E’ morto il fondatore della Cnn Ted Turner: aveva 87 anni

E’ morto il fondatore della Cnn Ted Turner: aveva 87 anni
(AP Photo/David Goldman, File)

Fu uomo dell’anno per Time nel 1991. vendette la media company nel 1995

Ted Turner, il ‘maverick’ dei media Usa, che fondò la rete all news Cnn, rivoluzionando l’informazione televisiva, è morto all’età di 87 anni. A riferirlo, un un comunicato stampa della Turner Enterprises citato dalla Cnn.

Cnn: “Nel 2018 rivelò di avere una malattia cerebrale progressiva”

“Ha costruito un impero mediatico che comprendeva la prima superstation via cavo e canali di grande successo dedicati a film e cartoni animati, oltre a squadre sportive professionistiche come gli Atlanta Braves – scrive la Cnn sul proprio sito – . Nel 1991, Turner è stato nominato ‘Uomo dell’anno’ dalla rivista Time, (nel 1995) ha venduto le sue reti alla Time Warner e in seguito ha lasciato il settore. Poco più di un mese prima del suo ottantesimo compleanno nel 2018, Turner ha rivelato di soffrire di demenza con corpi di Lewy, una malattia cerebrale progressiva. All’inizio del 2025, Turner è stato ricoverato in ospedale per una lieve forma di polmonite, prima di riprendersi in una struttura di riabilitazione”.

E’ morto il fondatore della Cnn Ted Turner: aveva 87 anni
Credit: Ralph Dominguez/MediaPunch /IPX

Ted Turner, la vita e la carriera 

Non c’era solo la Cnn tra le imprese realizzate da Turner. Il miliardario, nato in Ohio ma simbolo della sua città di adozione, Atlanta, possedeva squadre sportive professionistiche, difese la Coppa America di vela nel 1977 e donò la straordinaria cifra di 1 miliardo di dollari a enti di beneficenza delle Nazioni Unite. Si sposò tre volte – la più celebre delle quali con l’attrice Jane Fonda – e si guadagnò i soprannomi di “Captain Outrageous” (Capitan Sfrontatezza) e “The Mouth of the South” (La Bocca del Sud). Una volta, ricorda l’Associated Press, si vantò dicendo: “Se solo avessi un po’ di umiltà, sarei perfetto”. Negli ultimi anni la sua attività fu rallentata dalla demenza a corpi di Lewy. Ormai da tempo ritiratosi dal settore televisivo, si concentrò sulla filantropia e sulla gestione dei suoi oltre due milioni di acri di proprietà, che includevano la più grande mandria di bisonti del Paese. La sua personalità esuberante finiva talvolta per mettere in ombra un acume imprenditoriale determinato e incline al rischio. Quando, nel 1996, vendette la sua Turner Broadcasting System alla Time Warner Inc. in quella che fu una mega-operazione mediatica, Turner aveva trasformato l’azienda di cartelloni pubblicitari del defunto padre in un conglomerato globale che comprendeva sette importanti reti via cavo, tre squadre sportive professionistiche e due celebri studi cinematografici. Il traguardo più significativo di Turner fu la creazione della Cnn, la prima rete televisiva all news attiva 24 ore su 24, nel 1980. In un’epoca in cui le notizie sono istantaneamente disponibili a portata di mano di chiunque, è difficile ricordare che l’idea di lasciare ai consumatori la libertà di decidere quando informarsi su ciò che accade nel mondo fosse, un tempo, rivoluzionaria.

La svolta per la Cnn con la guerra in Iraq nel 1991

In parte, a fare da catalizzatore fu proprio la frustrazione personale di Turner nei confronti dei notiziari televisivi. Spesso lavorava oltre le 20, orario in cui i telegiornali serali della Abc, della Cbs e della Nbc erano già terminati; di contro, si trovava già a letto quando le emittenti locali trasmettevano i propri notiziari alle 23. Decise di correre un rischio avviando un’impresa che, agli albori della televisione via cavo, veniva talvolta derisa con il soprannome di “Chicken Noodle Network” (la “rete della zuppa di pollo”); in quel periodo, viveva in un appartamento situato proprio sopra la sede della rete ad Atlanta. “Sapevo che avrei dovuto colpire duro e muovermi con incredibile rapidità, ed è esattamente ciò che facemmo: muoverci così in fretta da non lasciare alle grandi reti generaliste il tempo di reagire, poiché, in realtà, avrebbero dovuto essere loro a realizzare un progetto del genere, non io. Ma a loro mancava l’immaginazione”, ricordò Turner in un’intervista rilasciata nel 2016 all’Academy of Achievement. Il momento di svolta per la Cnn arrivò durante la Guerra del Golfo contro l’Iraq, nel 1991. La maggior parte dei giornalisti televisivi era fuggita da Baghdad, avvertita dell’imminenza di un attacco americano. La Cnn, invece, rimase sul posto, immortalando immagini di forte impatto dello scoppio del conflitto: le scie luminose della contraerea che solcavano il cielo e i corrispondenti che sussultavano, scossi dalle onde d’urto delle bombe. A Turner era stato promesso un ruolo continuativo all’interno della Cnn anche dopo la cessione della sua società alla Time Warner – un’operazione conclusasi con uno scambio azionario valutato 7,3 miliardi di dollari – ma, con suo grande rammarico, venne progressivamente estromesso. “Ho commesso un errore. L’errore che ho commesso è stato perdere il controllo dell’azienda”, dichiarò in seguito. Quello stesso anno, il 1996, vide la nascita del Fox News Channel e l’ascesa di un nuovo magnate dominante nel settore delle notizie via cavo: Rupert Murdoch. L’opinione politica divenne il tratto distintivo e la merce di scambio di reti come Fox News e Msnbc. Sebbene la Cnn abbia costruito un’organizzazione giornalistica di portata mondiale – dimostratasi particolarmente forte sul fronte online – ancora oggi si trova a dover fare i conti con un calo dell’interesse del pubblico verso i notiziari televisivi dal taglio più strettamente informativo e imparziale.

Trump: “Uno uno dei più grandi di tutti i tempi”

 “Ted Turner, uno dei più grandi di tutti i tempi, è appena venuto a mancare”, scrive Donald Trump su Truth, in un post in cui rende omaggio al fondatore della Cnn. “Ha fondato la Cnn, l’ha venduta ed è rimasto personalmente devastato da quell’affare, poiché la nuova proprietà ha preso la Cnn — la sua ‘creatura’ — e l’ha distrutta. È diventata ‘woke’, incarnando tutto ciò che lui non ha mai rappresentato”, scrive il presidente. “Forse i nuovi acquirenti — persone meravigliose — riusciranno a riportarla alla sua antica credibilità e al suo antico splendore. A prescindere da ciò, tuttavia, egli rimane uno dei grandi della storia delle trasmissioni radiotelevisive, nonché un mio amico. Ogni volta che ho avuto bisogno di lui, c’era; sempre pronto a battersi per una buona causa!”, conclude Trump. 

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