Usa, Trump: “Siamo più forti che mai, l’America non sarà mai un Paese comunista”

Usa, Trump: “Siamo più forti che mai, l’America non sarà mai un Paese comunista”
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (AP Photo/Mark Schiefelbein)

Il discorso del presidente durante i festeggiamenti del 4 luglio per i 250 anni della Dichiarazione di Indipendenza

Donald Trump ha ribadito che gli Stati Uniti «non saranno mai un Paese comunista» nel discorso pronunciato durante le celebrazioni per il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, tenutosi a Washington dopo il rinvio causato dal maltempo che aveva portato all’evacuazione del National Mall.

«Non vogliamo i comunisti, non ne abbiamo bisogno e l’America non diventerà mai un Paese comunista», ha dichiarato il presidente, definendo il comunismo «un sistema perdente» e incompatibile con i valori su cui si fondano gli Stati Uniti.

«Non abbiamo mai vissuto il sogno americano come lo stiamo vivendo ora» ha evidenziato il capo della Casa Bianca sottolineando che «l’America è una nazione di vincenti; oggi l’America sta vincendo di nuovo ed è tornata più forte che mai. L’America è tornata», ha il leader di Washington.

Il discorso di Trump

Nel corso dell’intervento, durato circa 40 minuti, Trump ha rivendicato la difesa del Secondo Emendamento, ribadendo il diritto dei cittadini a possedere armi, e ha esaltato i principi della Costituzione americana. Il presidente ha ricordato come, nel corso della storia, generazioni di statunitensi abbiano combattuto per difendere e ampliare i diritti e le libertà garantiti dalla Carta fondamentale.

«Siamo un solo popolo, una sola famiglia con una sola bandiera», ha affermato, sottolineando che i diritti sanciti dalla Costituzione appartengono «a cittadini di ogni razza, religione, colore e credo». Trump ha poi rivendicato i risultati della sua amministrazione, sostenendo che «l’America è una nazione di vincenti e oggi il nostro Paese sta vincendo di nuovo».

Allerta maltempo

La cerimonia si è svolta dopo una forte ondata di maltempo che aveva interessato la capitale federale. Per il rischio di violenti temporali, gli organizzatori avevano disposto l’evacuazione del National Mall e invitato il pubblico a cercare riparo. Con il miglioramento delle condizioni meteorologiche, l’area è stata successivamente riaperta, consentendo lo svolgimento del programma celebrativo e del discorso presidenziale.

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