Iran, Trump: “Teheran sta negoziando allo stremo, forse dovremo finire il lavoro” – La diretta

Iran, Trump: “Teheran sta negoziando allo stremo, forse dovremo finire il lavoro” – La diretta
(AP Photo/Alex Brandon)

La Casa Bianca ha smentito le indiscrezioni secondo cui nella bozza d’intesa erano previsti il ritiro Usa e la riapertura di Hormuz in 30 giorni

Nonostante gli attacchi sferrati ieri dagli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz a scopo difensivo, la fase di mediazione tra Washington e Teheran continua. Sono gli stessi Guardiani della Rivoluzione iraniani a dire che “una ripresa della guerra è improbabile” a causa “della debolezza del nemico”.

Fuori dall’Iran, intanto, si inasprisce di nuovo la lotta tra Israele ed Hezbollah: i combattenti del Libano denunciano scontri a distanza ravvicinata con l’Idf a nord del fiume Litani, nel sud del Paese. Nel frattempo, da Tel Aviv il ministro della Difesa Israel Katz conferma l’uccisione del comandante militare di Hamas, Mohammed Odeh: l’uomo sarebbe stato eliminato ieri durante un raid su Gaza.

Lo ha detto con un post sul suo account ufficiale X, in cui si legge che “Il quarto comandante dell’ala militare dell’organizzazione terroristica Hamas a Gaza è stato mandato a raggiungere i suoi compagni nelle profondità dell’inferno. A nome del Primo Ministro e a titolo personale, congratulazioni alle Idf e allo Shin Bet per la brillante operazione”.

Guerra in Iran, tutti gli aggiornamenti in diretta
Inizio diretta: 27/05/26 10:00
Fine diretta: 27/05/26 23:59
Media: "Almeno 4 morti in raid isrtaeliano a Gaza City"

Almeno quattro persone sono morte e altre 15 sono rimaste ferite in un raid aereo israeliano contro un’abitazione nel centro di Gaza City. Lo riferisce la Mezzaluna Rossa palestinese, citata da Al Jazeera.

Premier Pakistan sente Pezeshkian: "Auspico sforzi portino ad accordo pace"

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha avuto un colloquio telefonico con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in occasione della festività di Eid al-Adha. Pezeshkian “ha espresso il suo sincero apprezzamento per gli sforzi profusi dal Pakistan per la pace nella regione e ha riconosciuto l’importante ruolo svolto dal Feldmaresciallo Syed Asim Munir, insieme al sostegno di paesi fratelli come l’Arabia Saudita, il Qatar e la Turchia”, ha scritto Sharif su X. “Ho ribadito l’incrollabile solidarietà del Pakistan al fraterno popolo iraniano per la tragica perdita di vite umane durante l’attuale crisi e ho sottolineato che il Pakistan sarà sempre al fianco dell’Iran come amico e vicino sincero. Ho espresso la speranza che gli sforzi di pace in corso portino presto a un accordo duraturo, aprendo la strada alla stabilità, alla prosperità e alla cooperazione regionale”. “Abbiamo concordato di rimanere in stretto coordinamento per perseguire una pace duratura nella regione”, ha aggiunto il premier pakistano.

Beirut: 3269 morti in attacchi israeliani dal 2 marzo

Secondo il Ministero della salute di Beirut dal 2 marzo negli attacchi israeliani in Libano sono morte almeno 3269 persone. Lo riferisce Al Jazeera. I feriti sono 9840.

Tajani: "Chiediamo sanzioni forti per Ben Gvir, lavoriamo per accordo Ue"

E’ ancora presto per concludere. Abbiamo richiesto, per quello che è successo qualche giorno fa”, con i manifestanti trattati “senza alcun rispetto alla dignità umana, con aggressività, con violenza, da un ministro che è responsabile della Sicurezza nazionale, sanzioni forti da parte dell’Unione Europea”. Lo ha detto il ministero degli Esteri Antonio Tajani parlando in un punto stampa a Limassol dove domani si terrà la riunione informale dei ministri degli Esteri Ue e sarà affrontato anche il tema delle sanzioni nei confronti di Itamar Ben Gvir. “Stiamo lavorando perché tutti quanti decidano di intervenire. Quindi è una decisione mirata ad una persona per fatti ben precisi. Mi auguro alla fine che si possa raggiungere l’accordo”, ha aggiunto Tajani.

Trump: "Senza adesione ad Accordi Abramo, non sono sicuro di fare intesa con Teheran"

Se i Paesi arabi non aderiranno agli Accordi di Abramo “non sono sicuro che dovremmo fare l’intesa” con l’Iran. Lo ha detto Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. “Penso che ce lo devono”, ha aggiunto il presidente. “Non dirò cosa è subordinato e cosa no”, ma “lo stiamo chiedendo con forza”, ha proseguito Trump.

Trump: "Non voglio un accordo scadente"

“Dovrà essere perfetto. Non ho fatto tutto questo per ottenere un accordo scadente”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. “Una delle cose che accadranno” in base all’accordo che viene negoziato in queste ore, ha aggiunto il presidente, è che “lo Stretto riaprirà immediatamente”.

Idf, avviso evacuazione a residenti nel sud del Libano: "E' zona di combattimento"

Le Forze di Difesa Israeliane hanno emesso un avviso di evacuazione generalizzato, esortando i residenti del sud del Libano a spostarsi a nord del fiume Zahrani, avvertendo che “tutte le aree a sud del fiume sono considerate zone di combattimento”. “Invitiamo tutti i residenti del Libano meridionale a tenersi lontani dagli agenti, dalle strutture e dalle attrezzature da combattimento di Hezbollah”, ha dichiarato il portavoce militare Avichay Adraee, aggiungendo che “le Forze di Difesa Israeliane non intendono nuocere ai civili”. 

Trump: "No a uranio Teheran a Cina o Russia"

“Non mi sentirei a mio agio”. Così Donald Trump ha risposto a una giornalista che chiedeva della possibilità che l’uranio arricchito iraniano passi sotto il controllo di Russia o Cina. 

Trump: "Hormuz sarà aperto a tutti, sono acque internazionali"

Lo Stretto di Hormuz “sarà aperto a tutti, sono acque internazionali”. Lo ha detto Donald Trump rispondendo alle domande dei giornalisti alla Casa Bianca. “Nessuno lo controllerà, sarà aperto a tutti”, ha detto il presidente.

Hegseth: "Teheran non può più fabbricare missili"

L’Iran può forse essere ancora in possesso di missili, ma “non può più fabbricarne” e “non può più fabbricare droni e navi”. Lo ha detto il segretario alla Difesa Pete Hegseth nella riunione di gabinetto in corso alla Casa Bianca. Il Pentagono, ha assicurato Hegseth, è “preparato per finire il lavoro” in caso di fallimento dei negoziati. 

Trump: "Teheran sta negoziando allo stremo, forse dovremo finire il lavoro"

L’Iran sta “negoziando allo stremo” e “vuole un accordo”. Lo ha detto Donald Trump durante la riunione di gabinetto alla Casa Bianca. “vediamo che succede, forse dovremo tornare lì e finire il lavoro”, ha aggiunto il presidente.

Trump: "Teheran sta negoziando allo stremo, forse dovremo finire il lavoro"

L’Iran sta “negoziando allo stremo” e “vuole un accordo”. Lo ha detto Donald Trump durante la riunione di gabinetto alla Casa Bianca. “vediamo che succede, forse dovremo tornare lì e finire il lavoro”, ha aggiunto il presidente.

Trump: "Teheran non può avere arma nucleare"

“L’Iran non può avere l’arma nucleare”. Lo ha ribadito Donald Trump nella riunione di gabinetto in corso alla Casa Bianca. “Lo sto facendo per il mondo” e “la gente lo capisce”, ha aggiunto il presidente, sottolineando che i risultati delle primarie di ieri notte, favorevoli ai candidati da lui sostenuti, sono “il preludio” delle elezioni di midterm. EST NG01 lic 2

Trump: "Nessun allentamento sanzioni in cambio dell'uranio"
Trump

L’Iran non otterrà un allentamento delle sanzioni in cambio della rinuncia all’uranio altamente arricchito. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista alla Pbs, gli Stati Uniti e l’Iran tentano di raggiungere un accordo per porre fine al conflitto. “No, no, affatto. Nessun allentamento delle sanzioni, no”, ha risposto Trump alla domanda se l’attuale accordo prevedesse che l’Iran rinunciasse al proprio uranio altamente arricchito in cambio di un allentamento delle sanzioni. Il presidente ha poi aggiunto: “Rinunceranno al loro uranio altamente arricchito non in cambio di un allentamento delle sanzioni. No, no, affatto”. 

Media iraniani, incendio negli uffici doganali dell'aeroporto Khomeini di Teheran

Un incendio è scoppiato all’aeroporto internazionale Imam Khomeini, a 30 km da Teheran. Lo riferisce l’agenzia di stampa Mehr. Le fiamme sono divampate al terzo piano dell’edificio degli uffici doganali, probabilmente nella sala server, secondo quanto riferito da un funzionario. I vigili del fuoco sono riusciti a domare il rogo e non risultano vittime.

L'esercito di Israele bombarda Tiro, residenti tentano di evacuare

Due ore dopo la pubblicazione dell’ordine di evacuazione per la città di Tiro e i suoi sobborghi, nel sud del Libano, l’aviazione dell’esercito israeliano ha recentemente effettuato il suo primo bombardamento sulla zona industriale di Masaken al-Chaabiyé. Lo riferisce L’Orient Le Jour. I soccorritori della protezione civile, affiliati al movimento Amal, sono stati mobilitati per aiutare la popolazione a evacuare la zona, visto che decine di migliaia di persone risiedono ancora nella regione. Le sue ambulanze stanno attualmente percorrendo le strade della città, esortando i residenti a fuggire il più rapidamente possibile. Due raid aerei israeliani hanno preso di mira anche il villaggio di Yater (Bint Jbeil), mentre un ciclomotore è stato colpito da un drone sulla strada tra Srifa e Bourj Qalaouay (Bint Jbeil).

Inasprite restrizioni su diffusione contenuti media internazionali

L’Iran ha inasprito le restrizioni sulla diffusione di contenuti giornalistici provenienti dal Paese, ordinando alle testate internazionali di limitare l’uso dei propri contenuti da parte dei media israeliani. Una direttiva emanata ieri e indirizzata a un gruppo di testate internazionali con sede a Teheran specificava le diciture obbligatorie da rispettare per “tutti i contenuti inviati, comprese foto, video, reportage e altre produzioni multimediali”. Le istruzioni, inviate anche ad Associated Press, provenivano dal ministero della Cultura e dell’Orientamento Islamico, che sovrintende all’attività dei media. “La responsabilità per il mancato rispetto di questa direttiva ricade sull’agenzia di stampa che invia il materiale”, si leggeva nelle istruzioni. Il testo che deve essere accompagnato ai contenuti dall’Iran delle testate giornalistiche straniere deve precisare che il contenuto in questione non può essere utilizzato dai media israeliani e dalle emittenti televisive in lingua farsi con sede al di fuori dell’Iran. Da anni l’Iran vieta ai media internazionali di condividere alcuni materiali con BBC Persian, VOA Persian, Manoto TV e Iran International, pena la chiusura delle loro attività nel Paese.

Casa Bianca: "Falsi i resoconti dei media di Teheran su memorandum"

Il Rapid Response Team della Casa Bianca smentisce le notizie che giungono da Teheran riguardo i contenuti del memorandum di intesa con gli Stati Uniti. “Questa notizia, diffusa da media controllati dall’Iran, non è vera e il Memorandum d’intesa che hanno ‘reso pubblico’ è una totale invenzione. Nessuno dovrebbe credere a ciò che i media di Stato iraniani diffondono”, si legge in un post su X.

Soldato esercito ucciso in attacco israeliano nella Valle Bekaa, in Libano

L’esercito libanese ha reso noto di aver recuperato il corpo di un soldato libanese ucciso in un attacco israeliano nella zona del lago Qaraoun, nella valle della Bekaa. In una nota sul suo account ufficiale X, l’esercito libanese ha affermato di non essere riuscito a raggiungere il soldato ucciso ieri a causa delle “continue minacce alla sicurezza e degli attacchi nemici nella zona”. Lo riporta Al Jazeera.

Idf: "Con accordo aerei Usa trasferiti da Tel Aviv in varie basi Europa"

Il capo di stato maggiore dell’esercito d’Israele (Idf) Eyal Zamir ha affermato che, qualora venisse firmato un accordo tra l’Iran e gli Stati Uniti, dal momento della firma tutti gli aerei della Marina statunitense lascerebbero l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv il prima possibile e verrebbero trasferiti in varie basi in tutta Europa, con l’impegno che, qualora la campagna militare contro l’Iran riprendesse, l’aeroporto consentirebbe il rientro degli aerei della Marina statunitense entro 72 ore. Lo riporta Ynet.

In Libano continuano attacchi di Israele, almeno 3 morti

L’esercito israeliano continua a bombardare Nabatiyeh, nel sud del Libano e già bersaglio di almeno tre raid, e le aree circostanti. Almeno tre persone sono state uccise. Un attacco di droni ha ucciso un anziano cittadino siriano durante un bombardamento sulla città, mentre due fratelli, Mohammad e Ali Fouad Ghamlouche, sono stati uccisi in un attacco a un edificio a Habbouche, un villaggio vicino. Lo riporta L’Orient Le Jour. Quattro famiglie sono state evacuate da Nabatiyeh dai soccorritori in seguito ai raid sulla città. L’esercito israeliano ha colpito anche Nabatiyeh el-Faouqa, Zebdine, Kfar Joz e Zaoutar el-Charqiyeh, sempre nel distretto di Nabatiyeh. Bombardamenti hanno preso di mira anche la città di Mayfadoun , Deir Qanoun Ras el-Aïn, Batouliyé e Majdel Zoun nel distretto di Tiro, e Hadatha e Baraachit nel distretto di Bint Jbeil. Un potente attacco israeliano ha preso di mira anche la valle di Erkay nel distretto di Sidone, e le esplosioni sono state udite fino alla città di Sidone.

Media, nel memorandum ritiro forze Usa e riapertura Hormuz entro 30 giorni

La televisione di stato iraniana afferma che Teheran ha ottenuto una bozza di un quadro iniziale non ufficiale per un memorandum d’intesa con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra. L’accordo prevede il ritiro delle forze statunitensi dalle vicinanze dell’Iran, mentre l’Iran consentirebbe il ritorno del transito commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz ai livelli prebellici entro 30 giorni. Tuttavia, secondo quanto riportato dai media iraniani, le navi militari statunitensi non sarebbero incluse nell’accordo preliminare per Hormuz, dove il traffico navale sarebbe gestito dall’Iran in coordinamento con l’Oman. Si sottolinea inoltre che il quadro di riferimento non è ancora definitivo e che l’Iran non procederà senza una “verifica tangibile”. “Gli Stati Uniti si sono impegnati a ritirare le proprie forze militari dall’area circostante l’Iran; resta da definire, tramite negoziati, se ciò includa le forze dispiegate nella regione o quelle di stanza nelle basi”, si legge nella bozza. “Se si raggiungerà un accordo definitivo entro 60 giorni, tale accordo sarà approvato sotto forma di risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”, aggiunge la tv iraniana.

Idf: "Diversi droni Hezbollah su nord Israele, nessun ferito"

Secondo quanto riferito dalle Forze di Difesa israeliane (IDF), diversi droni esplosivi di Hezbollah sono stati colpiti e si sono schiantati poco fa nel nord di Israele, vicino al confine con il Libano. In numerose comunità di confine sono state attivate le sirene di allarme aereo. Non si segnalano feriti. Lo riporta il Times of Israel.

Hamas conferma morte Odeh, uccisi anche madre, moglie e 3 figli

Hamas ha confermato l’uccisione di Mohammed Odeh, comandante dell’ala militare del gruppo, in un attacco israeliano. In una dichiarazione, il gruppo palestinese ha affermato che nel recente attacco israeliano, oltre a Muhammad Odeh, noto come Abu Amr, sono stati uccisi anche sua madre, sua moglie e tre figli. Lo riporta Bbc Persin. Secondo quanto riferito dagli ospedali locali, almeno altre 12 persone sono rimaste ferite nell’attacco di ieri contro un mercato. Oggi migliaia di persone si sono radunate per il funerale collettivo della famiglia di Odeh nella città di Gaza. I partecipanti al corteo funebre hanno coperto i quattro corpi con bandiere verdi di Hamas e hanno marciato da una moschea attraverso la città, intonando canti e sparando colpi in aria. Alcuni portavano cartelloni con l’immagine di Odeh su cui spiccava la scritta “uno dei capi di stato maggiore delle Brigate Qassam”, in riferimento all’ala militare di Hamas.

Sud Corea convoca l'ambasciatore di Teheran per attacco nave in Stretto Hormuz

La Corea del Sud ha convocato l’ambasciatore iraniano per protestare contro l’attacco a una nave battente bandiera sudcoreana nello Stretto di Hormuz, dopo che gli investigatori hanno concluso che l’imbarcazione è stata probabilmente colpita da missili antinave di fabbricazione iraniana. Lo riporta l’agenzia Yonhap. Il viceministro degli Esteri Park Yoon-joo ha dichiarato che le analisi tecniche hanno dimostrato che i due oggetti volanti non identificati che hanno colpito la HMM Namu il 4 maggio erano probabilmente missili antinave della serie Noor sviluppati dall’Iran. Secondo l’inchiesta governativa, la prima testata non è esplosa, mentre la seconda è detonata all’impatto. Park ha aggiunto che i missili sono utilizzati dalla marina iraniana, dalle Guardie Rivoluzionarie e da gruppi filo-iraniani.

Idf lancia nuova ondata attacchi aerei contro siti Hezbollah nel sud del Libano

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno lanciato una nuova ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah nel Libano meridionale. L’esercito aveva emesso avvisi di evacuazione per la città di Nabatieh e cinque città e villaggi nel Libano meridionale. Lo riporta il Times of Israel precisando che i raid giungono in un contesto di recente intensificazione degli attacchi con droni di Hezbollah contro le truppe che operano in Libano e nelle comunità del nord di Israele.

Idf emette nuovi avvisi di evacuazione per 5 villaggi nel sud del Libano

Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno emesso avvisi di evacuazione per cinque città e villaggi nel Libano meridionale in vista di raid aerei contro le infrastrutture di Hezbollah. Ai residenti di Kfar Houneh, Aaramta, Mlikh, Jarjouaa e Houmin al-Fawqa è stato ordinato di evacuare ad almeno un chilometro di distanza. “Alla luce delle violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah, le Idf sono costrette ad agire con la forza e non intendono nuocere a voi”, avverte il portavoce dell’esercito, colonnello Avichay Adraee. Lo riporta Times of Israel. 

Idf: "Colpiti oltre 150 siti Hezbollah in un giorno"

Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano di aver colpito, nelle ultime 24 ore, oltre 150 siti e militanti di Hezbollah nelle città libanesi di Tiro e Nabatieh, nonché nella valle della Beqaa, pubblicando filmati degli attacchi. Lo riporta il Times of Israel sottolineando che negli ultimi giorni, l’esercito ha emesso diversi avvisi di evacuazione per i residenti di diverse aree del Libano meridionale in vista di attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah, l’ultimo dei quali ha interessato Nabatieh nella giornata di oggi.

Sud Corea: "Missile di Teheran coinvolto in un attacco a una nostra nave"

Il ministero degli Esteri della Corea del Sud ha affermato che l’attacco a una nave mercantile della compagnia HMM nello Stretto di Hormuz, avvenuto all’inizio di questo mese, ha probabilmente coinvolto un missile antinave iraniano. Lo riporta Iran International.

Teheran: "Contatti indiretti con Usa continuano"

I contatti indiretti tra Iran e Stati Uniti continuano. Lo ha riferito il vicesegretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Bagheri, come riporta Iran International. Bagheri ha aggiunto che la questione delle scorte di uranio arricchito dell’Iran non sono all’ordine del giorno dei negoziati. Lo riporta Iran International.

Hezbollah: "Nuovi scontri a distanza ravvicinata con Idf a nord del Litani"

Hezbollah afferma che i suoi combattenti si sono scontrati con le forze dell’esercito di Israele in una città a nord del fiume Litani, nel sud del Libano, dopo che ieri l’esercito israeliano (Idf) aveva annunciato l’intensificazione delle incursioni di terra nel sud del Paese. In un comunicato, il gruppo armato sciita ha affermato che i suoi combattenti si sono scontrati “a distanza ravvicinata con le forze nemiche” nella città di Zawtar al-Sharqiyah. Lo riporta Al Jazeera. La città si trova al limite della ‘linea gialla’ dichiarata unilateralmente da Israele nel Libano meridionale, per delimitare il territorio occupato dai suoi soldati.

 Secondo L’Orient Le Jour, si sentono rumori di combattimenti fino a Sidone. Citando fonti attendibili, la testata libanese riporta che Hezbollah sta conducendo attacchi ripetuti contro le forze israeliane a Zawtar al-Sharqiyeh utilizzando artiglieria, razzi e droni, e sta impedendo a un’altra forza israeliana di avanzare verso Yohmor al-Shaqif. Da parte sua, l’esercito di Israele ha colpito Zawtar al-Sharqiyeh, Yohmor al-Shaqif e Nabatieh al-Faouqa nella regione più volte nell’ultima ora.

Katz: "Ucciso il capo militare di Hamas"

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha confermato l’uccisione del comandante militare di Hamas Mohammed Odeh in un raid a Gaza ieri. “Il quarto comandante dell’ala militare dell’organizzazione terroristica Hamas a Gaza è stato eliminato ieri e mandato a raggiungere i suoi compagni nelle profondità dell’inferno”, ha scritto Katz su X. “A nome del Primo Ministro e a titolo personale, congratulazioni alle Idf e allo Shin Bet per la brillante operazione”, ha aggiunto. E ancora: “Ci siamo impegnati a eliminare tutti coloro che hanno guidato il massacro del 7 ottobre, e così sarà: sono tutti condannati a morte, ovunque si trovino. Ci siamo impegnati affinché Hamas non governi Gaza né civilmente né militarmente, e così sarà”. “Inoltre, verrà attuato il piano di emigrazione volontaria da Gaza – tutto al momento giusto e nel modo giusto”, ha concluso. Odeh, nominato alla carica la scorsa settimana, era il successore di Izz al-Din al-Haddad, ucciso questo mese. Nelle scorse ore alcuni media palestinesi avevano riferito della morte di Odeh, dicendo che era stato ucciso insieme alla moglie e ai figli. Ieri, in una dichiarazione congiunta, il premier Benjamin Netanyahu e il ministro Katz avevano sottolineato che Odeh era a capo dei servizi segreti di Hamas durante gli attacchi del 7 ottobre 2023. I familiari di un uomo di nome Mohammed Odeh hanno dichiarato che è stato ucciso nell’attacco, ma non hanno confermato che fosse il capo dell’ala militare. Hamas non ha rilasciato commenti. Almeno tre persone sono state uccise e 12 ferite nell’attacco di ieri, avvenuto alla vigilia dell’Eid al-Adha, un’importante festività musulmana.

Tajani: "Parlerò con Saar, serve soluzione diplomatica"
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. (Foto Mauro Scrobogna / LaPresse)

“La situazione continua a essere una situazione di tensione. Continuiamo a dire che la soluzione deve essere una soluzione diplomatica, incoraggiamo tutti quanti e parlerò con il ministro degli Esteri di Israele per capire qual è la situazione”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine degli Stati generali della previdenza dei liberi professionisti in corso a Roma. “Dobbiamo andare avanti per rinforzare la tregua e trovare un accordo tra Iran e Stati Uniti, perché altrimenti la situazione può solo peggiorare”, ha aggiunto il ministro, “sono preoccupato per Hormuz e per le conseguenze di tipo economico”. 

Pasdaran: "Improbabile ripresa guerra con Usa"

 La ripresa della guerra con gli Usa è improbabile. Lo ha detto Mohammad Akbarzadeh della Marina dei Guardiani della rivoluzione, avvertendo però al tempo stesso che le forze iraniane sono in attesa e trasformeranno la costa in un “cimitero per gli aggressori”. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citata da Al-Jazeera. “La possibilità di una guerra è bassa a causa della debolezza del nemico. Le forze armate sono in agguato con i depositi pieni”, ha detto Akbarzadeh, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim. “Non dubitate che trasformeremo la zona da Chabahar a Mahshahr in un cimitero per gli aggressori”, ha aggiunto, nominando località situate alle due estremità della lunga costa meridionale dell’Iran.

© Riproduzione Riservata