Iran, Bessent: “Forse ci sono i presupposti di un accordo”. Media Teheran: “Testo non ancora finalizzato”- La diretta

Iran, Bessent: “Forse ci sono i presupposti di un accordo”. Media Teheran: “Testo non ancora finalizzato”- La diretta
(AP Photo/J. Scott Applewhite)

Fonti Casa Bianca: “Manca ok finale di Trump”. Netanyahu: “Controlliamo 60% di Gaza, arriveremo al 70%”

La guerra in Iran sembra di nuovo lontana da una svolta. Dopo la smentita della Casa Bianca, che ha negato i contenuti della bozza di accordo trapelati ieri dai media orientali, l‘esercito Usa ha colpito il sito militare di Bandar Abbas, abbattendo quattro droni di Teheran. Per tutta risposta, i Guardiani della Rivoluzione hanno attaccato una base aerea americana nella stessa zona.

Solo ieri Donald Trump aveva detto che l’Iran “sta trattando allo stremo” e che non si potrà non arrivare a un accordo, vista anche l’economia a pezzi di Teheran.

Guerra in Iran, tutti gli aggiornamenti in diretta
Inizio diretta: 28/05/26 07:00
Fine diretta: 28/05/26 23:59
Usa varano nuove sanzioni contro petrolio Teheran

L’Office of Foreign Assets Control (Ofac) del dipartimento del Tesoro Usa annuncia nuove sanzioni contro “le vendite militari di petrolio dell’Iran”, un’attività che “consente al regime di finanziare la ricostituzione delle proprie forze armate e di continuare a rappresentare una minaccia per gli Stati Uniti e i loro partner nella regione”. In una nota, il segretario del Tesoro Scott Bessent afferma che il dipartimento “continuerà ad accrescere la pressione sulle vendite di petrolio iraniano per privare il regime iraniano e le sue forze armate delle risorse finanziarie necessarie a minacciare gli alleati e i partner degli Stati Uniti in Medio Oriente”. Gli Stati Uniti, afferma Bessent, “non consentiranno al governo iraniano di incrementare le proprie entrate petrolifere allo scopo di ricostituire le proprie forze armate e capacità militari”. 

Iran: media: "Abbattuto aereo ostile nella provincia di Bushehr"

La difesa aerea iraniana ha intercettato e distrutto un “aereo ostile” nella provincia costiera di Bushehr. Lo riportano i media di Teheran, ripresi da Al Jazeera. “L’incidente avvenuto questa sera è legato all’abbattimento di un aereo ostile”, ha dichiarato Masoud Tangestani, governatore della contea di Jam, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. “La situazione in città è ora tornata alla normalità”. L’emittente statale Irib ha dichiarato che l’intercettazione è avvenuta nell’ultima ora.

Media, da Teheran lanci missili da sud, colpi avvertimento verso navi a Hormuz

Le forze armate iraniane hanno lanciato missili da aree del sud del paese verso obiettivi specifici. Lo scrive su X l’agenzia di stampa iraniana Fars, spiegando che l’obiettivo preciso dei missili non è ancora chiaro, ma alcune fonti parlano della possibilità di un impatto nelle acque del Golfo Persico. L’agenzia di stampa iraniana Mehr riferisce che le forze armate di Teheran hanno sparato colpi di avvertimento contro quattro imbarcazioni vicino allo Stretto di Hormuz. Le imbarcazioni stavano “tentando di attraversare lo stretto senza coordinamento”, riporta l’agenzia. 

Libano, Beirut: "Una donna e 2 bambini morti in raid Idf a sud della capitale"

Una donna e due bambini sono morti in un attacco israeliano a sud di Beirut. Lo riferisce il ministero della Salute libanese, citato da Al Jazeera. “L’attacco nemico israeliano alla città di Choueifat ha provocato un bilancio finale di tre martiri, tra cui una donna e la sua figlioletta, e un bambino di nazionalità siriana, oltre al ferimento di 15 persone, tra cui tre bambini e cinque donne”, ha dichiarato il ministero libanese. 

Libano, Beirut: "Oggi 23 morti in raid israeliani, 3269 dal 2 marzo"

Nella giornata di oggi i raid aerei israeliani sul Libano hanno causato la morte di almeno 23 persone. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut, secondo cui dall’inizio delle ostilità, il 2 marzo, negli attacchi almeno 3269 persone sono morte e altre 9840 sono rimaste ferite.

Media Teheran: "Testo accordo non è ancora stato finalizzato"

“Contrariamente a quanto affermato da alcune fonti occidentali, non è vero che il testo del cosiddetto ‘memorandum d’intesa’ tra Iran e Stati Uniti sia stato finalizzato e che si attenda soltanto un annuncio da entrambe le parti”. Lo riferisce all’agenzia semiufficiale iraniana Tasnim una fonte vicina al team negoziale.”L’Iran non ha ancora comunicato al mediatore pakistano la definizione del testo”, ha dichiarato la fonte. “Se il testo sarà effettivamente finalizzato, l’Iran lo comunicherà al mediatore pakistano e al proprio popolo. Fino ad allora, qualsiasi ricostruzione proveniente da fonti occidentali sulla conclusione della questione è priva di fondamento”, ha aggiunto. 

Bessent. "Forse ci sono i presupposti di un accordo"

“Forse ci sono i presupposti di un accordo” con l’Iran. Lo ha detto il segretario al tesoro Usa Scott Bessent in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca.

Gaza, Netanyahu: "Controlliamo 60%, arriveremo al 70%"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver impartito direttive alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) affinché assumano il controllo del 70% della Striscia di Gaza. Lo riporta Time of Israel. “Ora controlliamo circa il 60% della Striscia di Gaza. Eravamo al 50%, ora siamo al 60%. Su mio ordine, arriveremo al 70%”, ha detto Netanyahu ai soldati. 

Bessent: "Stop a sanzioni? Prima riapertura Hormuz e stop a nucleare"

 “Niente sarà sul tavolo” finché lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto, il materiale nucleare non sarà consegnato e Teheran non metterà fine al suo programma nucleare. Lo ha detto il segretario al tesoro Usa Scott Bessent rispondendo a una domanda sulla fine delle sanzioni americane all’Iran. 

Bessent: "Trump non accetterà un cattivo accordo"

– Il presidente Trump “non accetterà un cattivo accordo” con l’Iran. Lo ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca. Bessent ha ribadito i punti principali chiesti dagli Stati Uniti: riapertura dello Stretto di Hormuz, consegna dell’urnaio arricchito e stop al programma nucleare.

Axios: accordo potrebbe essere annunciato domenica

L’accordo tra Washington e Teheran per porre fine al conflitto, riaprire lo Stretto di Hormuz e mettere fine al programma nucleare iraniano potrebbe essere annunciato domenica. Lo riporta Axios. All’accordo, come riferito in precedenza, mancherebbe ancora il via libera definitivo del presidente Trump.

 

Hezbollah rivendica attacchi contro soldati israeliani nel sud del Libano

Hezbollah ha rivendicato diversi attacchi contro soldati israeliani nel sud del Libano. L’organizzazione ha affermato, con messaggi su Telegram citati da Al Jazeera, di aver compiuto due raid contro soldati israeliani radunati nel villaggio di Biyyada. Hezbollah ha anche dichiarato di aver preso di mira soldati israeliani nella città di Rashaf con un lancio di razzi.

Media Israele, Khamenei non ha ancora approvato bozza accordo

La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei non ha ancora approvato la bozza del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti, motivo per cui anche il presidente Donald Trump non ha dato il suo consenso all’accordo. Lo scrive Jerusalem Post citando una fonte a conoscenza della questione. Secondo Axios i negoziatori statunitensi e iraniani avrebbero raggiunto un accordo su un memorandum d’intesa per estendere di 60 giorni il cessate il fuoco in corso e dare il via ai negoziati per un accordo definitivo sul programma nucleare iraniano.

Bessent minaccia l'Oman: nessun pedaggio nello Stretto di Hormuz

Il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha minacciato l’Oman in caso di sostegno all’Iran nell’imporre pedaggi al traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz. “Il governo degli Stati Uniti non tollererà alcun tentativo di imporre un sistema di pedaggi nello Stretto di Hormuz. L’Oman, in particolare, deve sapere che il dipartimento del Tesoro statunitense prenderà di mira con fermezza qualsiasi attore coinvolto ù direttamente o indirettamente ù nel facilitare l’imposizione di pedaggi per lo Stretto, e che ogni partner consenziente sarà sanzionato”, ha dichiarato Bessent in un post su X. Bessent sarà impegnato oggi alle 14 (le 20 in Italia) in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca.

Fonti Casa Bianca: "Accordo raggiunto, manca l'ok di Trump"

Un tentativo di accordo con Teheran è stato raggiunto, ma manca ancora l’approvazione definitiva del presidente Trump. Lo affermano fonti della Casa Bianca, confermando le anticipazioni di Axios.

Idf: "Hezbollah ha tentato di danneggiare diga di Qaraoun in Libano"

Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver colpito ieri alcuni militanti di Hezbollah che avevano tentato di danneggiare la più grande diga del Libano, situata nel lago Qaraoun sul fiume Litani. “All’inizio di questa settimana, diversi militanti di Hezbollah sono stati visti mentre tentavano di sabotare l’attività della diga di Qaraoun, considerata un’infrastruttura nazionale e strategica dello Stato libanese, e sono stati attaccati dall’aria”, ha dichiarato il tenente colonnello Ella Waweya, portavoce in lingua araba dell’Idf. Rivolgendosi ai cittadini libanesi ha affermato che Hezbollah, che ha “portato alla rovina e alla distruzione del vostro Paese, ha tentato di danneggiare le infrastrutture strategiche nazionali, il cui attacco causerebbe gravi danni all’economia del Libano e allo Stato stesso”. Waweya ha avvertito Hezbollah che le forze israeliane “non permetteranno alcun tentativo di danneggiare la diga e agiranno con grande forza contro tali tentativi”.

Guardian: "Trump fa circolare bozza accordo tra gli alleati"

Donald Trump ha fatto circolare tra gli alleati, compreso Israele, una bozza di accordo di pace per la guerra con l’Iran. Lo riporta il Guardian, riferendo che la bozza condivisa dal presidente Usa non differisce in modo sostanziale da quella che circola in Medio Oriente da giorni, secondo la quale lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto alla navigazione commerciale, il blocco statunitense dei porti iraniani verrebbe revocato e all’Iran verrebbe concesso l’accesso a beni congelati per un valore massimo di 12 miliardi di dollari. L’obiettivo dell’accordo sarebbe quello di riportare la navigazione commerciale nello Stretto ai livelli pre-bellici entro 30 giorni e di avviare, per una durata prevista fino a 60 giorni, i negoziati sul futuro del programma nucleare iraniano. I colloqui includerebbero discussioni sulle scorte di uranio altamente arricchito, su una sospensione a tempo determinato di ulteriori arricchimenti e sulla supervisione da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. L’Iran rinuncerebbe all’uso di armi nucleari. Nel tentativo di accelerare i negoziati, svrive il Guardian, il ministro degli Esteri del Pakistan, Mohammad Ishaq Dar, volerà a Washington domani per incontrare il segretario di Stato Marco Rubio.

Teheran: "Nostra sovranità su Hormuz è consolidata"

“L’esercizio della sovranità della Repubblica islamica dell’Iran sullo Stretto di Hormuz è consolidata”. Lo ha affermato il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, citato da media di Teheran. “Non permetteremo” agli Usa “con queste azioni militari, di compiere alcun passo volto a indebolire la sovranità dell’Iran sullo Stretto di Hormuz”, ha aggiunto. Il viceministro ha poi accusato gli Stati Uniti di aver compiuto “azioni provocatorie” che “costituiscono chiaramente una violazione del cessate il fuoco”, in riferimento agli attacchi su Bandar Abbas.

Usa annunciano restrizioni per compagnie aeree Teheran

Gli Stati Uniti cercheranno di precludere alle compagnie aeree iraniane l’accesso agli slot di atterraggio, al rifornimento di carburante e alla vendita di biglietti, nell’ambito di un’iniziativa volta ad accrescere la pressione economica sull’Iran. Lo ha annunciato il segretario al Tesoro Scott Bessent in un post sui social media. “L’economia e la valuta iraniane sono in caduta libera”, ha affermato Bessent, senza però chiarire se le restrizioni alle compagnie aeree iraniane riguarderanno esclusivamente gli Stati Uniti o se verranno estese alle operazioni a livello globale.

Axios: "Accordo tra Washington e Teheran, manca approvazione finale Trump"

I negoziatori statunitensi e iraniani hanno raggiunto un accordo su un memorandum d’intesa della durata di 60 giorni, volto a estendere il cessate il fuoco e ad avviare i negoziati sul programma nucleare iraniano. Tuttavia, il Presidente Trump non ha ancora concesso la sua approvazione definitiva. Lo riporta Axios, citando due funzionari statunitensi.

I funzionari statunitensi interpellati da Axios hanno riferito che i termini dell’accordo erano stati concordati quasi nella loro totalità già da martedì, ma che entrambe le parti necessitavano ancora dell’approvazione dei rispettivi vertici. Gli stessi funzionari hanno riferito che, in un secondo momento, la controparte iraniana è tornata sui propri passi comunicando di aver ottenuto le approvazioni necessarie e di essere pronta a firmare. I negoziatori statunitensi hanno informato Trump sui dettagli dell’accordo finale, ma il presidente non ha dato immediatamente il proprio assenso. “Il Presidente ha fatto sapere ai mediatori di volersi prendere un paio di giorni per rifletterci su”, ha affermato una delle fonti di Axios.

I funzionari statunitensi hanno spiegato che il Memorandum d’Intesa, della durata di 60 giorni, stabilirà che il transito marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz dovrà avvenire in modo “illimitato”. Un funzionario ha precisato che ciò implica l’assenza di pedaggi e di atti di molestia, aggiungendo che l’Iran sarà tenuto a rimuovere tutte le mine dallo Stretto entro 30 giorni.
Verrà inoltre revocato il blocco navale imposto dagli Stati Uniti. La revoca, tuttavia, avverrà in maniera proporzionale alla ripresa del traffico commerciale. Il Memorandum includerà l’impegno da parte dell’Iran a non perseguire lo sviluppo di armi nucleari, hanno riferito i funzionari Usa. Il documento stabilirà inoltre che le prime questioni da negoziare nel corso dei 60 giorni previsti riguarderanno le modalità di smaltimento dell’uranio iraniano altamente arricchito e la gestione del programma di arricchimento nucleare del Paese. Gli Stati Uniti, nell’ambito dei negoziati, si impegneranno a discutere la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani attualmente congelati. Il Memorandum prevederà, infine, la discussione di un meccanismo volto ad agevolare la ripresa dell’afflusso di beni e aiuti umanitari verso l’Iran.

 

Pasdaran: "Risposta decisa in caso di nuovo attacco"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno avvertito gli Stati Uniti di una “decisa risposta” in caso di un nuovo attacco, in seguito ai raid statunitensi nel sud del Paese. “Se questa azione si ripeterà, l’esercito statunitense dovrà affrontare una risposta decisa”, hanno scritto i pasdaran in una dichiarazione pubblicata sul loro sito web Sepah News.

Bessent: "Bloccheremo accesso aeroporti e rifornimento a compagnie Teheran"

“Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti prosegue la campagna ‘Economic Fury’ contro il regime iraniano. Le loro truppe non vengono pagate, la polizia non si presenta al lavoro e l’isola di Kharg è bloccata. L’economia e la valuta iraniane sono in caduta libera”. È quanto scrive il segretario al Tesoro Scott Bessent in un post sul social X. “Formando un muro d’acciaio, il blocco navale statunitense ha garantito un livello record di greggio iraniano in mare. Bloccheremo inoltre l’accesso delle compagnie aeree iraniane agli aeroporti, al rifornimento e alla vendita dei biglietti”, aggiunge Bessent, “l’Autorità iraniana dello Stretto del Golfo Persico (PGSA) è una farsa, e oggi il Tesoro l’ha sanzionata. Abbiamo messo in guardia qualsiasi entità aziendale o statale dal pagare pedaggi o dal mascherarli come pagamenti di aiuti”.

Tajani: "Ue preoccupata che soluzione non arrivi in tempi brevissimi"

Per quanto riguarda il Medio Oriente “c’è una preoccupazione generale, anche da parte indiana e saudita, visto che i due ministri degli esteri hanno partecipato alla riunione del Consiglio Affari Esteri informale. La preoccupazione è quella che le cose non possano andare” a risolversi “in tempi brevissimi, invece tutti quanti lavoriamo per questo”. Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa al termine del Consiglio Esteri informale a Cipro.

Mosca: "Esortiamo le parti a non ricadere nello scontro armato"

“Esortiamo le parti a non ricadere nello scontro armato, che potrebbe comportare il rischio di una crisi umanitaria su vasta scala nella regione, con conseguenze per il mondo intero”. È quanto ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, come riporta Ria Novosti. “La questione (dell’uranio arricchito – ndr) è uno dei temi centrali del dialogo indiretto in corso tra Stati Uniti e Iran”, ha aggiunto Zakharova, “la nostra posizione su questa questione è ben nota a tutti. Non è cambiata. Allo stesso tempo, non abbiamo mai imposto, né intendiamo imporre, la nostra iniziativa per rimuovere l’uranio altamente arricchito iraniano dalla Federazione Russa. La decisione se chiedere o meno il nostro aiuto spetta all’Iran”.

Il ministro degli Esteri del Pakistan domani a Washington, incontrerà Rubio

Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar si recherà domani a Washington, negli Stati Uniti, per incontrare il suo omologo statunitense Marco Rubio. Durante l’incontro, i due funzionari “esamineranno le relazioni bilaterali e si scambieranno opinioni sugli sviluppi regionali e globali di interesse comune”, ha fatto sapere il ministero degli Esteri del Pakistan in una nota pubblicata in un post sul social X.

Teheran: "Attacco Usa è chiara violazione del diritto internazionale"

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha condannato “fermamente” l’attacco di questa mattina lanciato dagli Stati Uniti contro alcune zone di Bandar Abbas, definendolo una “grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite”. “Questo atto di aggressione è contrario all’integrità territoriale e alla sovranità nazionale dell’Iran e costituisce una chiara violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite”, ha detto Baghaei, sottolineando che “il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite deve adempiere alla sua responsabilità legale di ritenere gli Stati Uniti responsabili”. Lo riporta Bbc Persian. 

Il Kuwait condanna l'attacco di Teheran: "Grave escalation"

Il Kuwait ha condannato l’attacco iraniano con droni e missili avvenuto questa mattina contro il suo territorio. Il ministero degli Esteri del Kuwait ha condannato fermamente gli attacchi missilistici e con droni condotti dall’Iran contro il Paese, definendoli “una grave escalation delle tensioni e una chiara violazione della sovranità e della sicurezza nazionale”. Il ministero ha esortato l’Iran a “cessare immediatamente e incondizionatamente questi attacchi” e ha aggiunto che “Teheran si assume la piena responsabilità di queste azioni”. Lo riporta Bbc Persian.

Pasdaran: "Non ci sarà pace finché Israele non sarà distrutto"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato che il Medio Oriente non vedrà la pace finché Israele non sarà “distrutto”, respingendo quella che hanno definito la visione di pace del presidente statunitense Donald Trump come una visione di “uccisioni, omicidi e terrore”. La dichiarazione è giunta dopo l’uccisione di due comandanti di Hamas in un raid aereo israeliano a Gaza. Le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato che le uccisioni non indeboliranno quella che definiscono la “resistenza” palestinese, ma rafforzeranno invece la lotta per la “liberazione della Palestina e di Gerusalemme”. Lo riporta Iran International. 

Khamenei: "Usa e Israele cercano di dividerci e metterci in ginocchio"

Il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, in un messaggio diffuso in occasione dell’anniversario dell’apertura della prima legislatura del Majlis (Assemblea consultiva islamica) e dell’inizio del terzo anno di attività della XII assemblea, ha accusato i “nemici” dell’Iran, Usa e Israele, di voler destabilizzare il Paese attraverso la divisione interna, invitando tutte le componenti della società a preservare l’unità nazionale. Lo riportano i media iraniani. “Il piano cieco del nemico, dopo la guerra imposta, la pressione economica, la propaganda e l’assedio politico, è quello di creare divisioni e disgregazione sociale per compensare le sconfitte sul campo militare e mettere in ginocchio la nazione”, ha affermato Khamenei. La Guida Suprema ha quindi esortato a rafforzare la coesione interna del Paese: “È necessario che ognuno di coloro che si sono sacrificati, i cui cuori battono per l’Islam e la rivoluzione, o per l’indipendenza e l’orgoglio dell’Iran, d’ora in poi si impegni più che mai a proteggere l’unità delle fila coese e interconnesse della nazione”.

Esercito Israele: "Lanciato attacco su Beirut"

Secondo un portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), le Idf hanno recentemente condotto un attacco mirato a Beirut. Contemporaneamente, il Libano ha segnalato un attacco nella zona di Shuifat, non lontano da Beirut. L’obiettivo dell’attacco israeliano è Ali al-Hisani, il responsabile dei missili della Divisione Imam Hussein. Lo riporta Ynet.

Centcom: "Missile Teheran verso Kuwait grave violazione cessate il fuoco"

“L’Iran ha lanciato un missile balistico in direzione del Kuwait, che è stato intercettato con successo dalle forze kuwaitiane. Questa grave violazione del cessate il fuoco da parte del regime iraniano è avvenuta poche ore dopo che le forze iraniane avevano lanciato cinque droni d’attacco kamikaze che rappresentavano una chiara minaccia all’interno e in prossimità dello Stretto di Hormuz”. È quanto si legge in un post del Comando centrale degli Stati Uniti, o Centcom, sul social X. “Tutti i droni sono stati intercettati con successo dalle forze statunitensi, che hanno anche impedito il lancio di un sesto drone da una base di controllo terrestre iraniana a Bandar Abbas”, conclude il post.

Di Maio: "Hormuz riaprirà ma non tornerà quello di prima"

“Oggi a Hormuz siamo ancora in una situazione di conflitto, ma il giorno dopo che riaprirà non tornerà mai alla Hormuz di prima”. Lo ha detto Luigi Di Maio, Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico, intervenuto al confronto ‘Far crescere il sud nella tempesta globale’, organizzato dall’Osservatorio economico e sociale ‘Riparte l’Italia’ al Circolo dell’Unione di Napoli. “Leggiamo già notizie di come l’Iran stia pensando di far pagare non i pedaggi, che sono illegali per la libertà di navigazione, ma i servizi. Questa roba la possiamo evitare se come Paesi europei ricominciamo a credere fermamente nel diritto internazionale”, ha aggiunto Di Maio.

Pichetto: "Chiusura Hormuz può portare difficoltà raffinazione petrolio"

”Sotto l’aspetto petrolifero è vero che bisogna sempre stare attenti perché continuare con la chiusura dello Stretto di Hormuz, e quindi del Golfo Persico, può portare alcuni settori della raffinazione a delle difficoltà che speriamo non si verifichino. E’ un fatto di speranza”. Così il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin al festival dell’Energia a Lecce.

Pichetto: "Sulle scorte di gas siamo abbastanza tranquilli"

“Sotto l’aspetto quantitativo, rispetto anche alla valutazione degli stoccaggi quindi le scorte, sul fronte del gas per il prossimo autunno-inverno siamo abbastanza tranquilli. Non abbiamo problemi di quantità”. Così il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin al festival dell’Energia a Lecce.

Ue: "Possibili tensioni su mercati per jet fuel se situazione non migliora"

“Finora, l’Ue ha registrato effetti sui prezzi, senza interruzioni fisiche delle forniture a livello di consumatori. Tuttavia, se la situazione non dovesse migliorare nelle prossime settimane, si prevedono progressive tensioni sui mercati, soprattutto per quanto riguarda il carburante per aerei”. E’ quanto emerge dall’ultima riunione del gruppo di coordinamento sul petrolio Ue, che si è tenuta ieri. Dall’incontro è emerso che la chiusura dello Stretto di Hormuz ha un impatto sia sul petrolio greggio che su tutti i principali prodotti petroliferi, e che tutti i Paesi dell’Ue ne risentono. Il 26 maggio si è riunito anche il Gruppo di coordinamento del gas e, in entrambi gli incontri, la Commissione e i Paesi dell’Ue hanno discusso della sicurezza degli approvvigionamenti di gas e petrolio nell’Ue alla luce delle continue tensioni in Medio Oriente. Gli scambi, viene riferito, si sono svolti in un contesto di crescente incertezza e volatilità dei prezzi, con ampie implicazioni economiche. Nonostante le difficili condizioni di mercato, il Gruppo di coordinamento del gas ha confermato che al momento non vi sono preoccupazioni immediate per la sicurezza dell’approvvigionamento di gas nell’Ue per la prossima stagione invernale. Il Gruppo ha osservato che i livelli di stoccaggio del gas nell’Ue potrebbero raggiungere l’80% entro la fine dell’estate, il che garantirebbe l’approvvigionamento di gas per il prossimo inverno (2026/27). Il Gruppo ha ribadito la necessità di valutare regolarmente il riempimento dei depositi di gas in base alla situazione. Ha inoltre rilevato che gli Stati membri non hanno pianificato finora ulteriori interventi sul mercato. La Commissione e gli Stati membri hanno sottolineato l’importanza di un coordinamento e di una preparazione costanti, in considerazione dell’evoluzione della situazione di mercato. La Commissione e i gruppi di coordinamento per il gas e il petrolio continueranno a monitorare la sicurezza dell’approvvigionamento di gas e petrolio nell’Ue e a coordinare le azioni necessarie.

Fratoianni: "Nuove sanzioni di Trump contro Albanese, arroganza senza limiti"

“Che l’attuale amministrazione Usa fosse arrogante, immorale, incompetente e irresponsabile lo sapevamo da tempo e tutta l’opinione pubblica mondiale se ne è resa ormai conto.Nient’altro che un gruppo di speculatori e di fanatici raccolti intorno a Trump: lo abbiamo visto con l’Ice, con i dazi e con l’offensiva contro l’Europa, con il cosiddetto Board of Peace, con il Venezuela e l’Iran, con Cuba. La scelta di ripristinare le sanzioni nei confronti Francesca Albanese è un’ulteriore atto della loro protervia”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs.”Riusciranno il ministro Tajani e il governo Meloni, per una volta, – conclude il leader rossoverde – a dimostrare il loro patriottismo o continueranno a far finta di niente confermando la loro subalternità a Trump?”. 

Ambasciatore israeliano all'Onu: "Inserimento in lista nera è lontana dai fatti"

“L’Onu ha inserito Israele nella lista nera della violenza sessuale nelle zone di conflitto, accanto alle organizzazioni terroristiche più spietate al mondo: Hamas e l’Isis. Si tratta di una decisione politica! Lontana dai fatti e dalla realtà!”. È quanto afferma in un post sul social X l’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite Danny Danon. “Israele ha fornito prove, documenti e risposte dettagliate a ogni accusa”, aggiunge, “abbiamo invitato i rappresentanti dell’Onu a recarsi sul posto per esaminare da vicino la situazione, ma ovviamente hanno scelto di non farlo”. “Quando i fatti non si adattano alla narrativa, all’Onu si cambia semplicemente la narrativa”, conclude Danon, “continueremo a difendere la verità e a smascherare le calunnie su ogni palcoscenico possibile. La verità trionferà”.

Libano, Spagna: "Azioni di Israele inaccettabili, va contro il diritto internazionale"

Per il Medioriente “siamo molto preoccupati dalle notizie che insistono sul fatto che Israele consideri la guerra l’unica possibilità e l’unico modo per relazionarsi con gli altri popoli del Medio Oriente. L’ordine di dichiarare il sud del Libano zona di guerra e di intimare a tutti di abbandonare l’area è assolutamente inaccettabile. È contrario al diritto internazionale”. Lo dice il ministro spagnolo degli Esteri José Manuel Albares arrivando al Consiglio Esteri informale a Cipro.

“Israele – aggiunge – deve accettare che gli altri Paesi hanno esattamente lo stesso diritto di Israele ad avere un proprio Stato e a vivere in pace e sicurezza. Israele ha il diritto di avere un proprio Stato in modo pacifico e sicuro. Ma il popolo palestinese, il popolo libanese, ha esattamente lo stesso diritto. Ed è per questo che la voce dell’Europa deve alzarsi forte, dicendo a Israele che se vuole relazionarsi con noi normalmente, non può non comportarsi come noi. Le democrazie non violano il diritto internazionale, non violano i diritti umani”. 

Tajani: "Mi auguro si trovi un accordo per riaprire Hormuz e arrivare a una tregua duratura"

Per quanto riguarda la situazione in Iran “ci sono ancora violazioni del cessare del fuoco da una parte e dall’altra, minacce ci sono anche da parte iraniana e non dobbiamo sottovalutare ciò. Ma mi auguro che i colloqui possano andare avanti, si possa trovare un accordo per riaprire Hormuz e per arrivare finalmente a un cessato di fuoco duraturo”. Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando al Consiglio Esteri informale a Cipro. 

Media: Onu inserirà Israele nella lista nera per crimini sessuali

Secondo quanto riporta Ynet, le Nazioni Unite annunceranno l’inserimento di entità israeliane nella lista nera dei paesi e delle organizzazioni terroristiche che commettono violenza sessuale nelle zone di conflitto. Tra le entità incluse nella lista figura il Servizio penitenziario israeliano (IPS), insieme ad altre autorità israeliane, che sono entrate in un programma di monitoraggio per una possibile futura inclusione.

Media: famiglia uccisa in un raid dell'Idf mentre scappava dal sud

Almeno sei persone, tra cui bambini, sono rimaste uccise in un attacco di droni israeliani sull’autostrada Adloun, nella zona di Nabi Sari, nel Libano meridionale. Lo riporta l’Agenzia nazionale di stampa libanese (NNA). Le vittime, che secondo quanto riferito appartenevano alla stessa famiglia, sono state uccise in un attacco israeliano “mentre cercavano all’alba di fuggire dai villaggi minacciati verso un luogo sicuro”. L’autostrada Adloun è un tratto costiero cruciale della principale arteria stradale che collega Sidone e Tiro, nel Libano meridionale.

Teheran: "Accordo con Usa non significherebbe la fine della guerra"

Un possibile accordo tra Iran e Stati Uniti non significherebbe la fine della guerra. Lo ha dichiarato il parlamentare iraniano Kamran Ghazanfari, secondo cui Teheran non può fidarsi di un accordo con Washington. Ghazanfari ha anche messo in guardia contro un eccessivo ottimismo riguardo ai colloqui. Lo riporta Iran international. 

Teheran: "Beni congelati devono esserci restituiti senza condizioni"

L’Iran chiede la restituzione integrale di tutti i beni bloccati dagli Stati Uniti. Lo ha dichiarato Ali Bagheri Kani, vicesegretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano. Ali Bagheri Kani ha affermato che i beni appartengono agli iraniani e devono essere restituiti “integralmente e senza condizioni”. Lo riporta Iran International.

Gas, in rialzo prezzi futures Ttf con tensioni Usa-Iran: +2,3% a 47,5 euro/MWh

Le nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran spingono al rialzo il prezzo dei futures per giugno del gas all’hub di riferimento europeo, il Ttf di Amsterdam, attualmente in crescita del 2,34% con i contratti scambiati a 47,5 euro al megawattora. 

Borsa, asiatiche in calo con tensioni Usa-Iran: Tokyo -0,7%

Andamento in calo per le borse asiatiche in scia alle nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran nel Golfo Persico. L’indice Nikkei a Tokyo cede attualmente lo 0,7%, in calo le cinesi con Shanghai a -0,21% e Shenzhen a -0,86%. Giù anche il Kospi di Seul (-1,91%) e l’Hang Seng di Hong Kong (-1,94%). 

Kallas: "Stretto di Hormuz tra guerra e pace, tutti pagano caro prezzo"

“Ci aspettavamo una firma dell’accordo ma finora non è successo. In questo momento, lo Stretto di Hormuz si trova in una strana situazione tra guerra e pace ed è nell’interesse di tutti che la libertà di navigazione sia rispettata, perché tutti stanno pagando un prezzo molto alto”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al Consiglio Esteri informale a Cipro. “Da quanto ci dicono i partner regionali, sono molto vicini all’accordo” ma è una cosa che “sentiamo già da tempo. Il primo obiettivo è porre fine alla guerra, riaprire lo Stretto di Hormuz e poi negoziare su questioni delicate come il nucleare. E in questo ambito anche l’Europa può dare il suo contributo”, aggiunge Kallas sottolineando poi che “non è nell’interesse di nessuno che questa guerra continui”.

Esercito Kuwait: "Colpiti da attacco con missili e droni"

Il Kuwait ha dichiarato di essere stato oggetto di un attacco con missili e droni nella notte tra mercoledì e giovedì, mentre il fragile cessate il fuoco tra Usa e Iran è stato nuovamente messo a dura prova dopo che Washington ha condotto attacchi contro l’Iran e Teheran ha affermato di aver risposto con un attacco a sua volta. L’annuncio è stato dato dalle forze armate kuwaitiane, senza fornire ulteriori dettagli su quale obiettivo fosse stato colpito. Il Kuwait è stato ripetutamente bersaglio di attacchi da parte dell’Iran e delle milizie sciite sostenute dall’Iran in Iraq durante la guerra. Nessuno ha immediatamente rivendicato la responsabilità di quest’ultimo attacco.

Pasdaran, colpita base aerea Usa

I Pasdaran iraniani hanno reso noto di aver colpito una “base aerea statunitense” in risposta all’attacco di Washington contro una struttura militare iraniana nei pressi di Bandar Abbas. Lo riporta Al-Jazeera citando l’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, nella dichiarazione diffusa da Tasnim, ha definito la base aerea come “l’origine dell’aggressione statunitense” senza però specificarne l’ubicazione. I Pasdaran hanno inoltre affermato che “qualsiasi aggressione non resterà impunita”, aggiungendo che ulteriori azioni militari saranno oggetto di una risposta “più decisa”.

Usa sanzionano agenzia Teheran per controllo Stretto Hormuz

L’amministrazione statunitense di Trump ha imposto ulteriori sanzioni all’Iran, prendendo di mira questa volta l’Autorità dello Stretto del Golfo Persico, la neonata agenzia iraniana incaricata di controllare il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. La decisione, resa nota in anteprima dall’Associated Press, rappresenta l’ultimo tentativo di Washington di utilizzare la leva economica, oltre all’azione militare, per spingere la leadership iraniana a un accordo per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto. Le sanzioni sono state annunciate mercoledì sera, dopo che le forze statunitensi hanno effettuato attacchi contro una struttura militare iraniana, abbattendo droni d’attacco iraniani, secondo quanto riferito da funzionari statunitensi. 

Teheran spara contro 4 navi, tentavano di attraversare Hormuz

L’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citata da Al-Jazeera, riferisce che le forze navali iraniane hanno fermato quattro navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz e di entrare nel Golfo Persico senza coordinarsi con le autorità di Teheran. Citando un ufficiale militare, Tasnim afferma che le navi avevano ricevuto un primo avvertimento dalle forze navali iraniane. Essendo l’avviso stato ignorato, sono stati sparati colpi di avvertimento verso le imbarcazioni, costrette a tornare indietro. 

Usa colpiscono sito militare e abbattono 4 droni

Le forze armate statunitensi hanno condotto nuovi attacchi contro una struttura militare iraniana e abbattuto quattro droni d’attacco iraniani. Lo riferiscono funzionari statunitensi che hanno parlato a condizione di anonimato. I quattro droni di Teheran, secondo quanto riferito, rappresentavano una minaccia nello Stretto di Hormuz, mentre la struttura militare colpita è una stazione di controllo a Bandar Abbas da cui stava per essere lanciato un quinto drone. Gli attacchi sono avvenuti dopo che il presidente Donald Trump aveva affermato che l’Iran stava “negoziando con le ultime forze a disposizione”.

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