Iran, venerdì la firma dell’accordo con Vance, Ghalibaf e Araghchi. Netanyahu: “Abbiamo salvato Israele, ma la nostra lotta continua”

Iran, venerdì la firma dell’accordo con Vance, Ghalibaf e Araghchi. Netanyahu: “Abbiamo salvato Israele, ma la nostra lotta continua”
(AP Photo/Matt Rourke, Pool)

Netanyahu: “Abbiamo salvato Israele, ma la nostra lotta continua”. Trump: “Se l’intesa non sarà rispettata, riprenderemo gli attacchi”

Iran e Stati Uniti arrivano finalmente all’accordo che segna un punto di svolta in Medio Oriente. Nella tarda serata italiana, entrambi i Paesi hanno annunciato di aver raggiunto l’intesa grazie alla mediazione del Pakistan. 14 i punti del memorandum. La firma dell’accordo è fissata per il prossimo 19 giugno in Svizzera. Esulta Donald Trump, che in un post su Truth ha autorizzato la riapertura “senza restrizioni” dello Stretto di Hormuz, revocando il blocco navale imposto nelle scorse settimane. Stamattina, la prima conseguenza si è vista sul mercato del petrolio, con il prezzo del greggio calato sensibilmente.

Se sul fronte iraniano la situazione sembra essersi sbloccata, non si può dire lo stesso del conflitto tra Israele e Libano. Il pesante attacco sferrato ieri dall’Idf contro la periferia di Beirut ha suscitato le ire della Casa Bianca, con Trump che ha parlato di “mancanza di buonsenso” in Netanyahu. Da parte sua, il premier di Tel Aviv ha chiesto un incontro urgente al presidente Usa: la tensione tra i due non ha mai raggiunto questi livelli.

Guerra in Iran, tutti gli aggiornamenti in diretta
Inizio diretta: 15/06/26 07:00
Fine diretta: 15/06/26 23:59
Vance: "Memorandum con Iran è documento generico"

Il vicepresidente statunitense JD Vance ha affermato che il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è “un documento molto generico” e che i dettagli dell’accordo saranno definiti nel corso di ulteriori negoziati. “Il protocollo d’intesa è lungo circa una pagina e mezza, quindi è un documento molto generico”, ha dichiarato Vance a ‘The Lead’ con Jake Tapper della CNN. “Su diverse questioni, dovremo trovare una soluzione durante la fase di negoziazione tecnica”.

Vance: "Allentamento sanzioni solo se Teheran rispetta accordi"

L’accordo con l’Iran prevede un “sostanziale” allentamento delle sanzioni, “ma solo se gli iraniani rispetteranno gli obblighi” dell’accordo. Lo ha detto il vicepresidente Usa JD Vance, intervenendo alla Cnn. Vance ha puntato il dito contro la “propaganda” di “alcuni elementi” del regime iraniano, a suo dire responsabili della disinformazione riguardante l’accordo. Questa, ha detto, è una “grande opportunità per gli iraniani, ma ci saranno benefici solo se faranno quello che promettono di fare”. 

Usa escludono Oman da mediatori per comportamento ambiguo

Gli Stati Uniti hanno escluso l’Oman dal suo ruolo di mediatore nei negoziati con l’Iran dopo aver concluso che Mascate si era comportata in modo “molto ambiguo” durante i colloqui. Lo ha dichiarato un alto funzionario dell’amministrazione statunitense, come riporta Iran International. “Eravamo molto insoddisfatti del lavoro svolto dagli omaniti. Li abbiamo ritenuti molto ambigui e quasi al soldo degli iraniani per come si muovevano, quindi li abbiamo estromessi da questo processo”, ha detto il funzionario ai giornalisti. 

Netanyahu: "Può capitare che io e Trump non siamo d'accordo"

Nel corso della conferenza stampa, il primo ministro d’Israele Benjamin Netanyahu ha parlato anche del suo rapporto con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Io e il Presidente ci conosciamo da molti anni. Lui è il Presidente degli Stati Uniti, io sono il Primo Ministro di Israele. Spesso siamo d’accordo, ma ci sono anche casi in cui non lo siamo”, ha detto, come riporta Ynet, “sono responsabile degli interessi di sicurezza di Israele. Dobbiamo rimanere fermi sulle nostre posizioni, non con atteggiamenti bellicosi, ma con saggezza, e questo richiede molta esperienza e una profonda conoscenza del contesto americano”. 

Netanyahu: "Mi ricandido a elezioni e intendo vincere"

“Voglio rassicurarvi. Sì, mi candiderò e intendo anche vincere”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa, rispondendo a una domanda sulle elezioni previste l’anno prossimo nel Paese. Lo riporta Haaretz. 

Netanyhau: "La nostra lotta non è ancora finita"

“La nostra lotta non è ancora finita”. Lo ha detto il primo ministro d’Israele Benjamin Netanyahu in una conferenza stampa, dopo l’accordo tra Iran e Stati Uniti. 

Netanyahu: "Abbiamo salvato Israele da minaccia annientamento imminente"

Il primo ministro d’Israele Benjamin Netanyahu ha dichiarato in una conferenza stampa nel suo ufficio che “con o senza accordo, l’Iran non avrà armi nucleari”. Lo riporta Ynet. “La gente mi chiede cosa abbiamo ottenuto e io rispondo: ‘Cosa abbiamo ottenuto? Abbiamo eliminato la minaccia di annientamento immediato”, ha aggiunto, “cosa più importante, abbiamo salvato lo Stato di Israele dalla minaccia di annientamento nucleare”. Ha poi sottolineato che “l’Iran possedeva già bombe atomiche e questo significa che milioni di cittadini israeliani, tutti voi, eravate in terribile pericolo, il pericolo dell’annientamento della popolazione israeliana”. 

Crosetto: "Italia pronta a sminamento Hormuz, mancano precondizioni"

“L’Italia è pronta dal punto di vista tecnico ad impegnarsi” per lo sminamento dello Stretto di Hormuz, ma “mancano le precondizioni”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, parlando con i giornalisti italiani dopo l’incontro al pentagono col segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth. Le precondizioni elencate da Crosetto sono “quelle esterne: che sono un accordo implementato e una volontà di tutte e due le parti di accettare questa missione. Perché non andiamo a fare la guerra, andiamo a fare lo sminamento, quindi deve essere garantita da tutte e due le parti la pace”. E “dall’altra parte, per quanto riguarda a livello nazionale, l’autorizzazione del Parlamento”, conclude il ministro. 

Crosetto: "Il rapporto non è deteriorato, anzi il contrario"

Quello tra Italia e Stati Uniti “è un rapporto che non conviene a nessuno interrompere e finire. Quindi la nostra sicurezza sarà garantita sempre di più da un rapporto con gli Stati Uniti”. Lo assicura il ministro della Difesa Guido Crosetto, parlando con i giornalisti italiani dopo il suo incontro col segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth. “Non mi pare proprio”, risponde il ministro a chi chiede se il rapporto con Washington si sia in qualche modo “deteriorato” a causa della posizione italiana rispetto alla guerra con l’Iran. “Se voi foste stati presenti, vi sareste accorti anzi del contrario”, afferma Crosetto riguardo ai contenuti e ai toni del suo incontro col capo del Pentagono. 

Nato, Crosetto: "Nessun disimpegno Usa da basi italiane"

Nell’incontro col segretario alla Difesa Pete Hegseth “non ho sentito parlare di un disimpegno” degli Stati Uniti dalle basi italiane. Lo ha riferito il ministro della Difesa, Guido Crosetto, parlando con i giornalisti italiani dopo l’incontro al Pentagono.

“Anzi, io penso più dal punto di vista bilaterale che all’interno della Nato, che la cooperazione con noi in qualche modo è molto importante per gli Stati Uniti. Per una nazione che continua a avere al di fuori dei confini decine di assetti navali, ad esempio, avere un accordo con l’Italia che consenta alle navi di trovare nei nostri porti o nei nostri cantieri la possibilità di avere la manutenzione è fondamentale, così come sono fondamentali per gli Stati Uniti assetti come il MUOS che fa parte di un sistema di difesa americano oltre che Nato”, ha aggiunto Crosetto. “Io sono convinto che ci siano margini di cooperazione anche bilaterale maggiore tra noi e gli Stati Uniti”, ha concluso il ministro.

G7: a Evian il benvenuto ufficiale di Emmanuel Macron e Brigitte Macron ai leader, ora cena di lavoro

Dopo l’arrivo di tutti i leader ad Evian, il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e la moglie Brigitte, hanno dato il benvenuto ufficiale ai capi di Stato e di governo che prenderanno parte ai lavori del G7. Il primo a sfilare sulla passerella allestita all’Hotel Royal che si affaccia sul lago Lemano è stato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, seguito subito dopo dalla premier Giorgia Meloni, che ha scambiato alcune battute con Macron e Brigitte.

A seguire è stato quindi il turno del cancelliere tedesco Friedrich Merz, del premier britannico Keir Starmer e di quello canadese Mark Carney, tutti accompagnati dalle rispettive consorti. Gli ultimi a stringere la mano ai padroni di casa e a posare per le foto ufficiali sono stati la premier giapponese Sanae Takaichi, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, accompagnata dal marito. A breve inizierà il primo impegno ufficiale inserito nell’agenda del summit, ovvero la cena di lavoro dal tema ‘Rispondere insieme alle principali sfide internazionali’.  

Trump: "Non so se parteciperò alla firma del memorandum"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di non sapere ancora se parteciperà venerdì alla firma dell’accordo per porre fine alla guerra in Iran. “Beh, dipende”, ha detto Trump durante un’apparizione congiunta con il presidente francese Emmanuel Macron davanti ai giornalisti a Évian-les-Bains, in Francia, in occasione del vertice del G7. “Potrei essere coinvolto. Potrei non esserlo”, ha aggiunto, “JD si stava occupando proprio di questo”. 

Vance, Ghalibaf e Araghchi alla firma del memordandum in Svizzera

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha dichiarato che il memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti sarà firmato venerdì in Svizzera alla presenza del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi e al presidente del Parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf. Lo riporta Bbc Persian. 

Teheran: "A Hormuz nessun pedaggio ma tariffe per servizi di navigazione"

Nello Stretto di Hormuz “abbiamo sempre detto che non intendiamo imporre pedaggi, ma che in cambio dei servizi che forniremo, ovvero servizi di navigazione, protezione ambientale, eventualmente assicurazione navale e altri servizi che saranno forniti da Iran e Oman, i costi necessari saranno definiti e riscossi”. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei, come riporta l’agenzia Irna. 

Trump: "Macron è un caro amico"

“Emmanuel è un mio caro amico. Abbiamo un rapporto fantastico. Abbiamo lavorato insieme a molti accordi”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando ai giornalisti da Évian-les-Bains, in Francia, accanto al presidente francese Emmanuel Macron in occasione del vertice del G7.

G7: Meloni arrivata a Evian per partecipare al summit

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata all’Hotel Royal di Evian, sede del G7. 

Trump: "Il prezzo del petrolio sta crollando"

“Penso che in Medio Oriente stiano per accadere molte cose positive in questo momento. E, cosa molto importante, il prezzo del petrolio sta crollando”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando ai giornalisti da Évian-les-Bains, in Francia, accanto al presidente francese Emmanuel Macron in occasione del vertice del G7. “E oggi il mercato azionario sta schizzando alle stelle come un razzo, con cifre da record. Il petrolio ha subito il crollo più drastico. E siamo ai livelli bassi”, ha aggiunto Trump, “ci stiamo avvicinando ai livelli di prima che tutto iniziasse. E la cosa principale è che l’Iran non avrà un’arma nucleare”.

Trump: "Venerdì lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto"

“Venerdì lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto”. Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando ai giornalisti da Évian-les-Bains, in Francia, accanto al presidente francese Emmanuel Macron. “Stiamo collaborando molto bene con l’Iran, che non è più guidato dagli stessi leader”, ha aggiunto, “l’Iran non avrà mai una bomba nucleare”.

Media: memorandum firmato digitalmente da Trump, Vance e Ghalibaf

Sia il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che il suo vice JD Vance hanno firmato elettronicamente il protocollo d’intesa con l’Iran. Mohammad Bagher Ghalibaf ha firmato per la parte iraniana. Lo ha dichiarato un funzionario statunitense a Barak Ravid, giornalista di Axios.

Nato, Crosetto a Hegseth: "Europa forte è necessaria per un'Alleanza più forte"

“Un’Europa forte è necessaria perché la Nato sia più forte e possa occuparsi del mondo”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nello scambio di battute col segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, all’inizio del loro incontro bilaterale al Pentagono. 

Incontri preparatori a Doha prima della firma dell'accordo

Funzionari iraniani e degli Stati Uniti terranno incontri preparatori a Doha, in Qatar, questa settimana prima della firma dell’accordo che pone fine alla guerra. Lo ha affermato un diplomatico a conoscenza diretta dei colloqui, che ha parlato in condizione di anonimato per discutere delle riunioni a porte chiuse. 

Crosetto a Hegseth: "Non c’è alternativa al rapporto Atlantico, noi sempre con gli Usa"

“Non c’è alternativa al rapporto Atlantico”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nello scambio di battute col segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, all’inizio del loro bilaterale al Pentagono. “Il nostro ruolo sarà sempre al fianco degli Stati Uniti”, ha aggiunto Crosetto.

G7: Trump arrivato a Evian

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è arrivato a Evian-les-Bains, in Francia, per partecipare al vertice del G7. 

Crosetto a Hegseth: "Grazie per la spinta che avete dato all'Europa"

“Grazie per la spinta che avete dato all’Europa” per incrementare le spese per la difesa. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rivolto al segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth, all’inizio del loro incontro bilaterale al Pentagono.

Hegseth a Crosetto: "Per Alleanza 3.0 bisogna fare di più"

“Per costruire la Nato 3.0 occorre fare di più”. Lo ha detto il segretario Usa alla Difesa, Pete Hegseth, rivolto al ministro della Difesa Guido Crosetto, nello scambio di battute all’inizio del loro incontro bilaterale al Pentagono. La spesa del 5% del Pil per la Difesa, ha aggiunto, deve essere il “benchmark” per i Paesi dell’Alleanza.

Esercito Usa: "Blocco navale resta in vigore fino alla firma dell'accordo"

Il blocco navale statunitense dei porti iraniani rimane in vigore in attesa della firma dell’accordo di cessate il fuoco con l’Iran, prevista per il 19 giugno. “Il blocco militare dei porti iraniani rimane in vigore, limitando tutto il traffico in entrata e in uscita da questi porti”, si legge in una nota dell’esercito degli Stati Uniti, “non tentate di attraversare finché non vi saranno date indicazioni esplicite”.

Crosetto al Pentagono per incontro con Hegseth

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è arrivato al Pentagono, dove avrà un incontro con il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth. Crosetto, al suo arrivo alla River Entrance dell’edificio, è stato accolto da un picchetto d’onore e dal segretario alla Difesa. 

G7, Trump atterrato a Ginevra per partecipare al summit di Evian

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è da poco atterrato a Ginevra da dove si sposterà adesso per raggiungere Evian, sede del summit del G7.

Borsa: vola Wall Street con l'accordo Usa-Iran. Dow Jones +1,24%, Nasdaq +2,3%

Apertura in forte rialzo per la Borsa statunitense, con i listini Usa galvanizzati dall’annuncio dell’accordo tra Usa e Iran, che ha comportato anche il forte calo dei futures di petrolio e gas. L’indice Dow Jones conquista l’1,24% a 51.800,61 punti, il Nasdaq segna in avvio di scambi un rilevante +2,34% a 26.492,64 punti, mentre l’S&P 500 apre a +1,49%, a 7.540,08 punti.

Von der Leyen: "Non può esserci una pace duratura finché il Libano è in fiamme"

“Non può esserci una pace duratura finché il Libano rimane in fiamme. Chiediamo un cessate il fuoco autentico e il pieno rispetto della sovranità del Libano”. Lo dice la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in conferenza stampa al G7 di Evian, in Francia. Von der Leyen “accoglie con favore” l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran e sottolinea che “la priorità ora è l’attuazione”. Lo Stretto di Hormuz “deve essere riaperto e la libertà di navigazione deve essere ripristinata senza pedaggi. Ciò è essenziale per la stabilità regionale e, naturalmente, anche per l’economia globale. L’accordo dovrebbe aprire la strada a negoziati più ampi e portare alla fine dei programmi nucleari e balistici iraniani”, rimarca von der Leyen.

Trump: "Navi stanno iniziando a muoversi fuori dallo Stretto di Hormuz"
Donald Trump (AP Photo/Mark Schiefelbein)

“Le navi stanno iniziando a muoversi, molte delle quali cariche di petrolio, fuori dallo Stretto di Hormuz. Stanno percorrendo l’’autostrada’ meridionale, che è assolutamente sicura, protetta e incontaminata. Ci sono anche altre rotte di navigazione!!!”. È quanto scrive in un post sul social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. 

Tajani sente omologo Pakistan: "Congratulazioni per mediazione Usa-Teheran"

Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo del Pakistan, Ishaq Dar. Lo ha ricevuto lui stesso in un post su X. “Ho avuto un lungo colloquio telefonico con il ministro Ishaq Dar, Ministro degli Esteri e Vicepremier pakistano. Ho espresso a nome del Governo le mie congratulazioni al Pakistan per aver mediato tra Usa e Iran, favorendo un esito positivo del memorandum d’intesa”, si legge nel post di Tajani. “La riapertura dello stretto di Hormuz è cruciale: l’Italia continuerà a fare la sua parte per consolidare questa prospettiva, con l’obiettivo di superare rapidamente la crisi energetica e rilanciare ulteriormente l’export italiano”, conclude il titolare della Farnesina.

 

Teheran: "Usa hanno ancora strada da fare per riconquistare nostra fiducia"

“Gli Stati Uniti hanno ancora molta strada da fare per riconquistare la nostra fiducia”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Esmaeil Baghaei, citato da Al Jazeera. “Nutriamo dubbi sugli americani perché abbiamo avuto esperienze negative con loro in passato, a partire dal 1953”, ha aggiunto ancora facendo riferimento al golpe che portò alla caduta del primo ministro Mohammad Mossadeq.

Vance: "Ci aspettiamo che Hormuz resti aperto senza pedaggi"

“Ci aspettiamo che lo Stretto (di Hormuz, ndr) rimanga accessibile senza pedaggi a lungo termine. Questo è uno degli aspetti che cercheremo di definire in questi negoziati tecnici”. Lo ha affermato il vicepresidente americano J.D. Vance in un’intervista alla Cnbc.

Macron: "La nostra portaerei potrebbe essere a Hormuz in 2-3 giorni"

“Siamo pronti” a intervenire vicino allo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il presidente della Francia Emmanuel Macron in un’intervista a TF1. “Entro due o tre giorni, la portaerei Charles de Gaulle potrebbe essere nella zona”, ha affermato, “già da domani potremmo avere degli aerei per una prima missione di sorveglianza”.

Macron: "Nelle prossime settimane ci sarà un impatto sui prezzi del petrolio"

Dopo la firma dell’accordo tra Iran e Stati Uniti “nelle prossime settimane si registrerà un impatto sui prezzi del petrolio”. Lo ha detto il presidente della Francia Emmanuel Macron in un’intervista all’emittente Tf1. “Perché le catene di approvvigionamento ripartano, ci vorranno alcune settimane”, ha avvertito Macron, “verificheremo” che i distributori stiano collaborando. “Faremo tutto il possibile per garantire che non venga imposto alcun pedaggio”, ha anche aggiunto, “e, al contempo, faremo tutto il possibile per ridurre la nostra dipendenza da questo stretto, individuando rotte alternative”. 

Takaichi: "Ora speriamo nella navigazione libera nello Stretto di Hormuz"

Prima di partire per il summit del G7 in Francia “io e Giorgia abbiamo discusso di Medio Oriente, di Ucraina, di Asia orientale, per poter avere un approccio coordinato. In particolare, per quanto riguarda l’Iran, abbiamo accolto con favore il memorandum tra Stati Uniti e Teheran. Speriamo che questo possa portare a una rapida e certa applicazione dell’accordo, che permetta una navigazione libera e sicura nello Stretto di Hormuz. È una questione molto importante per la comunità internazionale, incluse Italia e Giappone”. Lo ha dichiarato la premier del Giappone, Sanae Takaichi, nel corso delle dichiarazioni alla stampa dopo l’incontro con la premier Giorgia Meloni a Villa Doria Pamhilij, a Roma. “Io spero che attraverso questo accordo si possa portare pace e stabilità in tutta la regione. Continueremo a lavorare a stretto contatto su questo tema”, ha aggiunto Takaichi. 

Media, all'ultimo minuto inserite importanti modifiche in memorandum

“Dopo l’approvazione delle linee generali del memorandum d’intesa da parte del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale sabato, alcune questioni rimanenti sono state discusse a partire da domenica mattina con l’arrivo della delegazione del Qatar. Sembrava che tali questioni sarebbero rimaste irrisolte”. È quanto fa sapere una fonte all’agenzia di stampa Fars, vicina alle istituzioni militari e di sicurezza iraniane, che ha precisato che dopo l’attacco israeliano a Beirut, l’Iran si stava “preparando a lanciare attacchi massicci contro Israele da più fronti”, ma “con il ritorno di Trump e le concessioni offerte in cambio della promessa da parte dell’Iran di non attaccare Israele, il team negoziale si è convinto che questo accordo fosse nell’interesse del Paese e del popolo libanese”. Le modifiche al testo del memorandum sono state apportate “all’ultimo minuto”, e le modifiche “più importanti” riguardano “la revoca immediata del blocco navale (anziché il periodo di 30 giorni precedentemente concordato), la fine della guerra e delle operazioni militari su tutti i fronti e in tutte le regioni del Libano, e la necessità di rispettare l’integrità territoriale del Paese”.

Meloni: "Soddisfazione per accordo, fondamentale riapertura Hormuz"

“La convergenza” tra Italia e Giappone “non è solo bilaterale, e forse non è un caso che ci si veda prima dell’inizio di un G7 che inizia stasera e che sarà molto importante, nel quale si discuteranno ovviamente moltissime cose e quindi anche un’occasione per allineare le nostre posizioni, per scambiare i nostri punti di vista in attesa di questo importante confronto”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni alla stampa al termine del bilaterale a Villa Pamphilj con la premier giapponese Sanae Takaichi. “Abbiamo condiviso una profonda riflessione sulle grandi crisi internazionali, abbiamo espresso soddisfazione per l’annuncio del memorandum tra Stati Uniti e Iran – spiega -, ribadendo la fondamentale importanza della riapertura dello stretto di Hormuz, della difesa della libertà di navigazione. Una sintonia confermata anche dall’adesione del Giappone al comunicato congiunto che è stato diramato da Italia, Regno Unito, Germania e Francia”.

Berlino: "Pronti a contributo per sicurezza Stretto di Hormuz"

La Germania è pronta a dare un contributo per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, una volta che ci saranno le “condizioni necessarie”. “Abbiamo informato sui possibili contributi che possiamo fornire. Abbiamo inoltre comunicato che due unità sono già state ridispiegate nel Mediterraneo orientale, la nave cacciamine Fulda e il tender Mosel”, ha spiegato il portavoce del ministero della Difesa tedesco in conferenza stampa, in merito alla possibile riapertura dello Stretto di Hormuz dopo le operazioni di sminamento. “Attualmente sono preparate sul piano del personale e dei materiali per ogni possibile evoluzione. Stanno inoltre svolgendo esercitazioni per adattarsi a diversi sviluppi e situazioni di minaccia.” ha aggiunto. Il portavoce del governo tedesco ha poi precisato che “per tutti questi tipi di impieghi della Bundeswehr, secondo le nostre regole, è necessario un mandato del Bundestag” e che “questo può essere ottenuto anche in tempi piuttosto rapidi”, ribadendo comunque che ogni decisione spetta al Parlamento in piena autonomia.

Rifugiati politici: "Bene fine guerra, rovesciare il regime è responsabilità del popolo"

“La Resistenza iraniana, che da quasi cinque decenni persegue la libertà e la pace, accoglie con favore qualsiasi intesa volta a porre fine alla guerra e alle sofferenze del popolo iraniano. In Iran nessuno – a eccezione dei residui dei mullah e dello Shah – ha mai voluto, né vuole, la guerra. Lo sforzo per produrre armi nucleari, il bellicismo e l’ingerenza sui Paesi della regione fanno parte della strategia di sopravvivenza del dittatore religioso che governa l’Iran, e non vi rinuncerà finché ne sarà in grado. La guerra è lo scudo di questo regime contro le insurrezioni popolari, mentre la pace e un cessate il fuoco sono, come disse Khomeini, un ‘veleno’ per esso. Il rovesciamento del regime è responsabilità del popolo iraniano”. Così a LaPresse Davood Karimi, presidente dell’associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia. “Qualsiasi accordo internazionale per porre fine alla guerra deve includere la fine delle esecuzioni dei prigionieri politici e delle uccisioni dei manifestanti. Chi crede diversamente verrà affogato nel suo miraggio che per quattro decenni ha sostenuto il regime di Teheran. La vipera non partorisce una colomba, neanche con una miriade di accordi e agevolazioni”, sottolinea Karimi.

Aoun: "Spero accordo segni fine definitiva guerra con Israele"

“Il popolo libanese, in particolare gli abitanti delle aree che sono state oggetto di attacchi e distruzioni, e che hanno perso i loro cari, i mezzi di sussistenza e le case, oggi auspica che queste intese si trasformino in passi concreti che pongano fine in modo definitivo al ciclo di violenza e instaurino una fase di stabilità, sicurezza, ripresa e ricostruzione”. Lo ha dichiarato il presidente libanese Joseph Aoun, in una nota diffusa dalla presidenza libanese, commentando l’annuncio dell’accordo tra Washington e Teheran.

Media Teheran, tariffe per passaggio da Hormuz sospese per 60 giorni

Una fonte informata ha detto all’agenzia iraniana Fars che nel memorandum di intesa fra Teheran e Washington viene sancito che l’Iran “accetterà il passaggio delle navi” tramite lo Stretto di Hormuz “senza alcun addebito” solamente per un periodo di 60 giorni. Questo – viene sottolineato – significa che gli Usa avrebbero “accettato il principio della riscossione di tariffe” ottenendo però un’esenzione di 60 giorni da parte dell’Iran.

Media Teheran, accordo riconosce sovranità Iran e Oman su Stretto Hormuz

Una fonte informata ha affermato all’agenzia iraniana Fars che “nell’ultimo momento dei negoziati” fra Usa e Iran il testo del memorandum d’intesa ha subito “modifiche” nelle quali è stato riconosciuto “in modo definitivo ed esplicito l’esercizio della sovranità di Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz”.

Pechino: "Accogliamo con favore accordo raggiunto con Usa"

Pechino accoglie “con favore” l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, aggiungendo che la Cina apprezza gli sforzi di mediazione del Pakistan. Lo riferisce il China Daily. Lin ha affermato che la Cina auspica che Stati Uniti e Iran firmino il memorandum d’intesa della prima fase come previsto e che tutte le parti interessate rimangano “impegnate nella scelta della pace e nella risoluzione delle questioni attraverso il dialogo e il negoziato”.

Media, Svizzera non ha ancora ricevuta richiesta per ospitare firma accordo

La Svizzera non ha ricevuto alcuna informazione o richiesta ufficiale per ospitare una cerimonia di firma di un memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti. Lo riporta il Times of Israel, citando una fonte diplomatica svizzera. Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha dichiarato che le parti parteciperanno a una cerimonia a Ginevra venerdì. “Organizzare un evento di grande portata a Ginevra con così poco preavviso rappresenterebbe un bel grattacapo per la Svizzera, dato che i Paesi partecipanti al vertice del G7, che si tiene questa settimana nella vicina Evian, in Francia, utilizzano le loro ambasciate a Ginevra come base logistica per l’evento”, scrive il quotidiano. “Allo stesso tempo, il funzionario afferma che, qualora venisse presentata una richiesta, la Svizzera saprebbe con ogni probabilità come organizzare la cerimonia di firma”, aggiunge.

Takaichi: "Ora libera navigazione a Hormuz e accordo su nucleare"

“Stati Uniti e Iran hanno annunciato un accordo su un memorandum d’intesa riguardante la cessazione delle ostilità. Accogliamo con favore questo accordo come un passo importante verso la risoluzione della situazione. Apprezziamo inoltre molto gli sforzi dei paesi che hanno svolto finora un ruolo di mediazione. Ci auguriamo vivamente che questo memorandum d’intesa venga attuato con costanza, che la navigazione libera e sicura nello Stretto di Hormuz sia effettivamente garantita e che si raggiunga al più presto un accordo definitivo sulla questione nucleare iraniana e su altre questioni”. Lo scrive su X la premier giapponese, Sanae Takaichi, che a breve sarà ricevuta a Roma dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Le due leader nel pomeriggio arriveranno a Evian per partecipare ai lavori del G7.

Carney: "Bene accordo, garantire passaggio Hormuz e affrontare minaccia nucleare"

“Il Canada accoglie con favore il nuovo accordo tra Stati Uniti e Iran. Esprimiamo la nostra gratitudine a Pakistan, Qatar e ai partner regionali per il loro ruolo fondamentale nel facilitare i negoziati”. Lo scrive su X il primo ministro del Canada, Mark Carney, atteso oggi a Evian per partecipare ai lavori del G7. “Il Canada – sottolinea – ha ribadito con chiarezza che un cessate il fuoco duraturo deve garantire un transito sicuro e senza ostacoli attraverso lo Stretto di Hormuz e affrontare la minaccia pervasiva del programma nucleare iraniano”. “Mentre i negoziati proseguono, esortiamo tutte le parti a mantenere un dialogo in buona fede e ad astenersi da un’escalation. Il Canada rimane in stretto contatto con i partner ed è pronto a sostenere gli sforzi volti a portare stabilità e una pace duratura nella regione, Libano compreso”, conclude Carney. 

Colpi contro nave portacontainer al largo dello Yemen

Una nave portacontainer è stata bersagliata da colpi d’arma da fuoco al largo delle coste dello Yemen. Lo riferisce l’agenzia britannica United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto), spiegando di aver ricevuto la segnalazione dell’incidente alle 07:35 Utc di oggi da un responsabile della sicurezza della compagnia. L’attacco è avvenuto a circa 26 km (14 miglia nautiche) dalla costa meridionale dello Yemen, con un tentativo di abbordaggio. Una piccola imbarcazione si è avvicinata alla nave portacontainer e gli uomini a bordo, dopo aver aperto il fuoco, hanno tentato di salirvi a bordo. Le autorità competenti stanno indagando sull’episodio. 

Tajani sul Libano: "Devono cessare combattimenti, Israele non bombardi più Beirut"

“Dobbiamo fare in modo che cessino anche i combattimenti in Libano, che Hezbollah non attacchi più Israele, che Israele non bombardi più Beirut”. Lo dice il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. “Continueremo a fare la nostra parte diplomatica, anche pronti a garantire una presenza in Libano per contribuire a rinforzare l’organizzazione e la formazione delle forze armate libanesi che dovranno, a nostro giudizio, avere il pieno controllo del territorio libanese che non può essere in una parte controllata da Hezbollah”, aggiunge. Tajani ribadisce poi che l’Italia continuerà a fare la propria parte in Libano con la presenza nell’Unifil ma “anche nella missione bilaterale, quella per la formazione delle forze armate libanesi”.

Tajani: "Italia pronta a partecipare a missioni per sminare Hormuz"

“Ribadisco l’impegno italiano a partecipare a eventuali missioni di pace per sminare Hormuz e garantire la libertà di navigazione, fermo restando che dovremmo passare di fronte al Parlamento. Il governo è intenzionato a essere parte della difesa della libertà di navigazione nell’area, come stiamo già facendo con la missione a Aspides e nel Mar Rosso.Già ci sono due dragamine italiani, che sono nella zona aggregate della missione a Aspides, quindi potrebbero andare loro a Hormuz”.Lo dice il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. “Intanto – sottolinea – bisogna fare in modo che il lavoro diplomatico continui”.

Tajani: "Rafforzare cessate il fuoco, mercoledì riunione su Hormuz"
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. (Foto: Archivio LaPresse)

“Il cessate il fuoco è un fatto molto importante. Bisogna rafforzare con un grande lavoro diplomatico. È importante per la nostra economia che si cominci a navigare a Hormuz. Io per mercoledì mattina ho convocato al ministero degli Esteri una riunione dedicata proprio a questo, per tutte le conseguenze, tutte le iniziative da adottare, ascoltando le organizzazioni di categoria, le imprese e i settori interessati alla ripresa della navigazione dentro Hormuz”. Lo dice il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo.

Araghchi: "Usa responsabili di attuazione accordo"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato che gli Stati Uniti “sono responsabili dell’attuazione dell’accordo” annunciato con Teheran e che Israele “deve cessare tutte le ostilità in Libano”. Lo riporta Al Arabiya, citando i colloqui telefonici separati di Araghchi con i suoi omologhi di Turchia, Iraq ed Egitto. Nel corso delle telefonate, Araghchi ha ringraziato le controparti per il sostegno alla de-escalation e agli sforzi diplomatici.

Smotrich: "Accordo è un male per Israele e mondo libero"

“L’accordo con l’Iran è un male per Israele e per tutto il mondo libero. Punto. La campagna congiunta ha ottenuto molti successi nell’indebolire l’Iran, e questi non andranno sprecati. Dovremo continuare la campagna per rovesciare il regime da soli e con metodi creativi, e garantire che l’Iran non possieda mai armi nucleari”. Lo ha scritto su X il ministro delle finanze israeliano Bezaelel Smotrich. “Nessuno dei candidati che si ritengono idonei alla carica di primo ministro resisterebbe nemmeno al dieci per cento della pressione attualmente esercitata sul governo israeliano, e soprattutto su chi lo guida. In Libano, saremo messi alla prova”, ha aggiunto. “Questa è la nostra guerra, i nostri combattenti e la sicurezza immediata dei nostri abitanti del nord. Continuerò ad agire affinché restiamo saldi sulle nostre posizioni e permettiamo alle Forze di Difesa Israeliane la piena libertà d’azione per continuare a respingere Hezbollah”, ha concluso.

Berlino: "Hormuz sia riaperto senza restrizioni"

“La navigazione nello Stretto di Hormuz deve tornare a essere pienamente libera, senza alcuna restrizione e senza alcuna possibilità di imporre tasse o altri oneri”. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, al suo arrivo al Consiglio Esteri Ue, commentando l’intesa in discussione tra Stati Uniti e Iran. In merito alla situazione in Libano, Wadephul ha affermato che “L’Iran deve ora agire su Hezbollah per garantire che non vi siano ulteriori attacchi contro Israele. E per Israele ciò significa anche che non vi siano motivi per compiere attacchi in Libano”. “È un’opportunità per l’intera regione e non deve essere sprecata”, ha concluso il ministro tedesco.

Ancora raid israeliani nel sud del Libano

Un’auto che circolava nella città di Kfar Tebnit, nel sud del Libano, è stata colpita questa mattina da un drone israeliano. Lo riportano media libanesi, riferendo anche che sono stati segnalati dei feriti. I bombardamenti dell’artiglieria israeliana hanno colpito anche Kfar Tebnit e la vicina città di Nabatieh al-Fawqa, sempre nel sud del Paese.

Francia: "Missione per Hormuz tra temi discussione G7"

“È già pronta. Sono ormai settimane che la Francia, il Regno Unito e diverse decine di Paesi hanno messo in piedi una missione internazionale strettamente difensiva, indipendente dalle parti in conflitto, in grado di dispiegarsi rapidamente per accelerare la ripresa del traffico, in modo da garantire pienamente la libertà di navigazione. E questo tema sarà ovviamente all’ordine del giorno delle discussioni dei leader del G7 questa settimana”. Lo dice il ministro degli Affari esteri francese Jean-Noel Barrot arrivando al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo rispondendo a una domanda sull’ipotesi di una missione europea nello stretto di Hormuz.

Teheran: "In accordo con Usa ci sono nostre principali richieste"

“Ci siamo assicurati che tutte le principali richieste e posizioni dell’Iran siano riflesse nella bozza del memorandum d’intesa. Una volta firmato formalmente l’accordo, il testo integrale sarà reso pubblico”. Lo ha detto il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, commentando l’annuncio dell’accordo tra Teheran e gli Stati Uniti. Lo riportano media iraniani. “Il nemico ha scatenato questa guerra per raggiungere i propri obiettivi, ma ha fallito su tutti i fronti, mentre la Repubblica Islamica dell’Iran ha conseguito importanti vittorie”, ha aggiunto.

Francia: "Ue vieti import prodotti colonie israeliane Cisgiordania"

“Insieme ad altri Paesi, oggi chiediamo alla Commissione europea di fare tutto il possibile per impedire l’importazione in Europa di prodotti provenienti dagli insediamenti illegali in Cisgiordania, così come ha fatto per impedire l’importazione di prodotti dalla Crimea, annessa illegalmente dalla Russia”. Lo dice il ministro degli Affari esteri francese Jean-Noel Barrot arrivando al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. “Non possiamo accettare che l’Europa, direttamente o indirettamente, attraverso i suoi scambi commerciali sostenga queste attività illegali, che mettono a repentaglio la possibilità di pace tra Israele e Palestina”, aggiunge.

Katz: "Idf non si ritirerà dal Libano"

“Il primo ministro Netanyahu e io stiamo portando avanti una politica chiara che prevede la permanenza a tempo indeterminato delle Forze di Difesa Israeliane nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza, al fine di proteggere il confine e gli insediamenti israeliani da elementi jihadisti. L’area verrà sgomberata dai residenti locali. Questa è la lezione principale degli eventi del 7 ottobre. Ci opponiamo al ritiro delle Idf dal Libano, nonostante tutte le pressioni presenti e future”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, come riporta Ynet. “Netanyahu lo ha chiarito al presidente degli Stati Uniti Trump e ad altri alti funzionari americani, e io l’ho ribadito ieri anche al segretario alla Guerra degli Stati Uniti Pete Hasseth”, ha aggiunto il ministro.

Media Teheran, Consiglio sicurezza nazionale ha proclamato fine guerra

“La Repubblica Islamica dell’Iran, dopo un difficile e intenso periodo di negoziati durato diversi mesi, e sulla base della risoluzione del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, ha finalizzato il testo del Memorandum d’Intesa sui negoziati di fine guerra tra Iran e Stati Uniti la sera del 14 giugno”. Lo ha affermato il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale in una nota riportata dall’agenzia Isna. Dopo l’annuncio dell’accordo, il segretario ha dichiarato la cessazione “immediata e definitiva della guerra e delle operazioni militari su tutti i fronti” e il termine del blocco navale contro Teheran. “La firma di questo protocollo d’intesa avverrà ufficialmente venerdì 19 giugno”, ha aggiunto il segretario.

Lagarde: "Quella sull'accordo Usa-Teheran è una buona notizia"

L’accordo di tregua raggiunto tra Usa e Iran rappresenta una “buona notizia”, soprattutto perché potrebbe portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha detto la presidente della Banca centrale europea (Bce), Christine Lagarde, parlando con l’emittente France Culture. “Se questa notizia verrà confermata dagli sviluppi dei prossimi giorni e dalla firma di un memorandum d’intesa, è una buona notizia. Non possiamo che accoglierla con favore”, ha affermato Lagarde, ricordando che “la questione non è ancora conclusa” e che “l’intera questione dell’arricchimento dell’uranio deve ancora essere discussa, concordata e definita sotto forma di accordo”.

Berlino: "Pronti a contribuire su Hormuz anche tramite Aspides"

“Gli europei hanno sempre dichiarato di essere pronti a svolgere un ruolo per ripristinare la piena navigabilità dello Stretto di Hormuz”. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, al suo arrivo al Consiglio Esteri Ue. “Dobbiamo comprendere esattamente la sostanza dell’accordo e questo sarà possibile probabilmente solo venerdì, ma dobbiamo restare aperti a ogni opzione. Dovremmo tenere presente il mandato Aspides, eventualmente ampliandolo, e approfondire le possibilità di un impegno europeo nell’area. È nell’interesse europeo che questa importante rotta commerciale funzioni e, se possiamo dare un contributo, dovremmo essere pronti a farlo”, ha aggiunto. 

Forze armate iraniane: "Usa e Israele umiliati, non hanno altra via che arrendersi"

L’esercito iraniano ha affermato di aver “umiliato” gli Stati Uniti e Israele. In una dichiarazione rilasciata alla tv di Stato dopo l’annuncio dell’accordo tra Teheran e Washington, le forze iraniane hanno affermato che “con l’imposizione della loro volontà divina e ferrea sui nemici americani e sionisti umiliati, hanno dimostrato con forza che il nemico non ha altra via se non quella di accettare la sconfitta e arrendersi”. Lo riportano media iraniani.

Media, accordo in 14 punti: previsti stop a ostilità e riapertura Hormuz

La bozza del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti è composta da 14 punti e prevede la “fine definitiva e immediata della guerra su tutti i fronti, Libano compreso” e “l’impegno degli Stati Uniti a non interferire negli affari interni dell’Iran e a rispettare la sovranità della Repubblica islamica dell’Iran”. Lo riporta l’agenzia di stampa statale iraniana Mehr. Secondo quanto riferito, gli altri punti prevedono: la revoca completa del blocco navale entro 30 giorni; l’impegno degli Stati Uniti a ritirare le proprie forze dalle aree circostanti l’Iran; la riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni; la sospensione delle sanzioni sulle vendite di petrolio e prodotti petrolchimici e dei loro derivati, e pieno accesso dell’Iran alle proprie risorse finanziarie; piani di ricostruzione che saranno presentati dagli Stati Uniti e dai loro alleati, per un totale di almeno 300 miliardi di dollari; un periodo di negoziazione di 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo sulla questione nucleare e la completa rimozione delle sanzioni primarie e secondarie statunitensi, delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e delle risoluzioni del Consiglio dei governatori dell’Aiea; riaffermazione dell’impegno dell’Iran, sancito dal Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), a non produrre armi nucleari.

Meloni: "Cogliere occasione di pace, Italia pronta a fare sua parte"
Meloni

“Nella notte abbiamo già espresso, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, il nostro forte apprezzamento per il memorandum d’intesa siglato da Stati Uniti e Iran nelle scorse ore. Un grazie sentito va a tutti i mediatori, e in particolare al Qatar e al Pakistan, che hanno reso possibile questa intesa. Si tratta di un’occasione di pace che va colta: l’Italia, come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. 

Kallas: "Speriamo firma accordo venerdì, serve riapertura Hormuz"

“L’accordo annunciato da Stati Uniti e Iran è stato accolto con favore da tutti. La prima fase riguarda l’apertura dello Stretto di Hormuz per poi passare ai negoziati su temi cruciali come la questione nucleare, ma anche su altre questioni fondamentali per la stabilità e la pace nella regione”. Lo afferma l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas arrivando al Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. L’accordo “è benvenuto e incrociamo le dita affinché venga siglato venerdì. Perché tutti hanno bisogno che lo Stretto di Hormuz sia riaperto e che questa guerra finisca. Quindi è un’ottima notizia e speriamo che duri”, aggiunge. Alla riunione con i ministri degli Esteri Ue di oggi il ruolo della Ue sarà tra i temi “perché – fa sapere Kallas – siamo in contatto con l’Iran, ma anche con i partner del Golfo e con le nostre controparti americane, per offrire il nostro aiuto, dato che abbiamo esperienza nei negoziati sul nucleare, ad esempio. Possiamo anche fornire altro tipo di supporto”.

Media Teheran, accordo finale sarà formalizzato con risoluzione Onu

L’accordo finale tra Iran e Stati Uniti “dovrà essere ratificato da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. E’ quanto scrive l’agenzia di stampa Mehr in merito alla bozza del memorandum d’intesa in 14 punti tra Iran e Stati Uniti resa pubblica da una fonte vicina al team negoziale iraniano. 

Erdogan: "Accordo è importante passo verso la pace"
Kyriakos Mitsotakis riceve Erdogan

“Considero l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran uno sviluppo importante per l’instaurazione della pace e della tranquillità nella nostra regione e lo accolgo con favore”. Lo ha affermato sui social il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. “Sottolineo con forza la necessità di evitare retoriche, provocazioni e azioni che potrebbero acuire le tensioni nel periodo che precede la firma degli accordi, e di rimanere vigili contro possibili sabotaggi. Ringrazio il Pakistan, e in particolare le leadership degli Stati Uniti e dell’Iran, per i loro eccezionali sforzi di mediazione che hanno permesso di raggiungere questo risultato. Desidero inoltre esprimere il mio apprezzamento per il sostegno fornito dal Qatar e dall’Arabia Saudita alle iniziative diplomatiche”, ha aggiunto. “Come Turchia, continueremo a sostenere tutti gli sforzi volti a stabilire la pace, la stabilità e la tranquillità nella nostra regione e a contribuire a soluzioni durature basate sulla diplomazia e sul diritto internazionale”, ha concluso.

Von der Leyen: "Priorità attuare accordo, ripristinare navigazione Hormuz"

“Accolgo con favore l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, frutto di continui sforzi diplomatici da parte di diversi partner. La priorità ora è la sua rapida e completa attuazione da parte di tutte le parti”. Lo afferma la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Questo accordo – sottolinea – dovrebbe consentire l’immediata riapertura dello Stretto di Hormuz. La libertà di navigazione deve essere ripristinata senza pedaggi. Questo è essenziale per la stabilità regionale e per l’economia globale. Apre la strada a negoziati più ampi sulla pace e la sicurezza in Medio Oriente. E dovrebbe porre fine ai programmi nucleari e balistici dell’Iran e alle sue attività destabilizzanti nella regione”. 

Netanyahu a Trump: "Israele non si ritirerà e agirà contro Hezbollah"

 Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump che Israele non si ritirerà dal Libano e che non si considera vincolato dalla clausola contenuta nell’accordo in via di definizione con l’Iran. Secondo quanto riportato da media israeliani, Gerusalemme non accetterà alcun accordo che limiti la sua libertà di agire contro Hezbollah. Le Forze di Difesa Israeliane manterranno le posizioni attualmente occupate e continueranno a operare per contrastare le minacce dell’organizzazione sciita, rispondendo a qualsiasi attacco contro Israele.

Qatar: "Intesa apre la strada a fine duratura operazioni militari"

“Accogliamo con favore l’intesa raggiunta tra gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica dell’Iran, che apre la strada a una cessazione duratura delle operazioni militari. Lodiamo gli sforzi costruttivi della Repubblica Islamica del Pakistan nel facilitare questo processo, insieme al sostegno dei partner regionali e internazionali”. Così il ministero degli Esteri del Qatar in una nota. “Ci auguriamo che questo sviluppo serva da catalizzatore per sforzi più ampi volti a promuovere la stabilità e ad affrontare le questioni in sospeso attraverso un impegno responsabile e costruttivo”. “Il Qatar ribadisce il suo fermo impegno per la pace e il dialogo quali mezzi più efficaci per risolvere le divergenze, in linea con i principi della Carta delle Nazioni Unite e a sostegno della pace e della sicurezza internazionali”, conclude Doha.

Ben-Gvir: "Accordo fra Usa e Teheran non è vincolante per Israele"

“L’accordo di Trump non ci vincola. Israele non è soggetto agli Stati Uniti e siamo una nazione indipendente e sovrana! Il nostro dovere è verso i cittadini di Israele, verso i soldati delle Forze di Difesa Israeliane e verso il popolo ebraico, nonché verso gli ebrei perseguitati e uccisi nel corso di migliaia di anni di esilio: garantire la sicurezza degli ebrei nella Terra d’Israele. Ogni volta che abbiamo ceduto alle pressioni internazionali a scapito della sicurezza di Israele, abbiamo pagato un prezzo di sangue con gli interessi. È stato così con gli Accordi di Oslo, è stato così con l’accordo sul Libano del 2006, ed è stato così in ogni periodo di contenimento a Gaza che ci è esploso in faccia”. Lo ha scritto su X il ministro per la sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir. “La mia posizione è chiara – ha aggiunto – non siamo partner di questo accordo che non garantisce la nostra sicurezza e non ci vincola in alcun modo. Non dobbiamo scendere a compromessi su nulla che non sia lo smantellamento di Hezbollah, non dobbiamo ritirarci da nessun territorio che i nostri combattenti abbiano conquistato e bonificato dalle infrastrutture terroristiche, non dobbiamo tornare a una situazione in cui migliaia di terroristi siedono sulle recinzioni degli insediamenti del nord e certamente non dobbiamo rimanere in silenzio un solo istante di fronte al fuoco diretto contro lo Stato di Israele”. “Dobbiamo essere chiari: ogni lancio di un drone o missile dal Libano verso Israele comporterà un attacco israeliano. Questo era l’equilibrio di deterrenza solo pochi mesi fa, e non dobbiamo rinunciarvi in alcun modo”, ha concluso.

Kallas: "Accordo è potenziale svolta, Ue pronta a contribuire"

“Gli Stati Uniti e l’Iran hanno annunciato un accordo per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz. Questo rappresenta una potenziale svolta. Può fornire lo spazio necessario per negoziati più approfonditi sul programma nucleare iraniano e su altre questioni cruciali. Una volta attuato, l’accordo dovrebbe anche attenuare la crisi energetica globale”. Lo afferma su X l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas. “Nei giorni scorsi ho parlato con i miei omologhi iraniani e del Golfo e oggi i ministri degli Esteri dell’Ue discuteranno di come l’Ue possa essere strettamente coinvolta nella prossima fase. Dalla leva economica all’esperienza in campo nucleare e alle consolidate relazioni con i partner del Golfo, l’Ue è pronta a contribuire a una soluzione sostenibile”.

Pakistan: "Attendiamo con impazienza cerimonia firma accordo"

“Il Pakistan accoglie con favore l’intesa raggiunta tra gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica dell’Iran. Questa importante svolta riflette la forza di un impegno diplomatico costante e la determinazione collettiva delle nazioni amiche a scegliere il dialogo anziché lo scontro. Invia inoltre un messaggio rassicurante alla comunità internazionale e fornisce la necessaria fiducia e stabilità ai mercati globali e all’economia mondiale, in particolare per i paesi in via di sviluppo, che sono i più vulnerabili all’instabilità regionale”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar. “Durante tutto questo periodo, il Pakistan è rimasto attivamente impegnato con tutte le parti interessate e ha costantemente sostenuto la moderazione e un impegno costruttivo, ribadendo che il dialogo e la diplomazia rimangono gli unici mezzi praticabili per la risoluzione di tutte le questioni. Apprezziamo la fiducia riposta nel Pakistan dai leader sia degli Stati Uniti che dell’Iran e lodiamo il loro impegno a proseguire nel perseguimento di una soluzione pacifica e negoziata”, ha aggiunto. “Siamo inoltre grati per il sostegno e i sinceri sforzi diplomatici dei nostri paesi fratelli, tra cui l’Arabia Saudita, il Qatar, la Turchia, l’Egitto e altri, nonché delle Nazioni Unite e dei nostri partner internazionali che sono rimasti strettamente coinvolti durante tutto questo processo e hanno contribuito al raggiungimento di questo importante traguardo. Mentre i negoziati proseguono sulle questioni ancora in sospeso, il Pakistan è pronto a sostenere ogni iniziativa volta a consolidare questi progressi”, dichiara ancora. “Attendiamo con impazienza la cerimonia di firma ufficiale del 19 giugno a Ginevra e restiamo fiduciosi che questo sviluppo positivo aprirà la strada a una pace duratura, alla stabilità e alla prosperità condivisa per la regione e oltre”.

Macron: "Missione Francia-Gb pronta a sostenere riapertura Hormuz"
LE PEN CONDANNATA - MACRON

“Accolgo con favore l’accordo raggiunto tra gli Stati Uniti e l’Iran, frutto di uno sforzo diplomatico a cui hanno contribuito diversi partner. Auspico una sua rapida e completa attuazione da parte di tutte le parti belligeranti. Questo accordo deve consentire la riapertura urgente e incondizionata dello Stretto di Hormuz, che la missione internazionale istituita con il Regno Unito è pronta a sostenere”. Lo ha scritto su X il presidente francese Emmanuel Macron. “Le risorse sono disponibili e pronte per essere impiegate. La ripresa del traffico marittimo, senza restrizioni né pedaggi, è una condizione imprescindibile per la stabilità regionale e per l’economia globale”, ha aggiunto.

Merz: "Bene accordo Usa-Teheran, ora attuare quanto concordato"

“Accolgo con favore l’accordo tra Stati Uniti e Iran. Per questa svolta diplomatica, mi congratulo con il presidente Trump e con la parte iraniana. Ciò può aprire la strada alla ripresa dell’economia mondiale e alla stabilizzazione della regione. È fondamentale attuare quanto concordato con determinazione e concentrazione”. Lo ha scritto sul suo account X il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

Starmer: "Bene accordo, ora ripristinare libertà navigazione a Hormuz"
Starmer

Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha accolto con favore l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, definendolo un “passo avanti di enorme importanza per porre fine alla guerra”. “L’attenzione deve ora concentrarsi sulla piena attuazione del memorandum d’intesa per garantire che lo Stretto venga riaperto e rimanga completamente e permanentemente aperto, e che gli elementi di dettaglio dell’accordo sul nucleare vengano definiti. Siamo pronti a sostenere i colloqui tecnici che ora inizieranno. La nostra priorità è che questa diventi una pace duratura e stabile, e lavoreremo con i partner internazionali per sostenerla”, ha affermato Starmer in un comunicato. Il premier britannico ha inoltre aggiunto: “Riteniamo fondamentale ripristinare la libertà di navigazione senza pedaggio nello Stretto di Hormuz, per iniziare ad alleviare le gravi ripercussioni economiche che si sono fatte sentire per diversi mesi, sia sulle famiglie qui nel Regno Unito che in tutto il mondo”.

Trump elogia Putin e Xi: "Hanno contribuito ad accordo"

Il presidente americano, Donald Trump, in un’intervista al New York Times ha elogiato il presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin per aver “contribuito” a promuovere in raggiungimento di un accordo con l’Iran.

Trump: "Hormuz aperto in maniera permanente senza pedaggi"

L’accordo raggiunto con l’Iran garantirà che lo Stretto di Hormuz sia “permanentemente esente da pedaggi”. Lo ha affermato il presidente americano, Donald Trump, in un’intervista al New York Times.

Trump: "Netanyahu uomo 'molto difficile', dovrebbe essere grato"

Il presidente americano Donald Trump nel corso di un’intervista al New York Times ha definito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu un “tipo molto difficile”. “A dire il vero, dovrebbe esserci molto grato perché se l’Iran avesse un’arma nucleare, Israele non esisterebbe”, ha aggiunto.

Trump: "Hormuz riaprirà dopo firma dell'accordo venerdì"

“Questo grande accordo porterà pace e sicurezza all’intera regione. Molti presidenti hanno cercato di fare la pace con l’Iran, e tutti hanno fallito prima di me. I leader della regione hanno, per la prima volta, trovato un presidente che può aiutarli a raggiungere una pace vera. Con l’apertura dello Stretto in seguito alla firma dell’accordo venerdì, ai fini della rimozione delle mine, il petrolio tornerà a scorrere da entrambe le estremità, a beneficio della regione e del mondo”. Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump. 

Guterres: "Accordo è passo fondamentale verso soluzione pacifica"

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha accolto con favore “l’annuncio dell’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran”. “Mi congratulo vivamente con gli Stati Uniti e l’Iran per aver raggiunto un accordo di pace che prevede un cessate il fuoco immediato e permanente, la riapertura dello Stretto di Hormuz e un quadro di riferimento per ulteriori negoziati. Questo rappresenta un passo fondamentale verso la risoluzione pacifica del conflitto”, si legge in un post su X. “Esprimo la mia profonda gratitudine a Pakistan, Qatar, Egitto, Arabia Saudita, Turchia e agli altri Paesi della regione per il ruolo costruttivo svolto nel sostenere i negoziati che hanno portato all’accordo di pace”, ha aggiunto.

Cala prezzo del petrolio Brent dopo annuncio accordo Usa-Iran
Un sito di estrazione del petrolio in Germania. (AP Photo/Martin Meissner, File)

Il prezzo del petrolio è sceso di oltre 3 dollari al barile, dopo l’annuncio dell’accordo di pace tra Usa ed Iran. Nelle prime ore di contrattazione di lunedì, il prezzo del petrolio Brent, il riferimento internazionale, è sceso di 3,45 dollari a 83,88 dollari al barile. Il prezzo del petrolio greggio statunitense ha perso 3,95 dollari, attestandosi a 80,93 dollari al barile. Potrebbero volerci però mesi prima che i prezzi del petrolio si stabilizzino, dopo che le perturbazioni causate dalla guerra ne hanno provocato un’impennata, spingendo al rialzo i costi della benzina e di molti altri prodotti.

Mercati asiatici in forte rialzo dopo accordo Iran-Usa

Lunedì i prezzi delle azioni sono schizzati alle stelle in Asia dopo l’annuncio di un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran e riaprire lo Stretto di Hormuz.Gli indici di Tokyo e Seul hanno guadagnato oltre il 5% nelle prime ore di lunedì. Le borse asiatiche hanno registrato un rally, con il Nikkei 225 di Tokyo che ha guadagnato il 5,1%, raggiungendo quota 69.367,06, toccando un nuovo massimo storico. I future sull’S&P 500 sono saliti dell’1% e quelli sul Dow Jones Industrial Average dello 0,8%, preannunciando guadagni iniziali per Wall Street. 

Vance a Fox News: "Accordo con Teheran può trasformare Medio Oriente"

Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha dichiarato a Fox News che l’accordo con l’Iran ha il potenziale per “trasformare radicalmente il Medio Oriente per i prossimi 50 anni”. “Questa regione del mondo è stata un caso disperato per tutta la mia vita e anche prima”, ha affermato Vance come riporta la Bbc. Vance ha aggiunto che Donald Trump è riuscito a “eliminare la minaccia dell’Iran”. Ha poi concluso dicendo che ora sarà possibile “costruire una nuova era di prosperità e successo in Medio Oriente”. “Un’era in cui, francamente, potremo generare molta prosperità per il popolo americano a partire da quella regione”, ha concluso Vance.

Trump al NY Times: "Se non rispettato accordo riprenderanno attacchi"
Iran

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilasciato un’intervista al New York Times domenica pomeriggio, nella quale ha affermato che l’accordo con l’Iran garantisce che lo Stretto di Hormuz sarà “permanentemente senza pedaggio”. In quella che il giornale definisce una telefonata di 28 minuti, Donald Trump ha anche dichiarato che se l’Iran non raggiungerà un accordo definitivo sul nucleare con gli Stati Uniti, riprenderà gli attacchi militari o renderà gli Stati Uniti “i guardiani del Medio Oriente” in cambio di un quinto delle entrate della regione. Trump – si legge sulla Bbc – ha ribadito con fermezza le sue precedenti affermazioni secondo cui la decisione di attaccare l’Iran a febbraio e il successivo blocco navale dei suoi porti hanno “rimodellato il Medio Oriente a favore dell’America”.

GB, Francia e Italia, Teheran non deve mai avere armi nucleari

In una dichiarazione congiunta sull’accordo di pace tra Usa e Iran, i leader di Regno Unito, Francia, Germania e Italia affermano che collaboreranno strettamente con gli Stati Uniti, l’Iran e i partner regionali per “cogliere questo momento”. “Ci congratuliamo con gli Stati Uniti, il governo iraniano e tutti i soggetti coinvolti, inclusi Pakistan, Qatar e tutti gli altri mediatori, per questa svolta diplomatica”, afferma il gruppo, noto come E4, come riporta la Bbc. “Questo è un momento di opportunità per ripristinare la stabilità regionale e stabilizzare l’economia globale”. I leader hanno chiesto che l’accordo venga “attuato rapidamente e in modo completo” e che “l’urgente riapertura dello Stretto di Hormuz con libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni sia essenziale”. Il gruppo ha sottolineato che l’Iran “non deve mai acquisire un’arma nucleare” e che è “pronto a revocare le sanzioni pertinenti in risposta a passi chiari e verificabili da parte dell’Iran sul suo programma nucleare”. “Lavoreremo intensamente con gli Stati Uniti, l’Iran e i partner regionali per cogliere questo momento, mantenere lo slancio e raggiungere una soluzione diplomatica a lungo termine”. I leader ribadiscono inoltre il loro sostegno alla “stabilità, alla sovranità e all’integrità territoriale del Libano”.

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