L'analisi spiega anche che l'Italia recupera il 70% del totale dei rifiuti speciali prodotti

 Quasi 7 milioni di tonnellate in meno di rifiuti speciali sono state prodotte nel 2020, anno della pandemia e del lockdown, con un calo del 4,5% rispetto all’anno precedente. E’ il quadro che emerge dal rapporto ‘Rifiuti speciali’ dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).
   L’analisi spiega anche che l’Italia recupera il 70% del totale dei rifiuti speciali prodotti.
   Nonostante il calo significativo nel 2020 (-5,2%, oltre 3,5 milioni di tonnellate) – spiega l’Ispra – il settore delle costruzioni si conferma quello che produce più rifiuti speciali (45,1% del totale), seguito dalle attività di gestione dei rifiuti e di risanamento ambientale (26,3%) e dalle attività manifatturiere (18,2% circa 26,7 milioni di tonnellate).
   Quelli che diminuiscono di più sono i rifiuti non pericolosi (-4,6%), che rappresentano il 93,3% del totale di quelli speciali, mentre quelli pericolosi calano di circa 300mila tonnellate (-3%).
   La produzione dei rifiuti speciali “si concentra al nord, dove il tessuto industriale è più sviluppato (56,9% del totale), soprattutto in Lombardia (21,6% di quelli prodotti a livello nazionale) e Veneto (11%). Qui è anche localizzata la metà dei 10.472 impianti, un quinto nella sola Lombardia (2106)”.
   I flussi di rifiuti con maggiori criticità gestionali sono “amianto (Friuli Venezia Giulia, la regione a produrne di più nel 2020), veicoli (-5,8% quelli trattati) e pneumatici fuori uso (-1,6% rispetto al 2019), fanghi da depurazione urbani e industriali (costanti nel 2020), rifiuti da costruzione e demolizione (quasi il 78% è avviato a recupero)”.
   L’Ispra ha fornito al ministero della Transizione ecologica – osserva il presidente dell’Istituto Stefano Laporta – “tutte le informazioni necessarie alla redazione delle due riforme collegate al Pnrr che disegnano la strategia per lo sviluppo dell’economia circolare dell’Italia nei prossimi sei anni: la Strategia nazionale per l’economia circolare e il Programma nazionale di gestione dei rifiuti. Il gap impiantistico tra nord e sud potrà essere in parte colmato dalle oltre 4mila proposte di progetti presentate per i bandi Pnrr della missione sull’economia circolare, di cui quasi la metà arrivate dal Mezzogiorno”.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata