Il presidente degli Usa Donald Trump ha suonato la campanella di apertura del New York Stock Exchange e del Nasdaq della Borsa di Wall Street dallo Studio Ovale. E’ la prima volta che accade. L’occasione è quella del primo giorno di contrattazione a Wall Street dei ‘Trump Accounts’, i conti di investimento in indici azionari istituiti per i minori. Poi ha risposto alle domande dei giornalisti sui dossier più caldi. “O faremo un accordo o finiremo il lavoro“, ha detto sul conflitto con l’Iran e alle trattative in corso. “In un modo o nell’altro vinciamo”. “Non cerco cambio di regime, anche se questo è un cambio di regime”, ha aggiunto il leader della Casa Bianca.
Ucraina: “Putin vuole finire la guerra, ne parlerò alla Nato”
“Putin vuole finire la guerra e anche l’Ucraina vuole finirla. Ne parleremo alla Nato”, ha affermato nel giorno di un altro pesante massiccio attacco di Mosca su Kiev, con 20 morti e decine di feriti. “Tre settimane fa ho detto al presidente Xi che gli Stati Uniti hanno l’esercito più potente del mondo e non ha avuto nulla da obiettare”, ha fatto sapere, riferendo del colloquio con il presidente cinese.
Islamabad potrebbe ospitare nuovo round colloqui 14 e 15 luglio
Islamabad dovrebbe ospitare il terzo round di negoziati tecnici tra Iran e Stati Uniti il 14 e 15 luglio. Lo rivela il Pakistan Observer rilanciando notizie non ancora confermate. Il Pakistan parteciperebbe, insieme a esperti di Teheran e Washington, in qualità di mediatore e facilitatore. In vista dei negoziati proposti, inoltre, una delegazione iraniana di alto livello guidata dal ministro dell’Interno Eskandar Momeni dovrebbe visitare il Pakistan nei prossimi giorni, riporta ancora la testata. La visita è prevista dopo i funerali della defunta Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, che si terranno il 9 luglio.
Nato, Rutte: “Merito di Trump se Paesi come Spagna e Italia hanno raggiunto 2%”
“Se si guarda all’anno scorso, Paesi come Spagna, Italia, Belgio e Canada, quindi economie più grandi hanno tutte raggiunto il 2%. È stato a causa della Russia e dell’Ucraina, ma forse c’era anche in piccola parte il fattore Trump, e lo lodo per questo”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso della conferenza stampa prima del vertice che si terrà ad Ankara, in Turchia.
Netanyahu: “Usa non forniscano F-35 alla Turchia”
In vista della visita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ad Ankara, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di opporsi alla vendita di aerei da guerra F-35 alla Turchia. “È un Paese che occupa metà dell’isola di Cipro. Parlano apertamente di occupare Gerusalemme. Non credo che questo sia un Paese a cui si debbano fornire gli F-35. Hanno sostenuto Hamas e non hanno fatto nulla di fronte all’Iran”, ha detto Netanyahu a Fox News.
Nato, Sanchez difenderà al vertice il no al 5% del Pil per la difesa
Il premier spagnolo Pedro Sanchez al vertice Nato ad Ankara rimarrà fermo sulle sue posizioni del no a una spesa per la difesa pari al 5% del Pil. Madrid resta convinta di poter raggiungere gli obiettivi di capacità fissati dall’Alleanza atlantica con una spesa inferiore, nonostante le divergenze con la Casa Bianca e lo scetticismo dimostrato dal segretario generale della Nato Mark Rutte. Fonti della Moncloa spiegano che il 5% del Pil in difesa implicherebbe aumento delle tasse e tagli al welfare. In altri Paesi che stanno percorrendo questa strada già si vedono gli effetti, fanno notare. Madrid resta convinta del fatto che la lotta contro la Russia sia una delle sfide principali ma ritiene che per vincerla bisogna saper conciliare lo sviluppo militare con la crescita economica, lo sviluppo sociale e gli obiettivi climatici e che per fare ciò occorra trovare un equilibrio negli investimenti in difesa e welfare. Il leader socialista difenderà nel corso del summit anche la necessità che l’Europa diventi più autonoma, che dipenda meno da altri paesi inclusi gli Usa, non solo attraverso una ripartizione delle capacità ma anche tramite investimenti che diretti verso l’industria europea. L’Europa deve investire di più in se stessa e non nelle industrie straniere, spiegano le fonti della Moncloa, sottolineando poi la necessità che il Vecchio continente si doti di un esercito europeo per avere una propria capacità di deterrenza.

