Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha inaugurato il 250° anniversario dell’indipendenza Usa con una retorica altisonante sull’eccezionalità americana, per poi virare verso un discorso dal tono cupo e politico, con avvertimenti sulla “minaccia” rappresentata dal comunismo.
“Il comunismo è una minaccia mortale per la libertà americana”, ha affermato dal Monte Rushmore, “È la minaccia più grave per il nostro Paese, più grave della Prima guerra mondiale, della Seconda guerra mondiale, di Pearl Harbor o persino dell’11 settembre”.
Sebbene il tono fosse simile a quello di molti altri discorsi tenuti da Trump negli ultimi giorni, questo si è distinto per essere stato pronunciato nel parco nazionale che rende omaggio ad alcuni dei presidenti più illustri degli Starti Uniti. Inoltre, si è discostato dai discorsi tipicamente apolitici e unificanti che presidenti del passato come Gerald Ford o Ronald Reagan avevano pronunciato in occasione di precedenti celebrazioni di alto profilo per il giorno dell’indipendenza. Il linguaggio del tycoon ha rievocato la “paura rossa” degli anni ’50, quando i presunti comunisti venivano perseguitati e inseriti nella lista nera, impedendo loro di trovare lavoro in tutta l’America, da Washington a Hollywood.
Putin a Trump: “Noi responsabili della sicurezza mondiale”
Alle sue parole sono seguite quelle di Vladimir Putin che ha inviato un messaggio di congratulazioni al leader repubblicano. “Oggi, la Russia e gli Stati Uniti, in quanto due maggiori potenze nucleari, hanno una responsabilità speciale nel garantire la sicurezza e la stabilità a livello globale”, ha affermato il capo del Cremlino nel messaggio riportato dalla Tass. “Siamo stati alleati in due guerre mondiali, insieme abbiamo liberato l’umanità dagli orrori del nazismo e poi abbiamo svolto un ruolo fondamentale nel porre le basi del moderno ordine mondiale”, ha aggiunto.
Mattarella a Trump: “Indipendenza patrimonio condiviso di libertà e diritti”
Anche Sergio Mattarella ha invitato un messaggio a Trump. “Quest’anno la festa del 4 luglio acquisisce un significato eccezionale per gli Stati Uniti d’America, ricorrendo il duecentocinquantesimo anniversario dell’indipendenza. Desidero pertanto rivolgere all’amico popolo statunitense le più vive felicitazioni della Repubblica Italiana e mie personali”, ha scritto il presidente della Repubblica.
“L’odierna celebrazione appartiene alla storia degli Stati Uniti ma è divenuta nel tempo patrimonio condiviso di quanti si riconoscono nei princìpi di libertà, rappresentanza democratica e tutela universale dei diritti di ogni uomo, anche nel ricercare una vita dignitosa e felice. Muovendo da questi ideali fondativi la Dichiarazione di Indipendenza del 1776 ha ispirato il percorso politico e civile degli Stati Uniti, come di molti altri popoli in ogni continente. Tali nobili sollecitazioni sono state e restano, inoltre, punto di riferimento di una visione delle relazioni tra gli Stati modellata sul diritto, sulla cooperazione e sul sostegno alle istituzioni internazionali sorte nella ripulsa delle tragedie del secolo scorso”, ha aggiunto.
Mattarella a Trump: “Essenziale lavorare insieme per la pace”
“In un frangente storico segnato da sfide senza precedenti per l’umanità, è essenziale che Washington e Roma, anche nell’alveo dell’Alleanza Atlantica e attraverso la partecipazione alle Nazioni Unite e agli altri consessi multilaterali, continuino a lavorare insieme a favore di pace, sicurezza e prosperità per i rispettivi popoli e per il mondo intero”, ha detto ancora il capo dello Stato. “Con tali sentimenti, signor Presidente, rinnovo i miei migliori auguri a tutti i cittadini degli Stati Uniti d’America per questo storico anniversario”.

