A quattro giorni dalla arroventata sconfitta di Abu Dhabi, ha prevalso la scelta di non ricorrere al Tribunale di Parigi della Fia e di accettare il verdetto della pista

Fine della corsa. La Mercedes fa retromarcia. Niente scontro a colpi di carte bollate e avvocati, nessun ricorso in appello. Per la casa di Brackley può bastare così. A quattro giorni dalla arroventata sconfitta di Abu Dhabi, ha prevalso la scelta di non ricorrere al Tribunale di Parigi della Fia e di accettare il verdetto della pista. Nonostante le polemiche per una direzione di gara tutt’altro che ‘tranquilla’ messa sotto accusa dal team principal Toto Wolff, la scuderia tedesca tramite un lungo comunicato, ha reso a Lewis Hamilton gli onori delle armi consacrando ‘ufficialmente’ Max Verstappen campione del mondo 2021. Le vie legali oltre che complesse potevano anche risultare controproducenti per la Mercedes, la cui testardaggine avrebbe potuto rischiare di avvelenare un clima fin troppo elettrico. “Le regole sulla safety car hanno condizionato il risultato ma saremo costruttivi con la Fia per il futuro. C’è profondo rispetto per Verstappen e la Red Bull“, è la sintesi del pensiero della scuderia che si congratula con il pilota olandese ma non rinuncia comunque, nel giorno della resa ufficiale, a lanciare le sue stilettate velenose.

“Abbiamo lasciato Abu Dhabi increduli di quanto avevamo visto. Certo, perdere fa parte del gioco, ma diverso è se finisci per perdere fiducia nelle corse”, si legge nelle prime righe del documento per poi ammettere di aver chiamato in causa lo stesso Hamilton nella decisione di come procedere, vista anche la posizione assunta subito dal campione inglese una volta sceso dalla vettura da sconfitto. “Di concerto con Lewis, abbiamo ponderato a lungo in che modo replicare al finale di Abu Dhabi. Ci siamo sempre lasciati guidare dall’amore per questo sport e pensiamo che ogni competizione vada vinta con merito, sul campo. Nella corsa di Abu Dhabi molti, tra cui noi, hanno avuto la sensazione che le cose non si fossero sviluppate nella maniera più giusta”.

La Mercedes non rinuncia ad entrare nel merito della questione ma poi preferisce non calcare la mano e fare un passo indietro definitivo: “Dopo la gara abbiamo presentato protesta ufficiale poiché le regole riguardo la Safety Car sono state applicate in una maniera del tutto nuova che ha finito per condizionare il risultato della gara, dopo che Lewis era stato a lungo al comando ed era in corsa per vincere il Mondiale”. Nel ribadire che l’appello era stato presentato in nome “della trasparenza e della chiarezza delle regole nello sport”, la scuderia si è poi detta aperta e propositiva per instaurare un “costruttivo dialogo con la Fia in modo che ogni concorrente abbia ben chiare in futuro le regole che governano le corse”.
Al di là del comunicato però Toto Wolff mostra ancora di non aver digerito del tutto la sconfitta e lancia accuse pesanti alla Fia: “Derubare Hamilton del titolo all’ultimo giro è inaccettabile. Il mio senso di integrità non sono compatibili con le decisioni che sono state prese domenica. Spetta alla Fia decidere in futuro come possono essere evitate queste situazioni”. E senza nascondere sdegno e disappunto ha confermato l’assenza sua e di Hamilton alla cerimonia di premiazione Fia in programma a Parigi. E’ probabile che per il dirigente austriaco nessuno è mai sconfitto fino a quando la sconfitta non viene accettata come realtà.

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