Ciascun senatore ha dichiarato ad alta voce il suo voto: 40 i contrari e 2 astenuti. Lezzi e Morra (M5S) votano 'no'

Il Senato ha approvato con 262 voti a favore, 40 contrari e 2 astenuti la mozione di fiducia al governo di Mario Draghi. Giovedì il premier sarà alla Camera per il secondo voto di fiducia.

Dopo la discussione nel pomeriggio a Palazzo Madama, il premier Mario Draghi  ha parlato al Senato prima del voto di fiducia, con la consueta replica che spetta al presidente del Consiglio. Dall’importanza del Parlamento per il Recovery plan alla collaborazione con le Regioni e gli enti locali; dalla legalità alla cultura. Poi l’ambiente e lo spinoso tema dei migranti e della redistribuzione obbligatoria in Europa. Sono i punti toccati da Draghi nel suo discorso di replica ai senatori.

23:27 – Barbara Lezzi e Nicola Morra, senatori del Movimento Cinque Stelle, hanno votato ‘No’ alla fiducia al Governo Draghi

23:09 -Al via la votazione di fiducia al governo Draghi

Concluse le dichiarazioni di voto, è iniziata nell’Aula del Senato la votazione nominale con appello sulla mozione di fiducia al Governo Draghi. Ciascun senatore dichiara ad alta voce il suo voto.

22.23 – Ettore Licheri (M5S):  “Il nostro sarà un sì vigile, non lo dia per scontato. Noi le romperermole scatole”
“Non dia mai per scontato il nostro sì, perché noi – permetta questa licenza linguistica -, le romperemo le scatole. La pandemia non è sconfitta e tra poco scade il blocco dei licenziamenti, noi le romperemo le scatole”, dice il senatore del M5S Licheri. “I cittadini – ha aggiunto – sono amareggiati e delusi, e lo siamo anche noi attivisti e portavoce parlamentari: il doppio tradimento che abbiamo subito nel volgere di un anno e mezzo provoca ancora dolore. Ha lasciato ferite profonde che faticano a cicatrizzarsi. E poi c’è la crisi politica, le cui ragioni sfuggono perché non si poteva dire: l’unica ragione vera era uccidere politicamente il M5S. E uccidere politicamente Giuseppe Conte”, ha concluso.

22:21- Matteo Salvini: “Lega sarà al suo fianco”
“La Lega sarà al suo fianco per ricostruire questo grande Paese”, così il leader della Lega Matteo Salvini, durante le dichiarazioni di voto al governo Draghi. “Noi ci siamo, la Lega c’è. Convintamente. Non vediamo il senatore Ciampolillo, ma tanto ha tempo per arrivare in Aula prima del fischio finale… Già è cambiato il mondo, rispetto alla compravendita dei senatori di un mese fa. È questo è già un suo storico merito, aver riportato la serietà in questa Aula e per questo la ringraziamo”.

22:03 – Bernini (Forza Italia): “FI si sente ‘nutrice’ dell’esecutivo Draghi”

“Ci sentiamo ‘nutrici’ del vostro governo, che abbiamo incoraggiato con il presidente Berlusconi per uscire dalle secche dell’immobilismo dell’esperienza precedente. Grazie al valore dell’unità e la coesione abbiamo reso possibile questo governo”. Lo dice la capogruppo di FI al Senato, Anna Maria Bernini, in fase di dichiarazione di voto sulla fiducia al governo Draghi. “Il nuovo direttore di orchestra farà suonare spartiti nuovi ai suoi ministri, lei deve essere garante che cambi la rotta”.

21:58 – Andrea Marcucci (Pd): “Questa sfida difficile, ma parliamo di più”“Non ci nascondiamo che questa sfida sia particolarmente difficile da raggiungere, basta fare una veloce carrellata sui banchi del Governo in questa aula: vi siedono ministri che negli ultimi 20 anni sono stati su fronti diversi ed opposti. Ma non essere pronti oggi significherebbe sola una cosa: fallire”. Così il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci, nella sua dichiarazione di voto al governo Draghi. “Per evitare le polemiche quotidiane le distinzioni quotidiane, le sottolineature, le differenze, abbiamo una sola strada, parliamo, onorevoli colleghi, parliamo di più tra noi, creiamo una sorta di luogo di equilibrio, lo facciano i ministri, si faccia anche alla Camera ed in Senato”, conclude.

21.44 – Loredana De Petris: “Leu vota sì per portare sfida cambiamento”
“Abbiamo preso la decisione di sostenere e dare la fiducia non solo per senso di responsabilità, non solo perché abbiamo risposto all’appello drammatico del presidente della Repubblica, che non poteva rimanere inascoltato, ma per portare in questa maggioranza la sfida del cambiamento”. Lo ha detto la capogruppo del gruppo Misto, Loredana De Petris (Leu), durante la dichiarazione di voto sulla fiducia al governo Draghi.

21.30 – Luca Ciriani (Fratelli d’Italia): “Non voteremo la fiducia, la nostra richiesta è elezioni subito”

“Il gruppo di Fratelli d’Italia non voterà la fiducia e lo farà in modo ancora più convinto dopo le sue comunicazioni”. Lo ha detto il senatore di FdI nelle sue dichiarazioni di voto intervenendo al Senato, perché la “sua relazione e replica la  consideriamo molto vaga, generica e sfuggente, le abbiamo segnalato cose importanti” durante le consultazioni “ma non abbiamo ricevuto una sola risposta nel merito: niente su immigrazione, sicurezza, giustizia, nessun riferimento alla web tax e a cosa sarà del reddito cittadinanza”, ha aggiunto. “La nostra non è una ripicca o uno spirito di contraddizione, scegliamo la strada più diffcile, tanto è vero che la percorriamo da soli o quasi, è la strada della coerenza verso noi stessi e verso gli elettori. La nostra richiesta è e rimane elezioni, elezioni subito e non è un gesto di irresponsabilità”.

21.22- Teresa Bellanova (Italia Viva): “Innovazione, semplificazione, sburocratizzazione non rinviabili”
“Apprezziamo la responsabilità di indicare alle nuove generazioni la direzione” perché “innovazione, semplificazione, sburocratizzazione non sono più rinviabili”. Lo ha detto la senatrice di Iv, Teresa Bellanova, in fase di dichiarazione di voto sulla fiducia al governo Draghi a cui ha espresso il suo “consenso”.

 

La replica del presidente del Consiglio Draghi in Senato prima del voto

Per quanto riguarda la governance del Recovery Plan “sarà incardinata nel ministero di Economia e finanza con strettissima collaborazione dei ministeri competenti. Confermo che il Parlamento sarà informato costantemente”. 

“Questo governo – ha poi aggiunto – conferma l’impegno di andare in questa direzione”, ha detto Draghi a proposito dei temi ambientali. “Lo sviluppo sostenibile è alla base della giustizia tra generazioni. So che il Senato sta discutendo per inserire il concetto in Costituzione”.

“Sulla cultura ho detto che l’Italia è una grande potenza culturale riconosciuta in tutto il mondo” ha poi detto Draghi. “Le restrizioni necessarie a contenere la pandemia hanno messo a dura prova musei, teatri, spettacoli, danza e ogni arte in generale. La cultura va sostenuta, il rischio è di perdere un patrimonio che definisce la nostra identità. La perdita economica è ingente ma più grave sarebbe la perdita dello spirito”. Sui ristori ha detto che “occorre fare di più”. La Cultura è, secondo Draghi, “imprescindibile per lo sviluppo del nostro Paese”.

Sulle migrazioni, tema spinoso visto il coinvolgimento nel governo di partiti con opinioni diverse, ha aggiunto: “la risposta più efficace passa per una piena responsabilità sul tema da parte delle istituzioni comunitarie ed europee. L’Italia, appoggiata anche da alcuni Paesi mediterranei, propone come concreta misura di solidarietà un meccanismo obbligatorio di redistribuzione dei migranti pro-quota“, ha chiarito il presidente del Consiglio che ha poi concluso il suo breve intervento con un ringraziamento “per la stima che avete dimostrato ma anche questa dovrà essere giustificata e validata nei fatti dall’azione di governo da me presieduto”. 

 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata