“Molti ragazzi pensano che, mettendo la crema solare, non si abbronzeranno. Così finiscono per incappare nelle scottature. In questo caso il rifiuto della protezione è alimentato dal desiderio di abbronzarsi. Ma se ci si scotta, poi ci si spella e ci si ritroverà con una pelle leopardata e un’abbronzatura a chiazze. C’è anche chi non mette la crema come si deve: così la scottatura è assicurata”. Lo dice a LaSalute di LaPresse May El Hachem, responsabile della Dermatologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, analizzando i rischi per la pelle dei giovanissimi che si espongono al sole.
Gli errori al sole e i pericoli per la pelle
Insomma, a volte il problema è legato a comportamenti sbagliati. Fra gli errori più comuni, quello legato al fattore tempo: “La crema solare, per funzionare, si deve assorbire: ecco perché andrebbe messa 20 minuti prima di esporsi al sole. Poi va riapplicata ogni due ore e sempre dopo il bagno, anche se c’è scritto che è resistente all’acqua”, ricorda la specialista.
I social e la ‘cicatrice francese’
C’è poi la moda dell’abbronzatura selvaggia alimentata dai social, che El Hachem collega a un’altra sfida diffusa sui social, “quella della ‘cicatrice francese’, che andava di moda qualche tempo fa”. Per questa challenge i giovanissimi si ustionavano con agenti chimici: “Ne ho visti personalmente due casi. Sono arrivata anche a fare la biopsia, perché i ragazzi negavano l’utilizzo di agenti esterni. Poi una mamma mi ha raccontato della ‘cicatrice francese’”.
“Nel caso della cicatrice francese, i ragazzi arrivavano a procurarsi delle ustioni di II grado a livello di palpebre e zigomi. Probabilmente scottarsi con il sole è più facile, ma temo che questa storia delle scottature sia una sorta di prosecuzione di un trend preoccupante, perché è un segnale di disagio psicologico“, dice El Hachem.
Segni sulla pelle spia di fragilità
Per spiegare la viralità del fenomeno, contro cui si moltiplicano gli alert, “non dobbiamo pensare solo a un effetto imitazione, ma a una fragilità che va presa in carico. Non bisogna curare solo il sintomo, ma anche la causa”, insiste la dermatologa.
Insomma, soprattutto nel caso di pazienti adolescenti “occorre fare diagnosi della scottatura, capire perché è avvenuto tutto ciò. Se non si è trattato di un errore nell’uso della crema solare, potrebbe essere una richiesta di aiuto da parte di ragazzi che appaiono sereni, ma invece non lo sono. L’aiuto esterno è efficace solo se si somma a quello di chi è accanto all’adolescente tutti i giorni. Infine non dimentichiamo che, in base alla gravità delle ustioni, c’è anche il rischio di cicatrici permanenti”, conclude El Hachem.

