Trump torna ad attaccare il Canada e annuncia: “Dal 2027 dazi su auto e acciaio al 50%”

Trump torna ad attaccare il Canada e annuncia: “Dal 2027 dazi su auto e acciaio al 50%”
Donald Trump e Mark Carney alla Casa Bianca (Adrian Wyld/The Canadian Press via AP)

Il presidente statunitense: “Si sentono in diritto di pretendere, ma sono loro ad aver bisogno di noi”

Dopo il brusco stop ai negoziati tra i due Paesi, Donald Trump torna ad attaccare il Canada e annuncia che, “il 1° gennaio 2027, i dazi su tutte le auto, i camion (grandi e piccoli), i ricambi automobilistici e l’acciaio saranno portati al 50%. Se la produzione avviene negli Stati Uniti, non si applica alcun dazio”. In un post su Truth, il presidente Usa afferma che, “il Canada non sarà più trattato come uno Stato dell’Unione! Sia sul fronte commerciale che sotto altri aspetti, è una delle nazioni con cui è più difficile trattare al mondo. Si sentono in diritto di pretendere, eppure noi non abbiamo bisogno del Canada: sono loro ad aver bisogno di noi! Svolgono il 95% dei loro affari con gli Stati Uniti, mentre per noi è l’esatto opposto!”.

Il tira e molla sui dazi tra Stati Uniti e Canada

La nuova escalation arriva dopo giorni di tensione e di trattative. Il 5 agosto Donald Trump aveva attaccato duramente il Canada, definendo i suoi leader “spregevoli” e sostenendo che per anni gli Stati Uniti fossero stati penalizzati dai dazi applicati dai partner commerciali. Il premier canadese Mark Carney aveva risposto parlando di una vera e propria “guerra tariffaria” e di un negoziato “difficile”, legato soprattutto alla tutela dei posti di lavoro e delle imprese canadesi. Il 19 agosto era arrivata una svolta che sembrava poter aprire la strada a un’intesa. Trump aveva annunciato la sospensione per tre giorni dei dazi del 50% che sarebbero dovuti entrare in vigore, sostenendo che Washington e Ottawa avessero raggiunto un accordo in attesa della finalizzazione dei documenti. Il presidente americano aveva anche ipotizzato il rilancio del progetto dell’oleodotto Keystone XL, accantonato durante la presidenza di Joe Biden.

La tregua, però, è durata poco. Il 22 agosto gli Stati Uniti hanno annunciato il fallimento dell’accordo e l’entrata in vigore delle nuove tariffe del 50% su diversi prodotti canadesi. Secondo il Rappresentante per il Commercio Usa Jamieson Greer, Ottawa si sarebbe rifiutata di finalizzare l’intesa alle condizioni concordate, avanzando nuove richieste e facendo marcia indietro su alcuni impegni. Carney ha invece attribuito la responsabilità della rottura a Washington, definendo “ingiuste” e “economicamente insostenibili” le modifiche dell’ultimo minuto proposte dagli Stati Uniti. Il premier canadese ha quindi annunciato una risposta “dollaro per dollaro”, con dazi equivalenti sui prodotti americani, precisando che si tratta di una misura adottata “a malincuore”, ma necessaria per tutelare lavoratori, agricoltori, famiglie e imprese canadesi.

© Riproduzione Riservata