Matteo Salvini: "Se succedono episodi come quelli di Rimini, il problema sono io che chiedo più sicurezza? I clandestini vanno rimandati al loro Paese"

Nessuna pista che porta al terrorismo per l’attacco di sabato sera a Rimini, quando un ragazzo somalo ha ferito a colpi di coltello cinque persone tra cui un bambino di cinque anni. Ma la rassicurazione, venuta dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che ha partecipato al Comitato per la sicurezza nella città romagnola, non è servita a placare le polemiche: il problema di sicurezza rimane anche se, come ha detto il ministro, l’episodio avrebbe potuto avvenire ovunque.”Abbiamo escluso la pista del terrorismo internazionale, ne abbiamo certezza: mentre avveniva questo episodio, e seguivamo da Roma l’evoluzione delle condizioni del bambino, per cui eravamo tutti preoccupati, tutte le polizie in Europa erano in collegamento per avere certezza di questo dato”, ha assicurato Lamorgese, dicendosi vicina alla città lesa da “un episodio gravissimo”.

La polemica

Segretario della Lega, Matteo Salvini, incontra i residenti delle case popolari del quartiere Ponte Lambro

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E mentre le condizioni del bambino rimangono stazionarie, la polemica politica non accenna a placarsi. Anzi. Per la Lega e il suo leader, Matteo Salvini, è l’occasione per attaccare nuovamente l’operato del ministro dell’Interno nella gestione del dossier sicurezza e dei migranti in particolare. “Se succedono episodi come quelli di Rimini, il problema sono io che chiedo più sicurezza? I clandestini vanno rimandati al loro Paese. Aprire le porte del nostro Paese a donne e bambini che scappano davvero dalla guerra, per esempio dai talebani in Afghanistan, è un dovere. Ma quanti di quelli che passeggiano per le nostre città scappano dalla guerra, o quanti la guerra ce la portano in casa minacciando donne e ragazzi?”, ha detto Salvini questa mattina. E dal suo partito l’attacco arriva diretto all’indirizzo del ministro dell’Interno dai capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo. “A Rimini un immigrato ha accoltellato cinque persone tra cui un bambino, ma per la Lamorgese ‘poteva capitare ovunque’. Ringraziamo il ministro! Finalmente ha ammesso la sua totale incompetenza e ha detto a tutti gli italiani che non sono al sicuro perché non è in grado di gestire il Viminale. Lei e il suo partito, ovvero il Pd, si comportino di conseguenza: via dal ministero”.

Dall’opposizione, Fdi, rincara la dose contro il ministro che “avrebbe dovuto scusarsi e non affermare con superficialità che l’aggressione a donne e bambini sia avvenuta per caso a Rimini”, sottolinea il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida. Sollevando un altro punto: l’episodio “non è un incidente ma uno dei tanti esempi di immigrati entrati illegalmente in Italia, che assumono droga, girano armati e aggrediscono cittadini onesti”. E del problema droga parla anche il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. “In questa vicenda, come in tanti altri atti di violenza o perfino in tanti omicidi, il consumo di sostanze stupefacenti è alla base di comportamenti violenti e criminali. Eppure ci sono persone che in queste ore stanno lanciando l’ennesimo, fallimentare tentativo di referendum per la legalizzazione delle droghe. La droga – è la conclusione – va combattuta”.

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