Il ritratto della moglie del presidente Usa

Dalle passerelle alla Casa Bianca. È la parabola ascendente di Melania Trump, all'anagrafe Melanija Knavs. Bellezza statuaria e look impeccabile, da fare invidia a un'attrice di Hollywood, la ex modella, definita una first lady "riluttante" per le sue poche apparizioni pubbliche, potrebbe ricoprire il ruolo per altri quattro anni se il marito Donald Trump verrà riconfermato alla presidenza. Nel tempo trascorso alla Casa Bianca, Melania Trump è rimasta spesso in disparte dalla scena politica e in più occasioni ha preso – a sorpresa – le distanze dal tycoon. Famose restano le sue critiche alla linea dura del presidente sull'immigrazione, quando definì "odioso" vedere i bambini separati dalle loro famiglie, e la sua foto postata sui social che la ritrae con indosso una mascherina contro il Covid-19, nei giorni in cui Trump minimizzava l'utilità dei dispositivi di protezione. Non solo, la ex modella è stata spesso pizzicata in atteggiamenti a dir poco freddi nei confronti del marito che non sono passati inosservati, tanto da far ipotizzare una tensione tra i due. Già nel 2016 Melania Trump si era presentata come una first lady fuori dagli schemi. Intanto, era la prima volta che una 'terza moglie' arrivava a frequentare i saloni della residenza più famosa del mondo. Prima di Donald Trump, l'unico divorziato e risposato a diventare presidente era stato Ronald Reagan, che però era solo alle seconde nozze. Inoltre, è stata la prima first lady in assoluto ad avere posato nuda per un servizio fotografico. Lei e Donald si sono conosciuti nel 1996 a New York, si sono sposati nel 2005 in Florida e nel 2006 sono diventati genitori di Barron William.

EX MODELLA PRESTATA ALLA POLITICA. Melania Trump, classe 1970, nasce in Slovenia, a Sevnica, e inizia la sua carriera di modella a soli 16 anni. A 18 firma un contratto con un'agenzia di Milano e, anche per esigenze di lavoro, impara cinque lingue, oltre allo sloveno di nascita: italiano, inglese, francese, tedesco e serbo. Si iscrive all'università, alla facoltà di architettura, ma ben presto la carriera sulle passerelle prende il sopravvento tanto da portarla a trasferirsi a New York nel 1996. Appare sulle copertine dei magazine più ambite del mondo, fra cui Vanity Fair, Vogue e Harper's Bazaar. Ed è proprio nella Grande Mela, nel '96, alla Fashion Week, che avviene l'incontro con Donald Trump, in quel periodo sposato con Marla Maples, da cui divorzierà solo tre anni dopo. LE CONTROVERSIE SULLA CITTADINANZA. Melania Trump è nata in Slovenia ed è naturalizzata americana. Ma negli anni scorsi su di lei si è scatenata una bufera sulla questione del permesso di soggiorno. Non semplice gossip, ma vicenda centrale vista l'importanza nella campagna elettorale del marito del nodo immigrazione. Il sito 'politico.com' lanciò per primo la bomba: la first lady nel 1995 posò per un servizio fotografico negli Stati Uniti senza avere i requisiti legali per lavorare nel Paese. Lei allora rispose affermando con decisione di non essere mai entrata illegalmente negli Usa e di avere sempre rinnovato il visto: questo, però, non le avrebbe comunque permesso di lavorare in America. Melania Trump ha rimandato le accuse al mittente, affermando di essere entrata negli Usa per la prima volta nel 1996. La questione non è stata del tutto chiarita, e di certo rimane un neo nella campagna elettorale di Trump che ha fatto della lotta all'immigrazione illegale il suo fiore all'occhiello. La ex modella è stata presa di mira anche durante la convention repubblicana di Cleveland, in Ohio, nel 2016, quando venne accusata di plagio per aver copiato parte del testo pronunciato da Michelle Obama alla convention dei democratici del 2008. Nella notte del 4 luglio di quest'anno la statua in legno a Sevnica, nella sua città Natale, che la raffigurava con i tacchi e una veste blu, è stata data alle fiamme. Inaugurata nel 2019, l'opera aveva suscitato diverse polemiche tra chi la paragonava a uno spaventapasseri e chi trovava somiglianze con la Madonna.

MELANIA TRUMP IN CAMPAGNA ELETTORALE. La first lady, come nelle precedenti elezioni che hanno visto Trump sfidare Hillary Clinton, anche questa volta ha tenuto un basso profilo. Pochi i discorsi in pubblico: il primo alla convention dei repubblicani dove ha difeso il marito, ha mostrato vicinanza alle persone colpite dal Covid-19, e ha rinunciato agli attacchi contro i democratici per "non dividere il Paese". A ottobre è ricomparsa sulle scene in un comizio tenuto ad Atglen, nello stato in bilico della Pennsylvania, dopo che il precedente appuntamento era stato rinviato per via del Covid-19, che ha contratto insieme al marito e dal quale è guarita. La first lady ha attaccato l'agenda "socialista" di Biden e i media che danno una visione distorta del tycoon, lontana dall'uomo che conosce lei. L'ultimo intervento lo ha fatto giovedì 29 ottobre a Tampa, in Florida, accanto a Trump, a meno di una settimana dall'Election Day. Nonostante la first lady abbia promosso l'uso della mascherina, mostrando una maggiore sensibilità sul tema del Covid-19 rispetto al marito, nel corso del comizio ha sposato anche lei la linea del repubblicano, minimizzando la pandemia e definendo Trump "un vero leader".

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