La celebre conduttrice, diva della Tv e della musica, è venuta a mancare all'età di 78 anni. Il ricordo commosso di Roberto Alessi, direttore di Novella 2000

raffaella-carra

Raffaella Carrà sulla copertina del prossimo numero di Novella 2000


Ancora oggi chi l’ha amata, da Sergio Japino a Enzo Paolo Turchi, da Angelo Perrone, il press agente, ad Alessandro Lo Cascio, non trova le parole, e la voce viene rotta dai singhiozzi.
 
“Io stesso faccio fatica a trattenere le lacrime, è stata sempre così gentile, anche quando ero solo alle prime armi” ha scritto Roberto Alessi, direttore del settimanale Novella 2000. “Io e mezza Italia siamo cresciuti con lei, Raffaella Carrà, che se ne è andata a 78 anni per una malattia che la tormentava da tempo, ma di cui non aveva mai parlato a nessuno. Ormai era magrissima, un lumicino che si è spento, ma la sua luce, accecante, splenderà ancora per tantissimi anni nel cuore di chi l’ha amata, conosciuta, o solo vista in tv. Il suo Gianni Boncompagni, starà già ridendo con lei, in Paradiso, insieme sono stati una coppia pazzesca nella vita, e nel lavoro”.
 
“Raffaella ci ha lasciati. È andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre”: con queste parole Sergio Japino, altro grande amore della sua vita, che l’ha amata, dà il triste annuncio unendosi al dolore degli adorati nipoti Federica e Matteo, di Barbara, Paola e Claudia Boncompagni, degli amici di una vita e dei collaboratori più stretti. 
 

Raffaella Carrà, la malattia nascosta al grande pubblico

 
“Raffaella Carrà si è spenta dopo una malattia che da qualche tempo aveva attaccato quel suo corpo così minuto eppure così pieno di straripante energia”, si legge in comunicato diffuso dalle agenzie. “Una forza inarrestabile la sua, che l’ha imposta ai vertici dello star system mondiale, una volontà ferrea che fino all’ultimo non l’ha mai abbandonata, facendo sì che nulla trapelasse della sua profonda sofferenza. L’ennesimo gesto d’amore verso il suo pubblico e verso coloro che ne hanno condiviso l’affetto, affinché il suo personale calvario non avesse a turbare il luminoso ricordo di lei”.
 
Nelle sue ultime disposizioni, Raffaella ha chiesto una semplice bara di legno grezzo e un’urna per contenere le sue ceneri. Ha vissuto nella classe, anche le sue ultime volontà, non si è tradita.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata