Dentro le camere interne della grotta dove sono morti i sub italiani alle Maldive: il team di soccorso Dan Europe (Divers Alert Network) ha pubblicato le prime foto della grotta dell’atollo di Vaavu dove si sono immersi per l’ultima volta i cinque subacquei. Sono immagini che documentano ambienti angusti, dove la visibilità diventa facilmente bassa: la sabbia – o meglio, il sedimento di corallo – viene smossa dai movimenti dell’acqua e dei sub e diventa una polvere che confonde ogni visuale.

Nelle camere interne della grotta dove hanno operato i soccorritori
Il team di volontari finlandesi – che ha recuperato i corpi della docente di Unige Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, l’assegnista Muriel Oddenino, Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri – , ha pubblicato oggi le foto sulla sua pagina Facebook. Un primo gruppo di immagini mostra il tratto iniziale degli ambienti della grotta, e poi “le sezioni interne più anguste della grotta, dove la visibilità può rapidamente ridursi a causa dei sedimenti corallini smossi” e nuotare diventa più complesso. “Questi sono gli ambienti in cui la squadra di soccorso ha operato durante la missione di ricerca e recupero negli ultimi giorni”, spiega il gruppo di soccorritori su Facebook.

Ieri l’ultima immersione di Dan Europe
Giovedì è stato l’ultimo giorno di immersione per il team di soccorso, che ha concluso la fase operativa subacquea della missione internazionale. Dopo il recupero di corpi in due giorni, martedì e mercoledì, nella terza immersione i sub finlandesi hanno rimosso le attrezzature. I subacquei sono tornati sul sito per rimuovere le sagole guida e le attrezzature operative installate all’interno del sistema di grotte durante le operazioni di recupero dei cadaveri. Un’immersione di circa tre ore, per 50 minuti di lavoro all’interno delle camere, in cui i sub hanno ripristinato l’ambiente e rimosso le tracce dell’intervento, oltre ad aver documentato e mappato alcune sezioni della grotta. Tutto il materiale recuperato, comprese attrezzature appartenenti alle vittime, ai soccorritori e a precedenti team operativi, è stato consegnato alla polizia maldiviana.

Sommacal: “Gruppo esperto, non voglio muoiano ogni giorno nelle ipotesi altrui”
“Io non voglio che mia figlia, mia moglie e gli altri subacquei muoiano ogni giorno nelle ipotesi degli altri. Erano un gruppo affiatato ed esperto, con solo uno scopo: proteggere la natura. Prima di parlare, rispettate le cose oggettive, guardate chi erano fino in fondo, lo sai da quello che hanno fatto. Leggete i curriculum”. Lo dice a LaPresse Carlo Sommacal, marito della docente dell’Università di Genova Monica Montefalcone e padre di Giorgia Sommacal, decedute durante un’immersione scientifica alle Maldive.
Nelle ore in cui i corpi delle cinque vittime viaggiano per tornare in Italia, con il rientro previsto domani, il marito della biologa e docente ripercorre i riconoscimenti e gli attestati arrivati in questi giorni di cordoglio, che raccontano gli anni di studio e di impegno, il lavoro per la ricerca, come quello del presidente internazionale della Società scientifica di tecniche subacquee, che le aveva conferito il Tridente d’oro pochi mesi fa. “Erano esperti. Mia moglie era una sirena, una persona col sole negli occhi. Ha pubblicato su Nature, ricevuto il Tridente d’oro. Quella grotta in cui sono andati è un museo del mare. Su cos’è successo lì ne hanno dette di tutti i colori, ma sono illazioni. Non voglio che muoiano ogni giorno”, ripete Sommacal, che per dare un’idea del livello di preparazione sottolinea che si può guardare il curriculum della moglie, disponibile online in una versione aggiornata nel 2019. In quelle 19 pagine ci sono le esperienze scientifiche e di studio, le pubblicazioni, le partecipazioni a congressi internazionali, i progetti scientifici, e anche i brevetti, compreso quello di Cave Diver, da speleo sub. Sul sito del Distav, invece, il profilo della docente non si visualizza più. “Not found”, avvisa la pagina. Domani l’arrivo delle salme è previsto nel primo pomeriggio all’aeroporto di Malpensa. Di lì verranno trasferite subito all’Istituto di medicina legale per le autopsie previste nell’ambito dell’inchiesta italiana.
“Aspetterò – spiega il marito, che domani non sarà a Milano -, hanno sempre sorriso, mia moglie e mia figlia. Aspetto. Non devo fare il riconoscimento”.

