Flotilla, attivisti: “Sottoposti a 40 ore di soprusi e crudeltà”

Flotilla, attivisti: “Sottoposti a 40 ore di soprusi e crudeltà”
Siracusa, 23 aprile 2026 (Foto Ufficio stampa WWF/LaPresse)

175 persone sono sbarcate a Creta questa mattina dopo essere state intercettate dalle forze di Israele: “La risposta dei militari è stata di pura violenza”

Gli attivisti della Global Sumud Flotilla sbarcati a Creta “sono appena sopravvissuti a 40 ore di crudeltà premeditata a bordo di una nave della marina”. E’ quanto si legge in un post sull’account ufficiale della Flotilla su X. “Sono stati privati di cibo e acqua a sufficienza e sono stati costretti a dormire su pavimenti che sono stati deliberatamente e ripetutamente allagati”, viene spiegato. “Quando i militari hanno cercato di sequestrare due dei partecipanti” gli attivisti “hanno opposto una resistenza pacifica”. “La risposta è stata di pura violenza: i partecipanti sono stati presi a pugni, calci e trascinati sul ponte con le mani legate dietro la schiena”.

Gli attivisti parlano di “fratture al naso, costole incrinate e percosse”. Inoltre una volta giunti a Creta la polizia greca “li ha trattenuti su autobus negando loro la libertà di andarsene”. Alcuni degli attivisti hanno iniziato uno sciopero della fame. “Non resteremo indifferenti. Chiediamo la loro liberazione e che la comunità internazionale ne risponda subito”, conclude il post della Flotilla.

Il gruppo, formato da 175 persone, è sbarcato questa mattina sull’isola greca dopo essere stato intercettato dalle forze israeliane nelle prime ore di giovedì in acque internazionali. Giorgia Meloni, appena saputo dell’accaduto, aveva condannato il gesto della marina di Tel Aviv, nonché il sequestro delle imbarcazioni, e chiesto il rilascio immediato degli attivisti italiani.

Attivisti: “Rilascio parziale attivisti non chiude incidente”

“Il rilascio parziale degli attivisti della Global Sumud Flotilla non chiude l’incidente: due persone rimangono in detenzione israeliana senza alcuna base giuridica, le imbarcazioni sono distrutte, i crimini commessi in acque internazionali restano senza risposta istituzionale”. E’ quanto si legge in un comunicato della Global Sumud Flotilla. Gli attivisti esprimono “profondo sconcerto e preoccupazione per la gravità dell’accaduto e per l’assenza di iniziative concrete successive alle dichiarazioni pubbliche di condanna” e chiedono al Governo italiano e alle istituzioni europee di non trattare il parziale rilascio come una chiusura dell’incidente.

La Global Sumud Flotilla inoltre mette in luce come il “rapimento” di Saif Abukeshek “è avvenuto su un’imbarcazione battente bandiera italiana: questo impone all’Italia precisi obblighi di protezione e di adoperarsi per porre fine a questa situazione grave e illegittima”. “Chiediamo con urgenza al governo italiano di: avviare immediatamente misure di protezione consolare e di assistenza legale volte ad assicurare l’immediato rilascio e l’incolumità di tutti i partecipanti alla missione umanitaria imbarcati su navi battenti bandiera italiana; condannare e formalmente gli atti posti in essere da Israele contro la missione della Global Sumud Flotilla e avviare l’accertamento delle responsabilità per i crimini perpetrati; inviare immediatamente una nota diplomatica formale e pubblica al governo di Israele, per riaffermare la natura umanitaria della Global Sumud Flotilla e chiedere formalmente a Israele di non interferire con il suo passaggio e – concludono – adoperarsi per il rilascio delle imbarcazioni illegalmente sequestrate e del carico umanitario presente a bordo al momento dell’abbordaggio”.

© Riproduzione Riservata