Amministrative, a Bari cinque candidati sindaco in corsa per il dopo Decaro

Amministrative, a Bari cinque candidati sindaco in corsa per il dopo Decaro
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Campo progressista spaccato dalle inchieste della Dda del capoluogo pugliese

A Bari l’8 e il 9 giugno si svolgono le elezioni comunali per scegliere il prossimo sindaco. In corsa, sostenuti da 26 liste in totale, ci sono: Michele Laforgia, Vito Leccese, Sabino Mangano, Fabio Romito e Nicola Sciacovelli.

Il campo progressista è ormai spaccato nel capoluogo pugliese per il dopo Antonio Decaro: da un lato Vito Leccese, ex capo di Gabinetto del sindaco uscente, con investitura del Pd, e dall’altro Michele Laforgia, avvocato penalista, sostenuto dai Cinquestelle. Il centrodestra, invece, è riuscito a fare sintesi e spera di riuscire a penetrare fra le crepe del centrosinistra e a conquistare gli indecisi con Fabio Romito, avvocato. Ai tre candidati, si aggiungono due outsider, Sabino Mangano, ex M5S, e Nicola Sciavelli, espressione del civismo.

A sostegno dei cinque aspiranti sindaco del comune di Bari, ci sono 26 liste che raccolgono i nomi di 850 persone che puntano a occupare uno scranno in Consiglio. Terminata la discesa dei big a sostegno dei tre sindaci in prima linea, la scelta spetta agli elettori baresi, 278.609 stando all’ultima rivelazione aggiornata al 31 dicembre 2023. La partita si giocherà nelle 345 sezioni divise in 113 plessi scolastici. I baresi saranno chiamati anche a eleggere i presidenti e consiglieri dei 5 Municipi cittadini. Complessivamente il numero dei candidati lievita e arriva a quasi duemila candidati. Difficile pensare che possa essere replicato il consenso bulgaro raccolto da Decaro al primo turno del secondo mandato nel 2019: venne eletto con il 66,3% lasciando il centrodestra al 23,6% con il candidato Pasquale Di Rella.

L’impatto delle inchieste sullo scenario politico

Lo scenario politico, infatti, è notevolmente cambiato, anche per effetto delle scosse dopo lo tsunami giudiziario relativo alle inchieste coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari. Lo zoom dei pm è finito sulle Amministrative del 2019 ed è emerso, in un caso, anche l’interesse di alcuni esponenti di un clan. L’iniziale intesa tra Pd e M5S è saltata a due giorni dalle primarie di coalizione, con la decisione di Giuseppe Conte di annullare il confronto tutto interno con Vito Leccese. Frattura insanabile che ha portato a una nuova geografica politica a Bari. Sei liste che sostengono Michele Laforgia: Bari Bene Comune, Laforgia Sindaco, Partito Comunista Italiano, Generazione Urbana, Movimento 5 Stelle, Bari Città d’Europa. Una in più per Vito Leccese: Pd, Europa Verde, Leccese sindaco, Progetto Bari, Decaro per Bari, Con Leccese Sindaco, Noi Popolari.

Attorno alla candidatura di Fabio Romito si sono riconosciute tutte le forze del centrodestra, anche se La Lega non presenta una propria lista: Forza Italia, Romito Sindaco, Bari per Fabio Romito, Fratelli d’Italia, Liberali e Riformisti-Nuovo Psi, Noi Moderati e Riprendiamoci il Futuro, Udc-Prima l’Italia, Agorà, Mario Conca, Pensionati e Invalidi Giovani Insieme. Per Nicola Sciacovelli, due liste: Sciacovelli sindaco-Ci piace!, Noi per Bari-Italexit per l’Italia. E per Sabino Mangano, ex consigliere del Movimento 5Stelle, una sola lista: Oltre.

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