Proseguono i tentativi di definire l’accordo per porre fine alle tensioni tra Usa e Iran. L’inviato speciale statunitense Steve Witkoff è attualmente diretto a Doha, secondo quanto riferito alla Cnn da due funzionari Usa. Al momento, non è chiaro se Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente americano Donald Trump, stiano viaggiando insieme verso la capitale del Qatar. Lunedì, in precedenza, Trump aveva dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero incontrato l’Iran a Doha oggi.
Nel frattempo, durante il fine settimana, un alto funzionario statunitense aveva riferito alla Cnn che i colloqui tecnici relativi al memorandum d’intesa procedevano “secondo i piani”, nonostante un recente scambio di fuoco. L’Iran, tuttavia, ha dichiarato lunedì che nei prossimi giorni non sono previsti incontri negoziali con gli Stati Uniti a nessun livello, poiché Teheran resta concentrata sull’attuazione del memorandum d’intesa piuttosto che sul passaggio ai colloqui per un accordo definitivo.
Punti chiave
- Di Maio ha incontrato Al-Thani in Qatar
- "Spiava per Teheran", arrestato cittadino Usa in Israele
- Media, Teheran riceverà 3 mld beni congelati entro fine settimana
- Media, domani colloqui indiretti Usa-Teheran in Qatar su Hormuz
- Nyt: "Piano Oman per introduzione pedaggio in Stretto Hormuz"
- Netanyahu: "Resteremo finché Hezbollah sarà qui e ci minaccerà"
- Media, Netanyahu e Katz visitano zona cuscinetto nel sud
- Pizzaballa: "Gaza è un disastro, bambini morsi da topi"
- Sanchez: "Nessun bambino dovrebbe subire orrore che vive Gaza"
- La Spagna accoglie 20 bambini feriti o malati da Gaza
Luigi Di Maio, rappresentante speciale Ue per il Golfo, in visita in Qatar, ha incontrato il primo ministro e ministro degli Esteri qatariota, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani. Lo hanno riferito su X tanto il ministero degli Esteri del Qatar, quanto lo stesso Di Maio. Il ministero spiega che “durante l’incontro hanno discusso delle relazioni di cooperazione tra lo Stato del Qatar e l’Ue e delle modalità per sostenerle e rafforzarle” e “hanno inoltre esaminato gli ultimi sviluppi regionali, in particolare gli sforzi diplomatici volti a migliorare la sicurezza e la stabilità nella regione a seguito della firma del memorandum d’intesa fra Usa e la Repubblica Islamica dell’Iran, oltre a una serie di temi di interesse comune”. Di Maio su X ha ringraziato Al-Thani “per l’eccellente discussione sugli sforzi diplomatici volti all’attuazione del Memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, alla garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e a una sicurezza regionale duratura”.
Un cittadino statunitense di 20 anni residente nella zona di Gerusalemme sarà accusato in tribunale di reati contro la sicurezza perché sospettato di avere svolto attività di spionaggio per conto dell’Iran. Lo riporta il Times of Israel. Secondo quanto riferito dalla polizia, che annuncia l’imminente incriminazione, il giovane è stato arrestato il 9 giugno con l’accusa di aver mantenuto contatti con un agente legato all’Iran. Negli ultimi mesi il sospettato avrebbe scattato foto e girato video di luoghi sensibili e per ogni incarico, sempre secondo la polizia, avrebbe ricevuto da decine a centinaia di dollari. La polizia ha chiesto al tribunale di mantenere il giovane in custodia fino alla conclusione del procedimento a suo carico.
L’Iran riceverà 3 miliardi di dollari dei propri beni congelati entro la fine della settimana. Lo riporta Al-Arabiya, citando fonti proprie, riferendo anche che domani dovrebbero tenersi colloqui indiretti Usa-Teheran in Qatar alla presenza dei mediatori, incentrati sullo Stretto di Hormuz.
Domani in Qatar si terranno colloqui indiretti Usa-Iran alla presenza di mediatori. Lo riporta Al-Arabiya, citando alcune fonti secondo cui questi colloqui si concentreranno sullo Stretto di Hormuz e sulla stabilità generale. Le fonti hanno inoltre affermato che l’Iran riceverà 3 miliardi di dollari dei propri beni congelati entro la fine della settimana, sottolineando che entrambe le delegazioni dovrebbero incontrare oggi a Doha il primo ministro del Qatar e i mediatori pakistani. Il ministero degli Esteri iraniano aveva dichiarato in precedenza che domani l’Iran avrebbe tenuto colloqui con il Qatar, in qualità di mediatore, in merito ai propri beni congelati, smentendo che fosse previsto alcun incontro con gli Stati Uniti nello Stato del Golfo. “Ciò che dovrebbe avvenire a Doha, probabilmente domani, saranno discussioni relative all’attuazione delle disposizioni del memorandum d’intesa, compresa quella riguardante lo sblocco dei fondi iraniani soggetti a restrizioni, e tali discussioni si terranno con la parte qatariota”, aveva dichiarato ai giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, durante una conferenza stampa settimanale. Baghaei si riferiva ai fondi iraniani bloccati all’estero a causa delle sanzioni Usa, una questione chiave in discussione nell’ambito dell’accordo fra Teheran e Washington per porre fine alla guerra. L’Iran subordina qualsiasi accordo con gli Stati Uniti allo sblocco di una parte di questi beni congelati, al fine di porre fine in modo definitivo al conflitto.
L’Oman avrebbe proposto un piano per l’introduzione di un pedaggio nello Stretto di Hormuz. Lo riporta il New York Times (Nyt), citando una proposta riferita da funzionari ben informati, secondo cui Iran e Oman dovrebbero riscuotere un pagamento dalle navi che transitano nello Stretto.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in visita nella cosiddetta zona di sicurezza istituita da Israele nel sud del Libano, ha dichiarato che “finché Hezbollah sarà qui e ci minaccerà, noi resteremo”. Lo riporta la stampa israeliana.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno visitato la cosiddetta zona di sicurezza nel sud del Libano. Lo riporta la testata israeliana Ynet. “ça cosa principale che abbiamo fatto, ed è proprio quello che state facendo qui, è stata creare zone cuscinetto, zone di sicurezza, non dalla nostra parte del confine, ma dalla loro”, ha dichiarato Netanyahu.
“Gaza è un disastro”. Lo ha detto il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, cardinale Pierbattista Pizzaballa, ritirando ieri il premio Limes per il Dialogo e la Pace. Come riportato dai media vaticani il porporato ha evidenziato: “Le città sono rase al suolo, livellate, azzerate. Rafah non esiste più. Ciò che a me colpisce di più è il fatto di viaggiare su strade fortuite, in mezzo alle tende, alle fognature. Qui vive la gente di Gaza. Un aspetto che le immagini non rendono sono gli odori. E una delle piaghe più presenti in questo momento sono i topi, che mordono. Mordono soprattutto i bambini e Gaza è piena di bambini, si vedono ovunque ma, anziché andare a scuola, giocano, sporchi, accanto alle fogne”. “Quel che serve subito, mi hanno detto gli operatori sanitari, è il personale preparato a gestire i traumi psicologici dei bambini e delle mamme. Sarà una questione di cui prendersi cura con la dovuta sensibilità. Lo dirò in modo poco diplomatico, ma io provo una grande pena, non riesco a comprendere”, ha detto ancora Pizzaballa.
“Nessun essere umano, e, ovviamente, nessun bambino o bambina, dovrebbe subire l’orrore che si sta vivendo a Gaza”. Lo ha affermato sui social il premier spagnolo Pedro Sanchez, dopo che nel Paese iberico sono arrivati 20 bambini dalla Striscia, feriti o malati, che riceveranno cure negli ospedali pubblici. Insieme a loro sono stati accolti anche 81 familiari. “Oggi il nostro Paese accoglie 100 palestinesi, di cui 20 minorenni, insieme alle loro famiglie, affinché possano ricevere le cure di cui hanno bisogno. Prenderci cura di loro è un obbligo morale. Lo è anche difendere il loro diritto a tornare in una casa in pace. L’indifferenza non può mai essere un’opzione”, ha aggiunto.
Un totale di 20 bambini palestinesi feriti o malati, insieme a 81 familiari, sono arrivati in Spagna dalla Striscia di Gaza per ricevere cure mediche specialistiche negli ospedali pubblici. Al loro arrivo alla base aerea di Torrejón de Ardoz, sono stati accolti dalla ministra della Salute, Monica García, e dalla ministra dell’Inclusione, della Previdenza Sociale e della Migrazione, Elma Saiz Delgado. Il gruppo, composto da oltre cento persone, è arrivato in Spagna dalla Giordania nell’ambito di una nuova operazione umanitaria organizzata dal ministero della Salute per fornire ai bambini cure mediche negli ospedali spagnoli per le ferite riportate negli attacchi israeliani e per diverse patologie. I bambini e le loro famiglie sono stati trasportati al confine tra Israele e Giordania da squadre dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Lì, sono stati curati da un’équipe di Medici Senza Frontiere insieme al team del ministero della Salute dislocato nella zona. Successivamente, squadre dell’Ambasciata spagnola in Giordania e ambulanze di Medici Senza Frontiere li hanno trasportati all’aeroporto, da dove sono stati imbarcati su un aereo dell’Aeronautica per raggiungere la Spagna. Tra i bambini evacuati ci sono pazienti con vari tipi di traumi, malattie renali, patologie oculari, cardiopatie congenite, esofagite, idrocefalo e disturbi metabolici. I bambini saranno curati in una rete di ospedali pubblici distribuiti in nove regioni. Questa è la sesta evacuazione umanitaria di questo tipo organizzata dalla Spagna nell’ultimo anno e mezzo.
“Gli iraniani non si sono limitati a opporsi a due regimi malvagi; ogni giorno vengono alla luce nuove dimensioni dell’aggressione militare da parte degli Stati Uniti e del regime sionista, dimostrando che altri paesi erano coinvolti in questo crimine. Si tratta di un tentativo da parte di alcuni paesi europei di giustificare e, in un certo senso, di scagionarsi dalla propria partecipazione a questi crimini, sostenendo che il loro sostegno o coinvolgimento si sia limitato esclusivamente all’assistenza logistica e tecnica. Ciò non sminuisce in alcun modo la gravità del crimine che hanno commesso”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, commentando le recenti dichiarazioni del Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, riguardo ai voli americani partiti da alcune basi in diversi Paesi, tra cui l’Italia, come riporta l’agenzia iraniana Irna. “Secondo il diritto internazionale, qualsiasi partecipazione alla commissione del crimine di aggressione contro altri paesi è vietata e condannata. È quindi del tutto naturale che la Repubblica Islamica dell’Iran continui a far valere formalmente e con forza le proprie rivendicazioni nei confronti di tutte le parti, siano esse direttamente o indirettamente coinvolte nelle operazioni aggressive degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran”.
“Domani a Doha si discuterà con le parti qatariote dell’attuazione delle clausole del memorandum d’intesa, inclusa quella relativa al rilascio dei beni iraniani soggetti a restrizioni. Non abbiamo in programma incontri di alcun tipo con la controparte americana nei prossimi giorni”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri dell’Iran, Esmail Baghaei, come riferiscono media iraniani. “L’attuazione della clausola relativa al rilascio dei beni iraniani congelati – ha aggiunto il portavoce – “è in corso e sono stati effettuati i preparativi necessari. Ci auguriamo che il lavoro proceda correttamente e raggiunga il risultato auspicato”, ha concluso.
“Per noi era chiaro che la Nato e alcuni Stati membri di questa organizzazione hanno partecipato attivamente alla pianificazione, all’attuazione e al sostegno delle azioni aggressive degli Stati Uniti e del regime sionista”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, in risposta a una domanda sulle dichiarazioni del Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, riguardo ai voli americani partiti da alcune basi in diversi Paesi, tra cui l’Italia. “Quanto affermato dal Segretario Generale della Nato ha due aspetti: il primo è una chiara ammissione di complicità nel crimine di aggressione contro l’Iran. Tutti sanno che le azioni degli Stati Uniti e di questo regime sono state illegali, aggressive e hanno costituito una guerra illegale, secondo tutte le normative e gli standard internazionali. In secondo luogo, questa ammissione può essere utilizzata come prova in qualsiasi tribunale”, ha detto ancora Baghaei.
L’impegno degli Stati Uniti a porre fine alla guerra su tutti i fronti, soprattutto in Libano, è importante in linea con il primo paragrafo del Memorandum d’Intesa. Lo ha Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, come riportato da Al Jazeera. “L’America deve rispettare i suoi impegni e, se necessario, costringere il regime sionista ad attuarli”, ha aggiunto Baghaei, sottolineando che “il nostro criterio per misurare l’adesione dell’America ai suoi impegni è il testo del Memorandum d’Intesa”.
“Non c’è bisogno di alcun intervento esterno nello Stretto di Hormuz. Qualsiasi intervento non farebbe altro che causare complicazioni”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, come riportato da Ynet. Baghaei ha riferito che per mercoledì è previsto a Doha un incontro tra l’Iran e funzionari del Qatar, volto a discutere le clausole del memorandum d’intesa e lo sblocco dei fondi iraniani congelati. Ha inoltre affermato che l’Iran non ha in programma incontri con funzionari statunitensi, a nessun livello, nei prossimi giorni.
L’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, e il genero del presidente Usa, Jared Kushner, dovrebbero incontrare oggi a Doha il primo ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani, e altri mediatori. Lo ha riferito la Cnn, citando un funzionario della Casa Bianca. Secondo quanto riferito dal funzionario, le delegazioni degli Stati Uniti e dell’Iran dovrebbero partecipare separatamente domani ai colloqui tecnici con i mediatori del Qatar e del Pakistan. I dettagli dei negoziati emergono mentre Washington e Teheran hanno inviato segnali contrastanti sulla possibilità di tenere colloqui diretti nello stato del Golfo.
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) e lo Shin Bet hanno annunciato di aver ucciso questa settimana nella Striscia di Gaza meridionale il terrorista Talal Jaber Muhammad Abd al-Aal, che aveva tenuto ostaggi durante tutta la guerra e comandava un commando terroristico che aveva attaccato Israele il 7 ottobre. Lo riporta Ynet, aggiungendo che l’uomo ricopriva anche diverse altre posizioni all’interno della Jihad islamica.
Non è previsto alcun incontro diretto nella giornata di oggi tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran a Doha. Lo ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, come riportato da Al Jazeera, precisando che gli emissari statunitensi Jared Kushner e Steve Witkoff si trovano nella capitale qatariota, ma avranno colloqui esclusivamente con i mediatori impegnati nel negoziato. Secondo Doha, i due rappresentanti americani discuteranno con i facilitatori dello stato di avanzamento dei contatti tra Washington e Teheran, senza un confronto diretto con i funzionari iraniani. Il portavoce ha inoltre spiegato che la questione dei 6 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati resta strettamente legata all’esito dei negoziati tra i due Paesi e che, al momento, le risorse non sono state trasferite a Teheran. Sul fronte della sicurezza regionale, il Qatar ha reso noto che durante gli scontri della scorsa settimana tra Stati Uniti e Iran è stata attivata una linea diretta di de-escalation per contribuire a contenere l’escalation militare. Doha ha infine confermato di lavorare in stretto coordinamento con l’Oman per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, ribadendo che la libertà di transito attraverso uno dei principali snodi del commercio energetico mondiale rappresenta una priorità per il governo qatariota.
Due membri dei Guardiani della Rivoluzione sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco nella regione di Kermanshah, nell’Iran occidentale, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. Altri due sono rimasti feriti nella sparatoria, che il regime ha definito un “attacco terroristico”.
“Non ci fidiamo del nemico e siamo pronti a intervenire. Senza dubbio, in caso di violazione delle disposizioni del cessate il fuoco, adotteremo le misure e le risposte appropriate e necessarie”. Lo ha dichiarato il ministro ad interim della Difesa e della Logistica delle Forze Armate iraniano, Seyed Majid Ebnolreza, nel corso di un colloquio telefonico con il vice primo ministro e ministro di Stato per gli affari della Difesa del Qatar, Saoud bin Abdulrahman Al Thani. Lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim. “Le relazioni tra Teheran e Washington affondano le radici in decenni di sfiducia e ripetuti comportamenti ostili”, ha aggiunto Ebnolreza. Ricordando l’importanza del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz nel commercio globale, il ministro ha affermato: “Questa regione non dovrebbe essere sfruttata da paesi extraregionali, e la presenza di forze straniere non solo non crea sicurezza, ma aumenta anche incomprensioni, sfiducia e insicurezza”. Il ministro iraniano ha sottolineato la disponibilità di Teheran ad ampliare la cooperazione in materia di difesa con i paesi vicini, in particolare con il Qatar: “Possiamo discutere dello sviluppo di meccanismi di sicurezza regionali e, quanto più aumenterà la cooperazione militare e di difesa tra i due paesi, tanto più si rafforzeranno la fiducia reciproca e la sicurezza collettiva nella regione”.
Quaranta navi hanno attraversato lunedì lo Stretto di Hormuz, un numero ancora significativamente inferiore alla media giornaliera di attraversamenti registrata prima dell’inizio della guerra con l’Iran iniziata a febbraio. Lo riporta la Cnn citando i dati della società di intelligence marittima Kpler. Sedici delle 40 imbarcazioni – spiega la Cnn – hanno transitato lungo la rotta iraniana attraverso lo Stretto. Altre 12 hanno spento i sistemi di tracciamento oppure hanno attraversato lo Stretto seguendo una rotta “sconosciuta”, ha aggiunto la società. Prima che Israele e gli Stati Uniti lanciassero attacchi contro l’Iran, in media più di 100 navi al giorno attraversavano lo Stretto di Hormuz.
Israele ha attaccato più volte il territorio libanese durante la notte. Lo hanno riferito i media libanesi, come riportato da Ynet. Secondo le informazioni, a partire da mezzanotte, Israele ha lanciato un raid aereo sul villaggio di Deir Saryan, nel distretto di Nabatiya, e nel villaggio di Hadata è stata sganciata una “bomba sonora” su un’abitazione.
Secondo i media di stato iraniani, il ministro degli Esteri iraniano ha discusso del memorandum d’intesa e della sua attuazione durante una conversazione telefonica con il suo omologo francese. Abbas Araghchi e Jean-Noel Barrot hanno “esaminato e si sono confrontati sugli ultimi sviluppi regionali e internazionali” relativi al memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, con “l’obiettivo di porre fine alla guerra imposta da” Stati Uniti e Israele contro l’Iran, secondo quanto riferito dall’emittente Irib, come riportato da Al Jazeera.
“Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato che collaborerà allo sminamento dello Stretto di Hormuz in coordinamento con i suoi partner. Ai sensi del Memorandum d’intesa di Islamabad, lo sminamento è di competenza esclusiva dell’Iran e di nessun altro Paese; in linea di principio, non autorizziamo tale operazione”. Lo ha scritto in un messaggio su X il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi. “La situazione è delicata e complessa. Raccomandiamo vivamente alla Francia di non complicarla ulteriormente con le sue provocazioni”, ha aggiunto il vice ministro iraniano.

