Libano, ucciso un casco blu Unifil. Trump: “Non abbiamo bisogno dell’aiuto degli europei” – La diretta

Libano, ucciso un casco blu Unifil. Trump: “Non abbiamo bisogno dell’aiuto degli europei” – La diretta
Una bandiera israeliana spicca sulle macerie di un edificio distrutto nel sud del Libano. (AP Photo/Ariel Schalit)

Secondo l’Idf, il militare sarebbe stato ucciso dai miliziani libanesi

Il Medio Oriente continua a essere una polveriera. Dopo gli attacchi reciproci di ieri tra Iran e Stati Uniti, con la Camera americana che nella tarda serata italiana ha votato per limitare la facoltà del presidente Donald Trump di proseguire la guerra contro Teheran senza l’approvazione del Congresso, secondo il Wall Street Journal il tycoon avrebbe detto ai suoi collaboratori che prenderebbe in considerazione la ripresa del conflitto con l’Iran solo se venissero uccisi soldati statunitensi. Gli sforzi diplomatici quindi proseguono, così come continua l’offensiva israeliana nel sud del Libano. I raid dell’Idf hanno colpito anche Gaza City, uccidendo almeno 9 persone: tra di loro, quattro erano bambini.

Guerra in Iran, tutti gli aggiornamenti in diretta
Inizio diretta: 04/06/26 07:00
Fine diretta: 04/06/26 23:59
Libano, Idf: soldato israeliano morto in attacco Hezbollah nel sud del Paese

Un ufficiale delle Forze di Difesa Israeliane è morto in un attacco missilistico anticarro di Hezbollah nel sud del Libano. Lo ha annunciato l’esercito israeliano. L’ufficiale ucciso è stato identificato come il capitano Eitan Shmuel Lemberg, 21 anni. Secondo l’Idf, militante di Hezbollah ha lanciato un missile anticarro contro un carro armato israeliano che operava a nord del fiume Litani, uccidendo Lemberg.

Trump: "Se uccidessero soldati Usa riprenderei gli attacchi"

“Se l’Iran uccidesse soldati americani riprenderei gli attacchi. Mi sembrerebbe un’ottima ragione”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.

Trump: "Non abbiamo bisogno dell'aiuto degli Europei"
Iran

“Non abbiamo bisogno dell’aiuto degli europei. Abbiamo dato loro la possibilità di aiutarci, ma hanno scelto di non farlo”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale in riferimento a un possibile aiuto degli alleati europei nel conflitto con l’Iran. “Abbiamo l’esercito più potente del mondo”, ha affermato il presidente. 

Putin: "Russia pronta a fare tutto il possibile per porre fine alla guerra"

La Russia è pronta a fare tutto il possibile per porre fine al conflitto con l’Iran. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin durante un incontro organizzato dalla Tass con i responsabili delle principali agenzie di stampa internazionali. “Accogliamo con favore il fatto che, nonostante qualche intoppo, sia attualmente in vigore un cessate il fuoco. E stiamo facendo tutto il possibile affinché questa situazione contribuisca a risolvere il conflitto nel suo complesso. Rimaniamo in contatto con tutti i nostri alleati. Faremo tutto ciò che è in nostro potere se sarà necessario il nostro aiuto per porre fine al conflitto”, ha affermato. 

Rubio: "Attacchi al Kuwait oltraggiosi e inaccettabili"

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha incontrato oggi il ministro degli Esteri kuwaitiano, lo sceicco Jarrah Jaber Al-Ahmad Al Sabah, al quale ha ribadito “l’impegno degli Stati Uniti a favore della sicurezza del Kuwait, a garantire che l’Iran non acquisisca mai un’arma nucleare e al ripristino della libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz”. Come riporta una nota del dipartimento di Stato, Rubio ha inoltre “condannato gli attacchi oltraggiosi e inaccettabili dell’Iran, che hanno preso di mira l’Aeroporto Internazionale del Kuwait e altre parti del Paese, ed ha espresso le proprie condoglianze per le vittime e i feriti causati da tale attacco”. 

Marina Teheran: "Colpito il centro di comando di un cacciatorpediniere Usa"

La Marina iraniana ha annunciato di aver “preso di mira il centro di comando e controllo di un cacciatorpediniere statunitense in risposta ad azioni ostili contro navi iraniane”. Lo riferisce l’agenzia di stampa semiufficiale iraniana Tasnim, legata al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica. 

Libano, Kallas: "Da Ue via libera a 100 milioni per le forze armate di Beirut"

“L’ultimo cessate il fuoco tra Israele e Libano offre la possibilità di evitare un ritorno alle ostilità su vasta scala. Tuttavia, la morte di un soldato della missione di pace Unifil e i continui scontri sottolineano la fragilità dell’accordo raggiunto”. Lo ha scritto su X l’Alta rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas. “Il modo migliore per ridurre la minaccia rappresentata da Hezbollah è rafforzare lo Stato libanese, potenziare le sue istituzioni e ripristinare il suo monopolio sull’uso della forza”, ha spiegato. “A sostegno di questo sforzo, l’Ue ha approvato oggi un finanziamento aggiuntivo di 100 milioni di euro per le Forze Armate libanesi”, ha aggiunto.

Idf: "Razzi Hezbollah verso truppe, nessun ferito"

Hezbollah ha lanciato due razzi contro le truppe israeliane nel sud del Libano, facendo scattare le sirene in diverse comunità di confine nella regione della Galilea. Lo riferiscono le Forze di Difesa Israeliane, spiegando che un razzo è stato intercettato, mentre il secondo ha colpito in prossimità delle forze armate. Secondo quanto riferito dall’esercito, nell’attacco non ci sono stati feriti.

Pasdaran: "Non ci sarà pace senza ritiro Israele da regione"

“Non vi sarà pace nella regione” senza il ritiro delle forze israeliane dal territorio libanese. Lo afferma il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. “La nostra condizione preliminare per accettare un cessate il fuoco nella guerra regionale è stata quella di un cessate il fuoco su tutti i fronti, compreso il Libano”, si legge nella nota diffusa dai Pasdaran, citata da Al Jazeera. “Il nemico deve cessare con urgenza i suoi attacchi contro il popolo libanese e ritirarsi immediatamente oltre i confini internazionali evacuando i territori occupati del Libano e riconoscendo l’integrità territoriale del Libano”, concludono.

Araghchi: "Ero nell'ufficio con Khamenei quando è stato ucciso"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha raccontato che si trovava nell’ufficio di Ali Khamenei quando l’ex Guida Suprema è stata uccisa negli attacchi israeliani e statunitensi contro l’Iran del 28 febbraio. “Dopo essere tornato dai negoziati di Ginevra venerdì, sabato alle nove del mattino mi sono recato nell’ufficio del signor Khamenei per presentare il mio rapporto. Riguardava i negoziati e l’atmosfera che si era creata il giorno precedente, che aveva reso molto più concreta la possibilità di una guerra”, ha detto Araghchi in un’intervista ad Al Mayadeen, organo di stampa affiliato a Hezbollah. “Nel momento del martirio del signor Ali Khamenei, mi trovavo nel suo ufficio, che è stato attaccato. L’edificio in cui ci trovavamo è stato preso di mira, ma l’ala in cui eravamo situati è rimasta illesa. Quando sono uscito dalle macerie, pensavo solo a chiedermi se fosse stato preso di mira o meno”, ha aggiunto, sottolineando che “lo spirito del leader martire” impedì a Khamenei di “rifugiarsi nei bunker, nonostante l’alta probabilità di una guerra”.

Premier Libano: "Esercito inizierà a schierarsi nelle zone pilota nel sud"

Il disarmo a sud del Litani, “è un impegno che il Libano ha assunto davanti alla comunità internazionale quando ha accettato la risoluzione 1701 nel 2006”. Lo ha dichiarato il primo ministro libanese Nawaf Salam, parlando durante il Consiglio dei ministri in merito alla tregua con Israele. Salam ha poi annunciato che “la prossima fase” consisterà nel dispiegamento dell’esercito libanese nelle “zone pilota”, ritenendo che tale misura “non mette affatto in discussione il nostro diritto a un ritiro israeliano totale. Al contrario, ci avvicina ad esso”. “Ogni ora che passa senza l’attuazione di questa iniziativa è un’ora che il Sud e i suoi abitanti pagano”, ha aggiunto, citato da L’Orient Le Jour.

Ministro Esteri Libano: "Espresso a Tajani apprezzamento per sostegno Italia"

“Ho ricevuto una telefonata dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, durante la quale ha ribadito il fermo sostegno del suo Paese all’accordo di cessate il fuoco tra Libano e Israele, nonché alle istituzioni statali libanesi e alle Forze armate libanesi”. È quanto scrive in un post sul social X il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi. “Tajani ha sottolineato che il mantenimento del cessate il fuoco richiede che Hezbollah interrompa le sue operazioni militari contro Israele e si attenga alle decisioni del governo libanese, mentre Israele deve astenersi da qualsiasi escalation militare”, aggiunge, “da parte mia, ho espresso il mio apprezzamento per il sostegno dell’Italia al Libano e al suo governo. Abbiamo convenuto che la via diplomatica rimane l’unica strada per raggiungere una pace duratura e sostenibile”.

Aoun: "Accordo è ultima opportunità per tregua definitiva con Israele"

“I negoziati hanno prodotto una dichiarazione contenente punti fortemente favorevoli al Libano. Questa rappresenta l’ultima opportunità per raggiungere un cessate il fuoco definitivo e globale” con Israele. Lo ha dichiarato ai giornalisti il presidente libanese Joseph Aoun, sull’accordo annunciato a Washington a seguito dei negoziati tra Tel Aviv e Beirut. Lo riporta Al Jazeera. “Gli Stati Uniti stabiliranno la tempistica e il meccanismo del cessate il fuoco. L’attuazione potrebbe iniziare 24 ore dopo la notifica statunitense dell’approvazione e il ricevimento delle garanzie necessarie”, ha spiegato, aggiungendo che “la squadra negoziale libanese ha mantenuto una posizione ferma”.

Premier Libano: "Negoziare con Israele non era unica scelta ma era la migliore"

Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha difeso la scelta della negoziazione con Israele, affermando che si tratta “della via più rapida e meno costosa per il Libano e per i libanesi, così come per il Sud e i suoi abitanti”. “La negoziazione non era l’unica opzione a nostra disposizione, ma era la migliore”, ha dichiarato, come riporta L’Orient Le Jour. Il Libano, ha aggiunto, avrebbe potuto o “restare con le braccia conserte di fronte a una guerra che non ha scelto, cosa che non è mai stata presa in considerazione neppure per un istante”.

Media: Netanyahu convoca gabinetto sicurezza su accordo per tregua

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu convocherà una riunione del gabinetto di sicurezza alle 17 (le 16 in Italia) presso il quartier generale di Kirya a Tel Aviv dopo che Washington ha annunciato nella notte che Israele e il Libano hanno concordato di rinnovare il fragile cessate il fuoco in Libano, a condizione che Hezbollah aderisca alla tregua. Lo ha riferito un funzionario israeliano a Times of Israel.

Il leader di Hezbollah: "Finché attacca, Israele resterà sotto minaccia"

Le aree israeliane oltre confine rimarranno sotto minaccia finché la popolazione e i villaggi libanesi saranno oggetto di attacchi da parte dell’esercito israeliano. Lo afferma il leader di Hezbollah Naim Qassem in un discorso citato da Al Jazeera. Qassem ha inoltre respinto i tentativi di collegare il dispiegamento dell’organizzazione ad accordi politici più ampi. Hezbollah “rifiuta qualsiasi nesso tra la presenza di Hezbollah e un cessate il fuoco o il ritiro di Israele”, ha aggiunto.

Il leader di Hezbollah,: "Accordo Beirut-Israele equivale a resa e sconfitta"

I negoziati del governo libanese con Israele sono “vergognosi” e l’accordo di tregua equivale a “resa e sconfitta”. Lo afferma il leader di Hezbollah Naim Qassem in un discorso citato da Al Jazeera. L’ultimo annuncio di cessate il fuoco, ha aggiunto, è una “tabella di marcia per annientare parte del popolo libanese”. Qassem ha inoltre sottolineato che a Hezbollah interessa solo un cessate il fuoco completo e il ritiro di Israele dal sud.

Idf: "A uccidere militare Unifil colpi di mortaio Hezbollah"

Le Forze di Difesa Israeliane affermano che i colpi di mortaio che hanno colpito una postazione delle Nazioni Unite nel sud del Libano, uccidendo un peacekeeper, sono stati sparati da Hezbollah. Durante la notte, l’Idf ha identificato diversi lanci di mortaio “provenienti dalla zona di Qotrani, effettuati dall’organizzazione terroristica Hezbollah, che hanno colpito un avamposto dell’Unifil nella zona di Dibbin, nel Libano meridionale”, si legge in una dichiarazione dell’esercito. “L’esame della traiettoria di lancio indica chiaramente che l’attacco è stato effettuato da Hezbollah”

Trump: "4 cattivi Repubblicani si vergognino, voto non patriottico"

“Con un voto insignificante, ieri la Camera ha votato – con 4 cattivi Repubblicani e tutti i Democratici — per limitare i miei poteri di guerra, proprio nel mezzo dei miei negoziati finali per porre fine alla guerra con la Repubblica Islamica dell’Iran. Chi farebbe una cosa così poco patriottica? Sanno bene a che punto sono arrivati i negoziati”. Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “I Democratici sono alimentati dalla ‘Trump Derangement Syndrome’. Preferirebbero vedere il nostro Paese fallire piuttosto che concedermi un’altra delle mie numerose vittorie. I quattro Repubblicani, invece, sono tutta un’altra storia: sono degli esibizionisti politici che cercano solo visibilità! Dovrebbero vergognarsi”, ha aggiunto.

Tajani: "Unica via per la pace è quella del dialogo e della diplomazia"

“Abbiamo sempre condannato con grande fermezza tutti gli attacchi nei confronti delle forze dell’Unifil che svolgono un ruolo prezioso nell’impedire il deterioramento della situazione. Continuiamo a dire che l’unica via da seguire se si vuole raggiungere la pace è quella del dialogo e della diplomazia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando ai giornalisti da Bard, in Val d’Aosta, in occasione della terza riunione del Comitato di Cooperazione Frontaliera Italia-Francia.

Tajani: "Hezbollah si deve adeguare a decisioni governo"

“Bene ieri l’accordo raggiunto tra Israele e Libano negli Stati Uniti. Ora quell’accordo deve essere rispettato. Hezbollah ha una grandissima responsabilità, Hezbollah si deve adeguare alle decisioni del governo legittimo del Libano”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando ai giornalisti da Bard, in Val d’Aosta, in occasione della terza riunione del Comitato di Cooperazione Frontaliera Italia-Francia. “Vogliamo che siano le forze armate libanesi a tutelare la sicurezza nel Paese”, ha aggiunto Tajani, “siamo pronti anche a lavorare per tagliare i flussi finanziari a Hezbollah”.

Madrid condanna attacco a Unifil, due gli spagnoli feriti

Il governo di Pedro Sanchez ha “condannato fermamente” i recenti attacchi contro il contingente Unifil della base Miguel de Cervantes in Libano, e ha riferito che sono due i militari spagnoli rimasti feriti. “L’attacco deve essere oggetto di indagine e i responsabili devono essere chiamati a risponderne”, ha affermato il ministero degli Esteri iberico in una nota.

Tajani sente omologo libanese: "L'Italia sostiene cessate il fuoco"

“L’Italia sostiene il cessate il fuoco tra Libano e Israele. Lo ho appena confermato a Youssef Raggi, ministro degli esteri libanese ribadendo la piena disponibilità italiana a essere parte del rafforzamento delle istituzioni e delle forze armate regolari”. È quanto scrive in un post sul social X il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Per difendere il cessate il fuoco, Hezbollah deve interrompere assolutamente qualsiasi azione militare contro Israele e accettare le decisioni del governo legittimo”, aggiunge, “siamo convinti che anche Israele debba rinunciare a una escalation militare. La via della diplomazia è l’unica per raggiungere la pace”.

Palazzo Chigi: "Ferma condanna per uccisione peacekeeper serbo Unifil"

“Il Governo italiano esprime la più ferma condanna per l’uccisione di un peacekeeper serbo di Unifil nel sud del Libano e per il ferimento di altri militari impegnati nella missione. L’Italia esprime il proprio cordoglio alla famiglia della vittima, alle Autorità e al popolo serbo, augurando una pronta guarigione ai feriti”. E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi. “Si richiama la responsabilità di tutte le parti in causa nel garantire la sicurezza del personale delle Nazioni Unite, il cui contingente non deve in alcun modo essere oggetto di attacchi o restrizioni della libertà di movimento – prosegue il comunicato -. L’Italia accoglie con favore l’annuncio del rinnovato cessate il fuoco tra Israele e Libano, auspicando una conclusione duratura delle ostilità attraverso il rigoroso rispetto degli impegni assunti, incluso il termine di ogni attività militare da parte di Hezbollah”. “Il Governo italiano conferma, infine, il proprio sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale del Libano, proseguendo nell’impegno per la pace e la stabilità della regione”, conclude la nota.

Perego: "Cordoglio per scomparsa del peacekeeper serbo"

“Profondo cordoglio per la scomparsa del peacekeeper serbo che ha perso la vita in Libano, a seguito di un colpo di mortaio caduto la scorsa notte in una postazione Unifil nel Settore Est. Sentite condoglianze ai familiari della vittima, alle Forze Armate serbe e al Ministro della Difesa Bratislav Gašic per la perdita. Ai caschi blu feriti auguro una pronta guarigione”. Così il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Matteo Perego di Cremnago.

Tajani: "Cordoglio a Unifil e a Belgrado per uccisione militare serbo"
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. (Foto Mauro Scrobogna /LaPresse)

“Esprimo il mio profondo cordoglio al contingente Unifil e al governo di Belgrado per l’uccisione di un militare serbo avvenuta ieri sera in Libano dopo un attacco a una base del contingente. La mia vicinanza anche ai due Caschi Blu feriti della Spagna e del Salvador”. È quanto scrive in un post sul social X il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “I militari dell’Unifil lavorano con professionalità e dedizione per garantire la pace e fornire assistenza alle comunità locali in un territorio martoriato. La loro incolumità deve essere sempre garantita”, aggiunge, “condanniamo ogni forma di violenza e invitiamo tutte le parti a garantire la sicurezza del personale e delle strutture delle Nazioni Unite”.

Belgrado, serbo il casco blu ucciso, i feriti di El Salvador e Spagna

Belgrado conferma che era di nazionalità serba il casco blu ucciso in un attacco di ieri sera nel sud del Libano e aggiunge che gli altri due peacekeeper rimasti feriti sono uno spagnolo e uno di El Salvador. In una nota, il ministero della Difesa della Serbia ha identificato il peacekeeper serbo ucciso come il sergente Milovan Jovanovic, che avrebbe compiuto 37 anni fra qualche giorno. Jovanovic è “deceduto questa mattina a causa delle ferite riportate in seguito alla caduta di un proiettile sulla base dell’Onu dove sono stanziate le forze di mantenimento della pace, compresa una parte del contingente serbo”, scrive il ministero “Il sergente Jovanovic ha ricevuto le cure mediche di emergenza presso l’ospedale all’interno della base dopo essere stato ferito, ed è stato poi trasportato in elicottero al Centro medico universitario di Beirut, dove è deceduto intorno alle 4 ora locale”, riferisce ancora la Serbia, aggiungendo appunto che “altri due membri delle forze internazionali sono rimasti feriti nell’attacco: uno delle forze armate della Repubblica di El Salvador e uno delle forze armate del Regno di Spagna”.

“Il sergente Milovan Jovanovic era nato il 6 giugno 1989 a Kraljevo. Lascia una moglie e due figli minorenni. Prestava servizio nelle Forze Armate Serbe dal 10 dicembre 2011 e nella missione di mantenimento della pace in Libano dal gennaio di quest’anno”, riferisce il ministero della Difesa di Belgrado, aggiungendo che “il ministro della Difesa Bratislav Gasic e il capo di Stato Maggiore delle Forze Armate Serbe, il generale Milan Mojsilovic, hanno inviato telegrammi di condoglianze alla famiglia del membro delle Forze Armate Serbe tragicamente deceduto”.

Hezbollah respinge accordo tregua Beirut-Israele

Hezbollah ha respinto l’accordo di cessate il fuoco fra Libano e Israele raggiunto a seguito di colloqui negli Usa. In una dichiarazione citata dall’emittente britannica Sky News, il gruppo libanese afferma di aver “informato ufficialmente il presidente libanese Joseph Aoun del proprio rifiuto dell’accordo, insistendo sul fatto che qualsiasi accordo accettabile debba iniziare con un ritiro completo di Israele da tutto il territorio libanese”. Hezbollah aggiunge inoltre di “considerare il ritorno dei residenti sfollati, gli sforzi di ricostruzione e il rilascio dei prigionieri libanesi” come “condizioni essenziali per qualsiasi accordo futuro”.

Khamenei: "Usa e Israele hanno subito colpo decisivo"

Israele e Usa hanno subìto “un colpo decisivo” e stanno vivendo “un’umiliazione significativa e profonda” per cui hanno “concentrato la loro astuzia” sul “seminare i semi del dubbio, della disperazione, della paura, del sospetto e del disaccordo”. È quanto ha detto la Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, secondo un messaggio letto a nome suo in occasione dell’anniversario della morte del fondatore della Repubblica Islamica, Ruhollah Khomeini, di cui riferisce l’agenzia di stampa di Stato iraniana Irna. Khamenei ha affermato gli Stati Uniti e quello che ha definito “l’imperialismo globale” si oppongono “all’identità distintiva e inflessibile” dell’Iran. Ha aggiunto che Usa e Israele non possono accettare l’esistenza di un Iran forte e indipendente vicino a quello che ha descritto come il confine orientale della “geografia falsa” del Grande Israele.

Crosetto: "Cordoglio per morte Casco blu in postazione Unifil"
Il ministro della Difesa Guido Crosetto

“A nome della Difesa e delle Forze Armate Italiane ho espresso la nostra vicinanza ed il nostro cordoglio al Ministro della Difesa ed alle Forze Armate Serbe per il tragico evento della notte scorsa, quando una base di Unifil nel Settore Est è stata colpita da fuoco di mortaio, causando la morte di un casco blu serbo”. Lo scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto.”In questo momento di profondo dolore – scrive ancora Crosetto -, il mio e nostro pensiero sono con la famiglia del soldato caduto e con le Forze Armate Serbe, cui esprimiamo la totale vicinanza.I nostri militari, il nostro contingente in Unifil, colpito e ferito da ciò che sta accadendo, continua a operare con professionalità, coraggio e impegno per assolvere il suo compito per garantire la pace. Un compito reso ogni giorno più difficile da un escalation continua e dall’impossibilità di instaurare un dialogo serio che blocchi le ostilità in corso”.

Nell'attacco a Unifil non coinvolti italiani

Non ci sono italiani coinvolti nell’attacco con colpi di mortaio nel sud del Libano in cui un soldato dell’Unifil è morto e altri due sono rimasti feriti. È quanto si apprende da fonti informate, che sottolineano che l’incidente è avvenuto nel settore est, dove non ci sono italiani.

Avviso Idf: "Non andate a sud del fiume Zahrani, combattimenti continuano"

Il portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano (Idf), Avichay Adraee, ha diffuso sul suo account X un avviso urgente ai residenti del Libano meridionale, avvertendo di non recarsi nelle aree a sud del fiume Zahrani fino a nuovo ordine. “I combattimenti nel sud del Libano continuano, con le Forze di difesa israeliane che continuano a prendere di mira le strutture e le infrastrutture di Hezbollah situate nei vostri villaggi e nelle zone limitrofe”, dice la nota. “Le Forze di difesa israeliane non intendono farvi del male. Per la vostra sicurezza, evitate di dirigervi a sud del fiume Zahrani fino a un nuovo avviso. Chiunque si rechi verso sud mette a rischio la propria vita”, conclude il messaggio. 

Casco blu Unifil ucciso è serbo, condoglianze Stato Maggiore Difesa

È di nazionalità serba il casco blu Unifil ucciso nei pressi di Marjayoun, nel sud-est del Libano. Lo si apprende da un post pubblicato su X dallo Stato Maggiore della Difesa a firma del generale Luciano Portolano. “A nome delle Forze Armate Italiane – scrive Portolano – desidero esprimere le più sentite condoglianze a seguito dei tragici eventi della scorsa notte, quando una base di Unifil nel Settore Est è stata colpita da fuoco di mortaio, causando la morte di un caschi blu serbo. In questo momento di profondo dolore, i nostri pensieri sono con la famiglia del soldato caduto e con le Forze Armate Serbe, a cui esprimiamo la nostra sincera solidarietà. L’Italia è al fianco di tutto il personale Unifil che continua a operare con professionalità e coraggio, impegnato nella causa della pace”, conclude il Capo di Stato Maggiore della Difesa Italiana.

Unifil: "Un casco blu ucciso e 2 feriti nel sud"

Un peacekeeper dell’Unifil è morto stamattina a causa delle gravi ferite riportate quando alcuni colpi di mortaio hanno colpito ieri sera la sua postazione nei pressi di Marjayoun, nel sud-est del Libano. Lo riferisce l’Unifil, aggiungendo che altri 2 caschi blu sono rimasti feriti e sono attualmente in cura presso una struttura medica all’interno della base dell’Unifil.

“L’Unifil ha avviato un’indagine per accertare le circostanze esatte che hanno portato a questo tragico incidente”, si legge in una nota della forza di interposizione Onu nel sud del Libano, che aggiunge la richiesta “alle autorità nazionali competenti di indagare sull’incidente, assicurare i responsabili alla giustizia e garantire la responsabilità penale”. “L’Unifil ha rilevato un numero sempre più elevato di traiettorie e impatti nel Libano meridionale. La violenza deve cessare”, si legge ancora. “Gli attacchi deliberati contro le forze di pace costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza e possono costituire crimini di guerra”, conclude Unifil.

Katz: "Mantenuta promessa di sicurezza per residenti nel nord di Israele"
Il ministro della Difesa di Tel Aviv, Israel Katz. (AP Photo/Mark Schiefelbein, File)

“Abbiamo promesso sicurezza ai residenti del nord (di Israele ndr.) e abbiamo mantenuto la promessa”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, plaudendo alla tregua mediata dagli Stati Uniti in Libano. Lo riporta il Times of Israel. “I membri dell’opposizione dovrebbero scusarsi e riconoscere questo grande risultato in Libano, sia sul campo che a livello diplomatico”, ha detto Katz, secondo cui l’accordo è “un’espressione della realtà che abbiamo creato in Libano fino ad ora. Una realtà che può portare a un accordo di pace con lo Stato del Libano”. “La dichiarazione include una dichiarazione inequivocabile sul disarmo di Hezbollah, l’allontanamento dei terroristi di Hezbollah dall’area a sud del fiume Litani, la presenza continuativa dell’Idf nell’area di sicurezza e la libertà d’azione per Israele”, ha detto ancora.

Media libanesi, attacchi Israele dopo annuncio cessate il fuoco

L’agenzia di stampa di Stato libanese Nna riferisce di diversi attacchi da parte di Israele nel sud del Libano successivi all’annuncio del cessate il fuoco dopo i colloqui tenutisi a Washington. Secondo quanto riporta Nna, un’auto è stata colpita da un drone israeliano lungo la strada Zifta-Kafrouh, nell’area di Nabatiye. Un altro drone israeliano ha preso di mira uno snodo viario nella città di Kfar Tebnit, sempre nel distretto di Nabatiye. E un altro velivolo senza pilota ha attaccato lungo un’altra strada nel sud. Sempre Nna riporta che le squadre della protezione civile della zona di Tiro hanno invitato gli sfollati a rinviare il loro ritorno a casa finché non verranno diffusi annunci ufficiali sul ritorno nei villaggi meridionali.

Ben-Gvir: "Il cessate il fuoco è un grave errore"

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliana, Itamar Ben-Gvir, denuncia il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti in Libano, definendolo un “grave errore”. “Hezbollah non ha abbandonato l’area a sud del fiume Litani e l’esercito libanese non ha alcun modo per imporne l’allontanamento”, scrive il ministro di estrema destra su X, secondo quanto riportato dal Times of Israel. “Lo Stato del Libano è un partner di Hezbollah. Nel suo governo ci sono ministri che rappresentano Hezbollah, e i familiari dei membri di Hezbollah prestano servizio nell’esercito libanese”, continua. Ben Gvir prevede che “in pratica, Hezbollah diventerà solo più forte, e invece di sconfiggerlo, Israele sta accettando il fatto della sua esistenza”. “Ci sono momenti in cui bisogna dire “no”, anche al presidente degli Stati Uniti, e se non lo facciamo, la prossima volta ci troveremo di fronte a Hezbollah, quando sarà più forte e più pericoloso”, avverte. “Sebbene purtroppo sia stato informato delle intenzioni nel quadro di una riunione ristretta dal primo ministro, chiedo pertanto di tenere una discussione in Gabinetto e un voto sulla decisione di interrompere il cessate il fuoco”, conclude.

Idf: "Allarme antiaereo nel nord di Israele"

L’IDF afferma di aver individuato un “bersaglio aereo sospetto” che ha fatto scattare le sirene nella località settentrionale di Kfar Yuval, poche ore dopo la dichiarazione del cessate il fuoco tra Israele e Libano. Lo riporta il Times of Israel. La dichiarazione non specifica cosa sia successo al bersaglio, ma solo che l’incidente si è concluso senza causare feriti. Inoltre, l’esercito afferma che le sirene che hanno suonato nella città di Arab al-Aramshe erano un falso allarme.

Funzionario Hezbollah: "Attacchi su Haifa e Tel Aviv se colpita Beirut"

Un alto funzionario di Hezbollah ha minacciato Israele affermando che, qualora l’IDF dovesse rinnovare i propri attacchi a Beirut, l’organizzazione terroristica lancerebbe attacchi di rappresaglia contro città del centro di Israele come Haifa e Tel Aviv. Lo scrive il Jerusalem Post. In un’intervista al quotidiano qatariano Al Araby, il vice capo del consiglio politico di Hezbollah, Mahmoud Kamati, ha dichiarato che “L’equazione di Dahiyeh contro gli insediamenti nel nord non può essere accettata in alcun modo”. “Non è possibile che i bombardamenti verso nord cessino in cambio della non aggressione di Dahiyeh”, ha aggiunto. “Fin dall’inizio, la campagna è in pieno svolgimento e l’orizzonte è aperto”. Kamati ha invece minacciato che l’”equazione” sarebbe stata tra Dahiyeh e Beirut da un lato, e Haifa e Tel Aviv dall’altro.

Wsj: "Trump riprenderebbe guerra solo se venissero uccisi soldati Usa"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe dichiarato in privato ai suoi collaboratori che prenderebbe in considerazione la possibilità di porre fine alla tregua con l’Iran qualora Teheran uccidesse soldati americani. Lo riporta il Wall Street Journal citando funzionari statunitensi, i quali hanno sottolineato che la tregua nei raid aerei, in atto da settimane, rimane in vigore nonostante il susseguirsi costante di violenti scontri. La riluttanza del presidente a riaccendere la guerra suggerisce che potrebbe essere disposto a sopportare piccoli focolai di violenza per settimane, o addirittura mesi, pur di evitare un conflitto più ampio in Medio Oriente. Tuttavia, i funzionari statunitensi hanno affermato che i ripetuti attacchi hanno aumentato la pressione su Trump e messo in dubbio la sostenibilità a lungo termine del cessate il fuoco.

L'ambasciatore di Israele negli Usa: "Noi e Beirut vogliamo Iran fuori da regione"

“Ciò che l’esito odierno ribadisce: Israele e il Libano vogliono che l’Iran esca dalla nostra regione. Insieme, ci impegneremo per garantire che l’Iran e i suoi gruppi terroristici alleati non continuino a seminare il caos nelle nostre vite in nome del terrore e della distruzione”. Lo ha scritto in un post su X l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter. “I colloqui di oggi hanno rappresentato un altro passo importante nel processo volto a facilitare la pace tra Israele e il Libano. Ma non fraintendete: se Hezbollah pensa che questo risultato gli garantisca l’immunità, si sbaglia. Questo cessate il fuoco dipende interamente dalla completa cessazione dei combattimenti contro Israele e dallo smantellamento totale di Hezbollah e della sua infrastruttura terroristica”, ha aggiunto.

Libano, accordo con Israele per cessate il fuoco

Israele e Libano hanno concordato di rinnovare la loro fragile tregua e di istituire una serie di zone di sicurezza “pilota” all’interno del Libano, dalle quali sarebbero banditi i militanti di Hezbollah. In una dichiarazione congiunta rilasciata dopo il quarto round di colloqui mediati dagli Stati Uniti presso il Dipartimento di Stato, le due parti hanno affermato che la tregua “è subordinata alla completa cessazione dei fuochi da parte di Hezbollah e all’evacuazione di tutti gli agenti di Hezbollah” dalle aree a sud del fiume Litani. Non è stato immediatamente chiaro come sarebbero state istituite le zone di sicurezza, ma l’accordo prevede che l’esercito libanese assuma il pieno controllo di tali aree. “Questi passi consentiranno di compiere progressi verso un accordo globale di pace e sicurezza”, si legge nella dichiarazione. “Tutti i paesi hanno ribadito che il futuro delle relazioni tra Israele e Libano deve essere deciso dai due governi sovrani. Hanno respinto qualsiasi tentativo, da parte di qualsiasi attore statale o non statale, di tenere in ostaggio il futuro del Libano”. Quest’ultimo è un riferimento all’Iran, che sostiene Hezbollah e ha insistito affinché gli attacchi israeliani al Libano vengano interrotti come parte di un accordo provvisorio con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto con l’Iran. Hezbollah non fa parte dei colloqui tra Israele e Libano.

Raid Idf su un condominio a Gaza City, 9 morti di cui 4 bambini

Nove palestinesi sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti, tra cui alcuni bambini, in una serie di nuovi raid israeliani sulla Striscia di Gaza. Lo riporta Al Jazeera Arabic. I raid aerei hanno preso di mira quattro appartamenti a Gaza City e la popolazione è stata colta di sorpresa dagli attacchi, sferrati senza alcun preavviso mentre molti dormivano, secondo quanto scrive Al Jazeera.

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