Tutto quello che c'è da sapere in vista del voto del 25 settembre

Apriranno domenica mattina alle 7 i seggi per votare per il rinnovo del Parlamento. Ma cos’è un seggio? Come funziona? Si chiamano, informalmente, seggi’, ma in realtà sono uffici elettorali. Nel linguaggio comune, l’espressione ‘seggio elettorale’ si riferisce sia al luogo in cui gli elettori si recano per votare sia al complesso delle persone che prestano servizio nell’ufficioI seggi vengono allestiti, di solito, all’interno delle scuole (che restano chiuse prima e dopo le operazioni di voto), in uffici pubblici o impianti sportivi. All’interno dei seggi – contrariamente da quanto avviene all’esterno – la propaganda politica è vietata. I seggi elettorali sono formati da presidente nominato dalla Corte d’Appello competente per territorio, un numero variabile di scrutatori (quattro, di norma, per le consultazioni elettorali; tre per i referendum; due per i seggi speciali). 

Completa la formazione del seggio il segretario che viene designato dal presidente. Gli scrutatori sono, invece, indicati, dalla Commissione elettorale comunale. Uno uno degli scrutatori, su incarico del presidente del seggio, assume le funzioni di vicepresidente. Per la legittimità delle operazioni elettorali devono trovarsi sempre presenti almeno tre componenti dell’ufficio, uno dei quali deve essere il presidente o il vicepresidente. I rappresentanti dei candidati o delle liste, se regolarmente accreditati secondo le modalità previste dalla legge, possono avere accesso alla sala della votazione e assistere allo svolgimento delle operazioni elettorali; alle fasi di scrutinio hanno facoltà di essere presenti gli elettori iscritti nelle liste della sezione. Le schede, però, possono essere toccate solo dai componenti dell’ufficio elettorale. Nei locali adibiti a seggio vengono collocate delle cabine o delle postazioni in cui l’elettore può votare in segreto. Va prevista sempre una cabina dopo possono votare gli elettori con disabilità. Il tavolo interno delle cabine dev’essere completamente libero da qualsiasi oggetto.

Milano, Referendum 12 giugno sulla giustizia

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Al suo arrivo il cittadino si fa riconoscere mostrando un documento. Se il suo nome compare nella lista di coloro che hanno diritto al voto, uno scrutatore gli consegnerà la o le schede utili per votare. Dopo aver espresso la propria preferenza, in segreto, il cittadino dovrà inserire pubblicamente la scheda in una urna. La sala deve avere una sola porta di ingresso e dev’essere divisa in due compartimenti da un tramezzo con un’apertura centrale per il passaggio degli elettori. Il tavolo dell’ufficio elettorale di sezione deve essere collocato in modo tale che gli elettori e i rappresentanti di lista presso la sezione possano girarvi intorno dopo la chiusura della votazione. Le urne – di colore chiaro e con la dicitura ‘Ministero dell’Interno – Dipartimento per gli affari interni e territoriali – Direzione centrale dei servizi elettorali’sono fissate sul tavolo e saranno collocate in maniera da essere sempre visibili a tutti.

L’elettrice/l’elettore che sia degente in un ospedale o casa di cura è ammessa/o a votare nel luogo di ricovero. Per poter votare, occorre presentare al sindaco del Comune nelle cui liste elettorali è iscritta/o un’apposita dichiarazione recante la volontà di esprimere il voto nel luogo di cura e l’attestazione del direttore sanitario dello stesso luogo di cura comprovante il ricovero. La dichiarazione, da inoltrare per il tramite del direttore amministrativo o del segretario dell’istituto di cura, deve pervenire al suddetto comune non oltre il terzo giorno antecedente la votazione.

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