La Giunta per le autorizzazioni della Camera ha approvato, con i soli voti di maggioranza, l’istanza avanzata dal centrodestra di inoltrare alla procura della Repubblica di Roma e al Tribunale dei ministri una richiesta di nuovi atti per ‘chiarire’ la posizione di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia, sul caso Almasri. L’opposizione non ha partecipato al voto per rimarcare la contrarietà nei confronti di una richiesta che considera illegittima. L’istanza sarà ora inoltrata al presidente della Camera Lorenzo Fontana per dare seguito alla richiesta di maggioranza.
Dori: “Richiesta su Bartolozzi estranea ad attuale lavoro giunta”
“Ho preso atto e messo ai voti la richiesta della maggioranza della Giunta sulla questione Bartolozzi”. Così il presidente della Giunta per le autorizzazioni Devis Dori. “Ritengo, a questo punto, che debba essere l’organo rappresentativo della Camera a dover trasmettere la richiesta a procura e tribunale dei Ministri – aggiunge -: ho perciò inoltrato al Presidente Fontana la richiesta della maggioranza in Giunta. Ho inoltre voluto precisare durante la seduta, e lo rivendico, che la richiesta di chiarimenti a procura e tribunale dei ministri avanzata dai colleghi della maggioranza appare assolutamente ultronea rispetto all’oggetto della domanda di autorizzazione a procedere nei confronti dei Ministri Nordio e Piantedosi nonché del Sottosegretario Mantovano. Essa, infatti, concerne la posizione della dottoressa Bartolozzi la quale non risulta accusata di alcun reato ministeriale ai sensi dell’articolo 96 della Costituzione ed è pertanto ultronea alla richiesta formulata dal Tribunale dei Ministri. La Giunta infatti entro il 30 settembre si esprimerà esclusivamente sui casi Nordio, Piantedosi e Mantovano: ribadisco che al momento un caso Bartolozzi in Giunta non c’è”.
Pd: “Governo sotto ricatto vuole insabbiare tutto”
“La maggioranza mostra un’ostinazione incomprensibile e pericolosa nel voler insabbiare e bloccare tutto, impedendo alla giustizia di fare il proprio corso. Un atteggiamento che non ha altre giustificazioni, se non quello di coprire responsabilità politiche sempre più evidenti. Per queste ragioni il Pd non ha partecipato al voto per stigmatizzare questo gravissimo strappo che dimostra un governo sotto ricatto”. Così Antonella Forattini, capogruppo Pd in Giunta per le Autorizzazioni alla Camera.
“Non solo – aggiunge Forattini – il governo ha gestito il caso in maniera irresponsabile e opaca, violando leggi e trattati internazionali e arrivando a liberare un criminale responsabile di omicidi e torture ma ora tenta persino di proteggere soggetti evidentemente in grado di esercitare pressioni sull’esecutivo. Con il voto di oggi il governo dimostra tutta la sua debolezza e ricattabilità: da un lato nei confronti della milizia libica, a cui ha dovuto cedere, dall’altro sul fronte interno verso i propri funzionari, che potrebbero avere in mano documenti capaci di smontare l’intera ricostruzione altalenante e omissiva fornita finora. E non è un caso che tutto questo avvenga nello stesso giorno in cui la Camera approva la riforma sulla separazione delle carriere, che nei fatti mira a subordinare la magistratura al potere politico, stabilendo quali reati perseguire e quali no. Proprio come stanno tentando di fare oggi in Giunta. Siamo di fronte a un attacco frontale ai principi basilari della Repubblica e della nostra democrazia”, conclude Forattini.
“Quello di cui abbiamo discusso oggi non attiene all’oggetto del lavoro che la giunta è chiamata a fare e della quale io sono il relatore (ovvero sulle posizioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi ndr). La vicenda della dottoressa Bartolozzi è una vicenda diversa e quindi su quel tema, poiché è un tema diverso che non attiene al compito della giunta, come hanno ribadito anche successivamente gli esponenti della destra, ho espresso la mia valutazione e cioè che il reato ‘connesso’ non è un reato che comporta l’immunità ministeriale, come nel caso del reato ‘in concorso’”. Così Federico Gianassi (Pd), relatore sul caso Almasri nella Giunta per le autorizzazioni della Camera.
“Evidentemente la maggioranza ha un’idea diversa – aggiunge – e cioè inserisce non solo il reato in concorso ma anche il reato connesso. In secondo luogo per la dottoressa Bartolozzi non abbiamo elementi chiaramente relativi a un suo procedimento penale”.
Fdi: “Richiesta su Bartolozzi non è per dilatare i tempi”
L’istanza del centrodestra approvata dalla giunta per le autorizzazioni della Camera di richiedere chiarimenti in merito alla posizione di Giusi Bartolozzi sul caso Almasri “non è finalizzata a dilatare i tempi, non ha una finalità dilatoria”. Lo sottolinea il capogruppo di Fratelli d’Italia in Giunta, Dario Iaia, a margine della seduta.
“Abbiamo finito anche l’ufficio di presidenza che ha sancito come la prossima settimana ci sarà la proposta del relatore e poi la settimana successiva voteremo per la posizione dei due ministri e del sottosegretario, quindi quel procedimento va avanti – aggiunge – Nel contempo però non è precluso alla giunta di svolgere questo tipo di attività di approfondimento”.
Mantovano: “Con Meloni al governo mai apposto segreto di Stato”
Negli stessi minuti in cui si riuniva la Giunta, sono arrivate le parole del sottosegretario Alfredo Mantovano: “Il Governo si muove sulla strada della limitazione del ricorso agli strumenti eccezionali a disposizione dell’intelligence in casi in cui ciò risulta veramente indispensabile, e comunque nel perimetro della Costituzione e delle leggi vigenti. Aggiungo, a riprova di un approccio tutt’altro che ciecamente securitario, che nei mesi scorsi la presidente del Consiglio” Giorgia Meloni “ha disposto la desecretazione degli atti relativi a numerose vicende finora coperte del segreto di Stato, e non vi è un solo segreto di Stato che sia stato opposto o apposto da quando siamo al Governo. Vi è chi per alcune vicende ci rimprovera persino di non averlo fatto“. Mantovano lo ha detto partecipando alla presentazione della nuova rivista ‘Gnosis’, curata dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis). La parte finale del discorso sembra un riferimento al caso Almasri.

