L’ora X è arrivata. Oggi alle 12 scadrà il termine per presentare gli emendamenti alla legge elettorale oltre che per la commissione Affari costituzionali, anche per l’aula del Senato. E la novità è che il centrodestra, pur se in modo non unitario, depositerà delle modifiche anche sul tema legato al ballottaggio.
Gli emendamenti del centrodestra alla legge elettorale
Era stato il senatore FdI Marcello Pera a suggerire di ripristinarlo prevedendo l’assegnazione del premio di governabilità alla coalizione che al primo turno ottiene il 48% dei voti e, se nessuno supera questa soglia, il ballottaggio fra le prime due coalizioni a condizione che tutte e due abbiano superato il 38% dei voti, non consentendo al secondo turno apparentamenti diversi dal primo. E proprio Pera ha comunicato di aver presentato la proposta di modifica “allo scopo di fornire in primo luogo a tutto il centrodestra uno strumento di riflessione, e per favorire il dibattito”, e di aver “informato il mio gruppo e il partito”.
Anche FI, però, secondo quanto si apprende, dovrebbe presentare un emendamento sullo stesso argomento (che prevedrerebbe il doppio turno per le prime due coalizioni che accedono ad almeno il 40%), argomento che tuttavia non convince la Lega. Gli emendamenti permetteranno alla coalizione prendere tempo e continuare a ragionare sull’impianto dello Stabilicum. Anche a livello di leader. I contatti tra la premier Giorgia Meloni e gli alleati d’altronde sono continui (anche per fare il punto sul dossier migranti in merito al caso di Ceuta) e non è escluso un vertice a stretto giro per fare un punto.
Di certo, da oggi alle 12 il quadro sarà più chiaro e avere già delle proposte di modifica depositate permetterà ai gruppi di centrodestra di valutarle ed eventualmente modificarle, fino al 9 settembre, quando la riforma del sistema di voto approderà in assemblea. La strategia, quindi, è quella di tenere fino all’ultimo una porta aperta all’ipotesi doppio turno ma, ammette chi lavora al dossier, “la cosa più probabile è che vengano ritirati”.
Vannacci: “Mossa della paura”
A prescindere da come andrà a finire, Roberto Vannacci va all’attacco definendo quella del ballottaggio “la mossa della paura”. Via social il leader di Futuro nazionale sottolinea infatti che la crescita del partito rilevata dai sondaggi “improvvisamente ha cambiato tutto”. “Si parla di nuove formule elettorali, di meccanismi capaci di mettere al riparo il centrodestra dal rischio rappresentato da Vannacci”, afferma il generale sostenendo che l’obiettivo non è più “garantire una migliore governabilità” bensì “cercare di neutralizzare un avversario che, democraticamente, si sta consolidando nel panorama politico italiano”.
“Se siamo così irrilevanti, perché tanta fretta di cambiare le regole? Se non contiamo nulla, perché costruire un argine? Forse perché il problema non è Vannacci. Il problema, per qualcuno, sono gli italiani che hanno deciso di votarlo. E quando la politica comincia a studiare le regole non per governare meglio, ma per difendersi dal consenso degli elettori, significa che la paura è già entrata nei Palazzi. Sondaggi e Vannacci fanno paura alla destra. E allora spunta il ballottaggio anti-Vannacci”, conclude.

Preferenze con capilista bloccati e la norma anti-cespugli
Nel centrodestra l’emendamento unitario, frutto dell’accordo siglato tra i leader ai primi di agosto, sarà invece quello per reintrodurre le preferenze con capilista bloccati, con la variante della quota di genere (anche se, al momento, sarebbero esclusi i capilista) per non ritrovarsi nella stessa situazione verificatasi alla Camera con la bocciatura all’ombra del voto segreto. Possibile poi che, per ragioni di costituzionalità, si cerchi di correggere la cosiddetta norma anti-cespugli (sempre con emendamenti da parte di singoli senatori) secondo cui le liste collegate in una coalizione che non raggiungono la soglia di sbarramento del 3% non concorrono al calcolo della cifra elettorale nazionale di coalizione, con la sola eccezione del miglior perdente.
Cosa dicono le opposizioni
Sul fronte dell’opposizione atteso un pacchetto di emendamenti sottoscritto dall’intero campo largo oltre che proposte di modifica da parte dei singoli gruppi. Per il leader del M5s Giuseppe Conte, comunque, il centrodestra è troppo impegnato “con i preparativi della festa a Bari e a costruirsi una legge elettorale per rimanere imbullonati al potere. Oltre al record di longevità ne vantano un altro: il governo che più a lungo ha ignorato i problemi degli italiani”.
All’attacco anche la segretaria dem Elly Schlein: “Mentre le famiglie italiane pagano di tasca propria l’incompetenza di questo governo, con i carburanti alle stelle, i generi alimentari che costano quasi il 30% in più rispetto a cinque anni fa e le bollette più care d’Europa, Giorgia Meloni pensa soltanto a cambiare la legge elettorale e a preparare la sua festa a Bari”.
Critico anche Angelo Bonelli (Avs): “Dopo poco più di un mese la maggioranza cambia di nuovo la legge elettorale per introdurre con un emendamento il doppio turno. Questo modo di fare di Meloni si chiama barare: cambia le regole all’ultimo momento perché ha paura di perdere. Dobbiamo fermarla”.

