Sanchez difende il suo governo davanti al Psoe: "Non siamo tutti uguali"

(LaPresse) Pedro Sanchez difende il suo governo davanti al Psoe nel pieno degli scandali di corruzione che stanno investendo il Partito socialista. Il primo ministro spagnolo ha ribadito il principio della presunzione di innocenza, facendo riferimento all’ex premier Zapatero e ai procedimenti giudiziari che coinvolgono sua moglie e suo fratello. Nelle conclusioni del suo discorso ha riconosciuto la rabbia dell’opinione pubblica assumendosi la responsabilità di ricostruire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Ha inoltre respinto l’idea che tutti i rappresentanti politici siano uguali. “Posso comprendere la rabbia dei cittadini. Comprendo la delusione che la corruzione provoca sempre, anche in noi. Mi assumo la responsabilità. Capisco che, dopo aver trascorso trenta minuti davanti alla televisione a seguire questa cascata di notizie, si possa essere tentati di pensare che siamo tutti uguali, che non contino le priorità, le idee o i principi di chi ricopre incarichi di responsabilità, perché alla fine siamo tutti uguali. Ma non è vero”, ha detto. Le sue osservazioni sono state accolte con applausi prolungati da parte dei membri del partito presenti al comitato federale.

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