Un consigliere della Guida Suprema dell’Iran ha avvertito il Bahrein che Teheran colpirebbe il Paese con maggiore forza se provocato. “Si sta rivolgendo un serio avvertimento ai bahreiniti affinché conoscano i propri limiti e non giochino con il proprio destino, né costringano l’Iran ad adottare decisioni drastiche”, ha dichiarato Ali Akbar Velayati, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. L’Iran – si legge su Al Jazeera – ha attaccato una base della Marina statunitense in Bahrein sabato e venerdì, in risposta agli attacchi americani. Teheran sostiene che gli Stati Uniti utilizzino basi militari nella regione per lanciare attacchi sul suo territorio. Le nazioni del Golfo negano tale affermazione e Manama ha condannato gli ultimi attacchi, affermando che violano la sua sovranità e minano “le opportunità di de-escalation e stabilità nella regione”. Il Bahrein, che ospita una numerosa popolazione sciita, ha arrestato decine di persone negli ultimi mesi con l’accusa di avere legami militari con Teheran.
Punti chiave
- Teheran ribadisce: "Non previsti colloqui con Usa nei prossimi giorni"
- Media: Witkoff e Kushner domani vedono il premier del Qatar, poi incontri tecnici
- Meloni: "Rutte approssimativo, meno voli degli anni precedenti"
- Casa Bianca, Witkoff e Kushner a Doha questa settimana
- Trump ribadisce: "Teheran non avrà un'arma nucleare"
- Trump: "Teheran ha chiesto un incontro, sarà domani a Doha"
- 124 navi hanno attraversato Stretto Hormuz da giovedì
- Teheran: "Questa settimana non previste riunioni tecniche con Usa"
- Pezeshkian: "Qatar sbloccherà 6 mld dollari di beni congelati"
- Tajani: "Ci saranno tensioni fino ad accordo definitivo"
“Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano afferma che il viaggio dei funzionari statunitensi in Qatar non ha nulla a che vedere con la visita della delegazione iraniana a Doha e che nei prossimi giorni non sono previsti colloqui con gli Stati Uniti”. Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, citato da Iran International. Precedentemente Donald Trump aveva affermato in un post su Truth che “l’Iran ha chiesto un incontro” e “si terrà domani a Doha”.
E la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha detto in un’intervista a Fox News che Steve Witkoff e Jared Kushner si recheranno a Doha questa settimana per incontri di alto livello. Il giornalista Barak Ravid di Axios, invece, ha riferito: “L’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner partiranno oggi alla volta di Doha, dove martedì incontreranno il primo ministro del Qatar e altri alti funzionari per discutere dei colloqui con l’Iran. Mercoledì, secondo quanto riferito da un alto funzionario della Casa Bianca, i gruppi tecnici degli Stati Uniti e dell’Iran dovrebbero tenere incontri separati con i mediatori del Qatar e del Pakistan”.
“L’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner partiranno oggi alla volta di Doha, dove martedì incontreranno il primo ministro del Qatar e altri alti funzionari per discutere dei colloqui con l’Iran. Mercoledì, secondo quanto riferito da un alto funzionario della Casa Bianca, i gruppi tecnici degli Stati Uniti e dell’Iran dovrebbero tenere incontri separati con i mediatori del Qatar e del Pakistan”. Lo riferisce il giornalista Barak Ravid di Axios. Precedentemente la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha detto in un’intervista a Fox News che Steve Witkoff e Jared Kushner si recheranno a Doha questa settimana per incontri di alto livello. Le parole di Leavitt sono giunte dopo che Donald Trump, in un post su Truth, ha affermato che “l’Iran ha chiesto un incontro” e “si terrà domani a Doha”.
“Il segretario della Nato è stato molto approssimativo, francamente, però quel numero che, capisco, colpisce, è un po’ più basso dell’analogo numero dello stesso periodo di tutti gli anni precedenti. Cioè, in realtà quei voli sono voli che rientrano nelle normali attività delle basi americane in Italia e noi abbiamo, come avevamo detto in Parlamento, autorizzato tutto quello che era previsto agli accordi e che non è cinetico, cioè vuol dire che non porta azioni offensive”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a 10 minuti su Rete 4.
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha detto in un’intervista a Fox News che Steve Witkoff e Jared Kushner si recheranno a Doha questa settimana per incontri di alto livello. “Per quanto ci riguarda, stiamo rispettando la nostra parte del cessate il fuoco” con l’Iran, ha detto Leavitt avvertendo del fatto che “alla violenza si risponderà con la violenza”. Il presidente Usa Donald Trump ha affermato su Truth che l’Iran ha chiesto un incontro e che si terrà domani a Doha. Il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, in precedenza aveva negato che ci fossero colloqui in programma questa settimana.
“L’Iran non avrà un’arma nucleare”. Lo ha ribadito il presidente Usa, Donald Trump, in uno di una serie di post sul suo social Truth. Trump, che ha affermato che “l’Iran ha chiesto un incontro” e “si terrà domani a Doha”, ha scritto ancora che il costo del petrolio è “in calo” e che “i prezzi della benzina stanno calando, velocemente”. “Petrolio Wti – 69 dollari, e in calo. È un valore inferiore a quello registrato prima dell’avvio del processo di denuclearizzazione dell’Iran”, ha scritto Trump. E ancora, a proposito della benzina, “segnalate eventuali abusi a livello di vendita al dettaglio!!!”. “I dati dei sondaggi sono ai massimi storici. Ancora più alti rispetto al giorno delle elezioni, il 5 novembre”, ha affermato ancora.
“L’Iran ha chiesto un incontro. Si terrà domani a Doha!”. Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, in un post su Truth, tutto in caratteri maiuscoli. Le parole di Trump giungono dopo che ieri la testata Axios, citando un alto funzionario americano, ha riferito che Usa e Iran hanno concordato di interrompere gli attacchi reciproci nello Stretto di Hormuz e di tenere un incontro martedì a Doha, ma anche dopo che stamattina il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana Fars ha negato che ci siano colloqui in programma. “Sebbene le consultazioni con il Qatar siano in corso come di consueto, la notizia diffusa da alcuni media secondo cui si terranno colloqui tecnici dei gruppi di lavoro a Doha non è confermata”, ha dichiarato Gharibabadi.
Da giovedì sono transitate nello Stretto di Hormuz in totale 124 navi da carico. Lo riporta la Cnn, citando i dati della società Kpler, che monitora i flussi globali di merci e il trasporto marittimo. La Cnn sottolinea che il numero di navi che hanno attraversato lo stretto in 4 giorni è ora simile al numero di navi che transitavano in un solo giorno prima della guerra. Sempre secondo i dati di Kpler, prima dell’inizio della guerra oltre 100 navi attraversavano lo Stretto ogni giorno. I dati di Kpler hanno monitorato navi da carico quali petroliere, navi portarinfuse, navi per gas naturale liquefatto (GNL) e gas di petrolio liquefatto (GPL), ma non le navi portacontainer.
Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha affermato che questa settimana non è prevista alcuna riunione dei gruppi di lavoro tecnici di Iran e Usa sul Memorandum d’intesa di Islamabad e che le notizie relative a colloqui tecnici dei gruppi di lavoro a Doha non sono confermate. Ne dà notizia l’agenzia iraniana Fars. “Sebbene le consultazioni con il Qatar siano in corso come di consueto, la notizia diffusa da alcuni media secondo cui si terranno colloqui tecnici dei gruppi di lavoro a Doha non è confermata”, ha detto Gharibabadi, “il primo ciclo di colloqui tecnici si terrà quando saranno soddisfatte le condizioni e dopo aver raggiunto un accordo su data e luogo. Le consultazioni a tal riguardo proseguono attraverso i Paesi intermediari”
Il presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian ha affermato che il Qatar sbloccherà 6 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, mentre i negoziati con gli Stati Uniti sono stati messi a dura prova dagli attacchi nel Golfo Persico di questo fine settimana. Pezeshkian è il più alto funzionario iraniano ad aver fatto riferimento allo sblocco dei fondi detenuti dal Qatar, mediatore chiave nei negoziati con il Pakistan. Finora, i funzionari statunitensi affermano che nessun bene iraniano congelato è stato sbloccato. “In base ai piani stabiliti, 6 miliardi dei 12 miliardi di dollari totali di risorse iraniane in Qatar saranno sbloccati e restituiti al Paese, e sono in corso le necessarie procedure di follow-up”, ha dichiarato Pezeshkian, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Irna. Le sue affermazioni sembrano mirate a convincere l’opinione pubblica iraniana della validità dell’accordo provvisorio. Domenica l’Iran ha lanciato attacchi con droni e missili contro il Bahrein e il Kuwait, in seguito ai nuovi raid aerei statunitensi contro la Repubblica islamica, e ha minacciato una “cessazione totale” dei negoziati per porre fine alla guerra se Washington continuerà con gli attacchi.
“Tensioni” in Iran “ce ne saranno finché non si arriverà a un accordo definitivo, però l’annuncio di cessate il fuoco aggiuntivo è un fatto positivo, vuol dire che il dialogo procede”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista a Radio24.
In Libano “devono cessare i combattimenti”, “Hezbollah ha una grande responsabilità ma è l’Iran che deve dire a Hezbollah, che è un proxy, che è il momento di chiudere con gli attacchi a Israele e con la guerra. Hezbollah prende ordini da Teheran e quindi è fondamentale che il regime di Teheran dica la parola fine”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista a Radio 24.
L’Iran e l’Oman hanno tenuto a Muscat la prima riunione di una commissione congiunta sullo Stretto di Hormuz. Ne ha dato notizia il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi sul suo account X, come riporta Al Jazeera. Il viceministro degli Esteri iraniano ha riferito di essersi riunito con l’ambasciatore plenipotenziario dell’Oman, Abdulaziz Al-Hanaei. “Durante la revisione delle questioni attuali relative allo Stretto, abbiamo scambiato opinioni sulla futura gestione dello stesso nel quadro del paragrafo 5 del Memorandum d’intesa di Islamabad e dei diritti sovrani degli Stati costieri”, ha affermato Gharibabadi in un post su X.
La sede di Beirut dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) ha svolto una visita di monitoraggio alle attività implementate da Cesvi, in partnership con Mousawat, nell’ambito dell’iniziativa di primissima emergenza finanziata da AICS Beirut e avviata in risposta all’escalation. “La visita ha interessato le attività di assistenza medica e supporto psicosociale rivolte alla popolazione sfollata ospitata nei rifugi collettivi, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili”, spiega Aics Beirut. “Un intervento sinergico fondamentale per rispondere tempestivamente alla crisi umanitaria e assicurare protezione e dignità alle comunità colpite”, aggiunge la sede dell’Aics nella capitale libanese.
Il gruppo libanese Hezbollah ha accusato l’esercito israeliano di aver violato il cessate il fuoco in Libano lanciando diversi attacchi nelle aree meridionali domenica scorsa.Hezbollah ha affermato che aerei da combattimento israeliani hanno preso di mira edifici residenziali nella città meridionale di Nabatieh e nella vicina città di Mayfadoun. Tra gli altri incidenti – si legge su Al Jazeera – un attacco di droni israeliani è stato lanciato in aree aperte nella città di Froun e nel distretto di Bint Jbeil, mentre esplosioni hanno colpito edifici residenziali a Taybeh e Haddatha. “Monitoriamo e osserviamo queste violazioni (dell’accordo di cessate il fuoco) e ci riserviamo il diritto di difendere la nostra patria e il nostro popolo”, si legge nella dichiarazione.Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran prevede la fine della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, dove Israele ha intensificato gli attacchi dall’inizio di marzo.
Il presidente del Parlamento libanese e alleato di Hezbollah, Nabih Berri, ha dichiarato che l’accordo quadro trilaterale tra Libano, Israele e Stati Uniti non verrà approvato in quanto non garantisce i diritti del Libano. “Questo accordo non passerà e non verrà attuato nella sua forma attuale”, ha dichiarato Berri in un comunicato diffuso dal suo partito, il movimento Amal, e riportato dai media locali, aggiungendo che si tratta di “un accordo di imposizioni, non di un accordo che tuteli i diritti del Libano”. L’accordo apre la strada alla pace tra Libano e Israele e subordina il ritiro israeliano dal Libano al disarmo di Hezbollah. Hezbollah ha respinto l’accordo, avvertendo che potrebbe scatenare una guerra civile.

