Attentato Monaco, una donna ucraina è sospettata di aver piazzato l’ordigno

Attentato Monaco, una donna ucraina è sospettata di aver piazzato l’ordigno
Principato di Monaco, 30 giugno 2026 (AP Photo/Philippe Magoni)

A più di 48 ore dall’esplosione che nel Principato di Monaco ha gravemente ferito l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, sua moglie e suo figlio, un sospettato è stato localizzato in un Paese europeo che non è né Monaco né la Francia. Lo riporta l’emittente Bfmtv, secondo cui la cooperazione internazionale è stata attivata su richiesta dell’autorità giudiziaria monegasca. L’individuo che ha piazzato la borsa con l’ordigno esplosivo ai piedi dell’edificio dove vive la famiglia, aveva effettuato diverse missioni di ricognizione il giorno dell’attentato. Poco prima delle 21 di lunedì, il sospettato ha avvistato la famiglia ucraina nel quartiere intorno a Place des Moulins e ha deciso di seguirli. Si è poi portato davanti a loro, posizionandosi a circa 10 metri di distanza. Si è diretto verso il loro palazzo, ha salito i tre gradini d’ingresso e ha piazzato una bomba nascosta in un sacco. Poi si è allontanato in fretta. Si è voltato per assicurarsi che la famiglia entrasse nell’edificio e quando Anna Nasobina, la compagna dell’oligarca, è passata vicino alla borsa, il sospettato ha attivato a distanza l’ordigno, “usando un oggetto che assomiglia a un telecomando”. Lo ha detto a Bfmtv una fonte vicina al caso.

Il sospettato sarebbe una donna ucraina sulla trentina residente in Germania. È quanto apprende Le Figaro, secondo cui le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano la sospetta con indosso un cappello nero, un maglione nero, pantaloni chiari e scarpe da ginnastica nere. Diverse fonti hanno raccontato che la donna aveva effettuato sopralluoghi nei giorni e nelle ore precedenti all’esplosione. Si presume che sia fuggita in un paese limitrofo, sebbene la località precisa non sia stata ancora specificata. La sera dell’attacco, la donna sarebbe rimasta seduta a lungo su una panchina di fronte alla casa dove è avvenuta l’esplosione.

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