Iran, Trump: “Crisi umanitaria di proporzioni epiche, va fermata ora” – La diretta

Iran, Trump: “Crisi umanitaria di proporzioni epiche, va fermata ora” – La diretta
Donald Trump, Washington, 24 agosto 2026 (AP Photo/Alex Brandon)

Bessent: “Gli Stati Uniti hanno colpito 60 entità in tutto il mondo che hanno collegamenti col regime di Teheran”. Cina: “Sanzioni Usa illegali”

 “Nessuno può sfuggire alle nostre sanzioni“. Lo ha detto il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, riguardo alle nazioni che continueranno a intrattenere rapporti economici e finanziari con l’Iran. La nuova campagna di pressione contro Teheran, ha affermato Bessent, è denominata ‘Operation Economic Outcast‘ (paria economico). Gli Stati Uniti, ha annunciato, hanno colpito “60 entità” in tutto il mondo che hanno collegamenti col regime di Teheran

Guerra in Iran – La diretta
Inizio diretta: 25/08/26 07:25
Fine diretta: 26/08/26 00:00
Media, Rubio ha detto a omologhi di altri paesi al momento stop ad attacchi

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio avrebbe detto ai suoi omologhi di vari Paesi del mondo che Washington, al momento, non prevede di condurre nuove offensive contro l’Iran, poiché l’amministrazione Trump sta spostando la sua attenzione sulla pressione economica e sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce il canale israeliano ‘Channel 12’ citando due fonti a conoscenza delle conversazioni. Secondo le fonti, Rubio non ha escluso un intervento militare statunitense qualora l’Iran dovesse avviare nuove ostilità.

Bessent: "La pressione degli Usa sta funzionando"
Scott Bessent (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)

“La leadership iraniana sta ammettendo ciò che il mondo ora può vedere: la pressione sta funzionando”. Lo ha scritto su X il segretario al tesoro Usa, Scott Bessent. “Il presidente Masoud Pezeshkian ha riconosciuto le difficoltà economiche dell’Iran, affermando: ‘La guerra deve finire a un certo punto’. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano, è stato ancora più diretto: ‘Non importa quanta potenza militare abbiamo, se la gente ha fame e non abbiamo circolazione di denaro, crescita economica e produzione interna, non resisteremo’. Sotto la presidenza Trump, il Dipartimento del Tesoro continuerà a recidere ogni ancora di salvezza economica che sostiene questo regime finché Teheran non sarà sola”, ha aggiunto.

Teheran: "Usa bulli e il Canada ha imparato la lezione"

“Quando un bullo dichiara che ogni banca, azienda, porto e governo deve scegliere tra l’obbedienza ai capricci di Washington o affrontare la vendetta americana, non si tratta più solo dell’Iran. Si tratta di annientare le regole più basilari del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, ovvero il rispetto per l’uguaglianza sovrana e l’autodeterminazione di tutti gli Stati”. Lo scrive in un post su X dal titolo “Usa: ‘D-Day economico’” il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei.

“Nessuno Stato civile che tenga alla propria sovranità e ai propri interessi nazionali accetterà la normalizzazione di una tale illegalità e di un tale sistematico atteggiamento prepotente”, aggiunge affermato che il Canada – al centro di una disputa sui dazi doganali con Washington – “è tra coloro che hanno già imparato questa lezione…”. 

Araghchi vede l'omologo dell'Oman: "Piano per un corridoio congiunto temporaneo a Hormuz"
In questa foto d'archivio di martedì 7 aprile 2015, diffusa dall'agenzia di stampa semiufficiale Fars, la nave da guerra iraniana Alborz, in primo piano, si prepara a lasciare le acque territoriali iraniane nello Stretto di Hormuz (Foto AP/Agenzia di stampa Fars, Mahdi Marizad)

Dopo l’incontro fra i rispettivi ministri degli Esteri, Abbas Araghchi e Badr Al-Busaidi a Teheran l’Iran e l’Oman hanno rilasciato un comunicato congiunto in merito alla “ripresa della navigazione sicura attraverso lo Stretto di Hormuz, nel rispetto della loro sovranità e dei loro diritti sovrani”. I due ministri – si legge – hanno discusso un quadro graduale che prevede “l’istituzione di un corridoio di navigazione congiunto temporaneo attraverso lo Stretto di Hormuz e un accordo per l’attuazione di un progetto congiunto di bonifica dello Stretto dalle mine”.

Teheran: "Abbiamo il pieno controllo sullo Stretto di Hormuz"

Il vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref ha affermato che il controllo di Teheran sullo Stretto di Hormuz “è l’esercizio del nostro diritto legale e sovrano sulla nostra ricchezza nazionale”. “Lo Stretto di Hormuz è proprietà dell’Iran”, ha dichiarato Reza Aref, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Isna. “Siamo pienamente preparati ad affrontare il nemico”, ha aggiunto.

Trump: "Rimosse tutte le mine dalle acque internazionali di Hormuz"

“Sono appena stato informato dalla Marina degli Stati Uniti che tutte le mine sono state rimosse e/o fatte brillare nelle acque internazionali dello Stretto di Hormuz. L’Iran è stato avvisato che qualsiasi nave o imbarcazione che posi nuove mine verrà immediatamente e sistematicamente distrutta”. Lo afferma Donald Trump in un post su Truth. “Attraverso la Space Force, stiamo monitorando ogni centimetro quadrato dello Stretto, così come stiamo facendo anche con Pickaxe Mountain e gli altri tre siti nucleari già distrutti”, aggiunge il presidente Usa. “È in vigore una politica di tolleranza zero sul posizionamento di mine”, conclude.

Trump: "Ridurre le esercitazioni militari con la Corea del Sud"
Un primissimo piano del profilo del presidente americano, Donald Trump. (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)

Il presidente americano Donald trump ha reso noto tramite Truth di aver “incaricato il Segretario alla Guerra, Pete Hegseth, di ridurre sostanzialmente le esercitazioni militari congiunte” con la Corea del Sud. “In virtù del mio ottimo rapporto con Kim Jong Un, della Corea del Nord, non ero contento del fatto che gli Stati Uniti avessero, molto tempo fa, accettato di partecipare alle esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud”, ha affermato Trump.

“Queste esercitazioni non sono solo costose, con gran parte dei costi sostenuti dagli Stati Uniti d’America (come al solito!), ma inviano a un Paese un segnale del tutto inappropriato e ostile che, da quando Donald J. Trump è presidente, non ha rappresentato una minaccia ed è stato rispettoso”, ha aggiunto ancora il tycoon. “Anche se si tratta di una questione scollegata di recente ho chiesto al presidente della Corea del Sud se fosse interessato a unirsi a noi nel processo di denuclearizzazione della Repubblica Islamica dell’Iran, ma la risposta è stata: ‘No, grazie!’”, ha concluso.

Teheran: "Usa non avranno ruolo nel futuro della regione"

Mohsen Rezaei, Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano ha affermato durante un incontro con il capo del Consiglio giudiziario supremo iracheno, che gli Stati Uniti “non avranno alcun ruolo nella regione”. Lo riportano i media di Teheran. “Saranno i paesi della regione a decidere il proprio futuro”, ha ribadito. 

Media, Pakistan ha trasmesso a Teheran proposta Usa su Hormuz

Una fonte ha riferito al canale saudita Al-Arabiya che il capo di stato maggiore dell’esercito pakistano, Asim Munir, ha trasmesso all’Iran una proposta degli Stati Uniti per porre fine al blocco navale e revocare le sanzioni nell’ambito di un memorandum d’intesa. Secondo quanto riportato, gli Stati Uniti avrebbero offerto la fine del blocco e la revoca delle sanzioni in cambio dell’apertura dello Stretto di Hormuz e della cessazione degli attacchi da parte dei gruppi filo-iraniani. Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, ha detto che “Teheran proseguirà le sue consultazioni interne e fornirà presto la sua risposta”.

Qatar: "Sanzioni Usa contro Teheran unilaterali, sosteniamo mediazione"

 Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha dichiarato che le sanzioni statunitensi contro l’Iran sono unilaterali e che Doha continua a sostenere gli sforzi di mediazione per risolvere la crisi. È quanto riporta Al Jazeera. 

Nyt: "Usa si preparano a far rientrare diplomatici in ambasciate Medioriente"

Gli Stati Uniti si stanno preparando a far rientrare nelle ambasciate in Medio Oriente i diplomatici che erano stati evacuati prima e durante la guerra con l’Iran. Lo riporta il New York Times, che cita un documento interno del Dipartimento di Stato e tre funzionari statunitensi. Secondo il rapporto, tra le ambasciate che vedranno tornare il personale ci sono quelle di Israele, Libano, Arabia Saudita, Qatar, Giordania, Oman, Iraq e Kuwait. Il ritorno dei funzionari del servizio diplomatico e l’allentamento delle misure di emergenza in alcune missioni statunitensi potrebbero iniziare già questa settimana. L’ambasciata statunitense in Libano dovrebbe essere la prima ad accogliere i diplomatici di ritorno, seguita dalle ambasciate in Israele, Giordania e Oman, che dovrebbero gradualmente tornare a pieno organico. Le missioni negli Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar e Libano opereranno invece inizialmente con un organico pari all’85% di quello normale, mentre le ambasciate in Iraq, Kuwait e Bahrein opereranno inizialmente con un organico ridotto al 75%. 

Trump: "Crisi umanitaria di proporzioni epiche, va fermata ora"

In Iran “è in corso una crisi umanitaria di proporzioni epiche, che deve essere fermata ora”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump. “La Repubblica Islamica dell’Iran, ormai allo sbando, non sta pagando gran parte del suo esercito, mentre allo stesso tempo uccide i manifestanti, anche quando non protestano, a livelli mai visti prima”, ha aggiunto. 

Colpita petroliera al largo dell'Oman

Una petroliera è stata colpita ieri sera a poche miglia al largo della costa orientale dell’Oman. Lo ha riportato oggi l’Organizzazione per il Commercio Marittimo del Regno Unito (UKMTO) delle forze armate britanniche. Il proiettile, di provenienza sconosciuta, ha colpito il motore della nave rendendola inagibile, ma secondo quanto riferito dall’Ukmto, tutto l’equipaggio è al sicuro.

Aereo in volo verso Teheran dichiara emergenza sopra la Turchia

 Un aereo Airbus A310 della compagnia Taban Airlines in volo da Istanbul a Teheran ha dichiarato lo stato di emergenza mentre si trovava sopra la Turchia. È quanto riporta Flightradar24. L’aereo ha trasmesso il codice di emergenza 7700 durante la fase di discesa nei pressi di Ankara, indicando una possibile deviazione dalla rotta prevista. La natura dell’emergenza non è stata chiarita.

Pechino: "Sanzioni Usa illegali, tuteleremo nostri interessi legittimi"

 “La Cina ha ripetutamente chiarito la propria ferma opposizione alle sanzioni unilaterali illegali, prive di fondamento nel diritto internazionale e non autorizzate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian durante un briefing con la stampa, in risposta all’avvertimento lanciato ieri dal Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent, in cui si esortavano i Paesi a tagliare ogni legame finanziario con l’Iran pena l’esclusione dal sistema del dollaro statunitense. “La guerra economica e le tattiche di massima pressione non aiutano a risolvere i problemi e non faranno altro che alimentare ulteriormente i conflitti, innescare effetti di ricaduta, sconvolgere l’ordine economico e finanziario globale e ledere i diritti e gli interessi di altri paesi”, ha aggiunto Lin, “la priorità assoluta è allentare la tensione e tornare al più presto sulla via del dialogo e della negoziazion. La Cina adotterà le misure necessarie per salvaguardare con determinazione i propri diritti e interessi legittimi”. Lo riporta Global Times. 

Usa mettono una taglia di 10 milioni di dollari sui vertici dei Pasdaran

 Il programma Rewards for Justice del Dipartimento di Stato americano ha annunciato una taglia di 10 milioni di dollari per informazioni sui vertici dei Pasdaran. “Questi individui comandano e dirigono vari elementi del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC), che pianifica, organizza ed esegue atti di terrorismo in tutto il mondo”, si legge in un’immagine pubblicata sul profilo X del programma del governo degli Stati Uniti, “se avete informazioni su questi o altri leader chiave dell’IRGC o sui suoi rami componenti, inviatecele tramite la nostra linea di segnalazione basata su Tor o Signal. Le vostre informazioni potrebbero rendervi idonei al trasferimento e a una ricompensa”. I comandanti su cui si chiedono informazioni sono Ahmad Vahidi, Comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC), Ali Abdollahi, Capo del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, Sa’id Aghajani, comandante della Forza aerospaziale, Hamidreza Lashgarian, Capo del comando cibernetico-elettronico e Majid Khademi, Comandante dell’ufficio intelligence.

Libano, Tajani a capo esercito: "Avanti con negoziati, Italia farà sua parte"
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. (Foto: Mauro Scrobogna/LaPresse)

 “Ho parlato con il Generale Rodolphe Haykal, Capo delle Forze Armate Libanesi, in visita a Roma”. È quanto fa sapere il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un post sul social X. “Una visita che avevo incoraggiato nei mesi scorsi nei miei colloqui con il Presidente Joseph Aoun e con il Ministro degli Esteri Youssef Raggi e che segue i recenti incontri in Italia tra Libano, Israele e Stati Uniti per dare attuazione all’Accordo quadro sul disarmo di Hezbollah e sul ridispiegamento delle forze israeliane”, scrive Tajani. “L’ho invitato a proseguire nei negoziati in corso, sapendo che può contare sull’Italia”, aggiunge, “continueremo a sostenere il processo di dialogo e a fare la nostra parte, anche in vista degli scenari successivi alla missione Unifil. Ne parlerò anche mercoledì al Meeting di Rimini in un panel dedicato proprio al futuro del Libano”.

Wsj: "Gabbard avvertì Trump di chiusura Hormuz con guerra"

Tulsi Gabbard, ex direttrice dell’intelligence nazionale degli Stati Uniti, aveva avvertito il presidente Donald Trump pochi giorni prima dell’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio, che l’uccisione della guida suprema Ali Khamenei avrebbe probabilmente portato all’instaurazione di un regime più intransigente e più propenso a perseguire il programma nucleare. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo cui Gabbard aveva anche previsto che Teheran avrebbe chiuso lo Stretto di Hormuz e attaccato le forze statunitensi e i loro alleati nella regione. Anche alti funzionari, tra cui il vicepresidente, avevano avvertito Trump dei rischi di una guerra, ma che alla fine il presidente si era convinto, grazie ai vertici del Pentagono, che la superiorità militare statunitense avrebbe prevalso. Gabbard si è dimessa dal suo incarico a maggio, circa tre mesi dopo l’inizio della guerra, adducendo motivi di salute del marito. 

Islamabad: "Progressi significativi su soluzione conflitto"

Pakistan e Iran stanno discutendo del ripristino di un Memorandum di Islamabad precedentemente firmato tra Iran e Stati Uniti per contribuire a risolvere il conflitto in corso. Lo scrive su X il ministro dell’Interno del Pakistan Mohsin Naqvi, affermando di aver avuto un “incontro molto positivo e produttivo con il Presidente iraniano insieme al Capo di Stato Maggiore delle forze armate pachistane, il maresciallo Asim Munir”. Naqvi aggiunge che la loro discussione “si è concentrata sul conflitto Iran-Usa, sulle tensioni in Medioriente e sulla via da seguire, nonché sui passi necessari da entrambe le parti per il ripristino del Memorandum d’intesa di Islamabad, che porterebbe così a una soluzione globale del conflitto”. Naqvi afferma che “il Presidente iraniano ha condiviso apertamente la prospettiva e le preoccupazioni del suo Governo, e abbiamo avuto uno scambio molto costruttivo sulle questioni in gioco. Sono stati compiuti progressi significativi”. Naqvi esprime “la speranza che “questo slancio contribuisca ad aprire la strada a ulteriori progressi e a una pace duratura nella regione”.

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