Tensione nel sud del Libano dove questo pomeriggio un razzo, la cui provenienza è ancora in fase di accertamento, è caduto all’interno della base di Shama, sede del contingente italiano impegnato nella missione Unifil Sector West. A renderlo noto è stato il ministero della Difesa, spiegando che non si registrano feriti tra i militari italiani presenti nella base. L’esplosione avrebbe provocato soltanto lievi danni a un mezzo militare in dotazione al contingente.
L’episodio riaccende l’attenzione sulla delicata situazione lungo il confine tra Libano e Israele, area che negli ultimi mesi è stata più volte teatro di lanci di razzi, bombardamenti e scontri armati. Proprio la missione Unifil delle Nazioni Unite opera nella zona con il compito di monitorare il cessate il fuoco e contribuire alla stabilità dell’area, in un contesto però sempre più fragile e instabile.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, segue costantemente gli sviluppi della vicenda ed è in contatto diretto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, con il comandante del COVI, generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, e con i vertici del contingente italiano schierato in Libano. L’obiettivo è monitorare minuto per minuto l’evoluzione della situazione e verificare eventuali rischi per il personale militare impegnato nella missione internazionale.
Sono ancora in corso tutti gli accertamenti tecnici necessari per stabilire con precisione da dove sia partito il razzo e quale sia stata l’esatta dinamica dell’accaduto. Al momento non vengono escluse ipotesi e le autorità militari stanno raccogliendo elementi utili anche attraverso le attività di monitoraggio sul terreno. L’episodio, pur non avendo provocato conseguenze gravi, conferma il clima di forte instabilità che continua a caratterizzare l’area operativa di Unifil.

