Kiev chiede aiuto alla Nato nel Mar d'Azov. Merkel: "No alla soluzione militare"

Il premier Petro Porochenko, in un'intervista alla Bild, ha chiesto ai Paesi membri dell'Organizzazione di dispiegare le loro navi per sostenere l'Ucraina nel braccio di ferro con Mosca

Le tensioni fra Russia e Ucraina nel Mar d'Azov saranno al centro del vertice Nato di martedì e mercoledì a Bruxelles. Soprattutto dopo che il premier ucraino, Petro Porochenko, in un'intervista alla Bild, ha chiesto ai Paesi membri della Nato di dispiegare le loro navi nel Mare d'Azov per sostenere Kiev nel braccio di ferro con Mosca.

All'incontro di Bruxelles parteciperanno i ministri degli Esteri di 29 Paesi della Nato ed è stato invitato anche l'omologo ucraino Pavlo Klimkin. La richiesta di Poroshenko sarà discussa in quell'occasione, ma l'Alleanza resta prudente: "C'è già una forte presenza della Nato nel Mar Nero e continueremo a valutare", ha dichiarato ad AFP la portavoce Oana Lungescu. Dopo l'annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014, la Nato ha accresciuto in modo considerevole la sua presenza nel Mar Nero. Oggi le navi dell'Alleanza pattugliano e si esercitano regolarmente nel Mar Nero, ha ricordato la portavoce.

La cancelliera tedesca Angela Merkel, però, chiarisce: non c'è "nessuna soluzione militare" per il conflitto in Ucraina. E anzi invita Poroshenko a mostrarsi ragionevole e promette che solleverà la questione con il presidente russo Vladimir Putin al G20 in Argentina.

Sul summit di Buenos Aires aleggia la crisi fra Ucraina e Russia: Donald Trump, dopo averlo minacciato, è passato ai fatti e ha annullato il faccia a faccia che era in programma per il 1° dicembre con Vladimir Putin. L'annuncio della cancellazione lo ha fatto su Twitter, poco dopo avere affermato ai giornalisti alla Casa Bianca che era "un momento molto buono per avere l'incontro" con il leader del Cremlino. "Sulla base del fatto che le nave e i marinai non sono stati riconsegnati all'Ucraina dalla Russia, ho deciso che sarà meglio per tutte le parti coinvolte cancellare l'incontro", ha scritto il tycoon, dicendosi comunque pronto a riprogrammare un nuovo incontro "quando questa situazione si sarà risolta".

Tutto è cominciato domenica, quando la Russia ha aperto il fuoco su tre navi ucraine sequestrando i loro equipaggi nello Stretto di Kerch. Kiev ha puntato il dito contro Mosca, ma Putin ha accusato Poroshenko di avere orchestrato questa "provocazione" per riguadagnare terreno nei sondaggi in vista delle elezioni ucraine del 2019. Il Parlamento di Kiev ha introdotto lunedì la legge marziale per 30 giorni.

Il governo di Kiev accusa la Russia di avere bloccato i porti ucraini di Berdyansk e Mariupol, nel Mar d'Azov, impedendo a 35 navi di svolgere le normali operazioni. Notizia smentita dalla Russia. Intanto i media russi riportano che Mosca ha consegnato 400 missili terra-aria nel nord della Crimea e che ha in programma di costruire nella penisola una nuova stazione radar di allarme tempestivo.

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