Senza le api a rischio il 75% delle coltivazioni

Senza le api a rischio il 75% delle coltivazioni

Il 20 maggio è la Giornata mondiale delle api. Il Wwf lancia una petizione per difenderle, chiedendo un intervento immediato al governo.

Le api e molti altri insetti impollinatori sono in grave declino cosa che mette a rischio il 75% delle colture alimentari. E’ per questo che oggi in occasione della Giornata mondiale delle api (istituita dalle Nazioni Unite per richiamare tutti i governi ad azioni concrete per la protezione di tutti gli insetti impollinatori) il Wwf Italia lancia la petizione per difende gli impollinatori: “Serve un’azione immediata del governo per la nostra sicurezza alimentare”.

Le api in pericolo

Gli insetti impollinatori “stanno scomparendo a una velocità allarmante: in Europa quasi la metà delle specie è in declino e un terzo rischia l’estinzione”. Un fenomeno che mette a rischio non solo la biodiversità ma anche “la sicurezza alimentare globale, considerando che il 75% delle colture alimentari dipende dall’impollinazione animale”.

In Italia vivono circa 1.040 specie di api, “tutte fondamentali per l’impollinazione di piante coltivate e spontanee, in un intreccio straordinario di relazioni ecologiche”. Tuttavia, “questo equilibrio è sempre più compromesso”. Le principali cause del loro declino sono legate “all’agricoltura intensiva, alla perdita di habitat e all’uso massiccio di pesticidi, tra cui i neonicotinoidi, altamente tossici per api e altri impollinatori”; nonostante i divieti europei, in Italia persistono deroghe che ne consentono ancora l’utilizzo. Il risultato – continua il Wwf – è “un danno enorme anche sul piano economico: il valore dell’impollinazione è stimato in oltre 22 miliardi di euro l’anno in Europa e 3 miliardi in Italia, un patrimonio che stiamo progressivamente mettendo a rischio”.

La nuova petizione

Obiettivo della petizione è il coinvolgimento dei cittadini per chiedere al governo nazionale e ad altri decisori politici “interventi urgenti a tutela di api, farfalle, sirfidi e di tutti gli insetti fondamentali per la sopravvivenza della specie umana”. Con la nuova petizione il Wwf chiede quindi “al governo italiano un cambio di passo deciso e immediato”. In primo luogo “la piena attuazione della Strategia nazionale Biodiversità 2030 che prevede interventi per il recupero degli habitat naturali”. È poi “fondamentale l’adozione di un efficace Piano nazionale di ripristino della natura“, su cui fino al 9 giugno tutti possono partecipare alla consultazione pubblica avviata dal ministero dell’Ambiente.

Nonostante l’approvazione a livello europeo di importanti strumenti normativi – rileva il Wwf – “l’Italia non ha ancora avviato azioni concrete come l’adozione del suo Piano di azione nazionale per gli impollinatori previsto dalla Strategia nazionale biodiversità 2030 e azioni per rimuovere le principali cause di minaccia per la conservazione delle api e altri insetti impollinatori, come per esempio l’attuazione da parte delle Regioni delle Linee guida per la riduzione dell’impatto dei pesticidi, disponibili dal 2015 e rimaste fino ad oggi sulla carta”.

“Difendere gli impollinatori significa difendere la nostra vita – osserva Eva Alessi, responsabile sostenibilità del Wwf Italia – questi insetti garantiscono anche la riproduzione di circa il 90% delle piante selvatiche da fiore, sostenendo gli ecosistemi da cui dipendiamo”.

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