Mentre proseguono i tentativi della diplomazia, non si fermano gli attacchi in Iran né le risposte del regime. Ci sono stati attacchi reciproci nella notte fra Iran e Stati Uniti. L’Iran, secondo quanto riferito dall’esercito Usa, ha lanciato missili contro Kuwait e Bahrain, che secondo gli Usa sono stati bloccati o non hanno raggiunto il bersaglio, mentre Washington dal canto suo ha lanciato attacchi contro una stazione di controllo militare terrestre iraniana sull’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz.
Secondo la versione fornita dal Centcom Usa, i due missili lanciati da Teheran contro il Kuwait si sono disintegrati in volo, mentre le forze di Usa e Bahrain hanno intercettato i missili diretti verso questo Paese.
Gli attacchi sono avvenuti dopo che l’Iran, secondo quanto riportato da due agenzie di stampa iraniane, ha interrotto le comunicazioni con i mediatori sull’estensione del cessate il fuoco nella guerra con gli Stati Uniti e Israele. Il presidente Usa Donald Trump ha contestato l’affermazione e ha dichiarato che i colloqui stanno proseguendo. Le notizie delle agenzie di stampa iraniane Fars e Tasnim, entrambe ritenute vicine ai Pasdaran, sono arrivate mentre le tensioni si inasprivano nella guerra di Israele in Libano contro Hezbollah, milizia sostenuta dall’Iran. I conflitti sono diventati sempre più intrecciati, poiché l’Iran insiste che qualsiasi potenziale tregua nella guerra in Iran debba anche porre fine ai combattimenti in Libano. Israele e gli Stati Uniti sostengono invece che i combattimenti in Libano siano separati dai negoziati sulla guerra in Iran.
La Camera dei Rappresentanti a maggioranza repubblicana ha votato per limitare la facoltà del presidente Trump di proseguire la guerra contro l’Iran senza l’approvazione del Congresso. La misura è stata approvata con 215 voti favorevoli contro 208, con quattro repubblicani che si sono uniti ai democratici nel sostenerla. La risoluzione impone al presidente di ritirare le forze armate statunitensi dalle ostilità contro l’Iran, a meno che non sia esplicitamente autorizzato dal Congresso, salvo il caso in cui si tratti di difendere l’America, un alleato o un partner da un “attacco imminente”. L’approvazione, da parte della Camera, della risoluzione sui poteri di guerra non porrà fine al conflitto di per sé. Numerosi ostacoli procedurali potrebbero, infatti, rendere difficile che tale risoluzione giunga effettivamente sulla scrivania del presidente Trump. E anche se ciò accadesse, il presidente potrebbe porre il veto, considerando che la Camera e il Senato rimangono ben lontani dalla supermaggioranza dei due terzi che sarebbe necessaria per superare tale veto. Al Senato, i Repubblicani hanno ostacolato analoghe risoluzioni sui poteri di guerra di Trump, bloccandole in sette diverse occasioni dall’inizio del conflitto.Tuttavia, sono emersi segnali di incrinatura all’interno dell’unità del partito del presidente.
“Bibi Netanyahu è stato per me un grande partner. Per altre persone non è stato altrettanto valido; per me, invece, è stato ottimo”. Lo ha detto Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca e ridimensionando il suo recente scontro col premier israeliano. “Siamo stati molto efficaci in ciò che abbiamo fatto, e loro avevano bisogno di noi”, ha detto Trump, riferendosi alla collaborazione militare tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “Non avrebbero potuto farcela senza di noi, non ci sarebbero nemmeno andati vicini”, ha detto il presidente.
“Appena sarà firmato il Memorandum d’Intesa, lo Stretto di Hormuz riaprirà”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.
“Stiamo cercando di separare” la questione iraniana da quella libanese. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. “Abbiamo parlato con Hezbollah per la prima volta in assoluto” e “ieri hanno acconsentito.Non spareranno. E nemmeno Israele sparerà”, ha detto il presidente.
Il Comando centrale Usa smentisce le affermazioni da parte dell’Iran riguardo ad una attacco contro una nave da guerra americana nel Golfo dell’Oman. “L’Iran sostiene ora di aver preso di mira un cacciatorpediniere della Marina degli Stati Uniti nel Golfo dell’Oman”, ma “l’Iran sta mentendo. I mezzi militari statunitensi in mare continuano a volare, navigare e operare in sicurezza e senza ostacoli”, afferma il Centcom in un post su X.
Il negoziato con l’Iran “è andato molto bene” e “qualora dovesse concretizzarsi — e potrebbe anche non accadere, ma se accadesse — potrebbe succedere proprio nel corso del fine settimana”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. “Un cessate il fuoco in quella zona è ben diverso da un cessate il fuoco in altre parti del mondo”, ha dichiarato il presidente, suggerendo che il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è ancora in vigore.
“Qualsiasi attacco a Beirut avrà gravi conseguenze e porterà a una ripresa completa della guerra”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri dell’Iran Abbas Araghchi in un’intervista all’emittente libanese Al Mayadeen. “Nel momento in cui Israele ha minacciato di attaccare la periferia di Beirut, abbiamo adottato una posizione decisa e le forze armate iraniane sono state messe in stato di massima allerta per un eventuale contrattacco”, ha aggiunto.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno negato di aver aperto il fuoco contro il terminal passeggeri dell’aeroporto del Kuwait, affermando che un’indagine ha dimostrato che i danni sono stati causati da un errore del sistema di difesa Patriot degli Stati Uniti. Lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie, che cita il portavoce dei pasdaran. Il portavoce ha aggiunto che le Forza Aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie non ha sparato “alcun colpo” e che “la distruzione del terminal passeggeri dell’aeroporto del Kuwait è stata causata da un errore nei sistemi Patriot americani, che sono atterrati sul terminal dopo non essere riusciti a intercettare i missili iraniani”.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato, in un’intervista rilasciata ad Al Mayadeen, organo di stampa affiliato a Hezbollah, che gli Stati Uniti e l’Iran stanno esaminando i messaggi che si sono scambiati.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che le forze armate iraniane stanno conducendo attacchi di autodifesa contro siti che gli Stati Uniti sono autorizzati a utilizzare per attaccare navi mercantili civili e violare il cessate il fuoco. Araghchi ha aggiunto che qualsiasi atto “ostile” riceverà una risposta immediata e decisa. Lo riporta Iran International. “Le nostre forze armate stanno conducendo attacchi difensivi nell’ambito del legittimo diritto all’autodifesa contro luoghi che gli Stati Uniti sono autorizzati a utilizzare per attaccare navi mercantili civili e violare il cessate il fuoco”, ha detto Araghchi, “ciò che le sanzioni e la guerra non sono riuscite a ottenere, non si otterrà nemmeno con un’altra guerra”.
Durante una visita alla base navale di Haifa, il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa d’Israele (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha affermato che in Libano “non c’è cessate il fuoco per le nostre forze”. “Stiamo lavorando per massimizzare la libertà d’azione che ci è stata concessa e coglieremo ogni opportunità per eliminare le minacce ai cittadini di Israele e alle nostre forze”, ha aggiunto. Lo riporta il Times of Israel.
La guerra con l’Iran è “finita” e gli Stati Uniti hanno conseguito la “vittoria”. Lo ha ribadito il segretario di Stato Marco Rubio parlando davanti alla commissione Esteri della Camera, nel corso di un acceso scambio di battute con la deputata democratica Sara Jacobs. “Se la guerra è finita, chi ha vinto?”, ha chiesto l’esponente democratica. Rubio ha sostenuto che fosse un “dato di fatto” che l’operazione militare fosse terminata.”Non stiamo più conducendo attacchi continuativi all’interno dell’Iran volti a degradare le loro forze armate, poiché Epic Fury è finita”, ha detto il segretario di Stato. “Quanto al secondo punto — la questione su chi abbia vinto — posso dirvi questo: siamo noi a definire la vittoria. Noi definiamo la vittoria come la distruzione della loro base industriale della difesa, la riduzione significativa del numero di lanciamissili in loro possesso e la drastica diminuzione delle loro scorte di droni; ebbene, abbiamo raggiunto tutti questi obiettivi, oltre ad aver distrutto ciò che restava della loro aviazione e ad aver annientato l’intera marina convenzionale”, ha affermato Rubio. “Tutto questo non esiste più. Pertanto, io considero questo una vittoria, e così l’abbiamo considerata anche noi. Ed era proprio questo lo scopo di Epic Fury”, ha concluso.
Con Donald Trump ci sono a volte dei “disaccordi tattici”, ma “concordiamo sulle questioni principali” e tra queste rientra l’impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare e di minacciare Israele con essa. Lo ha detto Benjamin Netanyahu in un’intervista a Cnbc, minimizzando le notizie che riferiscono di una fratrtura tra i due leader. “A volte abbiamo — come accade nelle migliori famiglie — questi disaccordi tattici», ha detto.Ma «troviamo sempre il modo di appianarli, e lo facciamo da grandi amici”, ha affermato il premier israeliano.
“L’Iran sa certamente cosa ha detto Trump, ovvero che, se necessario, ci sarà un ritorno in piena azione militare”. Lo ha affermato il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu in un’intervista alla Cnbc. ”È una decisione del presidente, Israele è pronto e le forze statunitensi sono pronte”, ha aggiunto, “penso che l’Iran dovrebbe tenerne conto. Credo che stiano già considerando con cosa stanno giocando con il fuoco, questo è chiaro”.
L’obiettivo della guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran era smantellare uno “scudo” di armi convenzionali che Teheran utilizzava per proteggere il proprio programma nucleare da eventuali attacchi. Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio, in un’audizione davanti alla commissione Esteri della Camera dei Rappresentanti. Questo scudeo, ha precisato, comprendeva missili, droni e la marina iraniana.Rubio ha inoltre affermato che un cambio di regime in Iran non costituiva un obiettivo della guerra. In un video messaggio pubblicato il primo giorno del conflitto, il presidente Trump aveva invece dichiarato che il cambio di regime costituiva un obiettivo, incoraggiando i cittadini iraniani a rovesciare il governo all’indomani della prima ondata di attacchi.
Il ministero della Salute del Kuwait ha dichiarato che almeno 63 persone, tra cui personale aeroportuale e passeggeri, sono rimaste ferite nell’attacco iraniano all’aeroporto internazionale. Gli attacchi iraniani hanno danneggiato il Terminal 1 dell’aeroporto internazionale del Kuwait e diverse sedi diplomatiche. Lo riporta Bbc Persian.
Il ministero della Difesa del Kuwait ha dichiarato che le sue forze armate hanno intercettato 13 missili balistici e 17 droni provenienti dall’Iran, e che detriti sono caduti su diverse zone residenziali. “Questa aggressione criminale iraniana ha portato al bombardamento di infrastrutture civili e vitali, tra cui l’aeroporto internazionale del Kuwait, causando la morte di un cittadino indiano residente all’estero e il ferimento di diverse persone, oltre a ingenti danni materiali”, ha affermato il colonnello Saud Abdulaziz Al-Otaibi, portavoce del ministero. Lo riporta Iran International.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che se non avesse iniziato la guerra con l’Iran, “Israele non esisterebbe”. “Ho iniziato perché non possiamo permettere che abbiano un’arma nucleare. Ora, questo riguarda Israele perché probabilmente sarebbero stati i primi a essere colpiti. Israele non esisterebbe più”, ha dichiarato il tycoon al podcast ‘Pod Force One’ del New York Post.
“Nonostante le fantasie di Trump, l’Iran in questi ultimi giorni non ha dato alcuna risposta agli americani”. Lo scrive l’agenzia di stampa semiufficiale iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran, in risposta alle ultime dichiarazioni del presidente Usa. “Negli ultimi giorni l’Iran non ha fornito alcuna risposta agli americani in merito al testo dell’accordo e, a causa dei crimini del regime sionista in Libano, ha di fatto sospeso lo scambio di testi tramite intermediari fino a quando non saranno soddisfatte le condizioni poste dall’Iran riguardo al Libano”. “Le affermazioni di Trump secondo cui l’Iran starebbe confermando la questione è completamente in contrasto con la realtà. L’Iran e il fronte della resistenza hanno inoltre sottolineato che non rimarranno in silenzio di fronte ai crimini sionisti in Libano”, sottolinea ancora l’agenzia.
L’agenzia di stampa iraniana Tasnim, considerata vicina alle Guardie Rivoluzionarie, ha riferito, citando alcune fonti, che “a causa dei crimini di Israele in Libano, l’Iran ha sospeso lo scambio di messaggi tramite intermediari fino a quando non saranno soddisfatte le condizioni poste dall’Iran riguardo al Libano. Le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump sulla risposta iraniana contraddicono completamente la realtà”.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti non hanno “bisogno” di impiegare le proprie forze sul territorio iraniano, grazie al successo delle campagne di bombardamento in corso da mesi nel Paese. “Non abbiamo bisogno di truppe sul terreno adesso”, ha detto al podcast ‘Pod Force One’ del New York Post, “beh, l’abbiamo già fatto, sapete, abbiamo annientato gran parte del loro esercito solo con i bombardamenti. Non abbiamo mandato nessuno sul terreno”. “È meglio evitare di farlo, se possibile”, ha aggiunto.
“Sì, mi piacerebbe” incontrare la Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei, “mi piacerebbe incontrare tutti. Mi piacerebbe incontrarlo e probabilmente ci incontreremo prima o poi, a seconda di come si evolveranno le cose”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al podcast ‘Pod Force One’ del New York Post. Khamenei “è coinvolto, assolutamente. Credo che abbiano molto rispetto per lui”, ha aggiunto. “Dicono che stia dando la sua approvazione, perché è così che è sempre stato da molto, molto tempo. Prima suo padre e poi lui. Immagino sia una successione. Ma sembra che andiamo piuttosto d’accordo”, ha dichiarato Trump.
L’Iran ha accettato di non possedere armi nucleari, anche se potrebbe ancora “cambiare idea”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al podcast ‘Pod Force One’ del New York Post. “Ho dovuto dire che dobbiamo fare qualcosa riguardo all’Iran, perché a prescindere da quanto bene stiamo andando, non possiamo permettere che abbiano un’arma nucleare”, ha affermato. “Hanno già accettato di non dotarsi di un’arma nucleare”. “Ora possono cambiare idea, ma questa era una delle cose su cui dovevano essere d’accordo, e lo avevano accettato. Era il punto fondamentale”, ha aggiunto.
Un attacco israeliano ha colpito un’auto su un’autostrada trafficata appena a sud di Beirut, poche ore prima dell’inizio del secondo giorno di colloqui tra Libano e Israele a Washington. L’attacco a Khaldeh è avvenuto senza preavviso e non è chiaro se la persona presa di mira sia rimasta uccisa. Israele afferma solitamente che prende di mira membri del gruppo militante Hezbollah in questi attacchi con droni. Il dipartimento di Stato Usa ha dichiarato che martedì, durante la prima giornata di colloqui a Washington fra Libano e Israele, sono stati compiuti progressi. Il Libano spera di ampliare la portata del cessate il fuoco affinché diventi globale in tutto il Paese. Israele vuole che Hezbollah deponga immediatamente le armi prima di porre fine alle sue operazioni in Libano e ritirare le sue truppe da decine di villaggi e città. Poco dopo l’attacco a Khaldeh, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver intercettato quello che ha definito un velivolo ostile proveniente dal sud del Libano, ma non ha immediatamente accusato Hezbollah. Hezbollah non ha rivendicato alcun attacco transfrontaliero dall’accordo. Gli attacchi israeliani sul sud del Libano sono continuati, specialmente all’interno e nei dintorni delle città martoriate di Tiro e Nabatiyeh. Durante la notte, due attacchi nei pressi di Tiro hanno ucciso 4 siriani e 2 palestinesi.
Durante la notte Israele ha avvertito i quartieri cristiani della città costiera di Tiro che tra loro si trovano membri di Hezbollah. Molti musulmani sciiti libanesi sono fuggiti in quelle zone nei giorni scorsi perché erano state risparmiate dai bombardamenti aerei lungo la costa mediterranea. Dopo l’avvertimento l’esercito libanese si è schierato nel quartiere cristiano di Tiro nel tentativo di impedire attacchi israeliani in quella zona e di dimostrare che Hezbollah non ha alcuna presenza armata nell’area.
Il Kuwait ha annunciato la riapertura parziale del suo aeroporto internazionale dopo l’attacco iraniano che ha colpito un terminal causando la morte di una persona. Le autorità dell’aviazione civile hanno dichiarato che l’aeroporto ha riaperto parzialmente, con i voli di Kuwait Airways ripresi da un terminal diverso da quello colpito. I media di Stato hanno riferito che la Kuwait Airways aveva sospeso le operazioni.
“Né nei negoziati né nel processo di cessate il fuoco permetteremo agli Stati Uniti di oltrepassare i limiti. La risposta a ogni colpo sparato e a ogni aggressione sarà una raffica di missili e droni. La storia non tornerà indietro e l’aggressore sarà punito senza indugio”. Lo scrive su X Mohsen Rezaee, consigliere della Guida suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei.
Anwar Gargash, alto diplomatico degli Emirati Arabi Uniti, ha chiesto “una posizione del Golfo ferma, unitaria e coesa” contro l’Iran a seguito degli attacchi delle ultime ore. “Questa aggressione non prende di mira uno Stato specifico, ma piuttosto tutti noi”, ha scritto su X.
L’attacco iraniano che ha colpito e gravemente danneggiato l’aeroporto internazionale in Kuwait ha causato la morte di una persona. Lo ha fatto sapere il ministero degli Esteri del Kuwait, aggiungendo che altre persone sono rimaste ferite. A seguito del raid sono anche stati sospesi i voli commerciali.
L’esercito del Bahrain ha dichiarato che le sue difese aeree hanno intercettato e distrutto 3 missili iraniani e diversi droni diretti contro obiettivi civili nel Paese, aggiungendo che Teheran sta portando avanti un approccio ostile sistematico attraverso attacchi con missili e droni. Lo riporta Iran International, aggiungendo che l’esercito del Bahrain ha specificato che tutte le unità militari sono al massimo livello di allerta e ha esortato la popolazione a non avvicinarsi né toccare oggetti sospetti lasciati dall’attacco iraniano e segnalarli immediatamente.
È attesa una nuova giornata di colloqui fra Libano e Israele oggi al dipartimento di Stato Usa, dopo la prima giornata tenutasi ieri. I colloqui giungono in un momento di alta tensione fra Libano e Israele per i ripetuti attacchi dell’Idf e di Hezbollah, milizia libanese sostenuta dall’Iran.
L’artiglieria di Israele ha preso di mira la città di Blat, nel distretto di Marjayoun, nel sud del Libano. Lo riferisce Al-Jazeera, aggiungendo che poco fa si è udita una forte esplosione nella vicina città di Dibbine, sempre nel sud del Libano.
Il Kuwait ha annunciato di aver sospeso i voli commerciali dopo che un attacco iraniano con droni e missili ha colpito l’aeroporto internazionale del Paese, ferendo diverse persone. Il portavoce del Ministero della Difesa, il generale di brigata Saud Abdulaziz Al-Otaibi, ha affermato che “diversi droni ostili” hanno preso di mira il terminal passeggeri dell’aeroporto internazionale del Kuwait, danneggiando gravemente l’edificio e ferendo diverse persone”. Secondo quanto riferito dall’autorità del Kuwait per l’aviazione civile, droni e missili iraniani hanno preso di mira il terminal 1 dello scalo e i voli sono stati sospesi e dirottati su aeroporti alternativi fino a nuovo avviso.
L’attacco è giunto dopo che martedì sera l’Iran e gli Stati Uniti si sono scambiati attacchi missilistici: l’esercito Usa ha dichiarato di aver lanciato attacchi contro una struttura militare iraniana sull’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, in risposta al lancio di missili iraniani contro Kuwait e il Bahrein; Teheran, dal canto suo, ha riferito di avere lanciato i raid come risposta al lancio da parte degli Stati Uniti di un missile nella sala macchine di una petroliera, battente bandiera del Botswana, che cercava di raggiungere l’Iran nonostante il blocco statunitense.
“Gli americani hanno dimostrato di capire meglio il linguaggio dei missili che quello dei diplomatici”. Lo scrive su X Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione sicurezza nazionale e politica estera del Parlamento iraniano. “I ragazzi della Marina e delle Forze Aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche sono davvero infuriati”, ha aggiunto.
A proposito della petroliera, la versione fornita dal Comando centrale Usa Centcom è che le forze Usa hanno applicato “misure di blocco contro la M/T Lexie, battente bandiera del Botswana, mentre transitava in acque internazionali verso l’isola di Kharg” e “un velivolo Usa ha neutralizzato l’imbarcazione lanciando un missile Hellfire nella sala macchine della nave” dopo che “l’equipaggio della nave ha ignorato ripetuti avvertimenti, non ottemperando alle direttive delle forze statunitensi più volte nell’arco di 24 ore”. Gli Usa hanno inoltre smentito la versione dei Pasdaran secondo cui avrebbero colpito con missili e droni il quartier generale della Quinta Flotta Usa in Bahrain e una base americana nella regione: è “falso”, ha scritto il Centcom, aggiungendo che “tutti gli attacchi iraniani contro le forze americane sono falliti”.
I Guardiani della rivoluzione hanno dichiarato di aver preso di mira il quartier generale della Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti in Bahrein e un altro Paese nel loro attacco, senza nominare il Kuwait. Secondo quanto riferito dai Pasdaran, l’Iran ha lanciato l’attacco in risposta al lancio da parte degli Stati Uniti di un missile nella sala macchine di una petroliera, battente bandiera del Botswana, che cercava di raggiungere l’Iran nonostante il blocco statunitense. “Avevamo già avvertito che in caso di aggressione la risposta sarebbe stata diversa e più severa, e abbiamo agito di conseguenza”, ha dichiarato la Guardia rivoluzionaria nel suo comunicato.

