“Le navi dell’IOF (Forze di occupazione israeliane ndr.) hanno cominciato a intercettare le barche della Global Sumud Flotilla“. Lo comunica la portavoce dell’iniziativa in Italia, Maria Elena Delia, sottolineando che l’operazione avviene “illegalmente” e “in acque internazionali”. L’agenzia di stampa turca Anadolu riporta che “le forze israeliane hanno iniziato ad attaccare le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla in acque internazionali”. Secondo i dati di tracciamento la Global Sumud Flotilla, che è composta da una cinquantina di imbarcazioni dirette verso la Striscia di Gaza, si trova attualmente a ovest di Cipro, dopo essere partita dalla Turchia giovedì.
Il live streaming della Global Sumud Flotilla ha mostrato gli attivisti a bordo di diverse imbarcazioni che indossavano giubbotti di salvataggio e alzavano le mani prima che una nave con a bordo le truppe israeliane si avvicinasse. Soldati in tenuta da combattimento sono salite a bordo dell’imbarcazione e il live streaming si è interrotto bruscamente. Poco prima dell’intercettazione il ministero degli Esteri israeliano aveva invitato gli attivisti a “cambiare rotta e tornare indietro immediatamente”. Il 30 aprile le forze israeliane hanno intercettato più di 20 imbarcazioni della Flotilla vicino all’isola greca meridionale di Creta, trattenendo inizialmente circa 175 attivisti. L’incidente ha suscitato proteste e condanne da parte di diversi Paesi. I funzionari israeliani hanno sostenuto di aver dovuto agire tempestivamente a causa dell’elevato numero di imbarcazioni coinvolte. I soldati hanno portato in Israele 2 degli attivisti – Saif Abukeshek, di origine palestinese e con doppia cittadinanza spagnola e svedese, e Thiago Ávila, cittadino brasiliano. In Israele sono stati interrogati e trattenuti per diversi giorni. Gli attivisti hanno accusato Israele di tortura, cosa che Israele ha negato. Il Brasile e la Spagna hanno condannato Israele per quello che hanno definito “il rapimento” dei loro cittadini. I due attivisti sono poi stati espulsi da Israele.
Attivisti: “Persi contatti con una barca”
La Global Sumud Flotilla ha riferito di avere perso i contatti con una delle sue imbarcazioni a seguito dell’intervento di Israele, che ha avviato circa un’ora fa l’intercettazione delle navi, con abbordaggi. “Si è perso il contatto con una delle nostre imbarcazioni”, ha riferito l’unità di crisi della Global Sumud Flotilla, citata dall’agenzia di stampa turca Anadolu.
“Alcune delle barche della Global Summud Flotilla battono bandiera italiana e sono formalmente considerabili territorio italiano: a bordo ci sono 35 cittadini italiani. Chiediamo al governo di opporsi a questa violazione del diritto internazionale, di attivare i canali diplomatici e di richiedere un passaggio sicuro per la flotta”. A dirlo è Sara M., responsabile della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla, a margine del corteo per lo sciopero generale in corso a Milano, mentre la notizia dell’intercettazione delle navi in acque internazionali nei pressi di Cipro raggiungeva i manifestanti in piazzale Loreto. “Quello che sappiamo è che è in corso un atto di pirateria. Le forze israeliane sono salite a bordo di navi fermate in acque internazionali per sottrarne l’equipaggio”, ha proseguito la portavoce, che ha spiegato che le forze israeliane stanno utilizzando disturbatori jamming.
“L’equipaggio è preoccupato, ma non per se stesso – ha aggiunto -. Per i palestinesi, che ogni giorno devono subire la paura che noi in questo momento stiamo provando. Per noi si parla di ore, per loro di 78 anni”.
Membro dell’equipaggio: “Tre navi da guerra attorno a noi”
“Ci sono almeno tre navi da guerra: due alla nostra sinistra, una alla nostra destra. Continuiamo a evadere l’intercetto insieme ad altre decine di barche e facciamo rotta verso Gaza”. A dirlo è un membro dell’equipaggio della Global Summud Flotilla, in un messaggio video inviato ai manifestanti riuniti a piazzale Loreto per lo sciopero generale, mentre le navi vengono bloccate in acque internazionali nei pressi di Cipro dalle forze navali israeliane. Nel messaggio, il componente dell’equipaggio ha lanciato un appello diretto all’Italia: “Bloccate tutto e chiediamo conto al governo Meloni, che è responsabile di genocidio e deve rendere conto alla storia di quello che sta facendo”, ha concluso il membro dell’equipaggio.
Israele agli attivisti: “Tornate subito indietro”
Poco prima la Marina israeliana, mentre si stava preparando a intercettare la Global Sumud Flotilla diretta a Gaza, aveva affermato che “Israele esorta tutti i partecipanti a questa provocazione a cambiare rotta e a tornare indietro immediatamente”.
“Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale su Gaza”, si legge sull’account X del ministero degli Esteri israeliano. “Ancora una volta, una provocazione fine a se stessa: un’altra cosiddetta ‘flottiglia di aiuti umanitari’ priva di qualsiasi aiuto umanitario. Questa volta, due violenti gruppi turchi – Mavi Marmara e IHH, quest’ultimo designato come organizzazione terroristica – prendono parte alla provocazione”, scrive il ministero israeliano.
Tajani a Israele: “Garantire sicurezza attivisti italiani”
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha effettuato anche oggi passi diplomatici con il Governo israeliano per chiedere rassicurazioni sulle condizioni di trattamento degli attivisti italiani che potrebbero essere fermati dalle Idf. Tajani, riferisce la Farnesina, ha chiesto all’Unità di crisi, alle ambasciate d’Italia a Tel Aviv, Ankara e Nicosia di effettuare tutti i passi necessari per tutelare l’incolumità degli italiani e assisterli in caso di sbarco. L’ambasciatore d’Italia a Tel Aviv ha avuto un ulteriore contatto con le autorità israeliane questa mattina per garantire la sicurezza degli italiani. La Farnesina continua a seguire l’evoluzione della situazione.

