Sono otto i sospetti casi di Hantavirus, di cui tre confermati tramite test di laboratorio, legati alla nave da crociera MV Hondius. Lo ha affermato il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. ll presidente delle Isole Canarie, Fernando Clavijo, ha respinto, intervenendo alla radio Onda Cero, l’idea che la nave faccia scalo nelle isole e ha richiesto un “incontro urgente” con il premier della Spagna, Pedro Sánchez, in merito a una decisione che a suo avviso non rispetta “alcun criterio tecnico” né vi sono “informazioni sufficienti per mantenere un messaggio di calma e garantire la sicurezza della popolazione delle Canarie” ma la MV Hondius attraccherà sabato al porto di Granadilla de Abona, a Tenerife, nelle Canarie, ha comunicato la ministra della Salute spagnola, Monica García.
Il ministro dell’Interno spagnolo: “Porto Tenerife soddisfa requisiti”
Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, in conferenza stampa insieme alla ministra della Salute García, ha riferito che la scelta dello sbarco alle Canarie è stata presa dall’Oms, tenendo conto della capacità della Spagna. Marlaska ha affermato che “il porto di Tenerife soddisfa i requisiti necessari” e che la Spagna dispone “del meccanismo dell’Ue necessario per garantire un rimpatrio nelle condizioni di massima sicurezza”. La ministra della Salute ha aggiunto che “il periodo di incubazione è di 45 giorni”, ma la durata esatta sarà precisata in seguito “nel corso di riunioni tecniche”. García ha poi ricordato che “la trasmissione tra esseri umani non è abituale, ma non è da escludere, e si verifica sempre in situazioni di contatto molto stretto tra persone sintomatiche”.
Passeggero: “In 23 sbarcati dopo la prima vittima, nessun controllo”
Ventitré passeggeri della nave da crociera MV Hondius erano già sbarcati più di due settimane fa, sull’isola di Ascensione, 10 giorni dopo il primo decesso a bordo. Da lì, il 21 aprile, hanno iniziato il ritorno verso i loro Paesi. Lo riferisce a El Pais un passeggero spagnolo. “A Sant’Elena sono scese 23 persone e, fino a tre giorni fa, nessuno le aveva contattate”, ha detto il crocerista. Le 149 persone di cui si era parlato finora quindi, in principio erano 172. Ma mentre la maggior parte rimane sulla nave, sotto rigide misure igieniche e di isolamento, 23 sono tornate a casa e conducono una vita normale. “L’australiano in Australia, quello di Taiwan a Taiwan, gli americani in ogni angolo del Nord America. L’inglese in Inghilterra, gli olandesi a casa loro. Non ricordo da dove venissero gli altri, ma nessun spagnolo”, ha specificato il passeggero. Fino a tre giorni fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità non aveva ancora iniziato a mettersi in contatto con loro. “Noi eravamo in contatto con loro e ci chiedevamo: ‘Ma quando gli diranno qualcosa?’ Ci sono persone che non sono state contattate fino a ieri”.
Oms: “Grave malattia infettiva ma non è il prossimo Covid”
“Questo non è il prossimo Covid, ma è una grave malattia infettiva. La maggior parte delle persone non vi sarà mai esposta”. Lo ha detto la principale esperta di epidemie dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Maria Van Kerkhove, aggiungendo che la variante andina dell’hantavirus è ben nota. Anche se l’Oms non ha mai registrato un’epidemia di questo virus su una nave. L’accesso alle cure cliniche per chi si trova sulla nave è importante, ha affermato, perché le persone infette possono sviluppare una grave insufficienza respiratoria acuta e necessitare di ossigeno o ventilazione meccanica. Il periodo di incubazione dell’hantavirus “può variare da una a sei settimane, o anche più”, ha dichiarato Van Kerkhove.
Oms: “Tracciamo i 23 sbarcati senza controllo”
L’Organizzazione mondiale della sanità (oms) sta coordinando un “tracciamento dei contatti internazionali” per verificare lo stato di salute delle 23 persone che sono sbarcate dalla crociera Hondius nell’isola di Sant’Elena il 21 aprile, 10 giorni dopo il primo decesso per hantavirus. Lo ha dichiarato a El Pais un portavoce dell’Oms. “I passeggeri sbarcati dalla nave sono stati informati del (primo) caso di hantavirus dagli operatori della nave ed è stato chiesto loro di segnalare qualsiasi segno o sintomo”, ha aggiunto il portavoce. Una di queste persone è il cittadino svizzero ricoverato in un ospedale di Zurigo, che è diventato l’ottavo caso dell’epidemia. “In collaborazione con le autorità nazionali e gli operatori della nave, i nostri team hanno stilato un elenco di chi si trovava in ogni luogo e in quale momento, al fine di garantire che qualsiasi potenziale esposizione sia documentata e che le persone possano ricevere assistenza se presentano sintomi. Questo tracciamento dei contatti aiuta anche a contenere ogni possibile diffusione”, ha concluso l’Organizzazione.
Ministero Salute: “No italiani a bordo, allertati Uffici frontiera”
Non ci sono connazionali a bordo della nave da crociera dove, finora, si sono verificati 8 casi di hantavirus con tre decessi. A precisarlo è il ministero della Salute, che sta seguendo “con attenzione, in raccordo con le autorità sanitarie internazionali Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) e Oms (Organizzazione mondiale della sanità), l’evoluzione del focolaio di Hantavirus che si è sviluppato sulla nave da crociera MV Hondius, attualmente ormeggiata al largo di Capoverde”. A bordo della nave “non sono presenti passeggeri di nazionalità italiana. A oggi, l’Ecdc ha classificato come molto basso il rischio per la popolazione generale in Europa”, sottolinea il ministero, che il 4 maggio ha trasmesso un’informativa, con i dati diffusi da Ecdc e Oms, alle Regioni e agli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf). E che continuerà a monitorare l’evolversi della situazione, in stretto contatto con le autorità sanitarie internazionali, nell’ambito delle attività di sorveglianza epidemiologica. Anche per l’Oms il rischio per la popolazione generale resta basso, come ha ribadito il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus.

