Il vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani “sarà stasera a Modena e Bologna per portare la sua vicinanza alla popolazione e alle persone che hanno fermato il soggetto che ha lanciato la sua auto contro i passanti, e per visitare i feriti gravi”. Lo riferisce la Farnesina in una nota, sottolineando che “Tajani ha proposto al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che possa essere offerto un riconoscimento ufficiale al signor Luca Signorelli per il gesto coraggioso che ha compiuto”. Il ministro Tajani alle 17.30 incontrerà in Prefettura il Prefetto Fabrizia Triolo, il presidente della Provincia Fabio Braglia e il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti. Tajani visiterà i feriti all’ospedale di Baggiovara di Modena (ore 18) e all’ospedale Maggiore di Bologna (18.40).
La visita di Tajani arriva all’indomani di quella del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della premier Giorgia Meloni.
“Ci sono delle regole per dare la cittadinanza italiana”, i cittadini stranieri intervenuti a Modena per bloccare il 31enne sabato scorso “meritano un riconoscimento. Se poi avranno i titoli per avere la cittadinanza italiana, questo è un altro discorso”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con i cronisti a Modena. I gesti eroici vengono premiati? “Bisogna fare sempre un’istruttoria. Credo che debba essere dato loro intanto un riconoscimento. Poi sulla cittadinanza ci sono delle procedure da vedere. Non tocca a me, tocca al ministero dell’Interno fare la prima analisi e fare le prime proposte”, ha aggiunto. A chi gli chiedeva se togliere la cittadinanza eventualmente al responsabile sia soltanto una polemica o c’è qualcosa di più, Tajani ha risposto: “C’è già una legge che prevede quando si può togliere la cittadinanza”. Sbagliano Matteo Salvini e Roberto Vannacci? “Non sono venuto – ha sottolineato il segretario di Forza Italia – a fare polemiche politiche né a dare giudizi. Sono venuto a portare la solidarietà mia, del governo, a una città e a ringraziare le persone che sono intervenute. Poi non credo che questo sia il momento giusto per fare dibattiti politici, nel momento in cui rappresento il governo. Non sono venuto per distinguermi, sono venuto per continuare il lavoro. La presidente del Consiglio era informata sin da ieri che sarei venuto oggi per portare la vicinanza del governo alla città di Modena”.
Dopo i fatti di Modena, “invece che strumentalizzare bisogna che la destra capisca che sulla sicurezza ha fallito e che non si perda l’occasione per mettere al centro il tema della salute mentale in un Paese in cui mancano 12mila professionisti” e “in cui non si è riuscito ancora a portare al 5% la parte di fondo sanitario destinata proprio per la salute mentale. Ecco, dovremmo cogliere l’occasione per fare una riflessione su questo anziché vedere le becere strumentalizzazioni della destra”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, al Tg3.
Ho incontrato le quattro persone che hanno fermato questo giovane, che era armato di coltello. Sono persone che hanno avuto il coraggio e non si sono girate dall’altra parte. Questo significa che possiamo anche, nel momento in cui dobbiamo indignarci per quello che è accaduto, dare un segnale di ottimismo alla città”, che “viene dal fatto che ci sono state delle persone che hanno avuto il coraggio di fermare una persona armata, che avrebbe potuto compiere altri atti contro i cittadini. Hanno avuto il coraggio e la determinazione, si potevano girare pure dall’altra parte”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con i cronisti a Modena. Sugli incontri “non c’è nessuna scelta di tipo politico. Abbiamo ringraziato le quattro persone che sono intervenute, poi uno è cittadino italiano. Ho detto che, secondo me, poi sarà il ministro dell’Interno, devono avere anche un riconoscimento pubblico a cominciare da lui, che è stato il primo ad intervenire. E poi se ci sono cittadini stranieri che sono intervenuti, li ho incontrati, li ho ringraziati, perché fanno comunque parte della vita di questa città, anche se non hanno il passaporto italiano. Sono persone che non si sono girate dall’altra parte”, ha aggiunto.
“Abbiamo fatto una riunione con il prefetto, i responsabili delle forze dell’ordine, il sindaco, il presidente della Provincia, a cui ho portato la solidarietà mia e anche del governo ancora una volta. Abbiamo deciso di essere presenti ieri e oggi per dare un segno di continuità di interesse e vicinanza nei confronti di una città che è stata ferita da una tragedia che ha colpito tutto quanto il nostro Paese, ha avuto echi anche fuori dai nostri confini. Ha parlato un po’ tutto il mondo di quello che è successo qui a Modena”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con i cronisti a Modena. “Abbiamo parlato di quelle che sono le cose da fare, i problemi dei malati psichiatrici, i problemi della sicurezza e della prevenzione, dell’inserimento delle persone che vengono dall’estero”, ha aggiunto.
L’attentato di Modena ha fatto emergere tutta l’inadeguatezza di questa destra di governo, che è andata a Palazzo Chigi con gli slogan e continua a governare con gli slogan in un clima ormai da fine impero. La proposta di Salvini e della Lega è l’immagine plastica di questo fallimento: invece che pensare a garantire maggiore sicurezza agli italiani, pensano a togliere la cittadinanza agli immigrati”. Lo dice il segretario di Più Europa Riccardo Magi. “Nonostante l’autore del gesto sia italiano, Salvini ha provato a distrarre l’attenzione dando il via alla caccia all’immigrato, pensando che gli italiani sono fessi. Salvini spara sugli stranieri quando invece dovrebbe spiegarci perché la rete di prevenzione ha fallito, perché hanno definanziato i Dipartimenti di Salute Mentale, essendo l’autore una persona con squilibri psichici, e perché ci sono centinaia di agenti delle Forze dell’Ordine in Albania a fare la guardia al bidone invece che nelle nostre strade. Soprattutto, Salvini dovrebbe spiegarci il silenzio e l’assenza dei rappresentanti delle istituzioni a Taranto, dove un bracciante è stato trucidato per motivi razziali: non una parola dal governo, non una parola dal ministro dei trasporti, che di solito pensa a tutto tranne che a far camminare i treni. Due pesi e due misure: è inaccettabile e rivela la sensibilità umana oltre che politica di questo governo”, conclude Magi.
“Matteo Salvini ha ragione, la legge sulla cittadinanza va cambiata subito. In troppi casi la cittadinanza italiana è stata concessa con troppa leggerezza, quasi regalata, anche a chi odia l’Italia, i cristiani, le nostre leggi e la nostra cultura. Quanto successo a Modena dimostra che non tutti gli stranieri si vogliono integrare, soprattutto gli islamisti: chi commette reati gravi deve perdere cittadinanza o permesso di soggiorno ed essere remigrato. E proprio perché Salvini dice le cose come stanno, certa sinistra tenta vergognosamente di minimizzare fatti gravissimi come quelli di Modena, che presentano un’evidente matrice islamica”. Lo dichiara Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Consiglio regionale della Lombardia.
“Mentre a Modena la città si stringe per affrontare il suo dolore e per respingere l’odio, Salvini e la Lega si confermano degli sciacalli. E lo fanno per nascondere il fallimento completo delle loro politiche sulla sicurezza. Un comportamento del tutto inaccettabile”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti a Viareggio a margine di una manifestazione pubblica.
“Se ottieni la cittadinanza, poi devi anche dimostrare di meritartela. Ci sono tanti stranieri diventati cittadini italiani che vivono nel nostro Paese, rispettano le nostre leggi, lavorano onestamente. Ma non possiamo nascondere che ci sia un problema che lega a doppio filo immigrazione e sicurezza, dove le difficoltà ad integrarsi all’interno delle nostre comunità degenera in gesti estremisti, violenza e terrore”. Lo dichiara il deputato della Lega, Gianpiero Zinzi. “Derubricare a sciacallaggio o addirittura strumentalizzazione politica la legittima richiesta ad avere regole più ferree quando si parla di cittadinanza o permessi di soggiorno, denota mancanza di serietà da parte di certa sinistra o peggio ancora indifferenza. Servono regole ancora più ferree, serve garantire che l’ottenimento della cittadinanza sia condizionato ad un comportamento impeccabile da parte di chi diventa italiano a tutti gli effetti, ma serve ancora di più garantire che ci sia un controllo su questo. Di fronte ai tragici eventi di Modena, non accettiamo scuse o giustificazioni. Le politiche della sinistra che negli anni ha spalancato le porte senza garantire sicurezza ai nostri cittadini hanno fallito. Basta buonismo”, conclude Zinzi.
“Io mi fido del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e delle Forze di polizia. Per quanto riguarda la allucinante vicenda di Modena saranno appunto gli investigatori a fare gli accertamenti necessari. Per capire se siamo di fronte a un folle o se c’è qualcos’altro come alcune vecchie email lasciano immaginare. Oppure potremmo essere di fronte a entrambe le cose. Una persona con evidenti disturbi psichiatrici, che casomai tende a emulare comportamenti che altre persone immerse nel fanatismo fondamentalista hanno fatto in altre parti del mondo utilizzando automobili o addirittura dei camion”. Lo dichiara il presidente della Commissione Affari esteri e Difesa del Senato e senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri. “In ogni caso, non bisogna minimizzare quanto è avvenuto. E anche la possibilità che siamo di fronte a una vicenda di follia ci fa riflettere sui controlli che ci devono essere di fronte a situazioni di questo genere. Occorrono trattamenti improntati a principi di umanità, ma bisogna anche tutelare le persone di fronte all’eventualità che si verifichino comportamenti come questa della criminale vicenda di Modena. Quindi approfondimenti immediati per capire come stiano le cose. Le nostre Forze dell’ordine, come ha detto Piantedosi, hanno sempre dimostrato fin qui grande capacità alla prevenzione ai fenomeni di terrorismo e di fondamentalismo”, conclude Gasparri.
Adesso siamo un po’ oberati, perché abbiamo la legge elettorale e l’autonomia” ma l’obiettivo è riprendere il cammino della proposta di legge, attualmente in commissione Affari costituzionali alla Camera, che prevede una stretta per i casi di revoca della cittadinanza italiana. Lo annuncia a LaPresse Igor Iezzi, deputato e capogruppo Lega in I commissione a Montecitorio. La pdl a sua prima firma, presentata il 31 ottobre 2024, prevede tra l’altro “ulteriori ipotesi di revoca della cittadinanza” italiana rispetto ai casi già previsti dalla legge ed amplia “l’elenco dei reati ivi previsti”, come riportato in premessa alla pdl n. 2124. La proposta di legge “l’ho fatta nel 2024, ne ho chiesto la calendarizzazione qualche mese fa, si era iniziato almeno a discuterla. Quindi, non è sull’onda” dei fatti di Modena, “poi è chiaro che quando arrivano determinate notizie, ti fanno capire che quello che avevi proposto è più urgente di quanto tu pensassi. Anche se non è strettamente legato, perché l’abbiamo presenta prima”, spiega Iezzi. Che illustra così in sintesi il testo: “Noi nel 2018 con Matteo Salvini ministro” dell’Interno, “abbiamo introdotto il principio che si potesse togliere la cittadinanza e l’abbiamo tolta per i reati gravissimi tipo reati di terrorismo. Quello che si vuole fare è allargare un po’ il novero dei reati e, quindi, inserire lo stupro, l’omicidio, la pedofilia. E poi allargare il numero di reati che impediscono di ottenerla. Però la cosa importante è toglierla, ovviamente con l’unico paletto della Costituzione, che prevede che non si possa rendere apolide un cittadino. Quindi, se un cittadino ha una sola cittadinanza, dubito che si possa fare qualcosa. Però se ne ha due, come spesso accade, gli si può togliere quella italiana. È una cosa che già c’è come principio per reati gravissimi, vogliamo allargare il numero dei reati”.
“Con il caso di Modena ancora una volta la sinistra e certa stampa mostrano tutto il loro ipocrita doppiopesismo e mettono in atto una strategia per trovare a tutti i costi una giustificazione alla violenza di Salim El Koudri, di cui ora si scopre, dai profili oscurati e dalla mail all’Università tutto il suo odio viscerale verso l’Occidente e noi cristiani. Il mainstream delle sinistre per comodità lo vuole far passare per matto, ma lo fa solo per coprire le responsabilità di loro leggi troppo molli e buoniste”. Così Anna Maria Cisint, europarlamentare Lega. “Ma a prescindere da questo terribile episodio, serve andare avanti con la nostra proposta – che non nasce ieri e a cui lavoriamo da tempo – per rivoluzionare permessi di soggiorno e cittadinanze. Non basta essere nati in Italia — come vorrebbe la sinistra — per essere italiani. E non basta nemmeno aver conseguito un titolo di studio, come sostengono alcuni alleati. Serve un monitoraggio serio per verificare che gli extracomunitari seguano e compiano un reale percorso di integrazione, di condivisione dei nostri valori e di partecipazione concreta alla nostra società, lungo tutto il cammino che può portare, forse un domani, alla cittadinanza. A partire dal permesso di soggiorno”, aggiunge, annunciando che “vogliamo trasformare l’attuale sistema in un meccanismo a punti, valido per tutta la durata del permesso stesso, con un punteggio minimo da raggiungere e mantenere, che misuri il rispetto delle leggi, l’adesione ai nostri valori e la partecipazione alla comunità. In caso di violazioni, il punteggio verrà pesantemente ridotto e, sotto una determinata soglia, scatteranno la revoca del permesso e l’espulsione. Basta permessi di soggiorno e cittadinanze concessi a chi non ha nulla a che fare con noi e odia tutto ciò che rappresentiamo”.
“Credo che sia difficile chiedere oggi a Salim El Koudri le ragioni del suo gesto perché credo che nella sua testa nemmeno lui sappia trovarle”. Così Fausto Giannelli, avvocato difensore di Salim El Koudri che sabato è piombato con l’auto sulla folla nel centro storico di Modena, a SkyTg24.
“Ho visto le email aggressive che ha inviato all’università di Modena nel 2021, gliele ho lette e gli ho chiesto spiegazioni. Lui non ha detto di non averle spedite, non si ricordava minimamente di questo episodio. Ha detto di avere avuto problemi sul lavoro” ma “non di essere stato bullizzato”. Così Fausto Giannelli, avvocato difensore di Salim El Koudri che sabato è piombato con l’auto sulla folla nel centro storico di Modena, a SkyTg24. Il 31enne “non invoca i problemi avuti nel trovare un lavoro come giustificazione. Si sentiva perseguitato, ma non dai datori di lavoro. Diceva che aveva il malocchio. Che qualcuno gli aveva mandato il diavolo addosso, detto poi da uno che non è credente, non va in moschea e non è praticante”. La Bibbia e il prete chiesti in cella? “Non è un cattolico praticante, quindi credo sia un momento di confusione. Crede che questo possa essere di aiuto”.
Salim El Koudri, il 31enne che sabato è piombato con l’auto sulla folla nel centro storico di Modena “è stato volontariamente seguito da un Centro di salute mentale che ha fatto una diagnosi di disturbo psichiatrico che già era importante all’epoca. Poi, purtroppo, ha sospeso questa terapia: non è più andato e ha smesso di prendere le medicine prescritte. Questo è stato l’inizio di un progressivo deterioramento”. Così Fausto Giannelli, avvocato difensore di Salim El Koudri, il 31enne che sabato è piombato con l’auto sulla folla nel centro storico di Modena, a SkyTg24. “Perché ha smesso di prenderle? Ha detto che stava bene, che era tranquillo e che non ne aveva più bisogno”, ha aggiunto.
Salim El Koudri è accusato di strage e lesioni aggravate dall’uso del coltello. “Quando gli ho raccontato i particolari sui feriti, le amputazioni, mi ha detto ‘ma che brutta cosa’. E’ rimasto colpito dall’orrore di questa cosa come se non non fosse lui l’autore di quel gesto”. Così Fausto Giannelli, avvocato difensore del 31enne che sabato è piombato con l’auto sulla folla nel centro storico di Modena, a SkyTg24. “Gli ho spiegato il rischio enorme del processo, ha annuito. Io sono stato nominato dalla famiglia – i genitori e la sorella -, lui si affida ma senza chiedere nulla, senza sapersi spiegare quello che è successo”.
“La cittadinanza non può essere considerata un fatto automatico e indiscutibile. Siamo il Paese europeo che ne concede di più: servono criteri più stringenti per permettere ad un cittadino straniero di ottenerla, ma bisogna pensare anche a gravi situazioni in cui possa essere revocata a chi dimostra di non condividere i nostri valori e di non sapersi integrare nel nostro Paese. Deve esserci un legame forte fondato sull’ottenimento dei diritti e il rispetto dei doveri. La cittadinanza non è soltanto uno status, è un percorso, un impegno che la persona deve saper portare avanti dimostrando piena adesione alla cultura del Paese, alle tradizioni, ai principi, ai diritti e ai doveri sanciti dalla nostra Costituzione, su cui non possono esserci ambiguità o banalizzazioni. Restiamo in attesa delle ulteriori indagini ma una cosa è certa: nessuna giustificazione della strage di Modena è accettabile. Ci sono cinque feriti, due gravi, una donna amputata: innocenti vittime di un gesto estremista, a cui si aggiungono precedenti minacce e blasfemie per ‘ottenere’ un lavoro. Basta buonismo: sono comportamenti assolutamente incompatibili con il mantenimento della cittadinanza italiana che deve essere tolta a chi si macchia di reati gravi”. Lo dichiara la deputata emiliana della Lega, Laura Cavandoli.
“I fatti di Modena sono di una gravità assoluta, le massime istituzioni del Paese hanno mostrato vicinanza e sostegno alle vittime, sono impegnate a tributare un riconoscimento ai cittadini intervenuti per salvarne altri. Gli inquirenti faranno chiarezza e non ci sarà lassismo né sottovalutazione, ma una cosa deve essere evidente a tutti: un Paese serio non si lascia dettare l’agenda politica né modifica le proprie leggi strutturali sull’onda emotiva di un singolo incidente, per quanto drammatico esso sia. Il tema della cittadinanza è una materia seria che richiede una riflessione profonda e di lungo periodo, non risposte affrettate o modifiche normative rincorse sulla scia della cronaca. La priorità oggi deve essere garantire la sicurezza dei cittadini e la certezza della pena per chi delinque, senza trasformare una vicenda drammatica in un terreno di scontro ideologico”. Così Paolo Emilio Russo, capogruppo di Forza Italia in commissione Affari costituzionali alla Camera, in una nota.
“Non sa spiegare perché è uscito, cosa volesse fare e perché ha preso il coltello da cucina – che si ricorda di aver preso ma non sa perché – e dice semplicemente che è uscito perché si sentiva di morire. Perché ha capito che quel giorno lui sarebbe morto”. Così Fausto Giannelli, avvocato difensore di Salim El Koudri, il 31enne che sabato è piombato con l’auto sulla folla nel centro storico di Modena, a SkyTg24. “E’ uscito da casa e ha girato e girato. ‘A un certo momento – mi ha detto – ho guidato più forte che potevo’. Ma non raccontando di aver investito delle persone, perché è ovvio che è un investimento volontario, ma raccontando l’episodio in una nebbia mentale, senza dare una ragione”.
Salim El Koudri, il 31enne che sabato è piombato con l’auto sulla folla nel centro storico di Modena, nel corso del colloquio con il suo avvocato ha chiesto, tra le altre cose, di avere una Bibbia e di poter parlare con un prete. Lo conferma a LaPresse Fausto Giannelli, avvocato difensore dell’uomo. Salim El Koudri, spiega l’avvocato Giannelli, “non pratica più la religione di famiglia, l’Islam, e non frequenta la moschea”, ma la richiesta “mi ha stupito”.
“Le mail scritte da Salim El Koudri confermano il fallimento delle politiche immigrazioniste della sinistra, che ha portato l’Italia a subire un’immigrazione illegale di massa ed indiscriminata da cui si è prodotto un effetto di radicalizzazione delle seconde generazioni. È da anni che Fratelli d’Italia, alla luce anche di quanto è accaduto in numerosi Paesi europei, denuncia questo pericolo. Per questo il governo Meloni ha varato politiche rigorose e innovative sul fronte dell’accoglienza e del contrasto all’immigrazione illegale, diventando un modello a livello internazionale. Eventi come quello di Modena sono la drammatica conferma del fallimento della follia immigrazionista della sinistra e che bisogna procedere lungo la strada tracciata da Giorgia Meloni: lotta senza quartiere all’immigrazione illegale”. Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Mauro Malaguti.
“La sinistra politica e mediatica alza la cortina fumogena sull’attentato terroristico di Modena per sviare l’attenzione degli italiani. Un errore fatale, come un errore fatale sarebbe non dire la verità mentre si accavallano sui social le opinioni e le notizie più disparate. Che l’attentatore italiano di origini marocchine volesse compiere un attentato per colpire i ‘bastardi cristiani’ ormai è evidente, come sembra vero che i suoi social fossero stati oscurati per i contenuti, anche se circolano alcuni screenshot dove sono inequivocabili i motivi di radicalizzazione. L’alibi della ‘malattia mentale’ non cancella la matrice terroristica dell’atto e l’obiettivo di colpire il cuore della città e i suoi abitanti”. Così in una nota il deputato della Lega, Jacopo Morrone.”Tra l’altro, il disturbo psicosociale non intacca la capacità di intendere e volere anche sul piano della giustizia. È scandaloso quindi giustificare l’attentatore con la presunta patologia mentale per derubricare l’attacco a gesto di un folle isolato. Scusa facilmente smentibile con la tipologia di attentato seguita da Salim El Koudri, che fa parte di un quadro di precisi modelli già usati in altri Paesi, dettati da schemi mentali assolutamente ostili alle società occidentali. Quindi, in guardia. La minaccia è concreta, l’attenzione degli organi di sicurezza deve essere altissima soprattutto nei confronti della tendenza ad attacchi isolati, spesso compiuti da soggetti radicalizzati. Ma ci sono anche altre questioni su cui intervenire: le cittadinanze concesse troppo facilmente e i troppo scarsi monitoraggi nei tessuti urbani da parte delle istituzioni locali. Ed è ora – conclude – di mettere alla berlina quella sinistra che si chiama fuori dalle responsabilità. I suoi amministratori hanno in parte reso le nostre città invivibili e insicure chiudendo gli occhi di fronte a fenomeni collegati a un’immigrazione incontrollata e non disposta a integrarsi. Di qui anche la critica al sindaco di Modena Massimo Mezzetti: con le sue improvvide dichiarazioni rischia solo di fomentare ulteriori divisioni e intolleranza. In questo senso ha già fatto abbastanza”.
Ho depositato oggi un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per chiedere chiarezza e approfondimenti sul grave episodio avvenuto nei giorni scorsi a Modena, dove un uomo di 31 anni, cittadino italiano di origine marocchina, ha investito diversi passanti nel pieno centro cittadino, provocando numerosi feriti e seminando paura tra i cittadini”. Lo dichiara Davide Bergamini, deputato di Forza Italia. “Si tratta di un fatto gravissimo – prosegue Bergamini – che impone il massimo livello di attenzione da parte dello Stato. Nell’interrogazione ho chiesto al Ministro se il soggetto fosse già noto alle Forze dell’ordine o ai servizi di intelligence e se risultasse sottoposto ad attività di monitoraggio, osservazione o segnalazione per comportamenti potenzialmente pericolosi o riconducibili a fenomeni di radicalizzazione”. “Ho inoltre chiesto di fare piena luce – sottolinea – sulle notizie secondo cui alcuni profili social riconducibili al soggetto sarebbero stati bloccati o rimossi dalla piattaforma Meta, per comprendere se tali provvedimenti possano essere collegati a contenuti violenti, estremisti o a forme di fanatismo”. “Altro aspetto fondamentale riguarda le informazioni emerse circa possibili problematiche psichiatriche del soggetto. È necessario capire – aggiunge Bergamini – se vi fossero percorsi di monitoraggio o assistenza già attivati e se esistessero elementi che potessero evidenziare una situazione di potenziale pericolosità sociale”. “Nell’interrogazione ho infine chiesto quali ulteriori misure il Governo intenda adottare per rafforzare prevenzione, controllo e monitoraggio nei confronti di soggetti potenzialmente pericolosi presenti sul territorio nazionale, affinché episodi di questo tipo non abbiano più a ripetersi. Ringrazio le Forze dell’ordine intervenute e i cittadini che con coraggio hanno contribuito a fermare il responsabile. La sicurezza dei cittadini deve restare una priorità assoluta e non può esistere alcuna sottovalutazione davanti a episodi di questa gravità”, conclude l’azzurro.
Salim El Koudri, il 31enne che sabato è piombato con l’auto sulla folla nel centro storico di Modena “denuncia un evidente disagio psichiatrico e una confusione mentale totale”. Lo dice a LaPresse Fausto Giannelli, avvocato difensore dell’uomo. Il legale spiega che El Koudri “dovrà essere visitato e probabilmente assistito anche farmacologicamente per una prima cura”, successivamente “una perizia psichiatrica sarà indispensabile e ineludibile”. L’udienza per la convalida è stata rinviata domattina alle 9:30.
“Nel 2022, da quanto è emerso dalle pochissime verifiche che abbiamo potuto fare non avendo nulla a disposizione, questo giovane ha chiesto un’informazione rappresentando un malessere. Trattandosi di un problema di carattere sanitario non è stato preso in carico da nessuno dei servizi sociali perché orientato verso il percorso sanitario. Da lì l’accesso al Centro di salute mentale che poi l’ha seguito nei due anni successivi, fino al 2024, quando si è allontanato volontariamente dal percorso di cura”. Così Maurizia Rebecchi, sindaca di Ravarino, nel Modenese, dove viveva Salim El Koudri, il 31enne arrestato dopo aver investito sabato diversi passanti nel centro storico di Modena.
“Chi prova a speculare politicamente su fatti come quelli di Modena non aiuta a risolvere i problemi. A gridare sono capaci tutti, ma il compito della politica è trovare soluzioni. Quanto accaduto è gravissimo e dobbiamo in primo luogo ringraziare le persone che, con senso civico, sono intervenute evitando che si verificasse qualcosa di ancora peggiore. E poi essere solidali con chi in queste ore soffre. Sono fenomeni che esigono responsabilità, coesione, maturità e risposte razionali e non istintive”. Lo dice a Aria Pulita su Telecity il senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia viva.
“Non è banale che il ministro dell’Interno abbia escluso che si tratti di terrorismo – aggiunge Borghi – ma questo non significa che dobbiamo abbassare la guardia. Quello dell’impiego della religione islamica in chiave jihad è un tema reale. Italia Viva ha presentato un disegno di legge contro la radicalizzazione islamica nelle carceri, che sono diventate una vera ‘università della radicalizzazione’ e per la prevenzione dalla jihad islamica. Dobbiamo rispondere con azioni mirate e chirurgiche per rafforzare la prevenzione. Credo ci sia l’esigenza di riprendere quel ddl e approvarlo”.
È stato rinviato a domani l’interrogatorio nel carcere di Modena di Salim El Koudri, il 31enne arrestato dopo aver investito sabato diversi passanti nel centro città, provocando numerosi feriti, alcuni in gravi condizioni. Dopo l’impatto, l’uomo avrebbe tentato la fuga e aggredito con un coltello alcune persone intervenute per fermarlo. Laureato in Economia aziendale, disoccupato e senza precedenti penali, in passato era stato seguito dai servizi di salute mentale per disturbi psichiatrici o schizoidi. Proseguono intanto le indagini: gli investigatori della polizia postale stanno analizzando computer e smartphone del 31enne. El Koudri è difeso dall’avvocato Fausto Giannelli.
“L’ottenimento della cittadinanza italiana non può consistere in un semplice iter burocratico, ma deve avvenire dopo che l’immigrato si sia realmente integrato nella nostra comunità, quindi come premio per l’integrazione avvenuta, non come presupposto per poi integrarsi. Se entro 50 anni dall’ottenimento della cittadinanza il ‘nuovo italiano’ commette gravi reati vuol dire che mancava fin dall’inizio questo presupposto, che non c’era alcuna sincera accettazione dei nostri valori e delle nostre leggi e quindi è giusto e necessario revocargliela”. Lo afferma Patto per il Nord in una nota. “Inoltre – continua la nota – lo Stato centrale non conosce questi ‘nuovi italiani’, mentre sono ben noti ai Comuni dove costoro vivono. Deve essere perciò la comunità locale, attraverso il Comune, ad esprimere un parere in merito alla concessione della cittadinanza perché è poi a livello locale che si patiscono le conseguenze di una cittadinanza concessa troppo frettolosamente e senza che vi sia stata prima una piena integrazione”.
“Fatti come quelli di Modena non possono essere minimizzati. Ci sono cinque persone in ospedale ancora in condizioni gravi, alle quali va la nostra vicinanza. Gli inquirenti faranno il loro lavoro e, al di là delle problematiche del singolo individuo, è chiaro che una persona che ha la cittadinanza italiana ed è ben integrata non parlerebbe mai della sua comunità come ha fatto Salim El Koudri, seminando poi il terrore per le strade. Serve sicuramente una riflessione sul tema della cittadinanza italiana, che è una cosa seria. Non va regalata a chi dimostra di non voler aderire ai nostri valori e, anzi, in alcuni casi andrebbe anche revocata. La proposta della Lega del permesso di soggiorno a punti va proprio in questa direzione”. Così i capigruppo della Lega di Camera e Senato Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo.
“Stavo tornando dal lavoro, avevo attraversato la strada e mi sono reso conto alla partenza del semaforo verde di una macchina che accelerava talmente forte che ho pensato che era matto a entrare in centro storico a questa velocità. Invece dopo mi sono ritrovato per terra. Era molto più grave di quello che sembrava”. Lo racconta Ermanno Muccini, uno dei feriti dell’investimento di sabato pomeriggio in centro a Modena che, come ha raccontato lui stesso ad alcuni giornalisti dall’ospedale di Baggiovara dove è ricoverato ha riportato “trauma cranico, oculare, dei punti in testa, varie abrasioni: alla fine non ho avuto dei danni così gravi a pensare a quello che è successo. Ritengo di essere stato fortunato – aggiunge – Se mi sento miracolato? Fortunato, ma anche miracolato, sì”.
“È stato talmente veloce che non ho neanche visto la macchina che mi veniva addosso – spiega Muccini – perché se sai che una macchina ti viene addosso, avrei avuto il tempo. C’è stata un’accelerazione e pensavo che la macchina continuasse per la sua corsia e invece non è stato così. Vedevo la gente che soccorreva, persone stupende, è stato un attimo di empatia da parte di tutti ed è stato molto bello”.
“Io non ho visto né i video dell’incidente né altro. Adesso voglio uscire, poi sicuramente li vedrò, ma non rimarrò scioccato, mi dispiace tantissimo per quella brutta scena che hanno fatto vedere e che non era da far vedere, di quella povera signora che purtroppo è rimasta ferita seriamente”, afferma ancora Muccini. In merito all’assalitore, lo chef precisa di non sapere chi sia. “Non conosco questa persona – prosegue riferendosi a Salim Elkoudri, – non so se è un atto così come dicono ma atti così sono severamente da punire. Cosa provo sapendo che potrebbe avere disturbi psichici? Non posso dire niente, perché c’è chi di competenza doveva seguirlo”. Infine, riguardo il suo incontro con il presidente Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni, conclude: “Sono stati carinissimi, due persone semplici, stupende”.
“Non so come sono stato investito, secondo me lateralmente a giudicare dalle ferite che ho riportato, penso non sia stato un impatto diretto frontale”, aggiunge Muccini riguardo la dinamica, sottolineando di trovarsi sul marciapiede al momento dell’impatto “come tutte le persone, non c’era nessuno per la strada”. “Non sono stato il primo – racconta – sono stato tra i primi. Sicuramente lui voleva continuare la corsa ma poi si è andato a schiantare contro la signora e il muro”.
“Sull’immigrazione la nostra posizione non cambia: massima rigorosità nei confronti di immigrati e clandestini. Massima invece integrazione di tutte quelle persone che vogliono venire nel nostro Paese per lavorare, studiare, impegnarsi a costruire una vita qui rispettando le regole”. Così Raffaele Nevi di Forza Italia, ospite a Start su Sky TG24. Si può ragionare sul ritiro del permesso di soggiorno o di cittadinanza acquisita nel caso di delitti e di crimini? “Si può ragionare intorno alle norme sulla cittadinanza, poi revocare la cittadinanza è una questione che incontra dei problemi di costituzionalità. La vedo più difficile”, ha concluso Nevi.
“Sull’immigrazione serve massimo rigore verso irregolari e clandestini e massima apertura all’integrazione verso coloro che vengono in Italia per lavorare, studiare impegnarsi per costruire una vita qui rispettando le regole. Su come acquisire cittadinanza si può discutere ma sulla revoca si incontrano problemi di costituzionalità”. Così il portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi a Sky Start.
“A Modena ha agito un italiano con problemi psichiatrici. Più che sulla cittadinanza va capito cosa sia mancato dal punto di vista dei servizi sociali visto che non si capisce come un soggetto con quelle patologie fosse in giro liberamente nonostante sembra avesse già manifestato evidenze di squilibrio” ha concluso Nevi.
“Italianissimo, laureato e perfettamente integrato, non vi pare? Chissà se qualcuno tenterà ancora di minimizzare l’attentato di Modena. Vediamo se tivù e stampa di sinistra censureranno anche queste parole d’amore…Avanti con la proposta di legge della Lega per revocare la cittadinanza e il permesso di soggiorno a chi commette gravi reati”. Così il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini commenta sui social le offese che Salim el Koudri avrebbe riservato ai cristiani.
“Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene”. Poi, pochi minuti dopo: “Voglio lavorare”. Fino al messaggio dal testo più forte: “Bastardi cristiani di merda voi e il vostro Gesù Cristo in croce lo brucio”. Sono alcuni dei quattro messaggi inviati nell’aprile 2021 da Salim El Koudri, 31 anni, all’Università di Modena e Reggio Emilia per chiedere condizioni di lavoro migliori. Le email sono ora al vaglio della Polizia. Gli investigatori, coordinati dalla procura della Repubblica di Modena, stanno ricostruendo il profilo dell’uomo e il contesto personale e lavorativo che avrebbe preceduto il gesto. Sono al lavoro anche i tecnici della polizia postale che dovranno ispezionare il contenuto del pc e del dispositivi smartphone del 31enne.
“Le parole di Salvini sono molto gravi, tanto più perché arrivano da un vicepresidente del Consiglio, e aprono uno scontro nella maggioranza. Come ha detto Piantedosi, siamo di fronte a situazioni di grave disagio psicologico: su temi così delicati non serve propaganda, ma cura, prevenzione e più risorse per la salute mentale, oggi del tutto insufficienti.
Senza giustificare nulla, servirebbe responsabilità istituzionale. La destra continua invece a fare concorrenza a Vannacci sul terreno della paura e degli atteggiamenti razzisti *come ha fatto il capogruppo di Fdi alla Camera Bignami, associando in modo ingiusto e fuorviante stranieri e seconde generazioni alla criminalità.
La verità è che i quattro decreti sicurezza del governo non hanno migliorato la percezione di sicurezza dei cittadini. La sicurezza si costruisce con investimenti, prevenzione e inclusione, non con la propaganda”. Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati, intervenendo alla trasmissione Agorà su Rai tre.
“Devono essere premiati coloro che hanno contribuito a fermare questa persona, che ha compiuto un atto incredibilmente violento e inaccettabile”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo a margine della terza edizione del progetto ‘Sport, innovazione e Made in Italy’ alla Farnesina, rispondendo alla domanda se fosse giusto dare la cittadinanza onoraria agli stranieri che hanno fermato l’autore dell’aggressione avvenuta a Modena. “Le cittadinanze si danno se si è in regola”, ha però aggiunto Tajani. “Se ci sono dei requisiti. Non si regala la cittadinanza italiana, ma certamente vanno ricompensati se sono stati, come lo sono stati, protagonisti di un gesto di grande coraggio”.
“Chi non è cittadino italiano e delinque, deve essere espulso, questo è chiaro”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo a margine dell’evento di lancio della III edizione del progetto ‘Sport e innovazione Made in Italy’ alla Farnesina, in riferimento ai fatti di Modena. Tajani ha poi ricordato che nel pomeriggio si recherà proprio a Modena per “dare solidarietà alla città e incontrare coloro che sono intervenuti per bloccare questa persona che ha provocato un danno gravissimo” e “salutare le persone ricoverate”.
“Una paziente è vigile ed è estubata, in buone condizioni. L’altra signora è attualmente in condizioni di stabilità ma non ancora fuori pericolo. Il percorso sarà lungo, in particolare per la signora tedesca ci adopereremo perché possa tornare a casa il prima possibile, anche dal punto di vista logistico per lei e la famiglia sarà molto meglio. Abbiamo già la possibilità di farla seguire dagli psicologi: è una persona molto in gamba e le interazioni sono molto positive”. Così Lesly De Pietri, direttrice di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Civile di Baggiovara, in merito alle condizioni dei feriti coinvolti nell’investimento di sabato pomeriggio in centro a Modena, riferendosi in particolare alla donna a cui sono stati amputati entrambi gli arti che, precisa la direttrice, “è cosciente, sveglia ed è estubata”.
“Sono condizioni durissime, hanno coinvolto due persone che si sono trovate nel momento sbagliato e nel posto sbagliato. Ci tengo a sottolineare che questo ha una rilevanza nazionale, ma noi abbiamo quotidianamente persone così, la cui vita e quella dei familiari viene stravolta e teniamo molto al rispetto della loro privacy perché questa situazione, già estremamente tragica, non diventi ancora più faticosa”, ha concluse De Pietri.
I due pazienti ricoverati all’Ospedale Maggiore di Bologna, dopo gli eventi di sabato nel centro storico di Modena dove un’auto è piombata sulla folla, sono entrambi in rianimazione in condizioni stabili. Lo rendono noto le aziende sanitarie in un bollettino congiunto. La paziente di 55 anni presenta diversi traumi, le sue condizioni sono in lieve miglioramento ma restano critiche e in prognosi riservata. L’uomo, anche lui di 55 anni con diversi traumi è stabile, non più in immediato pericolo di vita ma la prognosi è riservata.
Rispetto alle condizioni dei pazienti ricoverati all’Ospedale Civile di Baggiovara (Modena), la donna di 69 anni pur in un quadro di gravità complessivo presenta segni di progressivo miglioramento che hanno portato a staccare la paziente dai supporti ventilatori ed è pertanto in respiro spontaneo; la donna di 53 anni, sempre in condizioni gravi, presenta un quadro clinico stabile. Per entrambe la prognosi resta riservata. Il paziente di 59 anni, con trauma facciale, nel confermare la prognosi già comunicata ieri di 30 giorni in totale, presenta un quadro di stabilità e condizioni cliniche buone.
“Sì, lo farei ancora”. Così al Corriere della Sera Luca Signorelli, il 47enne che sabato ha atterrato e immobilizzato Salim El Koudri che poco prima, sulla sua auto, aveva travolto otto persone in via Emilia Centro, a Modena. “Ho visto scene terrificanti. Ho visto anche gente voltarsi dall’altra parte perché ovviamente aveva paura. A volte invece bisogna rispondere – racconta – cosa ho pensato? In quel momento non pensi. Agisci. Perché non sono indietreggiato quando l’aggressore ha provato ad accoltellarmi? Senza dubbio è stato l’istinto di sopravvivenza”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “ha detto che ho fatto un gesto eroico, mi hanno fatto i complimenti, frasi di circostanza forse. Se sono conscio del pericolo corso? Sì. E per ben due volte: prima ho rischiato di essere investito e poi di essere accoltellato”. Per fermare El Koudri sono intervenute altre due persone: “Io l’ho buttato a terra e poi sono arrivati in due che l’hanno bloccato – spiega – La polizia è arrivata una decina di minuti dopo e l’abbiamo dovuto tenere fermo. Una volta bloccato l’uomo, si è pensato a soccorrere le altre persone che erano rimaste a terra. Il momento più difficile? Quando mi sono trovato corpo a corpo con uno armato di coltello. El Koudri blaterava qualcosa in italiano. Si capiva che sapeva parlare l’italiano ma aveva un accento straniero. Non mi ricordo sinceramente nel dettaglio. Se ho capito l’importanza del mio gesto? Sì, ho fatto vedere che l’Italia non è morta. C’è ancora”.
Per il fatto che Salim el Koudri sia italiano “peggio mi sento”, “se va in giro col coltello in macchina, falcia la gente a 100 all’ora in centro a Modena e scrive ‘bastardi cristiani’ e inneggia ad Allah in arabo su profili chiusi da Facebook, e ce ne vuole di impegno perché Facebook chiuda i profili, evidentemente è ancora più grave. Non era un disadattato che viveva sotto un ponte isolato dal resto del mondo, addirittura era laureato”. Così il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, a 24 Mattino su Radio24. “Il permesso di soggiorno e la cittadinanza sono atti di fiducia del popolo italiano se questa fiducia viene a mancare devo poter intervenire”, aggiunge il leader della Lega.

