In Venezuela c’è ancora speranza di trovare sopravvissuti a 5 giorni dal terremoto che ha devastato il Paese sudamericano e provocato migliaia di vittime: un 12enne è stato estratto vivo dalle macerie dove era intrappolato dal giorno del sisma, mercoledì 24 giugno. Il “miracolo” si è verificato nel quartiere di Macuto, a La Guaira, tra le città più colpite dal terremoto.
“Dopo ore di lavoro, la nostra squadra Usar Ecuy – 01, in coordinamento con la squadra della Repubblica Dominicana, è riuscita a salvare Carlos, un ragazzo di 12 anni, rimasto intrappolato sotto le macerie nel quartiere di Macuto, a La Guaira, in Venezuela”, ha riferito in una nota sul proprio profilo X una squadra di soccorso del Corpo dei Vigili del Fuoco del distretto metropolitano di Quito.
“Cinque giorni dopo il terremoto, trovare segni di vita è la motivazione più grande per andare avanti. Ogni persona salvata rappresenta una famiglia che ritrova la speranza e ci dice che vale la pena continuare a cercare. Continuiamo a essere impegnati in Venezuela, mantenendo saldo il nostro impegno a trovare persone vive laddove altri attendono ancora una risposta. Finché ci sarà una possibilità, continueremo a cercare”, si legge ancora nella nota.
Il bilancio del terremoto supera il 1700 morti
Intanto continua a salire il bilancio ufficiale delle vittime del terremoto: sono 1.719 i morti e 5.034 i feriti in Venezuela, secondo quanto riferito nelle ultime ore il presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana, Jorge Rodríguez. Secondo i dati resi noti ieri sera la Farnesina “sono 11 i cittadini italiani che risultano deceduti, 4 feriti, 40 dispersi e 29 rintracciati”.
In Venezuela prosegue intanto l’impegno del Sistema Italia a supporto della popolazione colpita dal terremoto. “Gli interventi coordinati dal Dipartimento della Protezione Civile in raccordo con il Ministero degli Esteri, vedono impegnati oltre cento esperti italiani tra personale della Protezione Civile, Unità di Crisi della Farnesina, Vigili del Fuoco con componenti specialistiche USAR (Urban Search and Rescue) e TAST (Technical Advanced Support Team) e personale medico-sanitario proveniente da cinque Regioni”, ha fatto sapere la Farnesina. “L’Italia ha assicurato il trasporto di soccorritori e materiali di prima necessità attraverso due voli dell’Aeronautica Militare effettuati il 26 e il 27 giugno. Il secondo volo ha inoltre trasferito il team di coordinamento europeo nell’ambito del Meccanismo Unionale di Protezione Civile, supportato dal team TAST dei Vigili del Fuoco italiani”, aggiunge il ministero degli Esteri, sottolineando che “sul piano della cooperazione umanitaria, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto un primo pacchetto di aiuti umanitari per sostenere la popolazione civile” e spiegando che “queste prime risorse serviranno anche a facilitare il lavoro delle squadre di soccorso per la risposta immediata in settori prioritari quali l’assistenza sanitaria, la distribuzione di acqua e beni di prima necessità e la realizzazione di ripari temporanei”.
Stamattina il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha riferito che al momento sono 18 gli spagnoli che hanno perso la vita nel doppio terremoto che ha colpito il Venezuela, 144 risultano ancora dispersi e 12 sono stati localizzati sotto le macerie. Albares, scrive El Paìs, ha assicurato che “finché ci sarà speranza di recuperare un sopravvissuto spagnolo o il corpo di un connazionale, le operazioni di soccorso proseguiranno” nel Paese caraibico.
100 persone deportate dagli Usa tra vittime terremoto
Più di cento cittadini venezuelani appena rimpatriati dagli Stati Uniti si trovavano in un hotel della città costiera di La Guaira quando i due violenti terremoti hanno colpito il Venezuela, provocando migliaia di vittime. Lo hanno raccontato alcuni sopravvissuti, descrivendo scene di caos e persone intrappolate sotto le macerie. Il volo di espulsione, partito da Miami, era atterrato poche ore prima con a bordo 146 venezuelani, tra cui 19 donne e sette bambini. Secondo l’Ice Flight Monitor, iniziativa dell’organizzazione Human Rights First che monitora i voli di rimpatrio, i passeggeri erano stati trasferiti in una struttura ricettiva dove avrebbero trascorso la notte prima di fare rientro nelle rispettive abitazioni. Secondo il governo venezuelano, il bilancio provvisorio del sisma ha superato i 1.700 morti, mentre migliaia di persone risultano ferite o sfollate. La Guaira è stata una delle aree più colpite dalle due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5.

