Settima notte consecutiva di attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran. Il Comando Centrale Usa (Centcom) ha colpito siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e capacità marittime di Teheran. La Repubblica Islamica, invece, prosegue i raid contro Bahrein, Giordania e Kuwait, con quest’ultimo Paese che ha sospeso i voli in seguito alle offensive.
Punti chiave
- Wsj, Usa stanno inviando nella regione F-16 e F-35
- Centcom: "Due soldati Usa uccisi in attacco Teheran in Giordania"
- Khamenei: "Abbiamo in serbo per gli Usa lezioni indimenticabili"
- Khamenei: "Firma di Trump priva di valore e credibilità"
- 9 morti in raid israeliani su Gaza City tra cui tre minorenni
- Teheran: "Usa hanno violato ogni impegno del memorandum d'intesa"
- Media, tre attacchi Usa hanno colpito la provincia di Hormozgan
- Media, 6 morti in raid israeliano a Gaza City
- Teheran: "Se Usa attaccano infrastrutture, evacuare aeroporti e porti Emirati"
- Lavrov sente il ministro degli Esteri degli Emirati: "Garantire sicurezza di Hormuz"
Oltre a un maggior numero di aerei cisterna per il rifornimento in volo, gli Stati Uniti stanno inviando in Medioriente anche ulteriori aerei da combattimento. Lo riferisce il Wall Street Journal, spiegando che tra gli aerei da guerra figurano i caccia stealth F-35 e i caccia F-16, in grado di colpire i radar iraniani utilizzati per il lancio di missili terra-aria.
Due militari statunitensi in Giordania sono rimasti uccisi ieri in azione mentre il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) e le forze alleate si difendevano dagli attacchi missilistici balistici e dei droni iraniani. Lo annuncia lo stesso Centcom, spiegando che un militare risulta attualmente disperso e altri quattro sono stati ricoverati per cure mediche in ospedali giordani e sono stati successivamente dimessi. Altro personale, sottoposto a controlli per ferite lievi, ha spiegato il Comando, è tornato in servizio.
“Il ‘Grande Satana’ ha mostrato ancora una volta il suo vero volto, senza maschera”, il “mancato rispetto degli impegni” rappresenta “un’ulteriore prova della menzogna, dell’irrazionalità, dell’inaffidabilità e della malvagità degli Stati Uniti”. Così la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei in una dichiarazione citata dai media iraniani. “Ora che il nemico americano cerca di alimentare la guerra e di sostenere costi ancora più pesanti, oltre a una maggiore perdita di prestigio, sappia che il nobile popolo iraniano e il Fronte della Resistenza hanno in serbo per lui lezioni indimenticabili, di cui il coraggio dei combattenti dell’Islam e il valore degli eroici abitanti delle regioni meridionali hanno dato esempio in questi giorni”, ha spiegato.
“Le ripetute violazioni degli impegni da parte del ‘Grande Satana’ rispetto all’accordo firmato tra i presidenti dell’Iran e degli Stati Uniti hanno dimostrato ancora una volta a tutti quanto la firma del presidente degli Stati Uniti sia priva di valore e di credibilità e come l’arroganza, l’egemonismo e la brutalità costituiscano elementi inseparabili della dottrina e della condotta americana”. Così la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei in una dichiarazione citata dai media iraniani.
Almeno nove palestinesi sono morti negli attacchi israeliani di oggi su Gaza City, tra cui tre minorenni. Lo hanno riferito funzionari ospedalieri. Un raid contro un appartamento nel quartiere di Nasr ha causato la morte di almeno cinque persone, compresi tre minori di età compresa tra gli 8 e i 18 anni, ha dichiarato Mohammed Abu Selmiya, direttore dell’ospedale Shifa, dove sono stati trasportati i corpi. Altre sei persone, ha aggiunto, sono rimaste ferite, tra cui quattro bambini tra gli 8 e i 16 anni. Secondo le autorità sanitarie un altro attacco israeliano ha colpito un gruppo di persone nel quartiere di Zeitoun, uccidendone quattro e ferendone gravemente un’altra.
l memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti è stato sospeso dopo che Washington non ha rispettato i propri impegni. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, citato dall’agenzia Mehr. L’accordo “si basava sull’attuazione reciproca degli impegni”, ha spiegato, sostenendo che nessun Paese “può essere tenuto a rispettare unilateralmente i propri obblighi mentre l’altra parte non fa altrettanto. Di conseguenza”, ha dichiarato, “l’attuazione del memorandum è stata di fatto sospesa”. Riferendosi alla sezione dell’accordo riguardante lo Stretto di Hormuz, Baghaei ha affermato che “il testo prevedeva chiaramente che l’Iran, in consultazione con l’Oman e attraverso il dialogo con gli Stati della regione, fosse responsabile dell’elaborazione dei futuri meccanismi di gestione della strategica via d’acqua”. Il portavoce ha sottolineato che il memorandum “non conteneva alcuna disposizione che consentisse agli Stati Uniti di istituire una rotta di navigazione indipendente o di assumere un ruolo autonomo nella gestione dello stretto”. Secondo Baghaei, “l’accordo prevedeva un periodo di 30 giorni per ripristinare le normali condizioni della navigazione e attuare meccanismi per garantire la sicurezza del traffico marittimo. Tuttavia, prima della scadenza di tale periodo, “gli Stati Uniti hanno avviato operazioni militari contro l’Iran, impedendo l’attuazione dell’accordo e aggirando le rotte di navigazione concordate con Teheran”. Le misure adottate dall’Iran nello Stretto di Hormuz, ha aggiunto, “sono state prese in linea con la propria responsabilità di garantire la sicurezza marittima e impedire che la via d’acqua venisse utilizzata per operazioni militari contro il Paese”. Riguardo al Libano, Baghaei ha dichiarato che Teheran “aveva insistito affinché la cessazione del conflitto nel Paese fosse inclusa nel memorandum e aveva accettato di istituire un meccanismo congiunto di deconflittualizzazione che coinvolgesse Iran, Stati Uniti, Libano, Qatar e Pakistan”. “L’attuazione di questa parte dell’accordo è stata compromessa” dalle azioni di Washington, ha detto.
Tre raid aerei statunitensi hanno colpito oggi aree vicino a Sirik, nella provincia iraniana di Hormozgan. Lo riferisce l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr, secondo cui l’ultimo degli attacchi si è verificato alle 16:40 ora locale, le 15:10 in Italia.
Sei persone sono morte in un raid aereo israeliano che ha colpito un appartamento in un edificio a ovest di Gaza City. Lo riferisce Al Jazeera.
Da Teheran un avvertimento agli Emirati Arabi Uniti. “Se gli Stati Uniti attaccassero le infrastrutture civili del Paese questa notte, gli aeroporti di Dubai e Abu Dhabi, così come i porti di Fujairah e Jebel Ali, dovrebbero essere evacuati immediatamente”, ha dichiarato un alto funzionario delle forze armate iraniane, citato dall’agenzia Wana. Il messaggio è stato diffuso “per proteggere la vita dei cittadini dai raid di rappresaglia iraniani”.
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il vice primo ministro e ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti Abdullah bin Zayed Al Nahyan hanno discusso telefonicamente della situazione nel Golfo Persico e hanno sottolineato l’importanza di una cessazione immediata delle ostilità. Lo riporta Tass, citando un comunicato del ministero degli Esteri russo. “Si è tenuto un ‘scambio di opinioni’ sulla situazione nella regione del Golfo Persico nel contesto del continuo scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran. Entrambe le parti hanno sottolineato l’importanza di una cessazione immediata delle ostilità e di una pronta ripresa del processo negoziale. È stata inoltre ribadita la necessità di mantenere una navigazione stabile, senza ostacoli e sicura nello Stretto di Hormuz, cruciale per l’economia globale”, ha riferito il dipartimento diplomatico. Il ministero degli Esteri russo ha aggiunto che le parti hanno discusso di questioni relative al rafforzamento del partenariato strategico tra Russia ed Emirati Arabi Uniti, tra cui l’espansione dei legami commerciali, economici, educativi e sportivi. “È stato confermato il reciproco interesse a proseguire uno stretto coordinamento in materia di politica estera sia a livello bilaterale che in diverse sedi internazionali”, ha sottolineato il ministero.
Il Segretario Generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc), Jasem Mohamed Albudaiwi, ha condannato i recenti attacchi iraniani contro Bahrein, Kuwait e Giordania, che hanno colpito infrastrutture e strutture civili. Nella sua dichiarazione, Albudaiwi ha sottolineato che le azioni dell’Iran violano il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite, qualificandole come crimini di guerra che richiedono una risposta internazionale.
L’Iran ha annunciato la sospensione dei propri impegni previsti dal memorandum d’intesa con gli Stati Uniti, accusando Washington di aver violato per prima l’accordo con i recenti attacchi contro la Repubblica islamica. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, citato dall’agenzia iraniana Fars. “Gli Stati Uniti hanno violato e sospeso tutti i loro impegni nell’ambito del memorandum di Islamabad”, ha affermato Gharibabadi, aggiungendo che anche Teheran ha deciso di interrompere l’attuazione dell’intesa. “Abbiamo sospeso i nostri obblighi e l’applicazione dell’accordo. In questo momento siamo impegnati a difendere il Paese”, ha concluso il viceministro.
Hamid Reza Moghaddamfar, portavoce del comandante in capo dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, ha affermato che le conseguenze delle pressioni militari esercitate dagli Stati Uniti su Teheran – sia in ambito marittimo che economico – si ripercuoterebbero sui settori dell’energia e dell’economia, non solo negli Usa ma anche nei paesi europei. L’agenzia di stampa iraniana Tasnim, riporta Al Jazeera, ha riferito che Moghaddamfar ha inoltre definito lo Stretto di Hormuz e quello di Bab el-Mandeb come “due passaggi importanti e strategici negli equilibri regionali e globali”, in grado di influenzare le dinamiche mondiali relative all’energia, al commercio e alla sicurezza.
Le autorità iraniane hanno annunciato l’esecuzione di Aref Khoshkar, condannato a morte per l’uccisione di un agente delle forze di sicurezza durante le proteste del 2022. Lo riporta l’agenzia Mizan. Secondo la magistratura iraniana, l’uomo partecipò ai disordini nel quartiere Fallah di Teheran, dove alcuni manifestanti avevano eretto barricate e attaccato le forze dell’ordine anche dai tetti degli edifici. Khoshkar avrebbe aperto il fuoco con un fucile a pallini, ferendo mortalmente l’agente Salman Amirahmadi, colpito alla testa. Le autorità affermano che il condannato ha confessato durante gli interrogatori e nella ricostruzione dei fatti di aver sparato contro gli agenti. L’autopsia avrebbe rilevato circa 45 ferite da pallini alla testa, al volto, al collo e agli arti della vittima, indicando come causa del decesso un’emorragia cerebrale. Al termine del processo, Khoshkar è stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario e condannato alla pena del qisas (la legge del taglione). La sentenza è stata confermata dalla Corte Suprema iraniana ed eseguita su richiesta dei familiari della vittima, secondo quanto riferito dai media ufficiali.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato con la massima fermezza i rinnovati attacchi ostili dell’Iran contro il Regno di Bahrein, lo Stato del Kuwait e il Regno Hascemita di Giordania, condotti con missili e droni. In una dichiarazione, il ministero degli Affari Esteri ha affermato che tali attacchi ostili costituiscono una flagrante violazione della sovranità delle nazioni sorelle e una minaccia alla loro sicurezza e stabilità. Il ministero ha ribadito la piena solidarietà degli Emirati Arabi Uniti al Regno del Bahrein, allo Stato del Kuwait e al Regno Hascemita di Giordania, nonché il proprio sostegno a tutte le misure volte a salvaguardare la loro sicurezza e stabilità.
Le sirene di allarme aereo sono state attivate in Bahrein per la sesta volta nelle ultime ore. Il ministero dell’Interno ha invitato la popolazione a “mantenere la calma e a recarsi nel luogo sicuro più vicino”, riporta Al Jazeera.
Un soldato libanese è rimasto ucciso, mentre un ufficiale e un altro militare sono rimasti feriti, a seguito dell’esplosione di un oggetto sospetto all’interno di un veicolo dell’esercito nella località di Mansouri, nel Libano meridionale. Lo ha reso noto l’esercito libanese come riportato da Al Jazeera. L’esercito ha dichiarato che le indagini sull’accaduto sono in corso e non ha fornito ulteriori dettagli.
Almeno 50 persone sono morte e oltre 500 sono rimaste ferite negli attacchi aerei delle forze Usa che hanno colpito l’Iran tra il 27 giugno e il 18 luglio. Lo ha riferito il portavoce del ministero della Salute iraniano, Hossein Kermanpour. Tra le vittime si contano cinque donne e due minori di 18 anni, mentre tra i feriti figurano 32 donne e 18 bambini e adolescenti. Secondo il bilancio ufficiale, finora sono stati eseguiti 28 interventi chirurgici. Dei feriti, 460 sono già stati dimessi dagli ospedali, mentre 37 persone restano ricoverate.
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha dichiarato che sta valutando la possibilità di far arrestare il premier israeliano Benjamin Netanyahu qualora si rechi nella città a settembre per partecipare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. In un’intervista al New York Times, Mamdani ha definito Netanyahu “un criminale di guerra” facendo riferimento al mandato di arresto emesso nei suoi confronti dalla Corte penale internazionale (Cpi) per presunti crimini di guerra a Gaza. “Credo che il primo ministro Netanyahu appartenga all’Aia”, ha affermato il sindaco, aggiungendo di essere ancora in consultazione con l’ufficio legale della città per chiarire se abbia l’autorità di ordinare alla polizia di New York l’arresto di un capo di governo straniero. “Faremo tutto ciò che la legge ci consente di fare a New York, ma non scriveremo nuove leggi per raggiungere questo obiettivo”, ha precisato. Secondo il New York Times, Mamdani aveva già promesso durante la campagna elettorale che avrebbe disposto l’arresto di Netanyahu in caso di visita in città. Il premier israeliano ha liquidato la minaccia, accusando il sindaco di sostenere Hamas e affermando di non essere preoccupato dalle sue dichiarazioni
Il Kuwait ha accusato l’Iran di prendere di mira siti civili e infrastrutture vitali del Paese, dopo aver segnalato attacchi contro un impianto petrolifero e una centrale per la produzione di energia e acqua. “I ripetuti attacchi contro queste strutture vitali rivelano un approccio ostile sistematico, volto a colpire siti civili e infrastrutture essenziali, mettendo a repentaglio la vita e l’incolumità dei civili”, ha dichiarato il ministero degli Esteri del Kuwait, come riporta Al Arabyia. I raid iraniani in Kuwait hanno colpito un impianto di desalinizzazione. Inoltre le operazioni presso l’Aeroporto Internazionale sono state sospese a causa delle ripetute minacce di missili e droni. “Lo Stato del Kuwait si riserva il pieno diritto di adottare tutte le misure necessarie per preservare la propria sicurezza e difendere i propri territori e le infrastrutture vitali, in virtù del suo diritto intrinseco alla legittima difesa”, ha riferito ancora il portavoce del ministero degli Esteri.
Le frange più radicali del regime iraniano accusano il presidente Masoud Pezeshkian e i principali negoziatori con gli Stati Uniti di voler attuare un “colpo di Stato morbido” ai danni della Repubblica islamica. Lo riporta la Cnn, descrivendo un crescente scontro interno al potere dopo la morte della Guida suprema Ali Khamenei. Secondo l’emittente statunitense, durante i funerali di Khamenei alcuni sostenitori ultraconservatori hanno rivolto slogan ostili contro Pezeshkian, gridando “morte al compromesso”, mentre il ministro degli Esteri Abbas Araghchi sarebbe stato costretto ad allontanarsi dopo essere stato bersagliato con pietre e accusato di essere un “traditore” per aver negoziato l’intesa con Washington. I falchi ritengono che il governo abbia tradito la linea della nuova Guida suprema, Mojtaba Khamenei, firmando un accordo con gli Stati Uniti invece di vendicare la morte del padre. L’assenza dalla scena pubblica di Mojtaba Khamenei ha alimentato le speculazioni e rafforzato le accuse secondo cui il presidente Pezeshkian, il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e Araghchi starebbero concentrando il potere nelle proprie mani. La Cnn sottolinea che queste accuse riflettono la profonda spaccatura all’interno dell’establishment iraniano tra chi sostiene il dialogo con Washington e le correnti ultraradicali, che chiedono invece una linea di totale contrapposizione con gli Stati Uniti e Israele.
L’Iran è pronto ad avviare azioni legali contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu per i recenti attacchi contro il territorio iraniano. Lo ha annunciato il portavoce della magistratura iraniana, Asghar Jahangir, nel corso di una conferenza stampa, come riporta Irna. Jahangir ha affermato che Teheran perseguirà “a livello giuridico e internazionale i crimini del nemico aggressore”, annunciando anche la richiesta di un risarcimento per i danni provocati dalla guerra. “Qualsiasi aggressione contro una parte del Paese è un’aggressione contro l’intero Iran”, ha dichiarato il portavoce, sottolineando che la difesa dell’unità nazionale rappresenta una delle “linee rosse” della magistratura iraniana. Nel suo intervento, Jahangir ha accusato gli Stati Uniti di essere responsabili di decenni di ostilità nei confronti della Repubblica islamica e ha sostenuto che le recenti operazioni militari americane e israeliane costituiscono una violazione del diritto internazionale. Le autorità iraniane non hanno fornito dettagli sulle iniziative giudiziarie che intendono intraprendere, ma hanno ribadito la volontà di chiedere conto ai responsabili degli attacchi davanti alle sedi internazionali competenti, oltre a ottenere un risarcimento per i danni subiti.
Il Kuwait ha riferito che un impportante impianto petrolifero è stato colpito da un attacco iraniano. La Kuwait Petroleum Corporation ha dichiarato che “uno dei siti vitali del settore petrolifero è stato oggetto di ripetuti e brutali attacchi iraniani, che hanno provocato diversi feriti e ingenti danni materiali”. “Ai feriti è stata prestata assistenza medica e il sito è stato evacuato, mentre la risposta all’attacco viene gestita in coordinamento con le autorità statali competenti”, si legge nella nota, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa nazionale Kuna, come riportato da Al Jazeera.
La Giordania ha dichiarato di aver intercettato e abbattuto quattro droni nel proprio spazio aereo nelle ultime 24 ore. Secondo la nota delle Forze armate giordane, riporta Al Jazeera, non sono stati segnalati feriti né danni materiali.
Un alto funzionario iraniano ha dichiarato che la Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, non apparirà in pubblico “fino alla fine della guerra con gli Stati Uniti”. Lo hanno riferito i media arabi, come riportato da Ynet.
Il primo contatto internazionale del nuovo leader supremo dell’Iran, Mojtaba Khamenei, potrebbe essere una telefonata o un incontro con il presidente russo Vladimir Putin. Lo riferisce la Tass, citando una fonte iraniana. “La Russia è un Paese a noi vicino e il presidente Vladimir Putin è un caro amico della Repubblica islamica. È possibile che la prima telefonata e il primo incontro del nuovo leader siano proprio con il presidente Putin”, ha dichiarato la fonte.
A fronte degli scontri in corso con l’Iran, gli Stati Uniti invitano i propri cittadini a riconsiderare i viaggi in Medioriente. “A causa delle forti tensioni in Medioriente, la situazione della sicurezza rimane complessa, con il rischio di un’escalation imprevista. Ricordiamo ai cittadini americani presenti nella regione la necessità di mantenere alta la guardia e li invitiamo a seguire le notizie per eventuali aggiornamenti dell’ultima ora”, scrive l’ambasciata statunitense a Gerusalemme.
“Gli americani in viaggio nella regione o in transito dovrebbero inoltre verificare con le compagnie aeree che i propri voli siano confermati. Si consiglia di tenere conto di questi fattori nel pianificare viaggi in Israele e in Cisgiordania; è opportuno evitare spostamenti verso Gaza, il nord di Israele e il confine con l’Egitto (fatta eccezione per il valico di Taba) e riconsiderare l’opportunità di recarsi o transitare in Medioriente”, aggiunge l’avviso.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno dichiarato di aver distrutto velivoli statunitensi durante un attacco condotto con droni e missili contro una base militare nella Giordania settentrionale. Lo ha riportato l’agenzia di stampa iraniana Tasnim. La forza paramilitare iraniana ha affermato di aver colpito “hangar fortificati che ospitavano aerei da caccia e un’ampia area di parcheggio per velivoli” presso la base – nota anche come Muwaffaq Salti – aggiungendo di aver “distrutto almeno due caccia americani e altri tre velivoli statunitensi, oltre ad aver causato gravi danni a diversi altri apparecchi”.
L’Iran ha lanciato un missile balistico contro una base statunitense in Arabia Saudita, segnando il primo attacco diretto di Teheran al Paese del Golfo in quasi quattro mesi, secondo quanto riportato da Axios, citando un funzionario statunitense. L’ultima volta che l’Iran ha colpito un obiettivo in Arabia Saudita è stato all’inizio di aprile, durante un attacco al complesso petrolchimico di Jubail. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’attacco o sul suo obiettivo.
Il Bahrein ha attivato per la seconda volta le sirene di allarme aereo, invitando i residenti a cercare riparo dopo aver rilevato la possibile presenza di droni o missili in arrivo. Nell’ultima settimana, gli Stati del Golfo sono stati frequentemente bersaglio di attacchi da parte dell’Iran, mentre continua a crescere la tensione tra Stati Uniti e Iran.
Aerei da guerra israeliani hanno effettuato attacchi in due ondate all’alba sul Libano, colpendo l’area di Masha’ al-Mansouri, nel sud del Paese. Lo ha riportato Al Jazeera, citando l’Agenzia di stampa nazionale libanese.
“I Paesi che ospitano le forze militari statunitensi, che hanno messo a disposizione il loro territorio a dei criminali per attaccare l’Iran, dovrebbero essere pronti a ricevere una risposta adeguata e ad attivare le proprie unità di protezione civile per salvaguardare la vita dei civili”. Lo hanno affermato i Guardiani della Rivoluzione dopo gli attacchi iraniani contro i Paesi della regione del Golfo che ospitano basi Usa, come riportato da Ynet.
Diversi soldati Usa sarebbero stati feriti nei raid iraniani che hanno colpito una base Usa in Giordania. Lo riporta la Cbs citando funzionari statunitensi e precisando che al momento non si registrano vittime.
I Pasdaran affermano di aver colpito obiettivi militari e tecnologici statunitensi in Bahrain, fermato quattro imbarcazioni che tentavano di transitare lo Stretto di Hormuz e dichiarato la via d’acqua strategica “completamente chiusa”. Lo riporta l’Irna. In una dichiarazione i Pasdaran sottolineano che “tutti i paesi che ospitano basi statunitensi nella regione sono partner in questi crimini di guerra”.
A causa degli attacchi dell’Iran sul Kuwait la Kuwait Airways ha deciso di sospendere i voli. L’annuncio con un post su X: “Kuwait Airways – si legge nel post – invita tutti i passeggeri a rimanere aggiornati sullo stato del proprio volo. Notifiche e messaggi di testo saranno inviati ai numeri di telefono registrati con le loro prenotazioni per informarli di eventuali aggiornamenti”.
Numerosi centri strategici dell’esercito Usa in Kuwait e Giordania sono stati presi di mira nell’ultimo giro di attacchi con droni da parte dell’esercito iraniano sabato mattina mattina. Lo riporta l’agenzia Tasnim.
Le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente affrontando attacchi con missili e droni da parte dell’Iran. Lo comunica l’esercito del Kuwait su X. “Lo Stato Maggiore dell’Esercito – si legge in un post- osserva che, se si sentono rumori di esplosioni, sono il risultato di sistemi di difesa aerea che intercettano gli attacchi ostili. Tutti sono invitati a rispettare le istruzioni di sicurezza e protezione emesse dalle autorità competenti”.h
Il Centcom, Comando Centrale degli Stati Uniti, ha smentito quanto annunciato dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) dell’Iran secondo cui si sarebbero verificate esplosioni su due petroliere mentre attraversavano lo Stretto di Hormuz. “Come la maggior parte delle affermazioni dell’IRGC, questo è falso”, si legge in un post su X sull’account Centcom.
“Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha colpito siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e capacità marittime. Le forze statunitensi impiegarono aerei da caccia, droni aerei e navi da guerra oltre ad altri risorse”. Lo si legge su X.”Il Centcom – si legge ancora in un post – continua a chiedere conto all’Iran sotto la direzione del Comandante in Capo, facendo rispettare pienamente un blocco navale contro i porti iraniani. Più di 50.000 militari americani operano in tutto il Medio Oriente e rimangono vigili, letali e pronti”.
L’esercito iraniano ha attaccato con droni una base americana in Bahrein. “Durante l’operazione – si legge in un comunicato, citato dall’agenzia Fars – sono stati presi di mira l’area di stazionamento e il deposito dei jet statunitensi, il deposito di carburante dell’esercito americano nella base di Sheikh Isa, nel sud del Bahrein, nonché alcuni ponti”.

