Sono passati 25 anni dagli attentati dell’11 settembre 2001, in cui persero la vita circa 3mila persone. Il mondo ricorda le vittime di quel giorno e degli anni successivi: come denunciato dal sindaco di New York, Zohran Mamdani, nel tempo sono venute a mancare centinaia di persone, per lo più soccorritori, che respirando le polveri del World Trade Center hanno sviluppato tumori incurabili.
Dall’Italia sono arrivate le parole della premier Giorgia Meloni, che ha affermato: “Il terrorismo non attaccò soltanto il cuore degli Stati Uniti, ma tutto il mondo libero. Il nostro pensiero commosso, oggi come allora, va alle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001 e alle loro famiglie. Non dimentichiamo”.
Punti chiave
- Trump: "Continuiamo a mandare i terroristi all'inferno"
- Anche Melania Trump a cerimonia Pentagono
- Arcivescovo di New York: "La memoria vive ancora"
- Trump a cerimonia Pentagono: "Iran non avrà mai l'arma nucleare"
- Trump: "Non dimenticheremo mai, ecco perché oggi combattiamo"
- Trump: "Ci trovammo faccia a faccia col Male"
- A Shanksville un minuto di silenzio per le vittime del Volo 93
- Generale Caine: "Una storia di grande coraggio americano"
- Zoffili (Lega): "Fanatismo islamista minaccia ancora Occidente"
- A Washington minuto di silenzio per ricordare attacco al Pentagono
Nuovamente, nel suo discorso al pentagono, Donald Trump ha fatto riferimento alla guerra in corso contro l’Iran. “In giornate come quella dell’11 settembre scopriamo di che pasta è fatto davvero un Paese. Proprio ora stiamo scoprendo di che pasta siamo fatti noi”, ha detto il presidente. “Continuiamo a mandare i terroristi dove meritano di stare: all’inferno. E le petroliere in fondo all’oceano, dove devono stare; inoltre, stiamo garantendo che l’Iran non avrà mai un’arma nucleare. La pressione economica aumenta di giorno in giorno. Controlliamo lo Stretto. Porteremo a termine questa battaglia”, ha aggiunto.
Alla cerimonia in corso al pentagono è presente anche Melania Trump. La first lady non aveva accompagnato il marito Donald alla convention repubblicana di Dallas, sollevando indiscrezioni sulla sua presunta contrarietà allo stretto rapporto tra il presidente Usa e la sua assistente Natalie Harp, come documentato da diversi media americani.
A 25 anni di distanza dall’11 settembre, la memoria “vive ancora”. Così l’arcivescovo di New York, monsignor Ronald Hicks, in occasione dell’anniversario degli attentati del 2001 in Usa. “All’epoca vivevo a Chicago – ricorda l’arcivescovo -, ma, come molti di voi, lo ricordo vividamente. Ricordiamo coloro che sono morti e il coraggio, il servizio, il sacrificio e la compassione straordinari che ne sono seguiti”.
Nel suo discorso al Pentagono per il 25esimo anniversario degli attentati dell’11 settembre, Donald Trump ha nuovamente citato la guerra in corso contro l’Iran, definito “lo sponsor numero uno del terrorismo” nel mondo. L’Iran, ha ribadito Trump, “non avrà mai l’arma nucleare”.
“Non dimenticheremo mai” le vittime dell’11 Settembre 2001. Lo ha detto Donald Trump intervenendo alla cerimonia al Pentagono. “Ecco perché oggi combattiamo. Non abbiamo scelta. Può esserci solo la vittoria. Combattiamo duramente.Combattiamo per vincere”, ha aggiunto il presidente in un riferimento implicito alla guerra in corso contro l’Iran.
L’11 Settembre del 2001 “il nostro Paese si trovò faccia a faccia con il Male”. Lo ha detto Donald Trump in un passaggio del suo intervento al Pentagono per il 25esimo anniversario degli attacchi terroristici di Al Qaeda.
Al memoriale dell’11 Settembre a Shanksville, in Pennsylvania, si è tenuto un minuto di silenzio per commemorare le 40 vittime del Volo 93.
Tra gli oratori della cerimonia in corso al Pentagono per il 25esimo anniversario dell’11 Settembre è intervenuto il generale Dan Caine, capo dello Stato Maggiore Congiunto. “Quella di oggi non è solo una storia di perdite, è anche una storia di grande coraggio americano, di servizio disinteressato e di coloro che hanno scelto di custodire e tramandare quei ricordi”, ha detto. “Il coraggio di quegli straordinari americani in Pennsylvania, a New York e proprio qui, su questo suolo sacro, non è svanito quando il fumo si è diradato e gli incendi si sono spenti: i sopravvissuti e le famiglie lo hanno infatti portato avanti attraverso il servizio, il sacrificio e la memoria”, ha proseguito Caine
“A 25 anni dall’11 settembre 2001, il mio pensiero va alle 2.977 vittime innocenti e agli eroi che affrontarono quel terrore. In questo giorno di memoria e cordoglio, esprimo la mia vicinanza al presidente Donald Trump e a tutto il popolo americano. Come ha ribadito più volte il nostro vicepremier Matteo Salvini, quella tragedia rappresenta un terribile monito contro l’odio e il fanatismo islamista, che resta ancora oggi una delle principali minacce per l’Occidente. Rinnovo, in questo triste anniversario, il mio impegno, in Parlamento e presso l’Osce, a combattere con forza ogni forma di terrorismo, continuando a lavorare perché sicurezza, libertà e democrazia siano sempre difese senza esitazioni”. Così il deputato della Lega, Eugenio Zoffili, vicepresidente e Rappresentante speciale per la lotta alla criminalità organizzata dell’Assemblea parlamentare Osce.
A Washington DC, la città si fermerà per un minuto di silenzio alle 9.37 (le 15.37 in Italia), l’istante in cui il Pentagono venne colpito dal terzo aereo dei terroristi di Al Qaeda. A breve è atteso l’intervento del presidente Trump al memoriale dell’11 settembre presso l’edificio che ospita il dipartimento della Difesa.
“Sono trascorsi 25 anni dall’11 settembre 2001. Da allora è cresciuta una nuova generazione, ma la nostra responsabilità di ricordare non è cambiata”. Lo scrive su X l’ex vicepresidente democratica Kamala Harris, in occasione del 25esimo anniversario degli attacchi terroristici di Al Qaeda. “Ricordiamo le persone che quella mattina andarono al lavoro e non fecero più ritorno a casa, e ricordiamo le famiglie che da allora ne custodiscono ogni giorno la memoria. “Continueremo a raccontare le loro storie, a onorare le loro vite e a esprimere la nostra profonda gratitudine per l’eroismo dimostrato quel giorno”, scrive Harris.
Al 9/11 Memorial Plaza di New York è in corso la cerimonia per commemorare il 25esimo anniversario degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, con la lettura dei nomi delle vittime. Sono presenti il vicepresidente JD Vance, il sindaco Zohran Mamdani e gli ex presidenti ancora in vita: Joe Biden, Barack Obama, George W. Bush e Bill Clinton.
“Venticinque anni fa: ognuno di noi ricorda perfettamente cosa stesse facendo quando due aerei dirottati distrussero le Torri Gemelle. L’11 settembre 2001 fu uno spartiacque, l’anno zero nel quale gli Stati Uniti d’America pagarono il tributo più alto: quella libertà che consentì crescita, sviluppo, prosperità divenne lo strumento che permise all’estremismo islamico di minare la nostra civiltà. Ci siamo difesi. Non vinceranno”. Lo dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia, sui social ricordando il 25esimo anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001.
“In questo 25esimo anniversario degli attentati dell’11 settembre contro gli Stati Uniti, onoriamo la memoria di tutte le vittime che hanno perso la vita. In quel momento di oscurità, gli Alleati sono rimasti uniti. Per la prima e unica volta nella storia della Nato, abbiamo invocato l’Articolo 5. Gli amici e gli Alleati dell’America nella Nato sono stati al vostro fianco allora e lo sono ancora oggi”. Lo scrive su X il segretario generale della Nato, Mark Rutte.
“Oggi le minacce che affrontiamo sono cambiate. Viviamo ancora una volta in acque geopolitiche turbolente, segnate dalla rivalità tra grandi potenze, dalla guerra e dallo scontro tra Stati. Ma la lezione dell’11 settembre resta valida. Nei momenti di pericolo, le nostre alleanze contano. La nostra unità conta. E contano i valori che scegliamo di difendere. Dove un tempo sorgevano le Torri Gemelle, oggi due colonne di luce si innalzano verso il cielo di New York. Sfidano l’oblio. Custodiscono la memoria di chi abbiamo perso. E ci ricordano che la luce trionfa anche nei giorni più bui”. Lo scrive su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Venticinque anni fa – ricorda -, il mondo si è fermato. Incollati agli schermi, abbiamo assistito con orrore e incredulità al crollo delle Torri Gemelle. Oggi ricordiamo. Le quasi 3.000 persone che quella mattina uscirono di casa e non fecero più ritorno. I vigili del fuoco, gli agenti di polizia e i soccorritori che si addentrarono nel fumo e nella polvere, salvando innumerevoli vite. Le famiglie che hanno portato il peso della perdita per un quarto di secolo. L’11 settembre è stato l’evento di maggior impatto a cavallo tra i due secoli”.
Von der Leyen sottolinea che “ha inoltre riaffermato l’importanza delle alleanze e della sicurezza collettiva. L’Europa seppe subito da che parte stare: al fianco dell’America. Per la prima e unica volta nella sua storia, la NATO invocò l’Articolo 5. Un attacco contro uno era un attacco contro tutti. Ci siamo uniti a difesa dei principi che ci accomunano sulle due sponde dell’Atlantico: libertà e democrazia. Gli autori degli attentati volevano diffondere la paura ben oltre New York, la Virginia e la Pennsylvania. A distanza di venticinque anni, sappiamo che hanno fallito. Le nostre democrazie hanno resistito. Le nostre società sono rimaste libere. E l’ideologia del terrore non è riuscita a imporre la propria morsa sul nostro mondo”.
“Di fronte al riemergere di logiche di sopraffazione e di nuovi conflitti, rimane fermo l’impegno dell’Italia contro il terrorismo, a difesa della vita dei nostri concittadini e di ogni altra nazione, e dei diritti inalienabili dei popoli. Solo una cooperazione coraggiosa, giusta e lungimirante può garantire pace, sicurezza e prosperità alle future generazioni”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio in occasione dell’anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001.
“11 settembre. 25 anni fa il terrorismo non attaccò soltanto il cuore degli Stati Uniti, ma tutto il mondo libero.Un mondo libero che seppe unirsi e restare saldo nella consapevolezza di ciò che rappresenta”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social. “L’anniversario di oggi ci ricorda che la democrazia e la sicurezza non sono conquiste scontate. Sono pilastri della nostra civiltà, che abbiamo il dovere di preservare insieme”, prosegue Meloni, “l’Italia è stata e continuerà a stare al fianco dei suoi alleati nella lotta al terrorismo, nel solco della difesa dei valori che uniscono le nostre nazioni. Il nostro pensiero commosso, oggi come allora, va alle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001 e alle loro famiglie. Non dimentichiamo”.
“Venticinque anni fa, gli Stati Uniti – e i valori di libertà, democrazia e tolleranza che condividiamo sulle due sponde dell’Atlantico – sono stati colpiti dagli attentati terroristici dell’11 settembre. Oggi ricordiamo le migliaia di vite spezzate e tutte le persone le cui esistenze sono cambiate per sempre. Rendiamo omaggio alle vittime, alle loro famiglie e al coraggio di chi è accorso in aiuto degli altri”. Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
“Oggi commemoriamo le vittime e gli eroi dell’11 settembre. A venticinque anni di distanza, il terrorismo e il fanatismo islamista rimangono la più grande minaccia all’Occidente e alle nostre libertà. Hanno provato a conquistarci con le guerre, con le spade, con gli attentati, con il terrore, con i figli. Combatterli è un dovere. Con ogni mezzo necessario. Se serve, anche da soli. Viva la Libertà”. Così il vicepremier Matteo Salvini sui social. “Ricordiamo tutti dove eravamo quell’11 settembre 2001. Io ero in via Bellerio, nella sede della Lega – aggiunge -. Ricordiamo il cielo azzurro, il fumo, le immagini che sembravano un film finché abbiamo capito che era tutto drammaticamente reale. Le persone che scappavano, quelle che correvano dentro per salvarne altre, gli eroici pompieri, quelle che si gettavano nel vuoto dai grattacieli pur di sfuggire alle fiamme. Quel giorno il fanatismo islamista colpì al cuore l’America e dichiarò guerra all’Occidente, come sempre è accaduto nel corso dei secoli, assassinando 2977 innocenti. Oriana Fallaci, con la sua straordinaria lucidità, comprese già allora, prima di molti altri, la matrice ideologica di quell’odio e il pericolo dell’Islam politico. Fu attaccata, minacciata, offesa, isolata. Proprio come la Lega da anni. Ma aveva drammaticamente ragione. Non possiamo dimenticare quel giorno, in cui il mondo cambiò per sempre. E, con esso, la vita di tutti noi”.
“Ci sono giorni che non finiscono mai. L’11 settembre è uno di questi. 25 anni fa il nostro modo di vedere il mondo cambiò per sempre. Il terrorismo aprì una ferita profonda nella coscienza del mondo, strappando migliaia di vite innocenti. Ognuno di noi ricorda dove si trovava e cosa stava facendo mentre quelle immagini entravano in diretta nelle case di milioni di persone, imprimendosi per sempre nella memoria e lasciando una cicatrice indelebile. La tragedia dell’11 settembre ci ha uniti nel segno del dolore. Oggi il nostro pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che persero la vita nel tentativo di salvarne altre. Il loro sacrificio appartiene alla memoria di tutti. Sono passati 25 anni. Eppure il mondo non è diventato più sicuro. Le minacce sono cambiate, si sono moltiplicate, hanno assunto forme nuove. La memoria della barbara aggressione di venticinque anni fa ci spinge a proteggere quella cornice comune di valori, fondata sui princìpi di libertà e pacifica convivenza tra i popoli”. Così su X il ministro della Difesa Guido Crosetto. “Quelle Torri, che oggi non ci sono più, restano un monito di ciò che è accaduto e di ciò che può ancora accadere quando libertà e sicurezza vengono minacciate. Oggi, come allora, nessun Paese può affrontare da solo le sfide alla nostra sicurezza. Serve una comunità internazionale capace di restare unita, condividere responsabilità e non arretrare davanti al terrorismo e alle nuove minacce globali”, conclude Crosetto.
“Venticinque anni dopo, il dolore dell’11 settembre appartiene ancora a tutti noi. Alle famiglie delle vittime e al popolo americano rinnovo la mia vicinanza, nel segno di una memoria che il tempo non cancella”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, sui social.
“Sono trascorsi 25 anni dai terribili attentati che l’11 settembre 2001 provocarono la morte di migliaia di persone e la distruzione delle Torri Gemelle. Una tragedia che ferì al cuore gli Stati Uniti d’America, sconvolgendo il mondo intero. In questo giorno di rinnovato dolore, commemoriamo tutte le vittime di quel tragico giorno e rivolgiamo un pensiero commosso ai loro familiari”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in un post pubblicato su Facebook. “Italia e USA sono uniti da un forte legame di amicizia e fratellanza, che si rinsalda ogni giorno nella comune difesa dei valori di libertà e democrazia. Lo scenario internazionale, segnato da nuovi conflitti e crescenti tensioni, ci impone di non abbassare mai la guardia rispetto ai pericoli che minacciano la sicurezza dei nostri cittadini. Per questo abbiamo il dovere, oggi come allora, di lottare contro ogni forma di estremismo e radicalizzazione”, conclude Piantedosi.
“Noi dobbiamo impedire che anche attraverso l’immigrazione irregolare si infiltrino terroristi che possano venire a colpire in Europa”. Così il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani in un videomessaggio sugli attentati dell’11 settembre, di cui ricorre il venticinquesimo anniversario. “Dobbiamo lavorare per la pace, dobbiamo insomma tagliare le gambe al terrorismo e alla violenza e all’odio – aggiunge -. Io sono convinto che l’Occidente, se sarà unito, continuerà a vincere la sua sfida in difesa della libertà. Perché quello scontro è tra chi vuole far vincere l’odio e chi vuole far vincere la pace e la libertà. Noi italiani siamo dalla parte della pace e della libertà”.
“Venticinque anni fa il terrorismo jihadista portava l’attacco più violento della storia degli ultimi anni all’Occidente. L’Occidente ha saputo reagire e sconfiggere il terrorismo. Ha vinto la libertà contro l’odio, la violenza e la morte. Però non bisogna mai abbassare la guardia. Quello che ci ha insegnato la tragedia dell’11 settembre di venticinque anni fa, con tanti morti a Washington e a New York, deve essere un monito. Dobbiamo continuare a combattere il terrorismo in tutte le sue forme. Dobbiamo prevenire, dobbiamo contrastare qualsiasi azione che parta dai luoghi dove il terrorismo sta attaccando. Penso all’Africa subsahariana, penso alla Somalia”. Così il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani in un videomessaggio.

