Zaia e Toti: "Governo scorretto". Fontana: "decreto lunare, non ha recepito nessuna delle indicazioni offerte dalle regioni"

A poche ore dall’entrata in vigore del nuovo Dpcm e del decreto legge con le restrizioni ad hoc per il Natale, i governatori non ci stann: “Il mancato confronto interistituzionale non ha consentito di portare alla individuazione delle soluzioni più idonee per contemperare le misure di contenimento del virus e il contesto di relazioni familiari e sociali tipiche del periodo delle festività natalizie”. E’ quanto si legge nelle osservazioni della Conferenza delle Regioni inviate all’esecutivo esprimendo “stupore e rammarico per il metodo seguito dal governo che ha provato nella serata di ieri il decreto legge 2 dicembre 2020 numero 158 in assenza di un preventivo confronto con le regioni”. Metodo che “contrasta con lo spirito di leale collaborazione, sempre perseguito nel corso dell’emergenza considerato peraltro che la scelta poteva essere anticipata anche nel corso del confronto preventivo svolto solo 48 ore prima”, aggiungono.

Il  presidente del Veneto, Luca Zaia, attacca: “Il governo è stato scorretto“. “È evidente che ormai l’approvazione di un Dpcm è diventato un cerimoniale di corte. Scrivono ‘sentite le Regioni’, ma le Regioni sono sentite ma per modo di dire. Le nostre correzioni non vengono mai accolte. Se il Governo andrà a testa bassa, ne prendiamo atto”,  ha detto il governatore veneto durante la conferenza stampa dalla sede della Protezione civile di Marghera. “L’atteggiamento del Governo è scorretto? Sì, si potevano affrontare alcuni temi come il ricongiungimento dei familiari e la sperequazione sugli spostamenti”, ha aggiunto.

Un decreto legge “a sorpresa”, lo definisce il governatore della Lombardia Attilio Fontana, e “un Dpcm che non ha recepito nessuna delle indicazioni offerte dalle regioni, è un fatto ‘lunare’; in perfetta contraddizione con le dichiarazioni sulla leale collaborazione fra Stato e Regioni”. “Bene ha fatto la conferenza delle Regioni – ha concluso Fontana – ad assumere una posizione di forte critica verso contenuti e metodo imposti dal Governo con un decreto legge notturno che impedisce di dare alcun parere su un Dpcm contraddittorio e non modificabile”.

Dello stesso avviso il collega ligure Giovanni Toti, secondo cui è stato “assai scorretto che il Governo adotti una simile misura senza neppure parlarne con gli enti locali. Mentre noi discutiamo dei suggerimenti da dare al Governo, le legge è già stata fatta. Tutti in casa, a prescindere da dati, zone gialle, diffusione del virus. Ma deve essere chiaro di chi è la responsabilità di tutte queste assurdità”, scrive su Facebook. “La limitazione della libertà dei cittadini deve essere proporzionata al rischio del Covid. Ora qualcuno del Governo mi spiegherà perché, di fronte a dati in calo della Liguria, come di molte altre regioni, un fratello non potrà passare il Natale con la sorella, un genitore con i figli. Ma qualcuno a Roma ha mai viaggiato per l’Italia, o vivono tutti ai Parioli? – continua il governatore ligure nello sfogo social – Perché se stai in una grande città puoi muoverti liberamente, se invece stai in un piccolo comune, probabilmente dovrai passare il Natale e il Capodanno da solo, anche se i parenti vivono a poche centinaia di metri ma in un altro comune. Magari ci si infetta di più se si attraversa il confine tra un comune e l’altro, mentre se si va da un capo all’altro di una grande città, il virus ci risparmia? Questa non l’avevo ancora sentita!”.

Un disaccordo trasversale, condiviso anche dal governatore della Toscana Eugenio Giani (Pd), che giudica “impedire il passaggio da comune a comune durante la giornata forse un po’ eccessivo”. “Mi sento di condividere col governo la necessità di evitare il liberi tutti e il bisogno di mantenere disposizioni in grado di prevenire una nuova crescita di contagi” e “nei giorni di Natale vanno evitati i grandi eventi e i grandi assembramenti, ma magari il fatto di impedire il passaggio da comune a comune durante la giornata forse è un po’ eccessivo“, ha spiegato il presidente della Toscana su La 7.

 

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