In Venezuela, squadre di soccorso locali e internazionali continuano nella loro corsa contro il tempo per estrarre sopravvissuti dalle macerie causate dal violento terremoto che ha colpito il Paese. Una folla immensa si è radunata attorno a una montagna di detriti, osservando le squadre di soccorso provenienti da Stati Uniti, Francia e Venezuela estrarre un uomo e suo figlio da una crepa nel cemento, coperti di polvere e quasi privi di sensi. Le squadre, con indosso i caschi, li hanno trasportati su un telo nero e li hanno fatti passare con cautela attraverso la folla fino a un’ambulanza per reidratarli tramite flebo. Le squadre di soccorso e i civili sono scoppiati in un applauso di sollievo, per poi riprendere le operazioni di soccorso. Nonostante la probabilità di trovare sopravvissuti diminuisse di ora in ora, i soccorritori hanno continuato a liberare alcuni superstiti dalle montagne di macerie, offrendo alle famiglie angosciate un barlume di speranza. Nel Paese, sabato sono arrivate anche squadre dei Vigili del Fuoco italiani.
Punti chiave
- Oltre 100 deportati dagli Stati Uniti risultano dispersi
- Save the Children: "I bambini raggiungono gli ospedali in stato di shock"
- Il bilancio del terremoto sale a 1.719 morti e oltre 5mila feriti
- Farnesina: "11 cittadini italiani morti e 4 feriti"
- 21enne estratto vivo dalle macerie dopo 106 ore
- Registrata serie di scosse d'assestamento: 4.2 a La Guaira
- Ritrovato il corpo del salernitano disperso
- Calciatore argentino perde moglie e due figli per il terremoto
- Delcy Rodriguez: "Trovate persone ancora vive, non perdiamo speranza"
- Caracas, crollati oltre 770 edifici
Oltre 100 persone che erano appena state deportate dagli Stati Uniti in Venezuela risultano disperse a causa dei terremoti che hanno colpito il Paese. Si trovavano detenute in un hotel quando sono iniziate le scosse.
Un volo per le deportazioni era partito da Miami ed è arrivato a Caracas poche ore prima dei terremoti di mercoledì. A bordo c’erano 146 venezuelani, tra cui 19 donne e sette bambini, secondo ICE Flight Monitor, un’iniziativa di Human Rights First che monitora i voli di deportazione. Lisbeth Portillo, 58 anni, ha raccontato di essere scampata alle macerie dell’hotel insieme ad altri 20 deportati che vagavano per le strade in cerca di aiuto.
Hanno visto persone correre, alcune nude e altre scalze, mentre emergevano dalle macerie dell’edificio a La Guaira, una delle zone più colpite dalle scosse di magnitudo 7.2 e 7.5. “Abbiamo camminato per circa cinque chilometri, e ho pianto e pianto perché non c’era modo di comunicare”, ha detto Portillo in un’intervista telefonica dalla sua casa a Maracaibo, in Venezuela. Hanno raggiunto una caserma della guardia nazionale, dove hanno avuto la possibilità di chiamare i parenti.
I bambini in Venezuela sono costretti a vivere in strada e in campi informali e hanno urgente bisogno di aiuto, mentre le squadre di soccorso lavorano senza sosta per liberare le persone intrappolate sotto le macerie. Si stima infatti che circa 50mila persone risultino ancora disperse. Lo dichiara Save the Children. Gli operatori di Save the Children riferiscono che le squadre di soccorso stanno estraendo bambini vivi dalle macerie, mentre altri minori vagano per le strade o raggiungono gli ospedali in stato di shock.
I terremoti più devastanti dell’ultimo secolo nel Paese hanno costretto migliaia di bambini a lasciare le proprie case. Molti vivono ora in campi di fortuna allestiti nei parchi o per strada, vicino a edifici gravemente danneggiati nei quali non possono più fare ritorno.
“Vediamo tantissime famiglie costrette a vivere per strada – famiglie che hanno perso tutto e non possono tornare tra le macerie delle loro case distrutte. L’incertezza su ciò che accadrà nelle prossime ore e nei prossimi giorni è enorme. Paura, stress e una tristezza travolgente sono ovunque. Le famiglie si avvicinano per raccontare le loro storie con le lacrime agli occhi. Alcune stanno ancora disperatamente cercando parenti o amici”, ha dichiarato Fatima Andraca, direttrice di Save the Children in Venezuela.
“Per i bambini, la perdita di tutto ciò che era familiare e rassicurante è incalcolabile. La protezione e il supporto psicosociale sono priorità urgenti per loro. Con così tante persone morte, ferite o disperse, sarà fondamentale garantire un sostegno a lungo termine per evitare che questa tragedia provochi danni psicologici permanenti”, ha concluso.
Save the Children è presente sul campo in Venezuela, dove lavora insieme alle autorità e ai partner locali. L’organizzazione fornirà assistenza sanitaria primaria attraverso cliniche mobili, distribuirà kit igienici, acqua potabile e beni di prima necessità e allestirà spazi sicuri per offrire supporto psicologico ai bambini e garantire la continuità educativa mentre le scuole restano chiuse. Inoltre verranno sostenuti programmi di nutrizione, servizi di protezione dell’infanzia e il ricongiungimento familiare per i minori separati.
Save the Children è un’organizzazione indipendente e imparziale per i diritti dell’infanzia, impegnata a rispondere ai bisogni umanitari urgenti di bambini e famiglie in Venezuela. Opera nel Paese dal 2019. Con il rapido aggravarsi della crisi umanitaria negli ultimi anni, l’organizzazione ha intensificato il proprio intervento insieme ai partner locali per sostenere un numero crescente di bambini in difficoltà, fornendo assistenza nei settori salute, nutrizione, istruzione, protezione dell’infanzia, alloggi, acqua, igiene e sicurezza alimentare.
Si è aggravato a 1.719 morti e 5.034 feriti in Venezuela il bilancio del doppio terremoto che ha colpito il Paese lo scorso mercoledì 24 giugno. Lo ha riferito il presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana, Jorge Rodríguez.
In Venezuela “al momento sono 11 i cittadini italiani che risultano deceduti, 4 feriti, 40 dispersi e 29 rintracciati” a seguito del violento doppio terremoto della scorsa settimana. Lo riferisce la Farnesina in una nota.
Un 21enne è stato estratto dalle macerie nello Stato venezuelano di La Guaira dopo essere rimasto intrappolato per 106 ore a seguito del violento doppio terremoto della scorsa settimana. Lo ha annunciato la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez. Aaron Levi Cantillo Vargas è stato trovato vivo sotto le macerie nella città di Caraballeda, ma fra i soccorritori e Aaron giaceva il corpo di una persona deceduta, il che ha complicato l’operazione di soccorso.
Il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, ha riferito che il 21enne è stato salvato “grazie allo sforzo coordinato delle squadre di soccorso di Venezuela, Messico e El Salvador, che hanno lavorato senza sosta” per raggiungerlo. Ora il giovane “sta ricevendo cure mediche specializzate”, ha riferito ancora Bukele. Secondo quanto riferito dalla presidente venezuelana, l’operazione di soccorso è durata 43 ore.
Una forte scossa di assestamento è stata avvertita stamattina poco dopo le 7 ora locale in Venezuela, con epicentro individuato 10 km a ovest di La Guaira. L’agenzia sismologica venezuelana Funvisis stima la magnitudo della scossa in 4.2 e precisa che non si tratta dell’unica scossa delle ultime ore. Nella notte la terra ha tremato diverse volte, con magnitudo 2.8, 2.5 e 3.5 nella zona di San Felipe. Poi poco dopo le 6 di mattina è stata registrata una scossa di magnitudo 2.7 sempre nella zona di San Felipe e, successivamente al sisma 4.2 registrato alle 7.01 nell’area di la Guaira, ne è stato registrato un altro di magnitudo 2.7 alle 7.19, sempre con epicentro a est di La Guaira. La magnitudo della forte scossa d’assestamento registrata poco dopo le 7 è stata stimata in modo diverso da altre agenzie: l’istituto geologico Usa (Usgs) ha fornito una stima di magnitudo 4.6 sulla scala Richter, mentre l’Istituto geologico colombiano di 5.1. La scossa ha colpito circa 27 chilometri a nord di Caraballeda, sulla costa caraibica del Venezuela, mentre civili e soccorritori, alla ricerca di sopravvissuti, continuano a setacciare le macerie degli edifici crollati dopo la violenta doppia scossa di terremoto della scorsa settimana. La nuova forte scossa d’assestamento ha spinto gli abitanti della capitale Caracas a riversarsi urlando per le strade. Il presidente dell’Assemblea Nazionale venezuelana, Jorge Rodríguez, ha dichiarato che al momento non sono stati segnalati nuovi danni per la nuova scossa. Secondo l’ultimo bilancio, i morti confermati sono 1.450, ma almeno oltre 46.600 persone risultano ancora disperse.
A quanto si apprende da fonti informate, è stato ritrovato il corpo dell’uomo originario di Laviano, in provincia di Salerno, che risultava disperso insieme alla moglie e alla figlia, a seguito del violento doppio terremoto che ha colpito il Venezuela. Il corpo di Enzo Cuomo, 63 anni, è stato estratto dalle macerie nel quartiere di Los Palos Grandes a Caracas.
Un calciatore argentino che gioca in una squadra venezuelana di seconda divisione ha perso la moglie e i due figli a causa dei terremoti della scorsa settimana, i più forti che abbiano colpito il Venezuela in oltre un secolo. Lo rende noto la Cnn. Lucas Trejo, che gioca per il Club Sport Marítimo La Guaira, ha trascorso gran parte degli ultimi tre giorni a setacciare le macerie alla ricerca di tracce della moglie Yanina e dei figli Aarón e Ainhoa. Il cognato di Trejo, Ricardo Ardiles, ha dichiarato venerdì alla CNN Español che il calciatore era “sconvolto emotivamente” e che “non è rimasto assolutamente nulla” della casa di famiglia sul lungomare di La Guaira, una delle zone più colpite.
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha annunciato l’istituzione di una commissione speciale per valutare i danni ai palazzi e stabilire se sia sicuro per le persone che dormono per strada farvi ritorno. Il suo governo, ha detto, esaminerà anche i danni alle infrastrutture e la ricerca di vite umane tra le macerie continuerà. “Oggi abbiamo recuperato persone ancora in vita”, ha dichiarato, “Non perdiamo mai la speranza”.
Le autorità venezuelane hanno dichiarato che oltre 770 edifici sono crollati, totalmente o parzialmente, a causa dei due terremoti che hanno colpito il Paese. Si tratta di una cifra pari al doppio di quella inizialmente segnalata venerdì. Il rischio di ulteriori danni persiste, poiché le scosse di assestamento continuano a scuotere il Venezuela: domenica mattina si sono registrate due scosse di magnitudo 4.2 e 4.5.
La leader dell’opposizione venezuelana, Marìa Corina Machado, ha annunciato in un’intervista a Fox News che tornerà nel suo Paese “molto presto”. “È arrivato il momento, è ora di stare accanto al mio popolo, di stare insieme. Molto presto tornerò in Venezuela”, ha detto Machado, dopo che due violenti terremoti hanno colpito il Paese causando, secondo un bilancio provvisorio, 1.450 vittime. Oltre 46mila persone risultano ancora disperse.
I vigili del fuoco italiani, in collaborazione con i pompieri dell’Ecuador, stanno operando a La Guaira per il salvataggio di una donna e dei suoi tre figli sepolti sotto le macerie della loro abitazione. Ne danno notizia gli stessi vigili del fuoco su X. “Il battere su una tubazione metallica in risposta alla chiamata è il segnale che qualcuno è in vita sotto le macerie”, hanno affermato.
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha dichiarato domenica sera che, anche se la soglia critica è stata superata, la ricerca dei sopravvissuti continuerà. Secondo quanto riferito dal governo, oltre 2.600 soccorritori provenienti da tutto il mondo sono giunti sul posto con cani da ricerca addestrati e attrezzature. La doppia scossa di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 che ha colpito mercoledì scorso ha lasciato dietro di sé una scia di devastazione. Le Nazioni Unite hanno affermato che fino a 6,8 milioni dei quasi 30 milioni di abitanti del Venezuela potrebbero essere stati colpiti dai terremoti. Domenica le autorità hanno dichiarato che oltre 770 edifici sono crollati, totalmente o parzialmente, a causa dei terremoti.

