Continua il braccio di ferro tra Roma e Madrid dopo la crisi di Ceuta. Il governo di Giorgia Meloni ha deciso di prorogare di altri 15 giorni lo stop dell’accordo Schengen con la Spagna. La notizia è arrivata dal Viminale che sta notificando all’Ue il provvedimento, assunto “in linea con la valutazione effettuata dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere”.
Piantedosi e Tajani: “Proroga necessaria”
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito la proroga “necessaria” affermando però che è stata limitata a 15 giorni perché, se da una parte permangono preoccupazioni sulla sicurezza, dall’altra “è apprezzabile lo sforzo che sta facendo il governo spagnolo insieme all’Unione Europea per superare la situazione che si è creata”.
Roma confida nel fatto che sia l’ultima proroga. Dopo l’annuncio è arrivato il plauso del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo cui la decisione è “motivata dalla necessità di garantire la sicurezza delle frontiere italiane ed europee, e impedire qualsiasi infiltrazione, a cominciare da quella jihadista”.
Controllati migliaia di viaggiatori
Dall’1 al 31 agosto quasi 500mila persone sono state controllate attraverso la consultazione delle “liste passeggeri”, oltre 180mila persone, provenienti dalla Spagna, sono state identificate e sono stati adottati 31 provvedimenti di respingimento alla frontiera, tra i quali 8 nei confronti di cittadini marocchini. Sei persone sono state tratte in arresto, secondo fonti del Viminale.
La replica di Madrid
La risposta di Madrid non si è fatta attendere. Appena un’ora dopo l’annuncio di Roma il governo di Pedro Sanchez ha deciso di allungare a sua volta di due settimane, dopo la scadenza fissata al 7 settembre, i controlli per i viaggiatori provenienti dall’Italia. L’esecutivo “ha deciso di prorogare di quindici giorni i controlli alle frontiere sui passeggeri che, via mare o via aerea, entrano nel territorio nazionale dall’Italia”, ha riferito il ministero dell’Interno spagnolo.
I controlli erano stati introdotti lo scorso 8 agosto da Madrid per un periodo iniziale di un mese dopo che il governo Meloni aveva rifiutato di revocare la sospensione di Schengen. Secondo i dati forniti dalla Spagna, fino alle ore 13 del 31 agosto sono stati controllati 1.111 voli e 12.885 passeggeri.
Spagna: “Mossa dell’Italia causata da motivi di politica elettorale”
Madrid non ha digerito la mossa iniziale dell’Italia tanto che la scorsa settimana il ministro degli Esteri José Manuel Albares, ha detto al Congresso che quella di Roma era stata una “decisione arbitraria, causata da motivi di politica elettorale interna” e che era “un affronto ingiustificato e ingiustificabile alla dignità degli spagnoli e all’unità dell’Europa”. Albares aveva nuovamente rimarcato che nessuno può recarsi da Ceuta nel resto dello spazio Schengen senza passare dai controlli della polizia. Il premier spagnolo Pedro Sanchez, durante un’intervista rilasciata alla radio Cadena Ser, ha fatto appello alla “solidarietà europea” e ha ricordato che Madrid “accolse i migranti” durante la crisi a Lampedusa.
La situazione a Ceuta
A un mese dall’entrata in massa di 72mila persone, secondo i dati di Madrid, nell’exclave spagnola ne restano 5mila di cui almeno 1.200 minori non accompagnati. Il leader socialista ha negato un coinvolgimento di Rabat e ha invece puntato il dito contro “reti associate alla Russia, a Israele e all’ultradestra” per la diffusione di “disinformazione”. Mosca e Tel Aviv hanno negato qualsiasi responsabilità. “Sanchez sta mentendo spudoratamente” ma ciò “non distoglierà l’attenzione dai suoi vergognosi fallimenti”, ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar.

Intanto sta crescendo la tensione nell’exclave dove un gruppo di migranti si è scontrato con un altro gruppo fuori dal centro di accoglienza di Loma Colmenar. La polizia è intervenuta con cariche e alcuni agenti hanno sparato in aria per tentare di riportare la calma. Mentre la sinistra spagnola chiede che i migranti e in particolare i minori non accompagnati siano trasferiti alla penisola per garantire un’accoglienza degna, Sanchez ha affermato che non ce ne sarà bisogno e che si sta dotando la città autonoma di strutture necessarie per ospitare le persone rimaste mentre si esaminano i singoli casi per decidere se procedere con il rimpatrio o la protezione internazionale.
Il premier spagnolo ha negato che i servizi segreti avessero avvertito di un numero di arrivi in massa così elevato. Secondo il quotidiano spagnolo El Paìs gli 007 ritengono probabile che nei prossimi mesi le azioni ostili contro Ceuta e Melilla aumentino.

