Notre-Dame, Macron: "5 anni per ricostruirla". Le prime donazioni superano i 600 milioni
Notre-Dame, Macron: "5 anni per ricostruirla". Le prime donazioni superano i 600 milioni

Sentiti diversi operai. Timori sulla stabilità della struttura. Macron promette: "La ricostruiremo". E l'Isis festeggia: "Colpo al cuore dei crociati"

"Noi siamo un popolo di combattenti, di costruttori" e "ricostruiremo la cattedrale di Notre-Dame entro cinque anni, ancora più bella", così il presidente francese, Emmanuel Macron, in un discorso alla nazione dopo che il devastante incendio che ha squarciato la cattedrale di Notre-Dame e lasciato in lacrime i parigini e il mondo intero è stato completamente estinto. Il giorno dopo il rogo, che ha distrutto la famosa guglia e tre quarti del tetto, spazzando via secoli di inestimabile patrimonio della cultura e della storia francese, si cerca, con difficoltà, di guardare avanti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha promesso di ricostruire la cattedrale descritta come l'anima della nazione e ha espresso sollievo per il fatto che "il peggio è stato evitato": le fiamme, che a un certo punto avevano minacciato l'intero edificio, fortunatamente non hanno intaccato la struttura portante. "Dopo le prove ci sarà il momento della riflessione e poi dell'azione", ha detto Macron, affermando che "l'incendio di Notre-Dame ci ricorda che la nostra storia andrà avanti e avremo sempre prove da superare", nonché che "tutto quello che ritenevamo indistruttibile può essere distrutto".

 

Secondo la stima della federazione delle imprese francesi specializzate nel restauro di monumenti, invece, serviranno fra i 10 e i 15 anni, oltre che centinaia di milioni di euro per ricostruire Notre-Dame. In conferenza stampa Frédéric Létoffé, uno dei due presidenti del Groupement des entreprises de restauration de monuments historiques (GMH), ha infatti definito "irrealistiche" le dichiarazioni dell'ex ministro della Cultura Jack Lang, che oggi ha ipotizzato che fosse possibile ricostruire la cattedrale in tre anni. "Prima di restaurare, bisognerà mettere in sicurezza il sito e questo richiederà un enorme lavoro", ha detto Létoffé, evocando in particolare la possibilità di creare un 'ombrello' che protegga la cattedrale dalle intemperie. 

Nella notte tutte le opere d'arte presenti all'interno della cattedrale sono state salvate e trasferite all'Hotel de Ville, la sede del comune cittadino. Saranno portate al Louvre già oggi o mercoledì secondo quanto riferito dall'emittente Bfmtv.

Inchiesta per disastro colposo - Intanto la Procura di Parigi ha aperto un'inchiesta per disastro colposo. Al momento "viene privilegiata la pista accidentale" e "niente va nella direzione di un atto volontario". "Erano cinque le imprese attive sul sito. Da oggi sono cominciate le audizioni degli operai impiegati da queste imprese. Ne sono previste una quindicina. Sono una quindicina a essere interrogati, perché erano presenti ieri", ha precisato il procuratore Rémy Heitz durante un punto stampa che si è tenuto davanti a Notre-Dame, aggiungendo che la direzione della polizia giudiziaria parigina ha mobilitato circa 50 inquirenti su queste indagini.

Il procuratore ha spiegato che "c'è stato un primo allarme alle 18.20, seguito da una procedura di accertamento, ma non è stato constatato alcun principio di incendio". "C'è stato un secondo allarme alle 18.43 e in quel caso è stato constatato un incendio a livello della struttura di legno che sosteneva il tetto. Intanto, la chiesa era stata evacuata perché poco prima era cominciata una messa", ha proseguito il procuratore di Parigi, avvertendo che le indagini saranno "lunghe e complesse". Heitz ha anche promesso che "saranno dispiegati tutti i mezzi per arrivare alla verità, per conoscere l'origine di questo terribile incendio".

La ricostruzione - Secondo il ministro francese della Cultura, Franck Riester, la ricostruzione della cattedrale "durerà mesi e anni" ed è ancora "troppo presto" per valutare la durata precisa. "In ogni caso - ha detto ai microfoni di France Info - la struttua principale è in salvo ma la situazione resta precaria". Riester ha precisato che "i due terzi del tetto sono andati in fumo" e che la "guglia è crollata all'interno della cattedrale, creando un buco nella volta", anche "una parte delle vetrate" è andata "distrutta". Il ministro si dice prudente ma "ottimista".

"Lo Stato si assumerà le proprie responsabilità", ha continuato il ministro, citando, tra l'altro, la grande colletta nazionale che consentirà di raccogliere una "somma finanziaria molto importante". Riester ha aggiunto che all'interno di Notre-Dame le vetrate intatte dovranno "essere smontate, preservate, restaurate".  Il Tesoro di opere d'arte è comunque stato portato in salvo "grazie all'aiuto del Comune".

Nel frattempo parte la corsa alle donazioni per riportare Notre-Dame all'antico splendore. La regione Ile-de-France sbloccherà 10 milioni di euro di "aiuti di emergenza per aiutare l'arcivescovo a realizzare i primi interventi" di ricostruzione, ha annunciato la presidente della regione Valérie Pécresse parlando a Radio Classique. "Questa ricostruzione, che ovviamente costerà molto, mobiliterà un intero paese, i migliori architetti, i migliori artigiani di Francia, forse del mondo. E lo affronteremo fin da ora", ha spiegato.

I donatori - Le donazioni per la ricostruzione della cattedrale di Notre-Dame a Parigi hanno già superato i 600 milioni di euro. Finora le due donazioni maggiori vengono dal gruppo Lvmh e da L'Oréal e la famiglia Bettencourt-Meyers, che hanno annunciato una donazione di 200 milioni di euro ciascuno. Seguono la famiglia Pinault e il gigante petrolifero Total che hanno annunciato contributi per 100 milioni di euro ciascuno.

La sindaca di Parigi Anne Hidalgo ha inoltre proposto di tenere nella capitale francese "una conferenza internazionale dei donatori" per la ricostruzione, sia per accogliere "esperti" sia per "raccogliere fondi".

L'Isis festeggia - Secondo quanto riporta Site su Twitter, i sostenitori dell'Isis hanno festeggiato l'incendio. Le celebrazioni sarebbero per quello che i jihadisti definiscono un colpo ai "cuori dei leader crociati". Simili manifestazioni erano avvenute per catastrofici eventi naturali come uragani o roghi.

L'inizio della tragedia - Tutto è cominciato intorno alle 18.50 quando, secondo la ricostruzione dei pompieri, le fiamme sono divampate nel sottotetto della chiesa, un rogo "probabilmente legato" ai lavori di restauro in corso. Le immagini, inizialmente postate da turisti e passanti sui social network e ben presto rilanciate da tutti i media internazionali, sono impressionanti: prima una enorme nube di fumo grigio che si sollevava dalla chiesa; poi, con il calare del buio e l'avanzare delle fiamme, la sagoma è diventata sempre più incandescente. Circa 400 i vigili del fuoco che hanno combattuto per ore contro le fiamme: uno di loro è rimasto leggermente ferito.

Pare che l'incendio sia partito da alcune impalcature installate sul tetto ma sulle cause non c'è ancora certezza. I lavori di restauro, per un costo complessivo di 11 milioni di euro e finanziati dallo Stato, erano in corso da diversi mesi, in particolare per ripulire la struttura, annerita dall'inquinamento.

Simbolo di Parigi - La chiesa, costruita fra il XII e il XIV secolo, è tra i simboli principali di Parigi, insieme alla Torre Eiffel. È il monumento storico più visitato d'Europa, attirando fra 12 e 14 milioni di turisti all'anno. La cattedrale, che è anche una basilica, oltre a essere ambita meta turistica continua ad assicurare cinque messe al giorno, sette la domenica. L'incendio è giunto nel primo giorno delle celebrazioni della Settimana santa che porta a Pasqua.
 

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