Cuba, Usa schierano la portaerei Nimitz nei Caraibi. Trump: “Lì per aiutare, è un Paese fallito”

Cuba, Usa schierano la portaerei Nimitz nei Caraibi. Trump: “Lì per aiutare, è un Paese fallito”
La portaerei USS Nimitz nel Golfo di Panama, 30 marzo 2026 (AP Photo/Matias Delacroix)

Crescono le tensioni tra Washington e L’Avana. L’amministrazione repubblicana, inoltre, ha annunciato l’incriminazione dell’ex presidente cubano Raúl Castro

Le forze armate statunitensi hanno annunciato il dispiegamento del gruppo d’attacco della portaerei USS Nimitz nei Caraibi, in un contesto di crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cuba.

“La portaerei USS Nimitz (CVN 68), il Carrier Air Wing 17 (CVW-17) imbarcato, la USS Gridley (DDG 101) e la USNS Patuxent (T-AO 201) rappresentano l’emblema della prontezza operativa e della presenza, di una portata e letalità senza pari e di un vantaggio strategico”, ha dichiarato il Comando Meridionale degli Stati Uniti su X.

Trump: “La portaerei Nimitz è lì per aiutare. Cuba è un Paese fallito”

Sul caso è intervenuto anche Donald Trump che ha affermato che la portaerei Usa Nimitz inviata nei Caraibi non intende intimidire il governo cubano. “No, assolutamente no. I cubani, vedete, sono un Paese fallito. Lo sanno tutti. Non hanno elettricità. Non hanno soldi. Non hanno praticamente nulla”, ha detto il presidente Usa. “Non hanno cibo e noi li aiuteremo perché, innanzitutto, voglio aiutarli”.

“Non lo voglio fare per motivi umanitari, ma abbiamo la popolazione cubano-americana, gran parte della quale vive a Miami, in Florida. È un gruppo fantastico di persone, un gruppo straordinario, laborioso, semplicemente sono ottimi americani. Hanno voluto che questo accadesse, vogliono tornare nel loro Paese, vogliono aiutare il loro Paese, spero che rimangano qui, ma loro vogliono tornare indietro. Vogliono investire nel loro Paese e, sapete, vedere se riescono a rimetterlo in piedi. Altri presidenti hanno guardato a questo per 50, 60 anni cercando di fare qualcosa, e sembra che sarò io a farlo“, ha detto ancora. “Quindi sarei felice di farlo. Vogliamo aprire questa possibilità ai cubani-americani affinché possano tornare e dare una mano”.

L’ex presidente di Cuba Raul Castro incriminato negli Usa

Il dispiegamento avviene lo stesso giorno in cui l’amministrazione Trump ha annunciato l’incriminazione dell’ex presidente cubano Raúl Castro per il suo presunto ruolo nell’abbattimento, avvenuto nel 1996, di due aerei civili appartenenti al gruppo di esuli “Fratelli del Soccorso” con sede a Miami, in cui persero la vita quattro persone, tra cui tre americani. 

Il procuratore generale ad interim Todd Blanche e altri alti funzionari del dipartimento di Giustizia hanno dato l’annuncio a Miami, durante una cerimonia in onore delle vittime dell’abbattimento. “Per quasi 30 anni, le famiglie dei quattro americani assassinati hanno atteso giustizia”, ha dichiarato Blanche. “Erano civili disarmati e stavano svolgendo missioni umanitarie per il salvataggio e la protezione di persone in fuga dall’oppressione attraverso lo Stretto della Florida”.

Diaz-Canel: “Accuse a Castro senza alcun fondamento giuridico”

In seguito è arrivata la replica da parte di L’Avana, in particolar del presidente cubano Miguel Diaz-Canel. “L’accusa contro il generale dell’esercito Raúl Castro Ruz, appena annunciata dal governo statunitense, non fa che rivelare l’arroganza e la frustrazione che i rappresentanti dell’impero provano nei confronti dell’incrollabile determinazione della Rivoluzione cubana e dell’unità e della forza morale della sua leadership”, ha scritto su X.

Si tratta “di una manovra politica, priva di qualsiasi fondamento giuridico, volta unicamente a gonfiare il dossier fabbricato che usano per giustificare la follia di un’aggressione militare contro Cuba“. “Gli Stati Uniti mentono e distorcono gli eventi relativi all’abbattimento degli aerei appartenenti all’organizzazione narco-terroristica ‘Brothers to the Rescue’ nel 1996. Sanno benissimo – data l’abbondanza di prove documentali – che non è stata intrapresa alcuna azione imprudente né è stato violato il diritto internazionale, come invece hanno fatto le forze militari statunitensi con le loro fredde e pubblicamente pubblicizzate esecuzioni extragiudiziali contro navi civili nei Caraibi e nel Pacifico”, ha aggiunto Diaz-Canel.

“Il 24 febbraio 1996, Cuba ha agito per legittima difesa nelle sue acque territoriali, a seguito di ripetute e pericolose violazioni del nostro spazio aereo da parte di noti terroristi – un fatto di cui l’amministrazione statunitense dell’epoca era stata allertata in più di una dozzina di occasioni, eppure ha ignorato gli avvertimenti e ha permesso che tali violazioni continuassero”, ha aggiunto il presidente cubano.

“La statura etica e lo spirito umanitario della sua eredità distruggono qualsiasi infamia che si possa tentare di attribuire al generale dell’esercito Raúl Castro. Come comandante guerrigliero e come statista, si è guadagnato l’amore del suo popolo, insieme al rispetto e all’ammirazione degli altri leader della regione e del mondo. Questi valori sono la sua più grande difesa e uno scudo morale contro questo ridicolo tentativo di sminuire la sua statura di eroe”.

Mosca: “L’incriminazione di Castro rasenta la violenza”

“Riteniamo che la pressione esercitata su Cuba non possa essere tollerata“, ha commentato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov parlando di “metodi che rasentano la violenza”. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass. “Riteniamo che in nessun caso tali metodi, che rasentano la violenza, debbano essere utilizzati contro i funzionari di più alto rango. In realtà, non è la prima volta che assistiamo a questo. Non tolleriamo nulla di tutto ciò”, ha aggiunto.

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