Meloni alla conferenza di inizio anno: “Con Mattarella non sempre d’accordo ma rapporti ottimi” – La diretta

Meloni alla conferenza di inizio anno: “Con Mattarella non sempre d’accordo ma rapporti ottimi” – La diretta
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni

La premier a tutto campo: “Nessuna delegittimazione delle toghe ma spesso vanificano lavoro forze dell’ordine. Se non concordo con Trump lo dico”

Giorgia Meloni oggi ha parlato in occasione della conferenza stampa di inizio anno, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare, nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei deputati, a Roma. Tanti i dossier trattati: dalla guerra in Ucraina alla crisi in Venezuela, passando per gli sviluppi della situazione in Medio Oriente e la ricostruzione di Gaza. E poi le questioni di politica interna come la riforma della giustizia, la legge elettorale da modificare in vista delle elezioni politiche e le polemiche sul fronte sicurezza alimentate dai ripetuti casi di cronaca. 

Quaranta le domande rivolte alla premier, in un momento particolarmente delicato soprattutto a livello internazionale principalmente a causa delle ultime mosse del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, tra il blitz di Caracas con la cattura del presidente Nicolas Maduro e le mire degli States sulla Groenlandia che agitano l’Europa.

La presidente del Consiglio ha attaccato l’Anm che in serata ha risposto:  “I magistrati italiani svolgono il compito previsto dalla Costituzione, quello di applicare la legge e tutelare i diritti. Lo hanno fatto costantemente in maniera equilibrata nonostante i pesanti attacchi ricevuti da più parti. La costante delegittimazione dei magistrati, del loro lavoro e delle decisioni prese solo ed esclusivamente in base alla legge è pericolosa per la stessa tenuta dello Stato di diritto”, dice in una nota la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale.

La conferenza stampa di inizio anno di Giorgia Meloni – La diretta
Inizio diretta: 09/01/26 11:00
Fine diretta: 09/01/26 15:00
Mps, Meloni: "Lavoro serio, non escludo la cessione della quota residua ma senza fretta"

“Oggi noi deteniamo meno del 5% delle quote di Mps, quindi non escludo che le cediamo ma non c’è nessuna fretta. Sicuramente, proprio perché non controlliamo Mps, non abbiamo voce in capitolo sul terzo polo bancario”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“Per quanto riguarda le cessioni”, a proposito di “Mps, lo Stato – ha aggiunto – è intervenuto nel 2016 acquisendo la grande parte della proprietà di Mps e allo stesso tempo ha preso un impegno con l’Ue di tornare sotto il 20% delle quote entro il 2021, poi diventò 2024. È quello che abbiamo fatto noi. Noi siamo arrivati e lo Stato deteneva il 64% di Mps, abbiamo fatto un lavoro serio, oculato che ha consentito una rivalutazione delle azioni di Mps. Quando ci siamo insediati, le azioni di Mps valevano circa 2 euro ciascuna, oggi valgono circa 8 euro ciascuna. Questo significa anche che quando abbiamo dato seguito a quell’impegno che al tempo venne preso con la Commissione europea di vendere e di scendere sotto il 20%, abbiamo anche portato nelle casse dello Stato circa 2,5 miliardi. Il che è buona cosa: quando fu salvata Mps erano soldi degli italiani che si usavano per salvare, almeno una parte di queste risorse è rientrata”. 

Fisco, Meloni: "Tasse non aumentano ma diminuiscono, fatto il possibile"

“Dopodiché, sulle tasse che aumentano a meno che lei non sia, diciamo, un esponente dell’Abi, perché sicuramente se fosse un esponente del sistema bancario potrebbe dire che le tasse aumentano, ma per tutti gli altri le tasse non aumentano. Noi abbiamo destinato miliardi e miliardi di euro alla diminuzione delle tasse. Con il cuneo fiscale, con l’accorpamento delle prime due aliquote di Irpef, con la diminuzione della seconda aliquota Irpef”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“Dopodiché avremmo voluto fare di più, certo, ma come procedono un capo di governo e un governo? Guardano alle risorse che si hanno e scelgono le priorità, nei modi in cui lo si può fare. Avrei voluto fare anche altro? Certo. Non avevo le risorse per farlo. Il tema che secondo me va posto è: le cose sulle quali noi abbiamo messo i soldi erano serie o no? Ed erano più o meno serie di dove sono stati messi i soldi in passato? Tra aumentare i salari dei lavoratori con reddito fino a 35.000 euro e consentire la ristrutturazione dei castelli, gratuita, quale era più utile? Abbiamo fatto del nostro meglio, chiaramente a risorse date”, ha concluso.

Banche, Meloni: "Non preoccupata su inchiesta Mps, azioni governo legittime"

“Non sono preoccupata sull’inchiesta in corso” su Mps-Mediobanca. “Tra l’altro, mi pare che anche la Procura abbia detto per quello che riguarda il governo che nelle azioni del governo non c’è niente di illegittimo”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

Pensioni, Meloni: "Abbiamo evitato aumento età più consistente, no altri interventi"

“Sento questo dibattito sull’aumento dell’età pensionabile, però le cose non stanno esattamente così. Cioè, noi abbiamo fatto esattamente il contrario di quello di cui veniamo accusati, cioè aver aumentato l’età pensionabile. In Italia esiste una legge che impone ogni tre anni di adeguare l’età pensionabile all’aspettativa di vita. In forza di quella legge che esiste da credo addirittura da prima della Fornero, se noi non fossimo intervenuti come siamo intervenuti in legge di bilancio, nel 2027 l’età pensionabile sarebbe aumentata di tre mesi. Quindi noi siamo intervenuti per, diciamo così, limitare questo questa previsione automatica, portando quei tre mesi a un mese. E a zero per i lavoratori usuranti. Quindi oggettivamente dire che abbiamo aumentato l’età pensionabile quando siamo intervenuti per evitare un aumento dell’età pensionabile più consistente, mi pare un po’ come la polemica sul Governo ha aumentato l’Iva sui pannolini”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera. “Non si può dire che stiamo aumentando le pensioni. Dopodiché, attualmente non abbiamo altri provvedimenti particolari” in previsione.

Quirinale, Meloni: "Non sempre d'accordo ma a difesa dell'Italia Mattarella c'è"

“I miei rapporti con il Quirinale, con il Presidente della Repubblica soprattutto, sono rapporti ottimi. Io leggo spesso le ricostruzioni di questo nervosismo, di questi scontri, queste difficoltà… Io e il Presidente della Repubblica non siamo sempre d’accordo, ovviamente, l’ha dichiarato anche lui quando disse: ‘Io firmo cose sulle quali non sono d’accordo’. Non è che nel merito siamo sempre d’accordo, però c’è una cosa che per me fa totalmente la differenza: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella quando si tratta di difendere l’interesse nazionale italiano c’è, e questo per me vale tutto. Perché poter contare sul capo dello Stato che, chiaramente soprattutto anche nel rapporto con l’estero, anche nelle grandi industrie e nei grandi paesi che noi affrontiamo, ha a cuore e aiuta a rafforzare il ruolo dell’Italia e all’interno dell’interesse nazionale, fa la differenza”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“Poi sulle questioni interne immagino che le sue posizioni personali non siano sempre le stesse, però sappiamo entrambi sappiamo qual è il nostro ruolo e entrambi collaboriamo in maniera ottima, davvero. Io vedo un racconto molto spesso sulla stampa, sui media che è molto diverso la realtà che vivo, e quindi non vorrei a volte che il tentativo di scontro con il Quirinale si provasse a costruire per interessi diversi – ha aggiunto – Quindi ci vedo una costruzione, molto spesso, e questa costruzione porta a dover per forza raccontare che ci sono problemi anche quando i problemi non ci sono. Poi quando non siamo d’accordo ovviamente ne parliamo, cerchiamo sempre delle soluzioni, e le abbiamo sempre trovate”. 

Mercosur, Meloni: "Ok accordo se garanzie sono sufficienti per i nostri agricoltori"

Per quanto riguarda l’accordo Ue-Mercosur, “siamo favorevoli all’accordo del Mercosur quando ci saranno garanzie sufficienti per i nostri agricoltori”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“Io – ha sottolineato – non ho mai avuto una preclusione ideologica nei confronti dell’accordo sul Mercosur. Io ho sempre posto una questione molto pragmatica che non riguarda solo il Mercosur. Il tema non è siamo favorevoli o siamo contrari agli accordi di libero scambio, il tema è che la strategia europea di iper regolamentare al suo interno contestualmente aprendo agli accordi di libero scambio con sistemi che non hanno neanche lontanamente quella iper regolamentazione rischia di essere suicida. Quindi, bisogna scegliere una delle due strade. Io sono per gli accordi di libero scambio, ma anche per deregolamentare. Il mercato per essere libero deve anche essere equo: è esattamente questa la questione che abbiamo posto nell’ambito del Mercosur, particolarmente per i nostri agricoltori. Chiaramente non dobbiamo dirci sulle potenzialità dell’accordo, ma non lo potevamo fare a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni”. 

Meloni: "Arianna sindaca di Roma o in Parlamento? Non ne abbiamo parlato, decide lei"

Arianna Meloni sindaco di Roma o in Parlamento nella prossima legislatura? “Non ne abbiamo mai parlato, io non ho parlato con Arianna di nessuna di queste ipotesi. Dopodiché Arianna è un dirigente politico di massimo livello di Fratelli d’Italia, una militante storica, finora ha sempre deciso di non avere incarichi elettivi. Io non sempre ho condiviso quella scelta, in ogni caso so come la pensa lei e quindi penso che le decisioni del caso le debba prenderle lei”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

Riforma giustizia, Meloni: "Campagna Anm delegittima i magistrati"

“Io ho fatto un elenco delle responsabilità dei magistrati sulle questioni della sicurezza, perché penso che chi ha ruoli di responsabilità sia chiamato a quella responsabilità. È quello a cui mi richiamate ogni giorno ed è corretto. Ma è corretto che si faccia a 360 gradi, anche per i magistrati. Il tema delle delegittimazione non c’è. Sapete che cosa delegittima i magistrati? La campagna che è stata fatta dall’Anm nelle stazioni, perché se chi ha nel suo Dna la ricerca della verità scrive una menzogna per difendere la sua campagna legittimissima contro il referendum, questo delegittima”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“Così come le menzogne delegittimano la politica e i giornalisti. Chiunque ha un ruolo di responsabilità è chiamato a ricoprirlo con dignità e onore, direbbe la nostra Costituzione. Più” magistrati, politici e giornalisti “fanno bene il loro lavoro e meglio è per tutti. È quello a cui richiamo quando non sono d’accordo. Questo non vuol dire che non se ne può parlare e che non si debba chiedere conto ai magistrati di alcune decisioni che vengono prese sulla giustizia, che chiaramente hanno la conseguenza di mettere a repentaglio la nostra sicurezza. Esattamente come è fondamentale chiedere alla politica della sua responsabilità quando sbaglia”, ha aggiunto.

Governo, Meloni: "Mi basta quello che sto facendo, non penso al Quirinale"

Se penso al Quirinale? “Mi basta quello che sto facendo, mi appassiona quello che sto facendo. Chiaramente se lo farò ancora nella prossima legislatura, a questo livello, dipenderà dal voto degli italiani. Quindi attualmente diciamo non c’è nei miei radar quello di salire di livello. Ecco, diciamo mi faccio bastare il livello mio”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera. 

Governo, Meloni: "Fiera del lavoro di Tajani e Salvini, dibattito perché non siamo in una caserma"

“Io sono fiera dei partiti della maggioranza, sono fiera dei loro leader, sono fiera del rapporto che ho con loro, sono fiera della loro che stanno facendo. È un lavoro per entrambi, parlo di Matteo Salvini, e di Antonio Tajani, difficilissimo”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“È un lavoro preziosissimo, molto importante, molto difficile e quindi no io non credo che si rischino fibrillazioni nella maggioranza, chiaramente so che il dibattito c’è e ci sarà, la considero una buona notizia, cioè il fatto che non siamo una caserma, ma siamo dei partiti politici che si confrontano, ben sapendo che nulla può mettere a repentaglio la cosa più seria che noi vogliamo fare, che è dimostrare che in questa nazione si poteva aprire una stagione politica di stabilità, una stagione di credibilità, una stagione di autorevolezza completamente nuova”, ha aggiunto. 

Governo, Meloni: "Il più solido in Ue, non vedo rischi per la maggioranza"

“Non vedo rischi per la maggioranza che sostiene il mio governo. Sono tre anni che sento dire che la maggioranza rischia, ma dopo tre anni di governo noi siamo forse il governo più solido tra le grandi democrazie europee, tra i grandi paesi europei. Eh, siamo il governo più solido perché abbiamo la maggioranza più solida”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“Vale la pena di ricordare che questa maggioranza opera in un tempo nel quale siamo chiamati a prendere decisioni epocali. E di fronte a quelle decisioni io conosco molte maggioranze, anzi ho conosciuto molte maggioranze che si sarebbero frantumate. Dopodiché proprio perché prendiamo delle decisioni, siamo chiamati a prendere delle decisioni non facili, è normale e giusto che ci sia dibattito. Io lo considero un valore aggiunto, guardi lo dico sinceramente, a me aiuta a riflettere anche quando ci sono all’interno della maggioranza su temi complessi, delle posizioni diverse tra di loro”.

Ex Ilva, Meloni: "Negoziazione in corso ma no a proposte predatorie"

Sull’ex Ilva “attualmente lo stato delle cose è che è aperta una fase di negoziazione con operatori economici che si sono dichiarati interessati ma non ci sono impegni vincolanti da parte del governo e non ci saranno impegni vincolanti da parte del governo fino a quando noi chiaramente non possiamo dare risposte chiare su quello che ci sta a cuore e cioè un solido piano industriale, la tutela del lavoro e la sicurezza della comunità. Cioè nessuna proposta che abbia un intento predatorio o opportunistico potrà essere avallata da questo governo perché noi vogliamo fare ripetere errori che sono già stati commessi. Tutte le opzioni vengono vagliate, il confronto con le parti sociali è sempre aperto però preferiamo le risposte agli annunci”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“Ilva è probabilmente il dossier industriale più complesso che noi abbiamo ereditato e non solo noi – ha aggiunto – La fase più acuta della crisi di Ilva dura da circa 13 anni, ha attraversato praticamente tutti i governi senza che nessuno fosse in grado di dare una risposta, di dare una soluzione stabile. Noi abbiamo trovato una situazione molto compromessa da tutti i punti di vista: dal punto di vista economico, finanziario, ambientale, giudiziario. Lo dico perché sento spesso reclamare l’impegno del governo ma voglio tranquillizzare tutti sul fatto che l’impegno del governo non è mai venuto meno”.

“L’obiettivo al quale noi lavoriamo è quello di conciliare tenuta della produzione, occupazione, tutela dell’ambiente e della sicurezza del territorio. È un obiettivo tutt’altro che facile, è un obiettivo sul quale abbiamo bisogno che tutti anche qui lavorino per dare una mano e deve coinvolgere tutti i livelli: il Governo, la Regione, i comuni la magistratura. Anche qui insomma serve che si remi tutti nella stessa direzione”, ha concluso

Crans-Montana, Meloni: "Attivata Avvocatura dello Stato per l'assistenza alle famiglie"

“Cosa stiamo facendo sui fatti di Crans-Montana? L’Avvocatura generale dello Stato, su mandato della Presidenza del Consiglio, si è messa in contatto con la Procuratrice Generale elvetica per seguire le indagini. Sempre l’Avvocatura Generale dello Stato si è messa in contatto con la Procura di Roma che ha aperto a sua volta un fascicolo. Siamo pronti a fornire alle famiglie tutta l’assistenza necessaria per far sì che possano avere giustizia”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“Le famiglie hanno la mia parola che non verranno lasciate da sole mentre chiedono giustizia di fronte a questa vicenda”, aggiunge la premier. 

Crans-Montana, Meloni: "Non disgrazia, risultato di chi pensava di fare soldi facili"

“Credo che” quanto avvenuto a Crans-Montana “sia stato devastante per tutti e mando ancora un abbraccio alle famiglie che sono state coinvolte”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera. “Sarò abbastanza chiara: quello che è successo non è una disgrazia, quello che è successo è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro o che pensavano di fare i soldi facili. E le responsabilità devono essere individuate e devono essere perseguite”, sottolinea la premier. ” Leggo che si sarebbero dei video della responsabile di questo locale che è stata ripresa mentre scappava con la cassa, e se questo è vero, penso che bisogna essere implacabili. Implacabili”, conclude. 

Sicurezza, Meloni: "Legge sui 'maranza', armi da taglio vietate a minori"

“Noi ci siamo occupati in passato di questa materia con il decreto che accompagnava il decreto su Caivano, raccogliendo consigli che venivano da magistrati che lavorano in quei territori risolvendo alcune lacune tra cui la possibilità di arrestare in flagranza un minore in possesso di arma di fuoco. Fummo accusati al tempo di arrestare i bimbi, il nostro intento era diametralmente opposto, era salvare quei minori. Questo provvedimento non basta, perché il fenomeno delle gang giovanili e dei cosiddetti maranza continua a imperversare. Sì, stiamo lavorando a un altro provvedimento specifico su questo tema, verrà presentato nei prossimi Cdm”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“Il primo elemento tra tutti è che molto spesso gli atti di violenza sono commessi più con armi da taglio che con armi da fuoco, penso che vada vietato il porto con un’aggravante nel caso di persone travisate o nel caso di gruppi di persone che si riuniscono in luoghi sensibili. Va vietata la vendita anche online ai minori di armi da taglio e simili e servono sanzioni nei confronti dei genitori che sono responsabili di questi minori”, ha aggiunto. 

Casa, Meloni: "Non si sta parlando di condono, in arrivo il Piano"

“Per quello che riguarda” l’ipotesi di un condono edilizio “non se ne sta parlando ora”, mentre “per quello che riguarda l’emergenza abitativa siamo in dirittura d’arrivo con la presentazione del piano casa: un progetto molto ampio, al quale stiamo lavorando insieme al ministro Salvini, che voglio ringraziare. Ci lavoriamo da diverso tempo, con la collaborazione del Ministro Foti, ma anche con la collaborazione di molti corpi intermedi e della società civile: penso a Confindustria, ma non solo, e c’è anche una disponibilità della Conferenza Episcopale Italiana su questo tema”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

Legge elettorale, Meloni: "Spero nell'interlocuzione, non escludo l'ok alla maggioranza"

Sulla legge elettorale “spero ci possa essere un’interlocuzione positiva e che non ci siano chiusure pregiudiziali. Se c’è la possibilità di avviare un dibattito chiaramente noi faremo tutto quello che possiamo perché le norme siano condivise. Se c’è una chiusura pregiudiziale, non escludo che si debba chiedere al Parlamento” di procedere “a maggioranza per risolvere questo problema e che i cittadini abbiano la certezza che si fa quello che stabiliscono le elezioni”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera. 

Ucraina, Meloni: "Macron ha ragione, Ue parli con la Russia"

“Per quello che riguarda la Russia nel G8, e i contatti con Putin, Salvini ha fatto una riflessione sui rapporti dell’Italia come Macron l’ha fatta, per esempio, sui rapporti con l’Europa. Noi siamo in un ambito che è quello anche della cooperazione e dell’Unione Europea e penso che però Macron abbia ragione su questo. Cioè, io credo che sia arrivato il momento in cui anche l’Europa parli con la Russia. Perché se l’Europa decide di partecipare a questa fase di negoziazioni parlando solo con una delle due parti in campo, temo che alla fine vedrà il contributo positivo che può portare sia limitato”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“Dopodiché però dov’è il problema di questo? Il problema di questo è chi lo deve fare. Perché se noi facessimo l’errore di decidere da una parte di riaprire le interlocuzioni con la Russia e dall’altra di andare in ordine sparso mentre lo facciamo, noi faremmo un favore a Putin e l’ultima cosa che voglio fare io nella vita è un favore a Putin. Noi abbiamo avuto questo problema dall’inizio delle negoziazioni, sono molte le voci che parlano, sono molti i formati che esistono. La ragione per la quale mi sono sempre detta favorevole all’indicazione di un inviato speciale dell’Europa, sulla questione Ucraina, cioè una persona che ci consentisse di fare la sintesi, ma di parlare con una voce sola”, ha aggiunto la premier.

Riforma giustizia, Meloni: "22-23 marzo data del referendum, nessuna forzatura"

“A norma di legge noi dobbiamo dare una data” per il referendum sulla giustizia sulla separazione delle carriere “entro il 17 di gennaio, quindi lo farà il Consiglio dei Ministri. La data del 22 e del 23 marzo è oggi quella che mi sembra più probabile, quindi diciamo mi sentirei di confermarla”.

“E aggiungo anche che vedo anche io un intento dilatorio nelle polemiche che ci sono state nei giorni scorsi ma non c’è nessuna impasse, nel senso non c’è da parte nostra alcun intento di forzare, stiamo facendo le cose a norma di legge, non abbiamo ragione per forzare e quindi la data ci sembra una data ragionevole ed è dal nostro punto di vista anche una data che ci consente di portare nel caso in cui i cittadini fossero favorevoli alla riforma di portare a casa le norme attuative in tempo prima della definizione del nuovo Csm”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera. 

Sicurezza, Meloni: "Spesso toghe rendono vano il lavoro che fanno le forze dell'ordine"

“Credo che se vogliamo garantire sicurezza per i nostri cittadini occorra anche lavorare tutti nella stessa direzione. Significa che lo deve fare il Governo, significa che lo devono fare le forze di polizia, significa che lo deve fare anche la magistratura, che è fondamentale in questo disegno”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“Ricordo il caso dell’Imam di Torino – ha aggiunto la premier – la polizia ne dimostra la pericolosità per i suoi contatti con i jihadisti; il ministro Piantedosi ne dispone l’espulsione, e l’espulsione viene bloccata. Lo scorso novembre una mamma ha ucciso il figlio di nove anni; era stata più volte denunciata dalle forze dell’ordine e dai servizi sociali, per i pregressi tentativi di omicidio del figlio, l’autorità giudiziaria aveva ritenuto di lasciarla a piede libero. Sempre lo scorso novembre ad Acerra una persona viene arrestata mentre sversava tonnellate di rifiuti nocivi nella terra dei fuochi. È stato arrestato grazie ai provvedimenti del Governo nel decreto terra dei fuochi. Dopo poche ore è stato rimesso in libertà dall’autorità giudiziaria”.

“Posso fare decine di questi esempi, e chiaramente quando questo accade non è solamente vano il lavoro del Parlamento, è soprattutto vano il lavoro che fanno le forze dell’ordine. Penso che su questo, diciamo, un appello a lavorare tutti nella stessa direzione per garantire la sicurezza dei cittadini possa fare la differenza”. 

Sicurezza, Meloni: "Studiamo altri provvedimenti, focus su baby gang"

“Sicuramente” sul tema della sicurezza “bisogna fare di più. Ci sono altri provvedimenti che stiamo studiando: uno riguarda proprio il tema delle baby gang, altra situazione fuori controllo, ma non è solamente questo il tema di cui ci dobbiamo ci vogliamo occupare. Voglio dire che in qualche maniera alcuni di questi provvedimenti cominciano a dare dei risultati perché i dati dicono che nei primi dieci mesi del 2025 i reati sono calati del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

Ucraina, Meloni: "No all'invio di soldati italiani, garanzia di sicurezza è l'art.5 della Nato"

Per quanto riguarda l’Ucraina “non c’è questa opzione sul campo oggi, quella di un intervento della forza multinazionale con l’ombrello delle Nazioni Unite. Quello di cui si sta parlando oggi, e che è inserito anche nella definizione degli accordi di pace, è l’istituzione di una forza multinazionale nell’ambito della Coalizione dei Volenterosi, senza quindi l’ombrello dell’Onu, per rafforzare la difesa ucraina come strumento di garanzia di sicurezza”.

“La ragione per la quale io non ritengo necessario l’invio dei soldati italiani in Ucraina è che il principale strumento oggi individuato per costruire solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina è il cosiddetto ‘Article 5-like’, cioè un sistema di garanzie di sicurezza ispirato all’articolo 5 della Nato. Ora, se c’è un sistema di sicurezza ispirato all’articolo 5 della Nato, è quella la principale forma di garanzia di sicurezza per l’Ucraina”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“Poi, l’invio dei soldati per rafforzare l’esercito ucraino può essere ed è probabilmente un di più, e infatti io non contesto le nazioni che lo vogliono fare, ma non lo considero necessario da parte dell’Italia”, aggiunge la premier. 

Sicurezza, Meloni: "Risultati non sufficienti, questo è un anno in cui si cambia passo"

“Noi abbiamo lavorato moltissimo sulla materia della sicurezza in questi tre anni. Chiaramente anni di lassismo non sono facili da cancellare, ma dico anche che i risultati per me non sono sufficienti. Penso che questo debba essere l’anno in cui si cambia passo. Su questa materia della sicurezza si fa ancora di più, però voglio anche rivendicare che ci abbiamo lavorato molto”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera. 

Groenlandia, Meloni: "Entro gennaio presentiamo la strategia italiana sull'Artico"

“Entro la fine di questo mese il Ministero degli Affari Esteri presenterà una strategia italiana sull’Artico, perché anche noi capiamo quanto sia strategico e importante oggi occuparsi di questa area del mondo e stiamo facendo la nostra parte”.

“Poi, il ministro Tajani e il Ministero degli Affari Esteri che ringrazio presenteranno i contenuti di questa strategia, ma chiaramente gli obiettivi quali sono? Preservare l’area artica come zona di pace e di cooperazione contribuire alla sicurezza della regione, aiutare le aziende italiane che volessero investire anche in questa realtà e penso che anche il tema di favorire la ricerca in una zona che chiaramente è un terreno che per noi è un territorio che per noi è particolarmente strategico, soprattutto per studiare il tema del cambiamento climatico, e anche noi ci siamo occupando di fare la nostra parte”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“Quindi io mi occuperei più di prevenire e il modo migliore per prevenire problemi che potrebbero portarci molto in là è garantire che ci sia la presenza seria e significativa dell’Alleanza Atlantica, insomma degli alleati, nell’Artico e diciamo che coinvolgono anche la Groenlandia, e che si possa quindi insieme rispondere a una preoccupazione che capisco da parte degli Stati Uniti, che è quella di non avere processi di violenza da altri attori che potrebbero anche essere ostili”, aggiunge la premier. 

Groenlandia, Meloni: "Intervento Usa non realistico, impatterebbe sul futuro della Nato"

“Penso che il dibattito” sulla Groenlandia “non sia solo un dibattito che coinvolge l’Europa, ma che deve coinvolgere la Nato. Credo che sia chiaro a tutti le implicazioni che avrebbe per il futuro dell’Alleanza Atlantica” in eventuale intervento militare Usa nell’area ed è “il motivo per cui io non la credo realistica, francamente”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“Dopodiché sicuramente l’Europa deve continuare a lavorare in ambito Nato per una maggiore presenza nell’area artica. È quello che c’è scritto nello statement dei principali leader europei e quello che c’è scritto anche nei documenti della Nato, anche se forse poi bisogna essere un po’ più concreti, è quello su cui lavorano gli italiani”, aggiunge la premier. 

Groenlandia, Meloni: "Toni assertivi di Trump per dire no a ingerenze straniere"

“Penso che l’amministrazione Trump con i suoi metodi diciamo un po’ assertivi, molto assertivi, stia soprattutto ponendo l’attenzione sull’importanza strategica della Groenlandia e in generale dell’area artica per i suoi interessi e per la sua sicurezza. Si tratta di una zona, di un’area nella quale come si sa agiscono molti attori stranieri e io continuo a credere che il messaggio che gli USA vogliono dare è che non accetteranno ingerenze eccessive di altri attori stranieri in una area così strategica per la loro sicurezza e per i loro interessi”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“Questo è un tema che dal mio punto di vista coinvolge anche noi, cioè è un tema che oggettivamente ci deve interessare particolarmente – ha aggiunto – per quello che quell’area può rappresentare sotto vari punti di vista ed è la ragione per la quale anche all’interno della Nato si è stabilito che l’area artica debba essere una priorità”.

Groenlandia, Meloni: "Non credo a ipotesi azione militare Usa, non la condividerei"

Di Groenlandia “ne abbiamo parlato lo scorso anno, voglio dire che non ho cambiato idea, io continuo a non credere nell’ipotesi che gli Stati Uniti avviino un’azione militare per assumere il controllo della Groenlandia, azione che chiaramente non condividerei. L’ho già ha messo nero su bianco ma credo che non converrebbe a nessuno, credo non converrebbe neanche agli Stati Uniti d’America per intenderci. È quello che è stato ribadito anche nello statement sottoscritto dai principali leader europei”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“L’ipotesi di un intervento per assumere il controllo della Groenlandia è stata esclusa sia da eh da Marco Rubio che dallo stesso Donald Trump”, ha aggiunto.

Venezuela, Meloni: "Segnale dato da Rodriguez di grande valore, sono fiduciosa"

“Saluto con gioia la liberazione di Biagio Pilieri, quello che ci risulta è che ci sia un provvedimento di scarcerazione non ancora eseguito anche nei confronti di Luigi Gasperin. Io sono fiduciosa, e voglio dire che considero il segnale dato dalla presidente Rodriguez un segnale di grande valore, un segnale – è stato detto – unilaterale che va nel senso della pacificazione nel Paese. Lo cogliamo pienamente e penso che possa anche rappresentare un elemento molto importante nella definizione di relazione nuove e diverse tra Italia e Venezuela”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera. 

Venezuela, Meloni: "Su Trentini governo mobilitato su tutti i canali"

“Il governo italiano si occupa quotidianamente da 400 giorni per quello che riguarda la vicenda di Alberto Trentini, ma come sappiamo Alberto Trentini non è l’unico italiano detenuto in Venezuela. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali sia politici che diplomatici che di intelligence, e non smetteremo di occuparci di questa vicenda fin quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio”.

“Ne ho parlato varie volte con la mamma di Alberto e chiaramente capisco il suo dolore e la sua difficoltà. È molto doloroso anche per me non riuscire a dare risposte nei tempi in cui vorrei darle, come immagino sappiate”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

Meloni: "Non capisco la contestazione sul contratto, non è competenza del governo"

“Seguiamo anche la questione del contratto, c’è un tavolo aperto. Il contratto è scaduto da tempo e figuriamoci se non condivido il tema. Questo governo ha particolarmente a cuore il tema del rinnovo dei contratti, lo abbiamo dimostrato e lo dimostravano i nostri provvedimenti, dopodiché non mi è chiara la ragione per la quale si faccia una mobilitazione in questo contesto perché immagino che tutti sappiano che la competenza del contratto non è del governo”.

“La responsabilità su questo non è del governo, quindi capisco che è un momento di visibilità ma siccome l’immagine che ne esce è una contestazione al presidente del Consiglio e non so se in passato sia mai accaduto che alla conferenza stampa di fine anno del presidente del consiglio si facciano delle contestazioni tra l’altro su materie che non sono di competenza del presidente del consiglio voglio semplicemente segnalare al mondo che non dipende da noi”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera. 

Meloni: "Emendamento del governo per un contributo a Radio Radicale"

“Per quanto riguarda Radio Radicale, il governo intende presentare un emendamento al decreto Milleproroghe per garantire a Radio Radicale il contributo straordinario destinato alla digitalizzazione dell’archivio storico della testata, contributo che si somma a quello chiaramente ordinario”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera. 

Meloni: "Escluso l'uso di Paragon sui giornalisti, aspettiamo risposte dalle procure"

“Si è poi toccata alla vicenda legata alle denunce presentate da Francesco Cancellato da altri soggetti sul tema dell’intrusione nei rispettivi dispositivi informatici: è una questione che come voi sapete è stata oggetto di un lungo lavoro del Copasir, cioè del comitato che chiaramente è competente per queste materie e che con la relazione del giugno 2025 ha escluso che grafite cioè il sistema che viene fornito da Paragon, sia stato adoperato nei confronti dei giornalisti”.

“È una relazione che è stata eh votata all’unanimità, dopodiché però ci sono anche due procure che stanno lavorando su questo tema e confidiamo che anche qui insomma si possa arrivare ad avere delle risposte. Quello che posso dire io chiaramente è che il governo per il tramite ovviamente delle agenzie di intelligence sta fornendo tutto il supporto che è necessario”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera. 

Meloni: "Libertà di stampa presupposto per lo stato di salute di una nazione democratica"

“La libertà di stampa è un presupposto fondamentale dello stato di salute di qualsiasi nazione democratica e noi siamo tutti chiamati a proteggerla e a difenderla”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

 

Meloni: "Grazie ai cronisti, impegno del governo per la loro sicurezza"

“Partendo dal tema della sicurezza dei giornalisti, sono contenta che si apprezzi l’impegno che il governo aveva preso tra l’altro proprio in questa sede, un anno fa, per garantire agli operatori dell’informazione che sono inviati all’estero, particolarmente in zone sensibili, ad alta intensità bellica, di svolgere il loro lavoro nelle migliori condizioni di sicurezza”.

“Chiaramente il presidente Bartoli cita numeri che hanno colpito, colpiscono ognuno di noi e io voglio cogliere anche questa occasione per rinnovare non solo la mia solidarietà ma anche il ringraziamento a tutti quei colleghi che chiaramente con la loro professionalità e con il loro coraggio ci consentono di arrivare dove altrimenti i nostri occhi non potrebbero arrivare in Italia come all’estero”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera.

“Non parliamo solamente di zone di guerra, parliamo anche per esempio di tutti i territori che sono oltraggiati dalla criminalità organizzata, di tutti quei luoghi, fisici e non, che sono che altrimenti sarebbero invisibili all’opinione pubblica”.

“Molti di loro nel corso anche nella nella storia recente hanno perso la vita, io penso che sia molto importante rendere omaggio alla loro memoria e la ragione per la quale sono contenta che ci sia stato in Parlamento il primo via libera alla proposta di legge che istituisce una giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro, la legge come sapete già sarà approvata alla Camera e ora è in discussione al Senato e confido che concluda molto presto il suo iter”, ha aggiunto.

Flash mob FNSI per il rinnovo del contratto

Flash mob organizzato dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) prima dell’annuale conferenza stampa di Giorgia Meloni organizzata dall’Ordine Dei Giornalisti alla Camera.

I rappresentanti del sindacato hanno mostrato uno striscione che recitava ‘Giornalisti da 10 anni senza contratto, ma alla FIEG finanziamenti milionari‘ (FIEG, ‘Federazione Italiana Editori Giornali, ndr) per chiedere il rinnovo del contratto giornalistico.

Quaranta le domande previste per la premier
Meloni

Quaranta le domande previste per la premier. Tanti i temi che verranno trattati durante la conferenza stampa di inizio anno: dalla guerra in Ucraina alla crisi in Venezuela passando per gli sviluppi della situazione in Medio Oriente e la ricostruzione di Gaza. E poi le questioni di politica interna come la riforma della giustizia – con l’indicazione della data sul referendum sulla separazione delle carriere che potrebbe arrivare già lunedì in Cdm (l’ipotesi più accreditata è quella del 22 marzo) – la legge elettorale da modificare in vista delle elezioni politiche e le polemiche sul fronte sicurezza alimentate dai ripetuti casi di cronaca.

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