Consiglio europeo, Meloni sul tema migranti: “Tenere alta la vigilanza alle frontiere esterne”

Consiglio europeo, Meloni sul tema migranti: “Tenere alta la vigilanza alle frontiere esterne”
Giorgia Meloni, Bruxelles, 16 ottobre 2026 (Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse)

Secondo e ultimo giorno di lavori a Bruxelles. Intesa Germania-Francia su automotive e produzione europea

Questa mattina è iniziata la seconda e ultima giornata del Consiglio europeo a Bruxelles. Presente anche Giorgia Meloni e per parte dei lavori anche Volodymyr Zelensky, accolto dai leader con un applauso.

A margine del Consiglio la premier, insieme al primo ministro danese Mette Frederiksen e a quello olandese Rob Jetten, ha ospitato una nuova riunione informale tra alcuni degli Stati membri maggiormente interessati al tema delle soluzioni innovative da applicare alla gestione del fenomeno migratorio. Lo si apprende da una nota di Palazzo Chigi. In merito ai recenti eventi di Ceuta, Meloni ha sottolineato “la necessità di mantenere alta la vigilanza sulle frontiere esterne dell’Unione, focalizzandosi sulla prevenzione dell’immigrazione irregolare e dei relativi rischi di sicurezza”.

Ha inoltre posto il tema “di una revisione mirata della legislazione europea per rendere più efficaci le nuove procedure relative al trattenimento dei migranti irregolari durante le procedure di frontiera”. La riunione, viene riferito, ha consentito di fare il punto sui progressi raggiunti negli ultimi mesi e sulle prossime iniziative, con particolare attenzione alla prevenzione degli arrivi irregolari di massa, alla strumentalizzazione dei migranti e all’attuazione del nuovo quadro normativo europeo.

Insieme a Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Commissione europea, hanno preso parte all’incontro Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Finlandia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Svezia. 

Intesa Germania-Francia su automotive e produzione europea

Nel frattempo, in mattinata, Germania e Francia hanno raggiunto un accordo su una strategia comune per il futuro dell’industria automobilistica europea, che punta a conciliare gli obiettivi climatici con una maggiore flessibilità normativa e incentivi alla produzione nel continente. “Il nostro obiettivo comune è chiaro: vogliamo gestire con successo la trasformazione della nostra industria automobilistica, mantenendo i nostri obiettivi climatici e garantendo che le automobili del futuro siano prodotte in Europa”, si legge in una dichiarazione congiunta diffusa dal governo federale tedesco.

Consiglio europeo, Meloni sul tema migranti: “Tenere alta la vigilanza alle frontiere esterne”
Friedrich Merz, Bruxelles, 15 ottobre 2026 (AP Photo/Harry Nakos)

“La nostra rotta rimane invariata: puntiamo a una significativa riduzione delle emissioni di CO2 e, allo stesso tempo, a rafforzare le capacità dell’Europa di sviluppare e produrre la prossima generazione di veicoli elettrici”, affermano Berlino e Parigi. “Preferenza europea significa, nella pratica, che la transizione verso una mobilità pulita deve andare di pari passo con investimenti, innovazione e produzione in Francia, Germania e in tutta Europa”, prosegue la nota. A questo scopo, i due Paesi propongono “un pacchetto complessivo che combina un ambizioso percorso europeo di decarbonizzazione con la necessaria flessibilità normativa, per tenere conto delle diverse condizioni di mercato e dell’apertura tecnologica”.

Il piano prevede inoltre “incentivi concreti agli investimenti, alla ricerca e allo sviluppo, alla produzione europea e a catene di approvvigionamento resilienti”. “Questo approccio equilibrato consentirà all’Unione europea di perseguire i propri obiettivi climatici, rafforzando al tempo stesso la sovranità tecnologica, la base industriale e la competitività internazionale della propria industria automobilistica”, sottolineano i due governi. 

“L’Europa deve essere un continente che innova, investe e produce, proteggendo al tempo stesso il clima e salvaguardando i posti di lavoro. Questo è l’obiettivo del nostro impegno e il principio guida della nostra azione comune”, si legge ancora nella dichiarazione.

Germania e Francia si dicono inoltre determinate a “sfruttare questo slancio e lavorare rapidamente con i partner europei per raggiungere un accordo”. “Lo dobbiamo ai nostri lavoratori, alle nostre industrie e ai nostri cittadini: dobbiamo garantire che l’Europa mantenga un ruolo di primo piano nella trasformazione globale del settore automobilistico“, affermano Berlino e Parigi. “Il nostro obiettivo è chiaro: un’industria automobilistica europea competitiva, innovativa e decarbonizzata, che produca in Europa e crei i posti di lavoro di domani”, conclude la nota.

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