano condivise – è il messaggio spedito al campo largo -. Se c’è una chiusura pregiudiziale, non escludo che si debba chiedere al Parlamento” di procedere “a maggioranza per risolvere questo problema e che i cittadini abbiano la certezza che si fa quello che stabiliscono le elezioni”. Per Meloni d’altronde Elly Schlein, ma non solo la segretaria dem “dovrebbe vedere favorevolmente una riforma che consente a chi prende più voti di governare per cinque anni con una maggioranza solida: è un vantaggio per tutti. E potrebbe anche forse rappresentare un vantaggio per l’opposizione più che per la maggioranza, cioè la partita sarebbe più che aperta e potrebbe dare al campo avverso in caso di vittoria una maggioranza più ampia che otterrebbe con l’attuale legge elettorale”.In tema di elezioni, poi, Meloni assicura di non aver parlato con la sorella Arianna di una sua eventuale candidatura come sindaca di Roma o come parlamentare, ma fa capire che è un’ipotesi in campo. “È una dirigente politica di massimo livello e una militante storica. Finora ha sempre deciso di non avere incarichi elettivi e io non sempre ho condiviso – spiega la premier – ma so come la pensa lei e nel caso credo che le decisioni debba prenderle lei”.

Meloni critica le toghe e punta a cambiare la legge elettorale. Lunedì la data del referendum
(Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

Pronto il Piano Casa

Spetta invece al governo che presiede decidere come affrontare il dossier legato all’emergenza abitativa. “Siamo in dirittura d’arrivo con la presentazione del Piano Casa – annuncia -: un progetto molto ampio, al quale stiamo da diverso tempo anche con la collaborazione di molti corpi intermedi e della società civile”. L’obiettivo, conclude, è mettere in campo un progetto che possa mettere a disposizione 100mila nuovi appartamenti, case a prezzi calmierati, al netto delle case popolari, altro tema del quale il piano casa andrà a occuparsi.I titoli di coda sono sulla tenuta del governo, con Meloni che non vede “rischi per la maggioranza” che lo sostiene, e sull’ipotesi di andare a elezioni anticipate nel caso in cui dovesse passare il referendum sulla giustizia. “Non è proprio nei miei radar – taglia corto -. Il mio grande obiettivo è chiudere questa legislatura come l’ho iniziata, arrivare alla fine e presentarmi al cospetto dei cittadini per essere giudicata per il complessivo lavoro”.

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