“Servono piani chiari, concreti e credibili”. Alla vigilia del vertice NATO di Ankara, il segretario generale Mark Rutte ha alzato i toni nei confronti degli alleati chiamati a raggiungere i nuovi obiettivi di spesa per la difesa. Rutte ha ricordato che i 32 Paesi membri hanno concordato di investire il 5% del proprio PIL nella sicurezza: il 3,5% destinato direttamente alla difesa e l’1,5% alle infrastrutture strategiche, come strade, ponti e porti, indispensabili per il rapido dispiegamento di truppe e mezzi in caso di crisi.
Ma il percorso non è semplice. Alcuni Stati faticano ancora a raggiungere il precedente obiettivo del 2%, mentre la Spagna sostiene di poter garantire gli impegni assunti con la NATO senza arrivare alla nuova soglia del 5%. Ed è proprio sui ritardi che il segretario generale ha lanciato il messaggio più duro. Alla domanda su cosa accadrebbe ai Paesi privi di un piano credibile, Rutte ha risposto: “Se uno o due di essi devono ancora essere convinti, abbiamo i mezzi per farlo“.
