Nato, Meloni: “L’Europa deve rafforzare la sua componente”. Grossi: “Le ispezioni dell’Aiea in Iran ci saranno” – La diretta

Nato, Meloni: “L’Europa deve rafforzare la sua componente”. Grossi: “Le ispezioni dell’Aiea in Iran ci saranno” – La diretta
Da sinistra il premier polacco Donald Tusk, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, la premier italiana Giorgia Meloni e il premier inglese Keir Starmer, Berlino, 24 giugno 2026 (John Macdougall/Pool Photo via AP)

Il direttore dell’agenzia nucleare delle Nazioni Unite ha affermato che i siti iraniani per l’arricchimento dell’uranio saranno visitati dai suoi ispettori, elemento chiave dell’accordo tra Usa e Iran

Il direttore dell’agenzia nucleare delle Nazioni Unite (Aiea), Rafael Mariano Grossi, ha affermato che i siti iraniani per l’arricchimento dell’uranio saranno visitati dai suoi ispettori, un elemento chiave dell’accordo temporaneo tra gli Stati Uniti e l’Iran volto a porre fine alla guerra. “Che ciò avvenga dopodomani, tra una settimana o tra dieci giorni è importante, ma non essenziale. Accadrà”, ha affermato.

“Posso capire le dichiarazioni politiche, fanno parte della realtà. Ma la cosa fondamentale che vorrei ricordarvi e su cui vorrei richiamare la vostra attenzione è che c’è stato un Memorandum d’intesa, firmato da entrambi i presidenti“, ha detto Grossi ai giornalisti in una conferenza stampa presso la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, colpita dallo tsunami. L’accordo “dice esplicitamente che le attività nucleari che verranno svolte per quanto riguarda gli impianti di materiale nucleare saranno supervisionate dall’Aiea – in tutti i sensi”.

La guerra in Iran e il fragile accordo – Tutte le notizie di oggi 24 giugno
Inizio diretta: 24/06/26 07:40
Fine diretta: 24/06/26 23:59
Idf: "Morto a Gaza civile che lavorava per ministero Difesa"

Un civile che lavorava per il Ministero della Difesa israeliano, in qualità di collaboratore esterno, è rimasto ucciso oggi nel crollo di un edificio nella Striscia di Gaza. Lo hanno annunciato i militari, come riporta Times of Israel. L’appaltatore, identificato come Raad Abu al-Qi’an di Hura, era impiegato da una società civile che eseguiva lavori di demolizione per conto del ministero nella Striscia.Durante i lavori di demolizione, una struttura è crollata su Abu al-Qi’an mentre manovrava un macchinario pesante, uccidendolo. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che la famiglia è stata informata dell’incidente, descritto come un “incidente operativo”, e che l’esercito e il ministero della Difesa “condividono il dolore della famiglia”.

Media, capo del Centcom in visita in Israele

Il capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) si recherà in visita in Israele. Lo riporta Ynet. L’ammiraglio Brad Cooper dovrebbe incontrare il capo di stato maggiore Eyal Zamir e il ministro della Difesa Israel Katz durante la sua visita in Israele. I colloqui si concentreranno sugli sviluppi in Iran, tra cui il continuo coordinamento strategico e di sicurezza tra Israele e gli Stati Uniti, gli ultimi aggiornamenti dell’intelligence e i preparativi congiunti per far fronte alle minacce nella regione. Inoltre, si prevede che le parti discuteranno della situazione al confine settentrionale, degli sviluppi in Libano e delle questioni relative a Hezbollah.

Trump: "Se non fosse per Erdogan non andrei a vertice Ankara"

Se il vertice Nato di Ankara non fosse ospitato dal presidente Erdogan “non ci andrei”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. “Sarebbe andato per me”, ha tentato di scherzare il segretario generale della Nato, Mark Rutte, seduto accanto al presidente Usa. Erdogan “mi ha chiamato e vado per rispetto suo, ma non sarei andato a causa di molte persone”, ha proseguito Trump.

Trump: "Europei non ci hanno aiutato, contrariato con Italia e altri"

 Donald Trump ha ribadito la sua “contrarietà” con alcuni alleati europei della Nato per il mancato sostegno alla guerra con l’Iran. “Sarebbe stato carino se ci avessero detto, ‘vi serve un aiuto?’, anche se non ne avevamo bisogno”, ha detto il presidente americano. “Ero contrariato con l’Italia, con il Regno Unito, che ora se n’è andato, con la Germania, la Francia e la Spagna”, ha detto Trump.

Rutte a Trump: "Dai 4mila ai 5mila aerei Usa decollati da basi europee"

“Dai 4mila ai 5mila aerei americani sono decollati dalle basi in Europa” nel corso della guerra contro l’Iran. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, rivolto a Donald Trump prima del loro bilaterale nello Studio Ovale. “Ci sono stati casi isolati sui quali lei è molto contrariato”, ha aggiunto Rutte, che con l’ausilio di alcuni cartelli ha illustrato al presidente Usa l’aumento delle spese militari e dell’impegno dei Paesi europei della Nato. 

Rubio: "Israele discute con Beirut su possibile riduzione truppe nel sud"

Tel Aviv e Beirut stanno discutendo di una possibile riduzione delle truppe israeliane dal Libano meridionale nell’ambito dei negoziati mediati dagli Stati Uniti a Washington questa settimana. Lo ha confermato il segretario di Stato americano Marco Rubio. “Una delle questioni discusse in questi negoziati è la creazione di zone pilota: aree specifiche e ben definite in cui le Forze Armate libanesi possano intervenire, prenderne il controllo e metterle in sicurezza, per poi passare alla zona pilota successiva”, ha dichiarato Rubio ai giornalisti durante un viaggio nel Golfo, come riporta Times of Israel. Rubio ha difeso l’attuale zona cuscinetto israeliana nel Libano meridionale, affermando che la sua esistenza è dovuta esclusivamente al fatto che Hezbollah utilizzava quell’area per lanciare razzi e droni contro Israele. “Maggiore sarà la porzione di territorio che le forze armate libanesi riusciranno a controllare, minore sarà la parte sotto il controllo di Hezbollah e minore sarà la presenza di Israele in Libano. Ma questo è il processo a cui stiamo lavorando in questo momento con questi colloqui”, ha dichiarato.

Trump: "Teheran si sta comportando bene, accettano tutto quello che voglio"

“L’Iran si sta comportando molto bene: accettano tutto ciò che voglio, e sono costretti a farlo”. Lo ha detto il presidente Trump al termine del suo incontro al Campidoglio con i senatori repubblicani. “Vedo che il prezzo del petrolio è appena sceso sotto la soglia dei 70 dollari. Chi l’avrebbe mai detto? E tutto questo mentre è in corso una guerra”, ha affermato il presidente.

Tusk: "Unità europea e sostegno a Kiev restano priorità dell'E5"
Il premier della Polonia Donald Tusk all'arrivo al Consiglio Europeo che deciderà sull'utilizzo per l'Ucraina degli asset russi immobilizzati in Europa (foto AP/Michael Kappeler)

Preservare l’unità europea, rafforzare il sostegno all’Ucraina e consolidare il legame transatlantico nel confronto con la Russia. Sono queste le priorità ribadite dal primo ministro polacco Donald Tusk al termine del vertice E5 di Berlino, che ha riunito i leader di Italia, Germania, Francia, Regno Unito e Polonia. “Oggi siamo qui riuniti nel formato E5 per ribadire che i nostri Paesi vogliono preservare l’unità europea”, ha dichiarato Tusk, sottolineando che Varsavia “non ha mai avuto dubbi” sulla necessità di mantenere questa coesione “per il futuro dell’Europa, del mondo occidentale e dell’Ucraina in questo momento drammatico”. Il premier polacco ha assicurato che i Paesi del gruppo continueranno a sostenere gli sforzi di Kiev e a difendere il rapporto transatlantico. “Continueremo a sostenere l’Ucraina”, ha affermato, evidenziando al contempo la necessità di garantire maggiore sicurezza ai Paesi più esposti alle pressioni russe, in particolare nell’Europa orientale, nei Paesi baltici, in Scandinavia e in Romania. Guardando al futuro del Paese invaso dalla Russia, Tusk ha richiamato la conferenza internazionale sulla ricostruzione dell’Ucraina in programma nei prossimi giorni a Danzica. “Ci saranno centinaia di rappresentanti delle imprese e della diplomazia internazionale”, ha spiegato. L’incontro, secondo il premier, servirà non solo a rafforzare il sostegno alla ricostruzione, ma anche a discutere “come si andrà avanti in quel Paese dopo la guerra”. Nel suo intervento, Tusk ha inoltre collegato il sostegno a Kiev alla necessità di rafforzare le capacità difensive europee. “Noi tutti qui dovremmo impegnarci anche di più per quanto riguarda la capacità di difesa in Europa e nei singoli Paesi”, ha dichiarato, ricordando che la Polonia destina ormai “quasi il 7 per cento del Pil” alla difesa. Secondo il premier polacco, l’Europa deve trovare “un punto d’unione” anche sul rafforzamento delle capacità militari, trasformando questo impegno in un ulteriore segnale di coesione politica e strategica in vista del prossimo vertice Nato di Ankara.Nel suo intervento, Tusk ha inoltre ringraziato il primo ministro britannico uscente Keir Starmer per il contributo al rafforzamento della cooperazione tra Regno Unito ed Europa. “È stato molto bello collaborare con te”, ha detto rivolgendosi al leader britannico, aggiungendo che grazie al suo lavoro “l’Europa, la Polonia e anche la Gran Bretagna si sono sentite più sicure” e che, per certi aspetti, è stato possibile “dimenticare per un periodo la Brexit”.

Netanyahu: "Non ho chiesto permesso a Trump per attacco, l'ho solo informato"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito di non aver mai chiesto al presidente degli Stati Uniti Donald Trump il permesso di attaccare l’Iran prima dell’offensiva israeliana contro la Repubblica Islamica del giugno 2025, alla quale Washington ha poi aderito. “Non ho chiesto il permesso. L’ho semplicemente informato del nostro piano. Sono stato contento che alla fine si sia unito a noi verso la fine di questa importantissima azione”, ha spiegato nel corso della conferenza Muni Expo a Tel Aviv citata da Times of Israel.

Starmer: "Aumentare sanzioni a Mosca e aiuti militari a Kiev"
Starmer

Rafforzare immediatamente la pressione economica sulla Russia attraverso nuove sanzioni e aumentare il sostegno militare all’Ucraina. È l’appello lanciato dal primo ministro britannico Keir Starmer intervenendo al vertice E5 di Berlino, dove i leader di Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito hanno discusso delle priorità in vista del prossimo summit Nato. “Questo è un momento cruciale per intensificare la pressione sull’economia russa con ulteriori sanzioni e per fornire all’Ucraina maggiore assistenza militare”, ha dichiarato Starmer, sottolineando che il tema dovrà rappresentare “la prima voce dell’agenda” del vertice dell’Alleanza Atlantica previsto tra due settimane. Il premier britannico ha indicato come seconda priorità strategica la costruzione di “una Nato più europea”, ribadendo la necessità di rafforzare il contributo degli alleati europei per preservare quella che ha definito “l’alleanza militare di maggior successo della storia”. Secondo Starmer, la crescita delle minacce alla sicurezza rende indispensabile un’assunzione di maggiori responsabilità da parte dell’Europa. In questo contesto, il Regno Unito si prepara ad attuare il più consistente aumento della spesa per la difesa dai tempi della Guerra Fredda. Londra, ha spiegato il premier, intende anticipare gli obiettivi fissati dalla Nato non solo incrementando gli investimenti, ma anche riformando profondamente il modo in cui le risorse vengono impiegate, facendo tesoro delle lezioni apprese durante la pandemia. Starmer ha inoltre evidenziato la necessità di una svolta generazionale nella cooperazione industriale europea nel settore della difesa. “Nella guerra moderna non basta superare il nemico sul campo: bisogna anche innovare più rapidamente e produrre di più”, ha affermato. Per il premier britannico, il rafforzamento della cooperazione industriale tra i Paesi europei rappresenta non solo una leva per la sicurezza comune, ma anche un’opportunità per sostenere crescita economica, investimenti e occupazione nel lungo periodo. 

Leader E5: "Rafforzare il pilastro europeo dell'Alleanza, aiuto a Kiev e difesa comune"

Rafforzare il pilastro europeo della Nato, aumentare gli investimenti nella difesa, sostenere l’Ucraina contro l’aggressione russa e consolidare la cooperazione industriale militare. Sono questi i punti centrali della dichiarazione congiunta adottata oggi a Berlino dai leader di Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito (E5), alla presenza del segretario generale della Nato, collegato da Washington. Nel documento, i cinque Paesi riaffermano il loro “incrollabile impegno” per la sicurezza euro-atlantica e per il legame transatlantico, riconoscendo il ruolo “vitale” che gli Stati Uniti continuano a svolgere all’interno dell’Alleanza.

I leader hanno inoltre concordato di lavorare congiuntamente per il successo del prossimo vertice Nato in programma ad Ankara il 7 e 8 luglio sotto la presidenza turca. L’obiettivo dichiarato è costruire “un’Europa più forte in una Nato più forte”, attraverso una più stretta cooperazione tra gli Stati europei sia sul piano militare sia su quello industriale. I leader dell’E5 si sono impegnati a rafforzare il ruolo dell’Europa all’interno dell’Alleanza, assumendo una quota maggiore di responsabilità per la sicurezza comune e coordinandosi strettamente con Washington.

In questo quadro, è stato accolto con favore il progresso compiuto dagli alleati nell’attuazione degli impegni sugli investimenti nella difesa assunti al vertice dell’Aia. La dichiarazione sottolinea la volontà di incrementare il contributo europeo alle attività di deterrenza e difesa della Nato per rispondere alla minaccia rappresentata dalla Russia e ai rischi derivanti dal terrorismo internazionale. I cinque Paesi ribadiscono inoltre la determinazione ad agire congiuntamente e tempestivamente qualora la sicurezza dell’area euro-atlantica venga minacciata.

Un capitolo rilevante riguarda la cooperazione nel settore della difesa. Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito intendono rafforzare i programmi comuni nei comparti della difesa aerea, dei sistemi senza pilota, dell’intelligenza artificiale e delle capacità di attacco a lungo raggio. I leader hanno inoltre concordato di accelerare lo sviluppo e l’acquisizione congiunta di sistemi europei di attacco di precisione a lunga distanza. Particolare attenzione sarà dedicata anche all’utilizzo di strumenti finanziari e investimenti per sostenere l’innovazione tecnologica e colmare le lacune operative tra gli alleati.

Meloni: "L'attenzione va rivolta a tutti i fronti per proteggere la libertà"
Giorgia Meloni in uno scatto recente. (Foto: Archivio LaPresse)

“La strada che dobbiamo continuare a percorrere è quella di un approccio multidimensionale al concetto di difesa e sicurezza, è quella di un’attenzione che deve essere rivolta a tutti i fronti dell’Alleanza per proteggere la nostra libertà, la nostra sovranità dalle insidie, dai rischi sistemici di un mondo che chiaramente è sempre più instabile e sempre più competitivo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa a Berlino in occasione del vertice E5 con Germania, Francia, Polonia e Regno Unito.

“Dobbiamo saper rendere un investimento più efficace e completo possibile, anche per tentare di guidare l’innovazione invece che limitarci a rincorrela. Questa è un’altra grande sfida che l’Europa può vincere” e “l’Italia vuole partecipare con il proprio know how”.

Meloni: "Ci aspettano decisioni importanti, l'Itala farà la propria parte"

“Ci aspettano decisioni e appuntamenti importanti e l’Italia come sempre farà la propria parte”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa a Berlino in occasione del vertice E5 con Germania, Francia, Polonia e Regno Unito.

Nato, Merz: "Uniti per la sicurezza di tutti gli alleati"

“Dobbiamo agire uniti per la sicurezza di tutti gli alleati”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa a Berlino in occasione del vertice E5. Merz ha parlato poi di “5 messaggi” dal vertice con Germania, Italia, Francia, Polonia e Regno Unito.

“Vogliamo una Nato forte e unita per la sicurezza euro-atlantica. Rafforzare il pilastro europeo. Stiamo aumentando la spesa per la difesa fino al3,5% e gli altri Paesi stanno effettuando massicci investimenti”, ha spiegato Merz, sottolineando poi che tra i messaggi c’è che “le iniziative unilaterali sono la via sbagliata e che la cooperazione va rafforzata a livello europeo”. Dal vertice emerge quindi la necessità di un “lavoro di squadra” sull’industria europea. Da Berlino ribadito poi il “forte sostegno a Kiev” e il “messaggio per la Russia è che Kiev resta forte e il sostegno europeo non cede”. In ultimo, Merz ha sottolineato che dal vertice arriva il sostegno anche alle prossime negoziazioni dopo l’accordo tra Iran e Usa.

Nato, Macron: "Europei e americani si stanno riavvicinando"

“Siamo in un momento di riavvicinamento tra europei e americani. La sequenza è iniziata al G7, è proseguita al Consiglio europeo della settimana scorsa, deve continuare con il vertice della Nato ad Ankara, poi con la coalizione dei volenterosi a sostegno dell’Ucraina”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in conferenza stampa dopo il vertice E5. 

Nato, Meloni: "Europa deve rafforzare la sua componente nell'Alleanza"
Farmaceutica eccellenza del Made in Italy: l'assist di Meloni e Tajani Foto: LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

“L’Europa deve assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e sicurezza portando avanti con decisione il cammino intrapreso per una componente più forte e solida dell’Alleanza atlantica”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa a Berlino in occasione del vertice E5 con Germania, Francia, Polonia e Regno Unito. 

Nato: "Rutte si riferiva a logistica e supporto tecnico dell'Italia"

Il segretario generale Mark Rutte “ha sottolineato come gli Alleati, tra cui l’Italia, abbiano dato attuazione agli accordi bilaterali esistenti in materia di stazionamento delle forze e sorvoli. Il tipo di sostegno cui ha fatto riferimento riguarda il supporto logistico o tecnico”. Lo ha affermato la portavoce della Nato Allison Hart, in merito alle dichiarazioni di Rutte sull’uso delle basi statunitensi in Italia durante la guerra con l’Iran.

Crosetto: "Si parla di gestione tecnica di accordi non di scelte politiche"
Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto. (AP Photo/Alessandra Tarantino)

“Quelli che fanno polemica dovrebbero sapere che parliamo della gestione tecnica di accordi di cui si occupano le strutture tecniche della Difesa e non di scelte politiche che variano”. Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto in una nota, in merito alle dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, secondo il quale 500 aerei statunitensi sarebbero decollati da basi americane in Italia per supportare l’operazione Epic Fury in Iran.

Trump annulla incontro al Senato con i Repubblicani

Donald Trump ha annullato la cerimonia della firma della nuova legge bipartisan sull’edilizia abitativa prevista in mattinata al Senato. “La conferenza stampa e la cerimonia di firma odierne in materia di edilizia abitativa sono annullate fino all’approvazione del SAVE AMERICA ACT, misura di cui vi è un disperato bisogno e che considero una questione di emergenza nazionale”, ha scritto il presidente in un Truth. E’ probabile che anche il previsto pranzo di lavoro con i senatori repubblicani venga cancellato, a conferma delle tensioni in atto tra Trump e i Repubblicani del Senato.

Trump al Senato per un incontro con i Repubblicani, tensioni tra Gop e presidente

Donald Trump si recherà stamani a Capitol Hill per incontrare il gruppo dei senatori repubblicani, dove sono in aumento gli esponenti in aperto disaccordo col presidente. L’invito a Trump è giunto dallo ‘Steering Committee’, il comitato direttivo repubblicano, un sottogruppo tradizionalmente guidato dai conservatori e attualmente presieduto dal senatore Rick Scott, stretto alleato di Trump. Non è del tutto certo che al pranzo presenzieranno anche i senatori repubblicani che più spesso si sono scontrati con Trump su diverse questioni, come Susan Collins (Maine), Lisa Murkowski (Alaska) e Bill Cassidy (Louisiana).

Ieri, questi tre senatori, insieme a Rand Paul (Kentucky), hanno votato a favore di una risoluzione per limitare i poteri di guerra di Trump. Scott ha invitato Trump a discutere di due questioni cruciali: il Safeguard American Voter Eligibility (SAVE America) Act, il provvedimento che richiederebbe ai cittadini di fornire una prova della propria cittadinanza al momento della registrazione al voto e di esibire un documento d’identità con foto per votare; e l’accordo di pace con l’Iran, che ha scontentato diversi esponenti del partito. 

In occasione della sua visita a Capitol Hill, Trump firmerà il ’21st Century ROAD to Housing Act’, la legge bipartisan approvata ieri in via definitiva dalla Camera, per affrontare la crisi abitativa che da anni affligge il Paese. I Repubblicani del Senato sono sempre più frustrati dall’insistenza di Trump sul SAVE America Act, che è già stato bocciato in aula diverse volte. Il presidente vorrebbe che i Repubblicani derogassero alla regola del ‘filibuster’ al Senato per approvare la legge a maggioranza semplice. Una richiesta che finora è sempre stata respinta dalla leadership del Partito. 

Premier Qatar incontra sultano Oman a Muscat

Il sultano dell’Oman, Haitham bin Tariq Al Said, ha incontrato il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, presso il Palazzo Al Baraka, alle porte di Muscat. Lo riporta Al-Jazeera, citando i media di Stato omaniti, secondo cui durante l’incontro si è discusso dell’andamento dei negoziati fra Stati Uniti e Iran con la mediazione di Pakistan e Qatar, nonché degli ultimi sviluppi negli sforzi diplomatici volti a porre fine allo stato di guerra e a raggiungere una soluzione definitiva della crisi in tutti i suoi aspetti. Haitham bin Tariq avrebbe “sottolineato la necessità di portare avanti questi sforzi per garantire sicurezza e stabilità nella regione”.

Trump: "A Hormuz nessun pedaggio o costo assicurativo"

“L’Iran ha informato gli Stati Uniti che, nonostante le notizie false e destabilizzanti che affermano il contrario, non ci sono pedaggi, costi assicurativi o altri oneri di alcun tipo richiesti o ricevuti”, da Teheran, sulle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz”. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump. “Se queste informazioni fossero false, i negoziati si interromperebbero immediatamente! Inoltre, nessun denaro è stato dato all’Iran, né sbloccato dai loro fondi a favore dell’Iran, dagli Stati Uniti”, ha aggiunto precisando che gli Usa sbloccheranno i fondi “che sono totalmente sotto il nostro controllo, per gli agricoltori e allevatori, per l’acquisto di mais, grano, soia e altro ancora”. “Il cibo è disperatamente necessario in Iran e lo acquisteremo per loro esclusivamente dagli Stati Uniti. Grazie per l’attenzione che ci dedicherete”, ha concluso.

Il ministero della Difesa: "Italia rispetta i trattati, da Rutte messaggio fallace"

“Al fine di evitare inutili e pretestuose polemiche la Difesa ribadisce senza tema di smentita che l’Italia, ed il Ministero della Difesa, ha sempre operato nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi Parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale, senza autorizzare né consentire attività al di fuori delle previsioni vigenti”. Così il ministero della Difesa italiano in una nota.

“Come già chiarito nel corso dell’informativa al Parlamento del Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Governo ha fatto esattamente quanto dichiarato alle Camere: sono state autorizzate esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell’ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti. Le volte in cui si è prospettata una richiesta che esulava da questo perimetro, come è noto, l’Italia non ha concesso l’autorizzazione”, prosegue la nota.

“Per questo sorprende che il Segretario della NATO, che nulla ha a che fare con l’operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati. Sarebbe bastato un’approfondimento alla fonte per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto (ed avviene ogni giorno): l’Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche. Come sempre ha fatto e come continuerà a fare in vigenza degli attuali accordi”, conclude. 

Teheran smentisce Aiea: "Eventuali ispezioni solo dopo accordo finale con Usa"

Kazem Gharibabadi, vice ministro degli Esteri iraniano, ha respinto le dichiarazioni del direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Rafael Grossi, affermando che le ispezioni dei siti nucleari saranno possibili solo dopo il raggiungimento di un accordo definitivo tra Stati Uniti e Iran. “Non si è tenuto alcun incontro con Grossi in Svizzera, nonostante la sua richiesta. Inoltre, non è previsto alcun accesso agli impianti che sono stati attaccati né al materiale nucleare”, ha scritto Gharibabadi su X. “Queste questioni saranno esaminate e decise esclusivamente nell’ambito di un accordo finale e come risultato di azioni concrete da parte dell’altra parte per porre fine a tutte le sanzioni e ad altre misure”, ha concluso.

Conte: "Crollano le favolette del governo, dopo le parole di Rutte Meloni venga in aula"
Giuseppe Conte (M5S) partecipa a una manifestazione contro il riarmo a Roma

“Crollano le favolette del Governo e dei suoi trombettieri. Le parole di Rutte ci confermano quello che abbiamo sempre sostenuto. Quello di Trump è solo un richiamo all’ordine per un governo che ha sempre detto sì: 500 aerei partiti dall’Italia per una guerra illegittima in Iran in cui Netanyahu ha trascinato Trump e che ha danneggiato pesantemente l’economia italiana. E meno male che Meloni ha dichiarato ‘non condanno né condivido’: se avesse condiviso ne sarebbero partiti 5000?”. Lo scrive sui social il leader M5S Giuseppe Conte.

“La lista dei ‘sì’ è infinita: firma sulle spese militari al 5% del Pil, accordo sui dazi alle nostre imprese giudicato ‘positivo’ e ‘sostenibile’; cappello Maga tra le mani dopo il genocidio di Gaza; acquisti garantiti di gas americano e zero tasse ai giganti del web. Tocca a noi far rialzare il Paese: l’orgoglio nazionale va difeso con le scelte non con le chiacchiere. È doveroso che la Presidente Meloni venga a fornire necessari chiarimenti al Parlamento e al Paese”, aggiunge. 

Turchia, ucciso ad Ankara sospetto membro Isis a pochi giorni dal vertice Nato

Nel corso di un’operazione antiterrorismo ad Ankara un uomo, sospettato di essere un membro dell’Isis, è stato ucciso in uno scontro a fuoco con le squadre speciali della polizia turca. Lo riportano i media locali. La moglie – anch’essa sospettata di appartenere all’organizzazione – è stata catturata e ferita. Nell capitale turca il 7-8 luglio è in programma il prossimo vertice della Nato. 

Rutte: "500 aerei Usa decollati da basi in Italia a sostegno 'Epic Fury'"
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, al World Economic Forum di Davos il 21 gennaio 2026 (foto AP/Gian Ehrenzeller)

Durante un’intervista a Fox News il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha affermato che 500 aerei statunitensi hanno utilizzato basi italiane “per supportare” l’operazione ‘Epic Fury’. “Si tratta di un numero enorme”, ha dichiarato. “Se si guarda a tutta l’Europa, si parla di un numero compreso tra 4.000 e 5.000 missioni di volo”, ha affermato ancora Rutte. Quanto alle critiche di Donald Trump alla Nato per il suo comportamento in merito alla guerra in Iran “so che c’è delusione, ma consideriamo anche che si tratta di casi isolati”, ha spiegato.

Tajani: "Su Hormuz pronti a fare la nostra parte"

In merito all’annunciata missione internazionale per lo sminamento dello Stretto di Hormuz “noi siamo pronti a fare la nostra parte. Aspettiamo che ci sia un accordo definitivo tra americani e iraniani, poi si vedrà. Noi abbiamo dato la nostra disponibilità”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, da Foggia dove ha preso parte alle Celebrazioni del 252esimo anniversario di fondazione del Corpo della Guardia di Finanza

Pakistan: "Colloqui tecnici riprenderanno la prossima settimana"

Il Pakistan ha annunciato che i colloqui tecnici tra Stati Uniti e Iran riprenderanno all’inizio della prossima settimana. “I colloqui riprenderanno la prossima settimana, presumo martedì”, ha dichiarato ai giornalisti a Islamabad il portavoce del Ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi, citato da Al Jazeera aggiungendo che anche lunedì o mercoledì potrebbero essere date di inizio, senza però fornire dettagli sul luogo degli incontri.

Ghalibaf: "Memorandum d'intesa è dichiarazione sconfitta Usa"

L’accordo tra Iran e Stati Uniti per porre fine alla guerra è “una dichiarazione di sconfitta da parte dell’America”. Lo ha affermato Mohammad Bagher Ghalibaf, capo della squadra negoziale iraniana. “L’intesa di Islamabad non è stata il risultato di pressioni e coercizione, bensì della resistenza e dell’autorevolezza della coraggiosa nazione iraniana”, ha dichiarato Ghalibaf durante una conferenza in Azerbaigian trasmessa dalla televisione iraniana. “Ecco perché il memorandum d’intesa di Islamabad è diventato una dichiarazione di sconfitta per l’America”.

Telefonata fra Araghchi e membro Politburo di Hamas su sviluppi con Usa

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto una conversazione telefonica con Basem Naim, membro del politburo di Hamas. Lo riportano i media di Teheran spiegando che nella telefonata i due funzionari hanno “esaminato i recenti sviluppi nei negoziati tra Iran e Stati Uniti e discusso della situazione in Palestina, con particolare attenzione alla Striscia di Gaza”. Naim – viene spiegato ancora – “ha elogiato la posizione incrollabile dell’Iran sulla causa palestinese e il suo continuo sostegno al popolo palestinese”.

 

Qatar: "Ripresa normale produzione Gnl in poche settimane"

Il Primo Ministro Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani ha dichiarato al Financial Times che il Qatar si sta preparando a riprendere la normale produzione di gas naturale liquefatto (Gnl) in seguito alla firma del memorandum di intesa tra Stati Uniti e Iran. Il Qatar è il secondo produttore mondiale di Gnl e ha interrotto la produzione a marzo in seguito a un attacco di droni iraniani contro il suo impianto di Ras Laffan.
“Entro poche settimane la produzione tornerà alla normalità, fatta eccezione per l’impianto danneggiato”, ha dichiarato lo sceicco Al Thani al Financial Times.

Qatar: "Ci vorranno tempo e impegno per ristabilire la fiducia"

Si prevede che il traffico attraverso lo stretto torni ai livelli prebellici entro il trentesimo giorno dall’entrata in vigore del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran. Tuttavia, ci vorrà “molto impegno” e “tempo per ristabilire la fiducia”. E’ quanto affermato in un’intervista al Financial Times dal primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani.

 

Qatar: "No a pedaggi a Hormuz, è nostro unico corridoio marittimo"

Il Qatar si opporrà a qualsiasi piano iraniano di imporre tariffe nello Stretto di Hormuz. “Questo è contrario al protocollo internazionale. Per un Paese come il Qatar, è il nostro unico corridoio marittimo”, ha affermato il premier di Doha, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, in un’intervista al Financial Times. “Se gli iraniani propongono un modello, devono argomentarlo e noi dobbiamo esaminarlo. Non possiamo accettare una situazione o una condizione in cui la nostra porta d’accesso al mondo sia controllata”, ha aggiunto.

Trump: "Voto Senato su poteri guerra inopportuno e insensato"

“Quindi, ho l’Iran alle corde, pronto a crollare, disposto a darci praticamente qualsiasi cosa, e che, per la prima volta in decenni, rispetta gli Stati Uniti e il suo Presidente, IO, e il Senato degli Stati Uniti decide di votare in modo inopportuno e insensato sulla legge sui poteri di guerra dicendo al principale sponsor del terrorismo al mondo che agli Stati Uniti non piace quello che sto facendo loro, e che devo fermarmi, e così facendo ho fornito aiuto e conforto al nemico”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump, dopo il voto del Senato che ha approvato una risoluzione dove lo impegna a ritirare le forze militari Usa dal conflitto con l’Iran. “Quattro repubblicani perdenti hanno votato con i democratici. Questi senatori mi hanno appena reso il lavoro più difficile, ma lo farò, in un modo o nell’altro, perché lo faccio sempre!”, ha aggiunto.

Rubio: "Se l'Iran decidesse di essere un Paese avrebbe grandi opportunità"

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, parlando da Abu Dhabi ha affermato che l’Iran, qualora decidesse di “voler essere un Paese, anziché un movimento rivoluzionario”, potrebbe beneficiare di nuove opportunità economiche. Lo riporta Al Jazeera. “Non vi prometto che questa sarà la scelta che faranno. Dico solo che, se questa sarà la loro scelta, allora ci saranno delle opportunità, e queste opportunità potrebbero includere investimenti, come avete visto fare ad altri Paesi di questa regione, che hanno beneficiato degli investimenti diretti esteri”, ha aggiunto precisando che “non saranno i soldi” del governo americano.

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